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Partendo dal binomio professionalità – dedizione, comune a tutti i mestieri condotti con correttezza, il nostro socio Leonardo Tulini, titolare dell’Ottica Tulini, che prosegue nel centro di Firenze una storica attività di famiglia, ha puntato verso le peculiarità della figura dell’ottico – optometrista, cui è demandato determinare e fornire la soluzione ottica o funzionale per la protezione, il consolidamento e il miglioramento dell’efficienza visiva.

I principali servizi dell’ottico sono stati passati in rassegna con particolare attenzione ai due mondi delle lenti a contatto e degli occhiali. Tutto però deve muoversi in base alla patologia riscontrata dal Medico Oculista, alla refrazione riscontrata in fase di anamnesi e – in parte - alle esigenze soggettive (gli occhiali sono parte della moda da sempre)
Un intenso dibattito ha permesso poi di mettere a fuoco (è il caso di sottolinearlo) vari aspetti della professione di ottico e i dubbi su lenti e occhiali che ognuno inevitabilmente si porta dietro.

L’Anno Leonardiano 2019, nel 500° della morte del grande artista e scienziato, viene celebrato a Firenze con tre mostre dedicate rispettivamente al Verrocchio, al Codice Atlantico e agli studi di botanica. In Palazzo Vecchio la selezione delle tavole del Codice Atlantico provenienti dalla biblioteca Ambrosiana di Milano sono esposte sotto la curatela della professoressa Cristina Acidini, nostra socia e preziosa guida della visita di oggi.

Le tavole sono state selezionate sulla base del lavoro che Leonardo ha fatto a Firenze. Come ha detto e – lo scorso 3 maggio scritto per Il Sole 24 Ore – la prof. Acidini “i fogli prescelti portano allo scoperto, anche solo grazie a una frase o a un segno, alcuni dei legami più duraturi di Leonardo con Firenze, dal periodo in cui requentò Andrea del Verrocchio, al secondo soggiorno in città, compresi i ricordi a distanza di persone conosciute e a cose fatte e viste a Firenze”.

Tra i punti di riferimento per Leonardo la cattedrale dove poté studiare le macchine brunelleschiane “da vicino quando assisteva il Verrocchio nel montaggio della palla in rame dorato sulla lanterna, nel 1471”. C’è anche “un foglio di studi sul volo degli uccelli, presupposto per la progettazione dell’ala meccanica e del volo umano, sperimentato o solo immaginato in quel di Fiesole” e innumerevoli “osservazioni sul comportamento dell’acqua, specialmente nei fiumi. Profondo conoscitore dell'Arno - secondo Vasari, Leonardo «fu il primo ancora che giovanetto discorresse sopra il fiume d’Arno per metterlo in canale da Pisa a Firenze» -, progettò un lungo corso artificiale alternativo a quello naturale, verso Prato, Pistoia, la Val di Nievole e il Padule di Fucecchio, per raggiungere il fiume a Vico Pisano e quindi il mare. Avrebbe migliorato la navigazione e scongiurato le alluvioni, ma trattandosi di un’opera faraonica che comportava enormi sbancamenti di terra e perfino il traforo di un monte, il Serravalle, non fu mai neppure iniziato”. Tornano così a noi i complessi rapporti con la città mai facile, anche per i geni.

Preceduta da una lettera scritta a mano dal presidente forse una prima volta per il nostro club, la riunione inaugurale dell’annata ha permesso di mettere a fuoco alcuni aspetti del programma e delle attività previste per il 2019-2020. La relazione si è aperta col ricordo della “irripetibile” visita del presidente Maloney cui Selleri ha fatto più volte riferimento a cominciare dal tema della connessione che da oltre cent’anni è in realtà una delle più importanti attività rotariane, ben prima delle odierne reti sociali.

Selleri non ha mancato di ricordare il ruolo del Rotaract (presente il presidente Falaschi) e dell’Interact (con la speranza di ampliarne l’effettivo) e invitare i presentatori a incentivare le presenze dei nuovi soci. Già a fine luglio il campus internazionale dei Rotary fiorentini coinvolgerà anche i nostri ragazzi. Annunciata per il 26 settembre la visita del Governatore, sarà preceduta (il 19 settembre) dalla conferenza dll’istruttore di club Petrocchi.

