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LA CONDIZIONE ATTUALE DELL’ADOLESCENTE

Prof. Ernesto FAILLA

La condizione giovanile rappresenta uno dei problemi più scottanti del nostro tempo, sia per le sue

implicazioni sociali che per le prospettive del mondo di domani.

Ritengo pertanto che non sia inutile un'analisi critica delle varie sfaccettature del pianeta adolescenziale, di quel

periodo dell'esistenza che è senz'altro il momento più delicato della vita, pieno di interrogativi e di incertezze,

quel momento che, senza andare a scomodare GOETHE, già nella seconda meta del secolo scorso Dacia

MARAINI aveva definito l'età del malessere.

Noi parliamo di adolescenza per i ragazzi compresi in quella fascia di età fra i 12-13 anni ed i 16-17 anni:è

questo il periodo della metamorfosi fisica e psicologica, si trasforma la figura, la statura, la voce, entrano in

funzione le ghiandole sessuali, cambia la percezione delle cose, comincia a formarsi il temperamento, il

carattere, la personalità, si affinano il ragionamento, la critica ed il giudizio.

Chiunque abbia dimestichezza con gli adolescenti non può non avvertire la loro situazione di disagio, talvolta

(ma non sempre) mascherata da una patina di buone maniere; disagio in famiglia, disagio nella scuola, disagio

nel contesto ambientale, disagio con sé stessi, con il proprio corpo, con la propria individualità.

Essi crescono in una società fatta di apparenza con un deficit morale e culturale avvilente (inquinato spesso da

INTERNET, videogiochi, TV-no stop, Reality, ecc.); vivono in famiglie i cui componenti (assillati da problemi

esistenziali di tutti i generi) tante volte, troppe volte trascurano il contatto spirituale e l'ascolto dei figli, dando

loro oggetti firmati ma non vicinanza umana o trasmissione di valori.

Aggiungiamo ancora la carenza di educazione e di senso morale e la messa in discussione di qualsiasi forma di

autorità. Scoprono del sesso solo l'istintualità erotica ma non la poesia del sentimento, vivono spesso di noia e di

solitudine, avvertono un profondo vuoto d'amore ed una marcata insicurezza di base.

Dalla tecnologia moderna vengono loro offerti videogame sempre violenti, spesso orripilanti: ve n'è uno, ad

esempio, nel quale vince chi seppellisce viva una bambina. II 25% degli adolescenti trascorre due-tre ore al

giorno davanti alla consolle, il 75% si incontra su INTERNET con sconosciuti e spesso arrivano a frequentarli

anche nella vita.

I telefoni cellulari (di cui tutti gli adolescenti sono ben forniti) hanno come conseguenza la rarefazione dei

rapporti interpersonali per cui ragazzini di 11-12-13 anni si scambiano continuamente messaggi sui cellulari

anziché intrecciare dialoghi e confronti verbali.

A questo stato di cose, molto sommariamente delineato, molti adolescenti reagiscono.

Come?

Nell'unico modo in cui l'adolescènte può reagire, cioè con la trasgressione. Ecco quindi la rottura degli schemi

comportamentali e le bravate di tutti i generi ( il bullismo, il vandalismo, la violenza - sono il braccio armato del

disagio giovanile). Ada FONZI, professoressa emerita di Psicologia dello sviluppo dell’Università di FIRENZE,

mette alla base del vero bullismo tre caratteristiche: intenzionalità, persistenza e squilibrio di potere.

Ecco nelle scuole distruzione di arredi, allagamenti, diffusione di erbicidi o di letame, manifestazioni di

disubbidienza, indisciplina di grado elevato, fino a giungere ad atti irriguardosi verso gli insegnanti,

aggredendoli perfino fisicamente e verbalmente (se non addirittura con molestie sessuali!). E poi i coltelli che

spuntano, con il 14enne o la 14enne che uccidono o feriscono il coetaneo o la coetanea, e ancora il branco che

deride o picchia il compagno handicappato o stupra l'amica disabile, emulando scene messe in onda dalla TV.

