T2022EN PMS C

 

Al Palagio di Parte Guelfa, dove il Premio è tornato a distanza di tre anni, l’emozione dei premiati è stata particolarmente sentita, anche grazie ai piccoli numeri che ha consentito la normativa anti-Covid ma nulla è stato tolto alla cerimonia. premiati2021

Presente il governatore F. Damiani, dopo i saluti del presidente G. Giuliattini e del presidente della Commissione S. Selleri, la dott.ssa Elisabetta Nardinocchi, direttrice del Museo Horne ha tenuto la tradizionale conferenza colombiana dedicata a Herbert Horne, singolare figura di collezionista d’arte italiana che, oltre a operare sul mercato antiquario della sua epoca, ha voluto legare alla città una raccolta estremamente significativa oggi riunita in quella che fu la sua casa fiorentina.

Importante il rapporto con le Americhe dell’inglese Horne che vi portò l'arte italiana, in particolare a Nuova York e Filadelfia ma non si trattò di un temuto ratto di opere fiorentine per i nascenti musei americani ma venne via via trasformandosi in un amore, generazionale, diremmo per l’epoca dei suoi protagonisti tra XIX e XX secolo, che ha lasciato a Firenze nel Museo Horne oltre 6.000 opere.

Horne fu anche a fianco del principe Tommaso Corsini nella Associazione per la difesa di Firenze antica contro la demolizione, tra l’altro, del Palagio di Parte Guelfa, dove il Columbus è stato ospitato. Ci sono un po’ tutte le contraddizioni di Firenze in questa storia, tra le quali il cronista non può mancare di rilevare (ed è stato una prima volta assoluta) la mancanza di un rappresentante ufficiale del Comune al Premio Columbus.

Fortunatamente il sindaco – pochi giorni dopo – ha consegnato al prof. Romagnoli, uno dei premiati, il Fiorino d’oro, massima onorificenza cittadina, in quello che interpretiamo come un ideale raccordo col Columbus. E Cristoforo Colombo? Il navigatore che qualcuno vuol metter da parte è stato ben presente. Il prof. Romagnoli nel ricevere il premio, se ne è proclamato un ammiratore perché spinto dalla voglia della ricerca, allora una ricerca nel macro, verso nuove terre, oggi, come dimostra l’eccezionale sviluppo dei recenti vaccini, verso il micro, l’infinitesimale quasi invisibile che pure ha tanta parte nella nostra vita.

Angela Caputi, premiata per la moda, ha portato la genuinità delle sue creazioni, nate da un momento difficilissimo della sua vita in cui fu spinta a mettersi alla prova in un slancio anch’esso colombiano. E infine il premiatodifficilissimo della sua vita in cui fu spinta a mettersi alla prova in un slancio anch’esso colombiano.

E infine il premiato per la cultura prof. Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi, uno dei centri della vocazioneinternazionale di Firenze interpretato al massimo livello e motore di una ripresa anche culturale tanto necessaria

Designato il 2021 come Anno europeo delle ferrovie e avviatasi la ripresa dell’economia mentre la pandemia pare finalmente arretrare, incoraggiare i cittadini all’utilizzo del treno è un’attività fortemente voluta dall’Unione Europea. Grazie all’esiguo numero di incidenti su binari, il trasporto ferroviario è anche il mezzo più sicuro dei trasporti terrestri ma solo il 7% dei passeggeri e l’11% delle merci viaggiano su rotaia. In Italia, intanto, da almeno 90 anni, si persegue con successo la via dell’alta velocità.

Firenze, come ha sottolineato il relatore, a lungo collega del presidente Giuliattini e già responsabile del settore nuovi rotabili delle FS, ne è stato uno snodo fondamentale, di ricerca e di prova. Lo stesso record di velocità del 20 luglio 1939 fu ottenuto dal'ETR.212 tra Firenze e Milano, con la velocità massima di 203 km/h raggiunta nel tratto fra Pontenure e Piacenza. Durante il viaggio l’unica carrozza-motrice mantenne una media di 165 km/h. I 316 km del percorso furono coperti in 115 minuti ma tra Bologna e Firenze (via Prato, l’attuale “vecchia” direttissima, lunga 97 km) occorsero solo 38 minuti.

Il migliore Frecciarossa del XXI secolo impiega, in una tratta più breve e protetta come la nuova direttissima, solo un minuto in meno. A regime l’ETR.212, oggi al Museo di Pistoia, operava la tratta in 59 minuti, un tempo che – dopo le distruzioni belliche e la tumultuosa ricostruzione – fu ristabilito solo dagli anni 90 con l’arrivo del Pendolino. L’Italia di oggi, con oltre 1.000 Km di linea ad alta velocità, è al settimo posto nella classifica dedicata alle infrastrutture ferroviarie più avanzate nel mondo e può vantare, col Frecciarossa senza fermate tra Milano e Roma (580 km) un tempo di percorrenza di 2 ore e 55 minuti, alla velocità media di ca. 195 km/h.

E’ quella che la pubblicità, con un felice slogan, ha definito la “metropolitana d’Italia”. Dai record alla normalità.

