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Rotary Firenze Est 

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La giornata del XXXV della Consegna della Carta al nostro Club

Allietata dalla presenza di diciotto amici stranieri e quattro italiani, in visita durante il Congresso mondiale dell’Inner Wheel, ospitato dalla città di Firenze, la riunione ha marcato gli storici legami con il RC Firenze che contribuì alla nascita del Firenze Est, trentacinque anni fa. Il Presidente ha ricordato la consegna della Carta di incorporazione nel R.I. e l’impegno dei fondatori, due dei quali, Bini e Pistolesi, sono ancora nostri attivi soci. Ha quindi consegnato il Premio di Assiduità 2002-2003 al prof. Mauro Guerra, nel nome del compianto Massimo Galletti di Sant’Ippolito che – presidente del RC Firenze – si adoperò nel 1968 per la nascita del Firenze Est e di cui è testimonianza la Campana del club da lui donata. E’ seguito un saluto del gen. Caltabiano, Presidente del RC Firenze che ha partecipato alla consegna dei PHF ai soci Prof. Lapo Puccini e Avv. Lorenzo Contri. E proprio Lorenzo ha riassunto il tema della giornata in inglese, per i soci stranieri che hanno poi scambiato i propri guidoncini con il presidente.
Nella seconda parte il Prof. Ernesto Failla ha presentato i risultati lusinghieri della sua partecipazione al RYLA confermando il valore assoluto dei giovani presenti,  sulle cui qualità ha svolto un vibrante intervento invitando tutti i rotariani ad uscire dall’autocelebrazione per raggiungere obiettivi nuovi e soprattutto reali.

I fiori di Firenze

Con l’entusiasmo e la competenza che caratterizzano ogni suo impegno il Prof. Orsi ha spiegato la grande varietà della flora di Firenze che non per caso è la città del fiore.

Il prof. Orsi è presidente della Società Toscana di Orticultura, le cui origini risalgono al progetto avviato nel 1852 dall'Accademia dei Georgofili, che a tal fine incaricò una commissione presieduta dal marchese Pietro Torrigiani. La commissione, composta dalle "persone più chiare e competenti nelle cose relative alla cultura delle piante da fiori o da frutti" (tra cui Filippo Parlatore, Antonio Targioni Tozzetti e Bettino Ricasoli) organizzava per lo stesso anno un'esposizione nel Giardino di Palazzo della Crocetta come "saggio esplorativo dell'attitudine dei Toscani" alla "cultura dei Giardini e degli Orti". Visto il successo della manifestazione, nel 1854 nasceva ufficialmente la Società Toscana di Orticultura, con proprio statuto. Oltre ad organizzare esposizioni pubbliche, nel 1859 la Società otteneva il terreno del marchese Ginori Lisci in via Bolognese per impiantarvi il proprio Giardino. Nel 1876 usciva il primo numero del "Bullettino della R. Società Toscana di Orticultura", mentre sul finire del secolo veniva posto nel Giardino il grande Tepidario disegnato da Giacomo Roster.  E’ in questa sede che si svolge la tradizionale mostra della fine di aprile.

Il relatore ha proiettato anche un video sul giardino dell'Iris, ormai prossimo alla apertura annuale, durante la quale il nostro Club conta di organizzare una visita. 

IL CONCERTO AL TEATRO VERDI
POLIO PLUS: OLTRE 20.000 EURO DAI ROTARY FIORENTINI

Una serata per l’iniziativa Polio plus del Rotary Internazionale e un concerto bello e ben eseguito. Spigliato e simpatico Jacopo Morganti, ottimo Cristiano Rossi il violinista, interpretazione poetica e morbida. E grande soddisfazione dei presenti e anche di chi ha contribuito solo acquistando un biglietto che ha reso felice uno o più amici non rotariani, visto che la serata – in interclub con Firenze Nord e Rotaract – ha sottolineato – come ha detto Francesco Tei nel reportage del Giornale Radio RAI della Toscana – che si è ascoltato “il bambino Mozart pensando ai bambini colpiti dalla Poliomielite in tutto il mondo” in un’atmosfera – come ha ricordato il direttore dell’Orchestra Giovanile del Chianti Jacopo Morganti : “La musica da sempre trasmette un grande messaggio di fratellanza”.