Ecco ancora il cinismo, la cecità o la miopia sentimentale, un sottofondo di cattiveria, la prevaricazione, la

spudoratezza dei costumi con gli episodi di basso erotismo e di esibizionismo fatto a scuola, nell'aula o nella

cattedra, o fuori di scuola, ripreso e diffuso con i videofonini ( una 13enne ha detto:" Me l'hanno chiesto ed io

l'ho fatto ").

Vorrei dire alle ragazzine: il sesso non va esibito ma è deve essere scoperto a poco a poco, come quando

passiamo dal buio della notte al chiarore dell'alba fino all’azzurro del cielo ed alla pienezza del sole.

Negli adolescenti di oggi non c'è ricerca d'amore ma solo erotismo fine a sé stesso che può portare, non di rado,

ad una caduta dell'appetito sessuale. Il sentimento latita e domina 1'istintualità.

Ecco ancora le perplessità e le ambiguità su una esatta determinazione sessuale e sui problemi dell'alimentazione

(bulimia ed anoressia; il 60% delle ragazzine delle scuole medie vorrebbe essere più magra ed una su quattro è a

dieta).

Ecco ancora lo sfregiarsi con i piercing ed i tatuaggi, fino al suicidio. Si, il suicidio. Un ragazzo di LUCERA

(FG) si è suicidato a 14 anni, lasciando scritto: " Mi lasciate sempre solo ". In tanti altri casi sono le difficoltà

della vita che portano all'autodistruzione. Certo si è che il suicidio giovanile è aumentato del 400% negli ultimi

dieci anni ed in ITALIA è divenuto, per i giovani, la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali. Non c'è

dubbio che ciò deriva anche dalla fragilità psicologica e temperamentale dei ragazzi e dalla loro estrema

difficoltà - a volte vera incapacità – ad affrontare i percorsi spesso disagevoli dell'adolescenza.

Senza parlare poi non tanto della droga ( sul cui potere distruttivo ormai si è detto tutto; ed è terrificante pensare

che il 33,2% degli adolescenti toscani si droga) ma dell'alcool. L'unico punto sul quale sono d'accordo con il

Ministro della Salute Livia TURCO è l'innalzamento del limite di età a 18 anni ( come in EUROPA ) per la

somministrazione di bevande alccliche.

Si comincia a bere a 11-12 anni con una percentuale variabile che sale in modo vertiginoso andando avanti verso

la giovinezza fino a sfiorare il 70% ( indagine DOXA ). Vi sono stati ragazzini ricoverati in coma etilico. Da

una ricerca dell'Università di BOSTON, il 50% delle persone che iniziano a bere prima dei dodici anni da adulti

dipendono dall'alcool.

Dopo questa esposizione analitica, molto rapida e certamente lacunosa, dobbiamo passare ad un.

tentativo di ricerca di possibili rimedi.

Io non punto assolutamente l'indice accusatorio sugli adolescenti, che vengono al mondo portatori di una natura

umana permeata di bene, natura che può essere plasmata verso il male da'; la situazione ambientale ( il fenotipo

può inquinare il genotipo).

Ha ragione Livia POMODORO, Presidente del Tribunale di MILANO, quando dice: " II carcere non serve,

dobbiamo educarli ".

Possiamo - forse dobbiamo - abbassare il limite di età della responsabilità penale, ma non basta. E' riduttivo

opporsi al bullismo solo con la repressione, così come è dannoso accontentare in tutto i figli, dimenticando la

cosa più importante, il messaggio educativo. Educare alla libertà che non sia anarchia ma rispetto di tutti,

solidarietà e coltivazione di valori.