La visita a Firenze di Mark D. Maloney nella nostra città è durata meno di 20 ore affrontate nonostante la stanchezza del viaggio con tutto l’entusiasmo di un rotariano impegnato e simpatico alla sola tappa europea dopo la Convention di Amburgo.

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D’altra parte la quarantesima edizione della Quadrangolare, una connessione che si rinnova dal 1979, ogni anno in un Paese diverso, con l’impegno per un service comune e il rinnovocostante di un’amicizia consolidata, al di là delle frontiere, ha rappresentato per il presidente Maloney la miglior prova che nel Rotary nessuno è un estraneo. Un dato anche personale lo ha confermato. Come la Quadrangolare anche Mark ha festeggiato un 40°, quello del suo matrimonio con Gay, che lo ha accompagnato anche in questo viaggio. Un anniversario, ha detto, che ha festeggiato ad Amburgo durante la Convention alla presenza di 27.000 amici di tutto il mondo.

A Firenze Maloney ha rivolto un importantissimo messaggio per i giovani, in primo luogo del Rotaract: “il 1 ° luglio - lo stesso giorno in cui diventerò presidente del Rotary – ha detto - lo faremo diventare l'associazione dei club del Rotary e del Rotaract. Questo è un enorme passo avanti e il riconoscimento dei continui e crescenti contributi dei Rotaractiani” e ha concluso che “se i Rotaractiani non fossero stati all'altezza della situazione e non avessero portato così tanta energia alla nostra Assemblea quest'anno, le persone potrebbero aver messo in dubbio la mia decisione”.

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Il ruolo del Rotaract è definitivamente iscritto nel nome stesso del sodalizio internazionale. Un risultato del lungo cammino insieme di oltre 50 anni. Maloney ha poi avuto parole di grande apprezzamento per i più esperti, primo fra tutti il PDG e past-director del R.I. Rino Cardinale cui ha riconosciuto il merito di averlo riportato in Italia.

Non era la prima volta, ha detto Maloney, ancora emozionato della visita a Roma e al Vaticano di qualche anno fa. Nel suo incontro con i club della Quadrangolare, Maloney ha sottolineato poi l’autenticità rotariana dell’incontro e rivolgendosi ai quattro club ha detto: “per 40 anni, vi siete connessi a dei buoni amici, attraverso barriere nazionali e linguistiche, portando i vostri club (nella foto a destra con il gruppo dei presidenti) sempre più vicini, formando legami che uniscono e lavorando a progetti di servizio che cambiano il mondo. Questo è ciò che siamo nel Rotary - ed è per questo che “Rotary connette il mondo”. Quando veniamo insieme in un evento come questo, abbiamo la possibilità di vivere e sperimentare il mondo di Rotary.”

Ben comprendendo come anche dentro l’Europa i rapporti necessitino di continua e rinnovata esperienza, il presidente ha osservato che “il Rotary ci mette in contatto con persone che altrimenti non avremmo mai incontrato, che sono più simili a noi di quant o mai avremmo potuto immaginarci” e provare come “nel Rotary, nessuno di noi è un'isola” qualunque lingua noi parliamo o tradizione seguiamo. C’è stupore in queste parole, la capacità di emozionarsi ancora dopo 114 anni di storia rotariana e la certezza che “prospereremo per altri 114 anni perché noi non abbiamo paura del cambiamento” per diventare “un Rotary più adatto alle famiglie, un Rotary che accoglie i bambini nelle nostre attività e che è premuroso verso le famiglie nella nostra programmazione”. Il presidente internazionale ha infine augurato il “buon anniversario di R.C. Firenze Est - Parigi La Defense Courbevoie - Bruxelles Ouest - e Wiesbaden Rheingau” riconoscendo che “i vostri 40 anni sono un'ispirazione per tutti noi. Continuate a connettervi e rendete il nostro mondo un posto migliore!” 