Quanto ce ne sia bisogno lo sappiamo tutti.

XXXV Anniversario del Rotaract a Firenze

Il distretto 2070 ha celebrato sabato 22 marzo il 35° anniversario della nascita del Rotaract (1'associazione riservata ai giovani promossa dal Rotary). Non a caso è stata scelta Firenze come sede di questa celebrazione: proprio nella nostra città infatti, nel 1968, è nato il primo Rotaract Italiano ed Europeo, terzo nel mondo. Un avvenimento importante, non solo perché ha aperto ai giovani la «ruota dentata», ma anche perché ci si avventurava nella realizzazione di un'associazione «mista», uomini e donne, come ancora il Rotary non era.

Le celebrazioni si sono svolte nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio con un convegno pomeridiano cui hanno assistito il sindaco di Firenze Dominici, il Governatore Roberto Giorgetti, la rappresentante distrettuale Maria Teresa Zucchelli e tutte le autorità Rotariane e Rotaractiane. I festeggiamenti si sono conclusi sotto il segno dell’amor di Patria, nel CLV anniversario delle Cinque Giornate, presso la Scuola dei Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri dove, seguite dalla tradizionale cena di gala.

Agli amici del Rotaract Firenze Est i più vivi complimenti.

 
Roma – Città del Vaticano 22-23 Febbraio 2003
Visita agli Scavi della Necropoli della Basilica di San Pietro e alla Radio Vaticana

Nella speciale giornata liturgica della Cattedra di Pietro, il nostro gruppo (del quale facevano parte anche tre soci  del RC Firenze Certosa) ha visitato gli scavi della Necropoli vaticana situata sette metri al di sotto della Basilica attuale. La suggestiva passeggiata archeologica si conclude sul punto della tomba ritenuta di San Pietro (sotto l’attuale altare maggiore) e ne spiega i luoghi del martirio, in quello che fu il Circo di Nerone.

Gli scavi – effettuati tra il 1939 e il 1950 – sono affidati alla Fabbrica di San Pietro e visitabili a gruppi (con guida) su prenotazione.

Nel pomeriggio visita straordinaria all’auditorium di Roma, da poco inaugurato, e partita di rugby (Italia-Irlanda, torneo Sei Nazioni) all’adiacente Stadio Flaminio.

Domenica abbiamo avuto accesso alla Città del Vaticano, visitando alcuni luoghi normalmente inaccessibili ai turisti, fino a raggiungere la torre di Leone XIII, dove viene celebrata la Messa diffusa in tutto il mondo dalla radio del Papa. Dopo la funzione ci siamo intrattenuti nei giardini e ricevuto un riconoscimento di benvenuto dalla redazione italiana della Radio Vaticana.

In conclusione abbiamo assistito al messaggio del Santo Padre in Piazza San Pietro.

Un particolare ringraziamento alla ns. sig.ra M.Christina per l’assistenza in Roma e agli uffici vaticani che ci hanno garantito un programma speciale. Fotografie sono disponibili per i partecipanti presso Cristina e Franco Cioni. 

Ricordiamo che il 23 febbraio è ricorso il IIC di fondazione del Rotary internazionale.

Ammissioni (6 Febbraio 2003)

I nuovi soci Filippini e Canfield hanno ricevuto stasera il benvenuto del Club al quale i presentatori Cioni e Fontana hanno esposto brevemente i lineamenti biografici.

Ricordiamo che nella riunione del 13 febbraio i nuovi soci avranno l’opportunità di raccontare qualcosa di sé al Club.

L’Intesa Mondiale e i Mezzi per Conseguirla

Il mese di febbraio è dedicato dal Rotary alla Intesa Mondiale, uno degli obiettivi che il Club si è posto sin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1905 proprio in questo mese.

Il Consigliere per l’Azione Internazionale avv. Lorenzo Contri OBE ha illustrato i principali aspetti del diritto internazionale pubblico, le difficoltà della sua applicazione e il ruolo della diplomazia, anche in tempo di crisi e di guerra. Egli ha posto l’accento sul funzionamento dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e del Tribunale internazionale, imperfetti interpreti del tentativo di sostituire il diritto alla sopraffazione.