Dobbiamo saper proporre agli adolescenti esempi di amore, di coraggio, di onestà, di altruismo, di giustizia vera,

vaccinandoli così contro il virus del male e stimolando in essi a comparsa di anticorpi creativi, rivolti ali a

capacità di esistere e non solo di vivere, capacità di pensare, di giudicare, di progettare, di saper imparare a

scegliere il buono, il bello, il vero.

Un vecchio film della mia giovinezza aveva per titolo: " I bambini ci guardano". Essi sono gli specchi degli

adulti, essi ci imitano e seguono i nostri esempi. E noi quali modelli proponiamo agli adolescenti ? A volte penso

che il mondo dovrebbe vergognarsi per gli spettacoli che offriamo loro, privandoli di quei valori etico-normativi

che sono basilari per la crescita, abbandonandoli spesso al loro destino e facendo loro respirare l'aria mefitica di

una società senza scrupoli.

Si parla tanto di inquinamento atmosferico, certamente distruttivo, ma si trascura il danno provocato

dall'inquinamento psicologico, ugualmente negativo. E' altamente carente la presenza costante di un'autorità

adulta credibile ed affidabile, sia a livello familiare che a scolastico; ed in carenza di punti di riferimento gli

adolescenti crescono insicuri. Julian CARRON ( Professore all'università Cattolica di MILANO ) ha giustamente

sostenuto che bisogna “educare alla ragione ". Partire cioè della inesauribile sete di conoscenza del bambino per

dare un significato utile alla sua realtà ed evocare quindi una valida riflessione esistenziale che sia anche stimolo

per la critica ed il giudizio. Altrimenti si corre il rischio di cadere nel nichilismo, che significa annullamento,

mancata partecipazione, rifiuto della vita, disordine, abulia, apatia.

Ed in questo lavoro pedagogico chi deve essere in prima linea ? Tutti, nessuno escluso.

Famiglia, Scuola, Mezzi di comunicazione, Istituzioni, a ognuno per il ruolo che gli compete; ma tutti dobbiamo

essere educatori.

Genitori ed insegnanti li metterei sullo stesso piano, sia per l'importanza affettiva, propositiva e culturale che essi

rivestono per gli adolescenti e sia per la trasmissione dei valori sui quali si fonda una società civile, dando un

senso autentico alla nostra esistenza. Purtroppo molto spesso vi è scarsa sintonia tra questi due gruppi; i genitori

delegano agli insegnanti per non prendersi responsabilità, salvo poi a schierarsi a difesa dei figli nei casi di

manchevolezze o insufficienze o disordini comportamentali. Silvana VEDETTI PINZI ha riferito di aver

assistito ad un Consiglio di classe dove genitori e docenti si sono presi a pugni.

I genitori siano sempre presenti, attenti, preparati; la presenza deve essere qualitativa, non solo e non tanto

quantitativa. La meravigliosa realtà dei figli comporta anche un senso di responsabilità nei loro confronti ed una

particolare sensibilità per i loro problemi ed i loro bisogni, ricordando che l'eccessiva permissività è il

presupposto per creare adulti infelici.

Con tutto il rispetto per il ruolo essenziale e determinante della madre, cerchiamo di rivalutare la funzione del

padre, senza tornare alla gerarchia assoluta ed indiscussa del patriarcato antico ma ribaltando altresì l'attuale

penosa marginalizzazione della figura paterna, in armonia con quanto riferisce un libro di Claudio RISE' dal

titolo " II padre, l'assente inaccettabile ". Dalle statistiche USA risulta che 1' 85% dei giovani in carcere era

senza padre.

Ne va dimenticato che l'aumento del potenziale tecnologico nell'ambito familiare va a scapito del potenziale

affettivo e della possibilità di dialogo tra i vari membri della famiglia stessa.

Gli insegnanti, con la loro capacità dottrinale associata ad una feconda carica motivazionale, devono saper

suscitare negli adolescenti non solo il fascino della cui tuta ma anche l'amore per l'esistenza, con una

autevorelezza che non sia autoritarismo ( vedi S.AGOSTINO ) e con un'efficacia pedagogica che produca non

solo conoscenza ma anche maturazione morale e solleciti interesse attivo anche verso i problemi della società

(oggi solo il 3 % dei giovani si occupa della cosa pubblica ).