Arrivederci presidente Maloney, vorremmo ricordare la sua visita anche così mentre ha trovato il tempo di guardare, con l’aiuto del presidente Fantini, il VII volume della collana dedicata al Premio Columbus che noi del bollettino abbiamo preparato in queste settimane e che sarà distribuito al passaggio delle consegne ma che non poteva mancare per un presidente attento e partecipe delle iniziative del Firenze Est. 

In una serata bollente (verso le 23 c’erano ancora 30° C) il Firenze Est ha celebrato con sobrietà il più tradizionale degli appuntamenti, il passaggio annuale delle consegne tra il presidente uscente Fabrizio Fantini e il successore Stefano Selleri. Fantini ha ringraziato il consiglio e affidato nove PHF ad altrettanti soci tra i più attivi dell’annata: il segretario Gabriele Piscitelli i prefetti Diana e Manetti, Cigliana (in particolare legato ai premi di giornalismo) Fossi (che in risposta gli ha consegnato una lettera di gratitudine del Consiglio) Ferraro, Penco (ricordando i 100 Artigiani) Antich (con il successo del corso di mediazione) Cardinale (futura DG che ha anche rivolto un breve pensiero al Club nel segno della prossima annata) Fantini ha poi consegnato i tradizionali premi di assiduità (Targa Massimo Galletti di Sant’Ippolito) ai più presenti dell’annata Leonardo Belloni e Sara Ermini. Secondo la sua indole, sempre dialogante, Fabrizio ha colto l’occasione dei brevi scambi con i premiati per sottolineare i servizi realizzati dal Club durante l’annata,a cominciare da quello comune con i club di area a favore di Genova, delle iniziative in memoria del compianto governatore Massimiliano Tacchi e durante la visita del presidente internazionale Maloney che ha definito emozionante e unica.

Da venerdì 7 giugno a lunedì 10 giugno il Firenze Est ha accolto gli amici dei Club contatto di Paris La Défense-Courbevoie, Bruxelles Ouest e Wiesbaden Rheingau per la Quarantesima edizione della annuale riunione Quadrangolare .

Venerdì al Mediterraneo alcuni nostri soci hanno ricevuto gli amici europei per l’aperitivo e cenare insieme. La mattina di sabato il gruppo ha dapprima visitato il Museo dell’Opera del Duomo per poi essere ricevuto dall’assessore Cecilia Del Re in Comune, a Palazzo Vecchio. Dopo un pomeriggio di libertà corsa al Castello di Verrazzano per una cena tipica che ha anticipato i tradizionali scambi di doni tra i presidenti. 

Domenica 9 giugno visita a Siena. A Palazzo Pubblico con l’assessore Tirelli (nella foto a destra con i presidenti è il quarto da sinistra) poi al Museo della Contrada dell’Oca la visita ha offerto una solare giornata che intanto il nostro presidente Fantini, insieme con i colleghi degli altri club dell’area e con alcuni volenterosi ha trascorso in attesa del presidente internazionale, arrivato a Firenze nel primo pomeriggio per poi partecipare alle20.00 alla cena di Gala nel Salone dei Continenti del Grand Hotel Mediterraneo di cui il Presidente Eletto del Rotary International 2019-20 Mark Daniel Maloney con sua moglie Gay sono stati ospiti d’onore.

Lunedì 10 giugno alle 13.00 la meridiana ha segnato la chiusura della Quarantesima Quadrangolare con la presentazione del Service congiunto che, su proposta del Firenze Est si concetrerà sulla  donazione di un mezzo adeguato ai medici della clinica dentistica del Ladakh sostenuta in India dall’AMDI. Caloroso l’arrivederci alla 41esima edizione a Francoforte, prevista per il 21-24 maggio 2020 su invito degli amici di Wiesbaden. Tra le iniziative della Quadrangolare c’è stato anche un apprezzato annullo filatelico la cui impronta è opera di Riccardo Penco e riunisce i simboli delle quattro città con la ruota rotariana (nella foto accanto la squadra delle Poste al Mediterraneo).