Il segretario del nostro Club Luigi Cobisi ha svolto una breve relazione sull’impegno del Rotary – anche a livello di Club – per la comprensione tra i popoli sottolineando che quarantanove rotariani parteciparono alla redazione della Carta delle Nazioni Unite mentre il R.I. è oggi riconosciuto a ogni livello per il suo impegno nel mondo.

Ha quindi preso la parola la Console del Regno Unito, signora MacFarlane che – sollecitata da numerosi interventi, Canfield, Orsi, Cecchini, Missigoi, Failla, Puccini – ha esposto l’impegno quotidiano della diplomazia al servizio del dialogo e della comprensione  tra i popoli.

Il presidente ha ringraziato con un piccolo omaggio floreale la Console MacFarlane per la disponibilità dimostrata al dialogo con i nostri Soci e complimentandosi per l’ottimo italiano, segno ulteriore dell’amore per la nostra terra e la nostra cultura.

 
Il nuovo Meyer (16 gennaio 2003)

In apertura della serata il Presidente ha presentato il nuovo Socio Dott. Luca Bussani, che è stato ammesso quale nuovo socio a partire dal 1 gennaio 2003. Di famiglia rotariana, Bussani ha già molti amici nel nostro club ed è stato brevemente introdotto dal Prof. Carlo Vallecchi, nella sua qualità di socio presentatore. Bussani, che è intervenuto con la gentile consorte signora Elzbieta. avrà l’opportunità di raccontare le proprie esperienze nella riunione del 13 febbraio insieme con gli altri soci che verranno presentati nella riunione del 23 gennaio. All’amico Luca i più vivi rallegramenti. La riunione del 13 febbraio  cadrà nel 35. anniversario della fondazione del nostro Club e pertanto il Presidente e il Consiglio invitano tutti i Soci, specialmente quelli di più vecchia data, ad intervenire in questa occasione che, corroborata dall’immissione di nuove forze, più di ogni altra rappresenterà la continuità che da quei primi “pionieri” ci ha condotto fino a questo e agli anni che verranno.

Dopo un breve intervento del nostro Socio Dott. Pierarturo Donati, che ha presentato gli interlocutori, la serata si è sviluppata intorno ad alcuni contributi filmati relativi alla nuova costruzione del nuovo Ospedale Meyer, sul quale informiamo i nostri lettori in questa edizione.  Un particolare ringraziamento all’amico Puccio Donati per la disponibilità e l’impegno nell’organizzazione di questo importante incontro.

Il conto alla rovescia è partito l´8 gennaio 2001. Quel giorno l´Azienda Ospedaliera Meyer ha ufficialmente avviato, con la consegna del cantiere alla ditta vincitrice dell´appalto, la realizzazione della nuova sede dell´Ospedale pediatrico di Firenze. Da quel momento trascorreranno novecento giorni e poi il sogno del Nuovo Meyer, da tanti anni accarezzato, sarà diventato realtà.

Completamente immerso tra la vegetazione tipicamente toscana di un parco centenario che verrà messo completamente a disposizione dei piccoli pazienti, e strategicamente attiguo al comprensorio ospedaliero di Careggi, il nuovo ospedale è stato progettato secondo i criteri tecnologici più avanzati, con sensibilità ambientale e con la massima attenzione alle esigenze dell´accoglienza.

Il Nuovo Meyer è stato ideato per essere un ospedale che non sembra un ospedale.

Il sito scelto, Villa Ognissanti, si è rivelato sotto il profilo ambientale un vero e proprio vantaggio, ha permesso di concepire una struttura completamente immersa in uno splendido spazio verde.

Si è cercato di valorizzare al massimo il parco di Villa

Ognissanti, soprattutto la parte più ricca e preziosa che si affaccia su viale Pieraccini, che sarà mantenuta e curata senza toccare minimamente le piante secolari che la popolano.

Il padiglione nuovo sorgerà nella parte retrostante la villa, dove attualmente esiste solo un groviglio di arbusti.

Il verde aiuterà a sdrammatizzare l´accesso all´ospedale. Immaginiamo il percorso: chi dovrà venire al Meyer si troverà davanti prima un parco, poi un edificio in cui ci sarà un asilo e un servizio di accoglienza, poi ancora uno spazio verde, infine una serra e attraverso la serra l´ingresso vero e proprio alla villa e ai servizi che contiene.