20 assegni circolari del valore di 300 euro ciascuno, destinati ad altrettante famiglie bisognose, individuate dal Rotary Club Firenze Est in collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di Firenze, sono stati consegnati all’assessore Sara Funaro dal Presidente del Club Gian Luigi Giuliattini Burbui col Past-President Simone Martini.Funaro Giuliattini Martini

“Un grazie di cuore al Rotary Club Firenze Est - ha detto l’assessore Funaro - che con questa donazione regala un sorriso a 20 famiglie in difficoltà segnalate dai nostri Servizi sociali.

La solidarietà del Rotary è la dimostrazione chiara di come il tessuto associativo della nostra città, di cui il Rotary è parte integrante, sia sensibile e attivo per offrire sostegno e supporto ai cittadini che vivono in situazioni di fragilità e devono sopportare difficoltà attivo per offrire sostegno e supporto ai cittadini che vivono in situazioni di fragilità e devono sopportare difficoltà quotidiane, che con la pandemia purtroppo sono peggiorate.

Il bollettino n. 1005 del 12 marzo 2020 la descrisse come la “riunione che non c’è stata”; finalmente dopo diciotto mesi mesi la riunione si è svolta, segno tangibile di una ripresa delle attività rotariane in presenza. Il dott. Maurizio Cantale già accademista di Sanità Militare (XI Corso) e ex-medico militare, medico specialista in psicologia medica ed in criminologia ad indirizzo medico-psicologico, vanta una vasta esperienza come selettore-formatore nelle Forze Armate proseguita in istituzioni pubbliche (ASL, ospedali) e private fino alla Ferrari, esperienze che ha potuto mettere a disposizione - da una quindicina d’anni - come volontario di istituti di missionari cattolici (Salesiani, Suore Maestre Pie Venerini) in paesi lontani dell’Asia e dell’Africa. Nasce così il suo impegno per Ebolowa, città del Camerun meridionale da dove da poco è rientrato.

Per dare un’opportunità tangibile di aiuto alla missione, opera della moglie Lucia, sono arrivati i fiori che stasera hanno adornato i tavoli, realizzati con la tecnica della “porcellana fredda” venduti in mercatini e anche direttamente a favore dei progetti di Maurizio in Africa. Ed ecco il Camerun, Paese che condivide la difficile situazione di tanta parte dell’Africa Subsahariana, cui il dott. Cantale ha dato voce aiutato da foto suggestive e talora impressionanti (come quelle dei carcerati di Ebolowa).

Da Piazza Santa Maria Novella a Piazza Santa Trinita alla scoperta dei luoghi delle famiglie rinascimentali.

La bellezza di un tramonto fiorentino di inizio autunno ha accolto in piazza Santa Maria Novella il gruppo del nostro Club che ha seguito la guida Elisa Pasqualetti, che già avevamo conosciuto “virtualmente” durante le fasi più dure della pandemia, in un tour breve in quanto a distanza ma denso di storia e di cultura, di fronte a chiese e palazzi testimoni della potenza e della magnificenza di alcune antiche famiglie fiorentine

.Pasqualetti

La facciata di S. Maria Novella ha dato lo spunto per parlare degli Alberti e del loro grande architetto Giovan Battista e dei suoi committenti i Rucellai, che abbiamo ritrovato davanti al palazzo ed alla loggia omonimi, apprendendo che la loro fortuna partì da un lichene (“oricella”) e dalla pipì (sic) che gli faceva assumere un colore violetto, ottimo per tingere le loro stoffe esclusive. In Via Tornabuoni ecco i Tornaquinci poi rinominati Tornabuoni e gli Strozzi col loro possente palazzo. In Piazza S. Trinita, infini, i Feroni Spini e i Bartolini Salimbeni che del papavero “sonnifero” (da dare ai concorrenti) fecero uno stemma col motto “Per non dormire” .potenza e della magnificenza di alcune antiche famiglie fiorentine.

Per l’ormai tradizionale riunione al CT Firenze, il presidente del Circolo Carlo Pennisi ha illustrato le origini e la storia recente sodalizio, sottolineando il momento speciale del tennis italiano.

La serata ha anche registrato il gradito rientro del past president Fabrizio Fantini dopo il grave problema di salute che lo ha colpito quest'estate. Fabrizio è voluto intervenire per ringraziare tutti dell'affetto ricevuto dagli amici del club.

Il Presidente Carlo Pennisi, relatore della serata, ha raccontato di quanti nomi famosi del tennis internazionale sono passati da questi campi, quando il torneo di Firenze era inserito nei grandi circuiti mondiali con un monte premi di 300 milioni di lire, uno dei più quotati in Italia. Interessante il ricordo dell’immediato dopoguerra quando il Circolo era diventato area logistica delle truppe alleate e dove il Generale Clark, appassionato di tennis, con la scusa di controllare le vettovaglie, veniva invece a vedere giocare i tennisti professionisti dell'epoca ma la storia attuale del tennis italiano, anche per gli eccezionali risultati di alcuni campioni in un anno già fantastico per lo sport del nostro Paese, ha poi animato la serata nella speranza di una crescita ancor più significativa di uno sport che ha ancora molte carte da giocare nel guadagnarsi la passione degli italiani.