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"Non sono tornato!"

Con queste simpatiche parole Fabrizio Fantini  ha aperto la riunione in cui ha sostituito il presidente Selleri, impegnato in Scozia per lavoro e la vice-presidente Cardinale, anch’essa impossibilitata.
Fabrizio ha colto l’occasione per riprendere alcuni temi a lui molto cari, in primo luogo l’impegno verso i giovani, in una serata dedicata all’informazione e formazione rotariana, anche in vista della visita del Governatore, programmata per giovedì prossimo.

In apertura il past-president Luigi Cobisi è stato invitato a presentare il bollettino che quest’anno si accinge ad un importante anniversario. Luigi ha colto l’opportunità per ringraziare le nostre fotografe (Sandra e Sara) cui dobbiamo le immagini delle riunioni e Giovanni
Diana, oramai espertissimo nella preparazione della base su cui il bollettino viene redatto. Il bollettino è inoltre l’iniziativa più visibile per raggiungere quanti non sono sempre presenti alle riunioni.

E sul tema della partecipazione si è innestato l’intervento di Giovanni Petrocchi, istruttore di club (nella foto a destra col microfono). La conversazione ha sviluppato anche alcuni temi che già in passato hanno interessato la discussione su organizzazione internazionale (da Evanston a Zurigo) e locale (il distretto e la domanda: ci sono troppi club nell’area fiorentina?) partecipazione ( mai stancarsi di venire) ed effettivo (meno numeroso di un tempo ma rinnovato e con rapporti più sereni).

E’ stato bello anche che venissero ricordati rotariani del passato come il prof. Ernesto Failla (1926-2014) la cui contrapposizione tra Rotary formale e Rotary reale è stata oggetto di una parte del dibattito.

Interventi di Tredici, Taddei Elmi, Antich, Tulini, Azzaroli, Cobisi, Enrico Fantini in un’atmosfera positiva che, diciamolo, fa bene a tutti.

L'antico sogno di raggiungere la Luna, e svelarne il significato, divenne realtà mezzo secolo fa, il 20 luglio 1969. Dietro quel 'grande passo per l'umanità' non ci furono soltanto il desiderio millenario coniugato ad una scienza innovativa ma anche altre motivazioni, politiche, quelle lanciate da John Kennedy dieci anni prima, storiche, quelle di una cultura condivisa in tutto il mondo, da Luciano, il filosofo greco che vi immagina un viaggio fino all’Ariosto del senno di Orlando e più vicino a noi il Barone di Muenchausen che vi arriva a cavallo di un proiettile. Come gli astronauti, sparati dal più grande razzo della storia, il Saturno V pensato da Von Braun. In mezzo ci sono i russi e i cinesi che hanno tentato in ogni modo di superare l’America.
Il nostro viaggio è stato condotto dal prof. Massimo Mazzoni, laureato in fisica nell'indirizzo astronomico, già docente dell'Università degli Studi di Firenze, che ha tenuto i numerosi intervenuti attenti fino a tardi nella lunga calda serata che un po’ ricordava quella di 50 anni fa quando fino alle 5 di mattina rimanemmo (chi c’era) davanti alla tv a pensare alla luna.

Di ritorno da poche ore dallo US Open, dove il tennis italiano ha scritto una nuova pagina della sua rigogliosa storia, Ubaldo Scanagatta ha ricordato la sua passione per il tennis che lo ha portato a seguire ad inviato centinaia di tornei. Tutto cominciò a Wimbledon – che ha seguito per 46 volte – nell’ormai 1974. Averlo saputo ci saremmo incontrati ma a quell’epoca chi scrive poté solo immaginare l’importanza del torneo vinto, per la cronaca, da Jimmy Connors dalla lettura dei giornali inglesi nei quali mi tuffai in quel mese tra giugno e luglio con la foga del neofita.

Esaurite le considerazioni personali è soprattutto l’incontro con i grandi campioni che fa la differenza nel racconto del tennis fatto da Scanagatta, sollecitato da numerosi interventi. E per ciascuno un preciso ritratto con la consapevolezza di quanto lo sport della racchetta sia cambiato per strumenti e velocità di esecuzione in questi anni. Sembrano campioni più fisici, quelli di oggi, a fronte degli estrosi giocatori del passato ma sempre umani e sensibili tanto da impegnarsi a favore di molte iniziative umanitarie e sociali, spesso in silenzio.