Il padiglione nuovo, a sua volta, è immerso nel verde della collina a cui è addossato. Le dimensioni contenute in altezza, la copertura in rame ossidato e a verde vivo (circa 5000 metri quadrati coltivati ad erba e essenze particolarmente adatte e resistenti) lo mimetizzeranno quasi completamente alla vista. Questo ingresso graduale contribuisce a modulare l´intensità delle emozioni di chi si accosta alla struttura. Nessuna automobile potrà entrare nel parco. Le auto potranno essere sistemate nel parcheggio di 400 posti che verrà realizzato nelle adiacenze dell´ospedale.

L´Ospedale dovrebbe essere inaugurato nel 2004.

Posti letto: 120 + 26 letti di Day Hospital

Sale operatorie: 6

Sale diagnostiche: 9

Servizi: 33.694 metri quadrati

Parco: 72.178 metri quadrati

Copertura a verde speciale: 5.000 metri quadrati

Parcheggi: 31.524 metri quadrati

Spesa complessiva prevista: 51.000.000.000 di Lire

Progettazione: CSPE

Ditta realizzatrice: Grassetto e Gemmo Impianti  

La scomparsa di Giorgio Colzi

La settimana rotariana si è conclusa con la triste notiza della scomparsa dell’avv. Giorgio Colzi, già Presidente del Firenze Est. Tutto il Club si è unito al cordoglio dei familiari e alcuni Soci hanno preso parte alle esequie dell’illustre amico che, pur avendo lasciato il Club da un paio d’anni, manteneva con tanti di noi i rapporti cordiali di tutta una vita.

Trecento persone che cantano 

Così Egisto Squarci ha riassunto la serata (La Nazione, 12 gennaio 2003)

Trecento persone che cantano con commosso entusiasmo «Fratelli d'Italia» seguendo le note della fanfara dei carabinieri diretta da Ennio Robbio, e il coro degli allievi e delle allieve della scuola sottufficiali. E' la conclusione della manifestazione dedicata all'Inno nazionale dall'Arma e dai Rotary Firenze Nord e Firenze Est con i giovani dei Rotaract. Relazioni e riflessioni di Giuseppe Marchetti Tricamo, uno degli autori del libro «La vera storia dell'Inno di Mameli», dei generali dei carabinieri Salvatore Fenu e Francesco Russo, e di Jacopo Morganti presidente del Rotaract Firenze Nord, direttore dell'orchestra sinfonica «Terre del Chianti», il quale ha inquadrato l'Inno negli entusiasmi musicali ottocenteschi.

Per il Rotary interventi di Salvatore Enia, Alessandro Pratesi, Giorgio Parmeggiani. Pier Luigi Zollo ha recitato lettere fra Garibaldi e la madre di Goffredo Mameli, Adelaide. Il maresciallo Alessandro Balanesi, tenore, splendida voce, accompagnato dalla fanfara, ha cantato «Alma madre Italia», l'inno nato nell'ambito dell'Arma: versi del generale Salvatore Fenu, musica del maestro Vincenzo Borgia.

E' stata commentata la polemica di questi giorni che attribuisce l'Inno non a Mameli, ma allo scolopio Atanasio Canata. La notizia, nelle dimensioni ritenute effettive, fu anticipata a Firenze otto anni fa da «La Nazione» dell'8 febbraio 1995. Una sola strofa non è di Mameli, così risulta dagli archivi delle Scuole Pie degli Scolopi, frequentate da Goffredo che chiese un giudizio su «Fratelli d'Italia» a padre Canata» il quale, preoccupato per la divisione delle idee politiche e religiose, «credette opportuno aggiungere di sua mano»: «Uniamoci, uniamoci. / L'Unione e l'amore / rivelano ai popoli / le vie del Signore».