Anche il circolo fiorentino, della cui storia ha detto il nostro Giancarlo Taddei Elmi ha dato il suo contributo alle conoscenze di Ubaldo. Intanto perché si è formato qui, tennista, organizzatore, arbitro ma anche per aver avuto la fortuna di incontrare i campioni di oggi da ragazzi nel Torneo giovanile di Pasqua che tanto a dato al tennis moderno. Un esempio per tutti il Federer diciassettenne del 1998. E mentre l’opera di Ubaldo Scanagatta prosegue sul sito ubitennis.com da stasera siamo certi che a fianco ai risultati sportivi tutti ricorderanno anche il record umani dei campioni, persone, ha concluso il relatore, in cui è facile riconoscersi al di là delle nazionalità e delle rivalità.

Vedere come le riprese subacquee dei droni dell’Università di Firenze abbiano potuto mappare e mostrare in 3D ciò che resta del sommergibile Scirè , affondato davanti ad Haifa durante la guerra, è davvero emozionante come la ricerca delle ancore e dei relitti nel vicino Park Oganim . E’ solo una delle numerose applicazioni che i mini – sommergibili possono trovare a servizio dell’archeologia e della ricerca in numerosi campi.

Manovrare i mezzi, tuttavia, non è semplice e così ecco i componenti la squadra dei droni partecipare al Campionato europeo di robotica subacquea e vincerlo, perché la gara aiuta ad allenarsi e a conoscere i mezzi come nessun’altra prova potrebbe consentire. C’è dunque ricerca e passione nelle parole del prof. Benedetto  Allotta nostro relatore E docente di Robotica e Meccanica Applicata alle Macchine e Direttore del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell'Università di Firenze, questa sera e con semplicità portatore di un successo della nostra facoltà di ingegneria da molto tempo impegnata sul fronte di questi moderni ausilii alla ricerca subacquea.

Una ricerca nata ormai 25 anni fa quando dallo studio della stima della posizione dei treni si è passati agli analoghi studi con mezzi subacquei, via via inclusi in progetti regionali ed europei specialmente nel campo dei beni culturali ma anche per l’interesse della Marina USA, da dove sono partite le ricerche nel mare Mediterraneo dinanzi Israele.
Molte le curiosità suscitate nel dibattito conclusosi con la stretta di mano tra colleghi col nostro Presidente. 

Accolti nel cortile porticato di Palazzo Antinori, soci ed ospiti hanno goduto dell’atmosfera e dell’aperitivo offerto alla ripresa dopo un agosto che – comunque – ha riservato agli italiani tante sorprese. Durante l’incontro è stata allestita una postazione informatica per aggiornare le iscrizioni a MyRotary e per spiegare il sistema del sito distrettuale e del club. Diversi amici ne hanno approfittato, grazie anche alla cortesia del past-president Marco Minucci. Tra loro Conese, Diana, Bianchi, Cancellieri, Martini, Penco, Azzaroli e Spagli.

Partendo dal binomio professionalità – dedizione, comune a tutti i mestieri condotti con correttezza, il nostro socio Leonardo Tulini, titolare dell’Ottica Tulini, che prosegue nel centro di Firenze una storica attività di famiglia, ha puntato verso le peculiarità della figura dell’ottico – optometrista, cui è demandato determinare e fornire la soluzione ottica o funzionale per la protezione, il consolidamento e il miglioramento dell’efficienza visiva.

I principali servizi dell’ottico sono stati passati in rassegna con particolare attenzione ai due mondi delle lenti a contatto e degli occhiali. Tutto però deve muoversi in base alla patologia riscontrata dal Medico Oculista, alla refrazione riscontrata in fase di anamnesi e – in parte - alle esigenze soggettive (gli occhiali sono parte della moda da sempre)
Un intenso dibattito ha permesso poi di mettere a fuoco (è il caso di sottolinearlo) vari aspetti della professione di ottico e i dubbi su lenti e occhiali che ognuno inevitabilmente si porta dietro.