La serata più attesa

Allietata dalla presenza di 170 tra soci, familiari ed ospiti la serata degli auguri ha confermato l’attesa prodottasi nei giorni precedenti anche per il super-attivismo di Piero Montauti, Riccardo Bertoni, dei prefetti Bianchi e Bianchini e della nostra magnifica segretaria Maria Cristina, che hanno provveduto all’ideazione e installazione degli addobbi natalizi e in particolar modo dei bellissimi stendardi che accentuavano la volta come nei castelli antichi. D’altra parte la Sala della Scherma alla Fortezza, dopo i fasti del Social Forum, meritava un ritorno al passato. Lo ha dimostrato il modo simpaticissimo con cui Piero è riuscito ad aggiudicare il premio più ambito: un servizio d’argento dell’amico Fani. Grazie ad un’estrazione tra i presenti le signore Sesti, Bianchini e Cigliana hanno dovuto scegliere una canzone che permettesse al pubblico di assegnare tra loro il premio. Compito difficile, visto che la signora Bianchini si è affidata a Mina (Sei grande) e la signora Cigliana a Totò (Malafemmina) ma la signora Sesti ha superato tutti in curva intonando l’eterna Papaveri e papere. Un trionfo. Di pubblico e soprattutto di simpatia.

Poco prima la signora Gheri procedeva all’estrazione del televisore offerto dall’amico Paolillo e – miracolo – veniva fuori il numero 27 rosa, corrispondente al biglietto del Prof. Gheri.

Passati alle danze, la timidezza dei più giovani è stata superata dalla maestria dei più esperti con Lapo Puccini che trascinava tutti nelle danze.

Dato significativo: la serata terminava alle 1,30. Auguri a tutti.

 

Visita del Governatore 5 Dicembre 2002

Il Governatore Giorgetti ha incontrato nel pomeriggio i dirigenti del Club e del Rotaract. Il dibattito, sereno e ad ampio raggio, ha coinvolto tutti gli aspetti dell’annata, con particolare riferimento agli impegni internazionali che vedono il Firenze Est impegnato a ricevere gli amici europei nella Quadrangolare di maggio mentre vengono mantenuti i rapporti con Kyoto e avviato il progetto Bolivia. Il governatore ha espresso parole di incoraggiamento al Rotaract, che compirà – come il club – 35 anni di attività nel 2003. La presidente Giovanna Mengoni ha svolto una accurata relazione al termine della quale il presidente Pratesi e il governatore hanno  espresso viva soddisfazione.

Nella successiva conviviale il governatore – con numerose citazioni di autorevoli personalità del passato – ha invitato a guardare avanti con fiducia ricordando l’occasione unica offerta dal Club di riunire settimanalmente persone di esperienze diverse nell’intento di arricchirne le qualità ed esaltarne l’azione comune.

Nel corso della serata è stato assegnato a Piero Petrocchi, autorevole componente della Commissione ammissioni e classifiche, settore nel quale è impegnato da molti anni con attenzione e serenità di giudizio, il Paul Harris Fellow.

 

Informazione rotariana

Giovedì 28 Novembre 2002 - Con l’intervento di Gianni Cortigiani, i numerosi soci presenti hanno potuto approfondire i numerosi temi affrontati dal recente Consiglio di legislazione, particolarmente in merito a classifiche, territorio, attività del R.I. e della R.F. – Hanno anche preso la parola il presidente eletto Gheri e il segretario Cobisi per precisare alcuni aspetti delle relazioni con il Giappone e circa il ruolo dei riconoscimenti PHF.

Le relazioni di Alessandra Gheri (per i rapporti col Giappone) e Giovanni Petrocchi (negli USA) hanno permesso di avere notizie di prima mano sullo stato delle relazioni con l’America e l’Estremo Oriente che il nostro club – anche attraverso le visite di giovani – realizza come parte integrante del suo impegno per la pace mondiale. La riunione – apertasi alle 18.30 – si è chiusa con un rinfresco intorno le 21, dimostrando l’interesse dei soci per i temi proposti.

 

Aiutare con gioia – Il messaggio della serata

Una serata diversa, in un’atmosfera gioiosa, animata dal desiderio di fare qualcosa in più per la Rotary Foundation, in particolare a favore della Polio Plus.

L’occasione è stata data dalla cortesia del nostro socio Benito Fani che ha reso possibile la realizzazione di una presentazione straordinaria di una notissima casa di orologi.

Dopo la proiezione di un video sulla RF, il presidente ha introdotto gli scopi della serata, ricordando sia il ruolo che ogni socio può svolgere a favore della Fondazione, sia l’attività del club. Ha poi ricordato le diverse modalità di finanziamento della RF e la formula della rotazione triennale che favorisce – anche attraverso i PHF – il regolare finanziamento della Fondazione.

La sfilata si è conclusa con un divertente spettacolo musicale e comico.

Con il grazie a Benito, a sua figlia, ai suoi collaboratori, la certezza di avere contribuito in modo discreto ed originale agli obiettivi della RF.

Il Ricordo degli Amici scomparsi

E’ tradizione del Firenze Est riunire ogni anno i soci e i familiari nel ricordo degli amici scomparsi. Quelli più recenti (Prof. Aldo Aranguren, Roberto Montauti, Prof. Anton Giulio Sesti, Dott. Pasquale Balestrieri) e tutti coloro che nei 34 anni di vita del club hanno marcato con il loro entusiasmo, con la loro partecipazione e soprattutto con l’esempio la storia del nostro sodalizio.

Alle parole del segretario, che a nome del Presidente e del Consiglio, ha dato il benvenuto a tutti, ha fatto seguito la Santa Messa, che nella tristezza del ricordo ha unito la gioia della festa di Ognissanti, di cui ha compreso la liturgia. Celebrante Don Stefano Ulivi, di recente nominato parroco del Sacro Cuore, in via Capodimondo. Una parrocchia in cui vivono numerosi nostri soci, per i quali l’occasione è stata importante anche per conoscere il loro nuovo pastore.

Durante la Messa, le letture e le preghiere dei fedeli sono state pronunciate da sette tra soci e consorti rendendo la celebrazione – avvenuta nella cappella al primo piano del Convitto – più sentita e partecipata.

Tra le persone riviste con affetto, insieme con le vedove di nostri cari amici, anche il prof. Rizzini, che tutti ci auguriamo riavere con noi stabilmente.

Premio Columbus 2002

Apertasi come tradizione in Palazzo Vecchio nello storico Salone dei Cinquecento, l’edizione 2002 del Premio Columbus ha goduto di una vasta partecipazione e della presenza di tutti e tre i premiati. Nonostante la pressante attualità, il presidente del Gruppo Fiat Paolo Fresco è intervenuto come previsto, mantenendo la massima discrezione sulle vicende aziendali, nonostante l’assalto di alcuni cronisti. In conversazioni con giornalisti più accorti, avvenute in margine alla consegna del Premio, Fresco ha parlato della propria esperienza professionale con italiani e americani. Un ampio servizio del TG3 regionale toscano (ore 23.30) ne ha riferito brevemente con ampie immagini del conferimento dei Premi Columbus 2002.  La consegna dei premi al prof. Filippi e agli eredi Forno è stata caratterizzata dalla viva partecipazione degli ambasciatori di Bolivia e Venezuela che hanno letto le motivazioni da essi stessi predisposti. Come ha sottolineato, per il Comune di Firenze, l’assessore Giani c’è una diplomazia parallela che con discrezione viene svolta dalle città e da istituzioni come il Rotary. La conferenza colombiana della prof. Camden ha riaffermato gli storici legami tra la letteratura europea e quella ibero-americana anche intorno la figura di Cristoforo Colombo. Il testo sarà presto disponibile per tutti i soci attraverso il nostro bollettino.

Ha fatto seguito, al Palagio di Parte Guelfa la Conviviale in onore dei premiati, alla quale hanno preso parte oltre 120 soci ed ospiti. Tradizionale augurio di buon compleanno con lungo applauso al presidente della Commissione del Premio, l’instancabile, Augusto Cesati.

Il Prof. Filippi e gli ambasciatori Gerbasi e Blanco hanno concluso con l’assessore Giani la serie degli interventi previsti, ritornando sulla necessità di una più stretta collaborazione culturale tra Italia e Ibero-America. Per tutti l’ambasciatore Blanco ha rivolto l’invito a guardare al futuro con un augurale ¡Adelante!

La serata al Circolo del Golf

Organizzata dagli amici golfisti del nostro club, che anche di recente hanno onorato lo stendardo con ottimi risultati nei tornei rotariani, la serata al Circolo del Golf ha permesso due occasioni di provare qualche colpo nella splendida natura del Chianti. Piero Montauti ha poi tenuto una breve relazione di cui riportiamo il testo nella sezione Relazioni. A nome di tutti grazie a Piero e agli amici golfisti per la splendida ospitalità.

Michelangelo

Alla competenza delle guide si è aggiunta la conversazione tra i soci sugli scopi della Mostra che parte da A Palazzo Strozzi si è tenuta una riunione informale e molto gradita da tutti i presenti. Ad una visita guidata della Mostra, svoltasi in tre gruppi di circa 25 persone, ha fatto seguito un buffet nei portici del cortile della storica residenza.

Firenze per importanti località mondiali dove sarà ambasciatrice della nostra cultura.

Un sentito ringraziamento all’Ente Cassa di Risparmio per avere consentito la visita fuori degli orari di apertura assicurando la massima fruibilità della Mostra.

Inaugurazione Anno Rotariano

Il Presidente Pratesi ha inaugurato il suo anno con un breve discorso nel quale ha ricordato i grandi Soci del passato, primi fra tutti Lamberto Ariani, Roberto Montauti e Anton Giulio Sesti, al cui esempio intende ispirare la sua attività e quella del consiglio nella speranza di corrispondere alle attese dei Soci.

Nella cornice di Poggio Imperiale il Firenze Est ha ritrovato ancora una volta la gioia dello stare insieme, uno dei primi obiettivi che Pratesi ha assegnato al Consiglio.

Presenti numerosi rappresentanti di altri Club mentre l’assistente del governatore Parmeggiani ha fatto pervenire un messaggio di augurio. E’ motivo di orgoglio per il Firenze Est essere rappresentati a livello distrettuale dall’amico Giorgio.

Serata finale dell'Anno Rotariano  

Con l’ammissione di un nuovo socio e la consegna di tre PHF, Carlo Vallecchi ha concluso la sua annata in un’atmosfera simpatica e allietata da un regalo di buon augurio a tutti i Soci, il CENTESIMO portafortuna.

Poiché il Bollettino ama fare le cose in grande ecco che questo numero è il DUECENTESIMO.

Un traguardo molto significativo che compiamo al momento di passaggio dell’anno e nella nuova edizione elettronica.

Mentre il testo del discorso finale di Carlo sarà disponibile su una prossima edizione, ricordiamo che i tre PHF sono stati assegnati:

-         alla memoria di Roberto Montauti, indimenticabile socio, scomparso quest’anno;

-         a Lino Moscatelli, per l’impegno a favore dell’organizzazione delle più significative manifestazioni del Club;

-         a Paolo Del Bianco, per l’opera instancabile di contatto con il Giappone.

Buon Anno Rotariano a tutti.

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18 Luglio: Serata al Golf  Club dell'Ugolino con dimostrazione del gioco da parte dei Maestri del Club e possibilità di provare a tirare qualche pallina sul campo pratica. Si ricorda di prenotare in Segreteria

 

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Il prossimo 11 luglio il RC Firenze Est potrà visitare, a piccoli gruppi con guide di alto livello e grazie alla collaborazione degli organizzatori, la Mostra “Riflessi dopo il Genio di Michelangelo”. Nell’invitare tutti i soci a prenotarsi al più presto in segreteria per favorire la migliore organizzazione di questa straordinaria serata, pubblichiamo, in anteprima straordinaria, un estratto dall’articolo (Avvenire, 16 giugno 2002) di Alessandro Parronchi sulle caratteristiche della mostra, forse il primo ad apparire sulla stampa nazionale sulla mostra fiorentina.

 

 

Tra ’500 e ’600 a Firenze

Dal Bronzino al Pontormo, dal Giambologna ad altri numerosi artisti: ma l’eccellenza del Buonarroti non ha quasi confronto

Riflessi dopo il genio di Michelangelo

 

di Alessandro Parronchi

 

La tradizione della dinastia medicea è una musica continuamente suonata a Firenze. Ogni occasione è buona per ricordarsene. Così non meraviglia che l’attuale esposizione che si fregia del nome di Michelangelo – un Michelangelo ormai morto e sepolto e quindi glorificato e divinizzato – la riprenda e la ripercorra. Poteva essere alla fine una prevedibile solfa ma non lo è stata..

 

Felice idea è stata quella di cancellare gli interni del Palazzo Strozzi e con essi gli usi e soprusi cui furono ultimamente adibiti, dietro pareti limpide e grigie sulle quali suggestive proiezioni evocano sublimi immagini michelangiolesche e sfondi architettonici che richiamano gli esiti del melodramma che nacque allo scadere del secolo, creatore di nuove fantasie teatrali e musicali. Così in un ambiente nuovo e sostenuti a una linea di suprema eleganza si allineano in spazi armoniosi e non affollati dipinti e sculture, tessuti, ceramiche, oreficerie, lavori in pietre dure, arazzi, in un insieme che dimostra il livello raggiunto dal gusto nella Firenze dei Granduchi.

 

Tra i dipinti l’Assedio di Gerusalemme del Cigoli da Dublino, il Ratto delle Sabine del Ligozzi, il Trionfo di Nettuno e Anfitrito di Filippo Napoletano, il Seppellimento di San Sebastiano del Passignano, e Francesco Salviati, Santi di Tito, Vasari con la Toeletta di Venere da Stoccarda e la raffaellesca Sacra Famiglia da Los Angeles. La ritrattistica dei committenti è naturalmente ben rappresentata da Agnolo Bronzino, Pontormo, Jacopo da Empoli, Francesco Morandini detto il Poppi, Scipione Pulzone. La rappresentanza della scultura è imprevedibilmente anche più ricca. Comprende la bronzea Venere dell’Ammannati di Madrid, il rilievo con la Flagellazione del Bandinelli da Orléans, (di cui è un calco nella collezione Martelli) da dove anche viene lo stupendo Meleagro di Silvio Cosini, la michelangiolesca Leda dal Victoria and Albert Museum di Londra, il Meleagro del Francavilla da Dresda, la Fata Morgana del Giambologna che era nelle Fonti della villa del Riposo presso Grassina, e il preziosissimo rilievo della Pisa restaurata di Pierino da Vinci dei Musei Vaticani. E fa un certo effetto trovare qui il Mercurio bronzeo creato da Zanobi Lastricati per il cortile del Palazzo Ridolfi in via Tornabuoni, statua non bella ma di preziosa memoria.

Ci si poté chiedere: in sostanza che cosa si riflette di Michelangelo nel tempo che lo segue più da vicino, cioè in quel periodo dal 1537 al 1631 che sono i termini cronologici della mostra, cioè a partire da quando Michelangelo se ne va per non far più ritorno in patria e Firenze assiste da lontano al crescere della sua fama sentendosene a un tempo partecipe e defraudata? In questo senso la morte, il colpo di mano con cui si riesce ad averne le spoglie, infine le esequie che si trasformano in un vero e proprio trionfo postumo, costituiscono una rivalsa e l’identificazione della propria fortuna cittadina con la fama dell’artista che non conosce tramonto. Ma cosa trapassa effettivamente del linguaggio michelangiolesco in una Firenze che gli sopravvive? Solo nella pazzia del Pontormo se ne può trovare un’eco degna e tale che la Deposizione di Santa Felicita sembra quasi inscriversi nell’orbita della tarda produzione del Buonarroti.

 

Tutto il resto si rivolge e elabora miti di preziosità e di eleganza. Non saranno le grazie di Pierino da Vinci a restituire le vere incarnazioni michelangiolesche dell’antichità pagana d’altronde trascurate anche oggi e da riscoprire. Le immagini delle pitture su pietra sembrano già ottenute dal microscopio, le proporzioni minime degli artisti dello Stanzino, lo scientifismo magico e un po’ negromantico, sono il nuovo obiettivo, è la modernità per esasperazione che si sostituisce alla forza della bellezza ideale. Ma è questo il tempo nuovo, che la mostra illustra in modo perfetto, e che in Toscana il successivo e travolgente Barocco avrà difficoltà a sopraffare.

 

 

Firenze, Palazzo Strozzi
L’ombra del genio Michelangelo e l’arte a Firenze 1537-1631 – aperta fino al 29 settembre

 

 

 

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