L'impegno formativo ed informativo non deve condurre alla esaltazione de1la forza o del materialismo oppure

indurre a deviazioni ideologiche, ma, secondo il concetto di Erasmo da ROTTERDAM, deve portare

l'adolescente fuori dalla massa con l'affermazione forte ed indelebile di una valida individualità. Bisogna far

amare la scuola; è doloroso che centomila giovani abbandonino ogni anno gli studi. Perché ? Il 20,6% dei

giovani ha solo la licenza media; la media europea è il 14,9% mentre il traguardo dell'Unione Europea si

propone il 10% .

Mauro GERUTI, padre dell'ultima riforma della scuola, sostiene che " oggi il 90% delle cose che un bambino sa

viene appreso fuori dalla scuola"; magari, aggiungo io, in modo distorto, anomalo e non di rado inquinato. Ed

allora preoccupiamoci di organizzare programmi adeguati, da svolgere in strutture idonee ove esercitine il loro

ruolo insegnanti sottoposti a opportuna selezione e verifica. E potenziamo negli adolescenti conoscenza e valore

del "sentimento" per evitare (Umberto GALIMBERTI) " che l'intelligenza si sviluppi disancorata dal sentiménto

e diventi intelligenza lucida, fredda, cinica e potenzialmente distruttiva ".

I mezzi di comunicazione hanno un'importanza essenziale, oggi addirittura determinante, per lo sviluppo

psicologico, etico e culturale dei ragazzi; quando si passano ore di fronte alla play-station ed alla TV si perde il

senso del reale e si acquisiscono modelli di una realtà virtuale che induce a stimoli emulativi ed offre trappole

delle quali gli adolescenti sono facili prede. Bill GATES, re della MICROSOFT, ha limitato a 45 minuti alla

figlia adolescente per navigare su INTERNET.

La TV, a parte la scurrilità del linguaggio, troppo spesso esalta la violenza e spettacolarizza il male, provocando

effetti devastanti nell'età evolutiva. Idem può dirsi per INTERNET. Ernesto CAFFO ( Telefono Azzurro ),

accennando ai rischi di INTERNET, riferisce cifre che fanno rabbrividire: un bambino su tre, fra i sette ed i dieci

anni, naviga da solo, ed uno su cinque di notte» ^ma dove sono i genitori di questi bambini?

Anche la grande stampa non sempre risponde alle esigenze educative degli adolescenti, affrontando nella giusta

misura e nel rispetto della verità certi problemi.

E parliamo infine della nostra società malata in cui predomina uno squallore ideale senza limiti, con un rapporto

diretto costante tra supremazia tecnologica e mortificazione etica. Noi adulti assistiamo quasi con indifferenza (

o con atteggiamenti di facciata ) alla caduta libera di tutti i valori, sopportandola fatalisticamente come se le

esperienze della vita ci avesse ormai vaccinato; ma g-li adolescenti, che sono originariamente integri, non hanno

difese di fronte allo spettacolo costante di disonestà, di menzogna, di mercimonio, di negata meritocrazia, di

ingiustizia, ecc. che li circonda e sono atterriti dal circuito di brutalità e di violenza che si è innestato nella

società. E la vita sregolata di certi soggetti del mondo dello spettacolo, della politica, dell'economia, dello sport e

certe perversioni pubbliche e private esercitano sugli adolescènti un'influenza nefasta o un fascino morboso,

potendo rappresentare per loro esempi da imitare.

L'opera di una moralizzazione evolutiva dovrebbe essere anche compito della grandi Istituzioni, perché il

progresso civile deve sempre partire dall’alto. Ed in questo senso anche per il ROTARY italiano è auspicabile un

atteggiamento diverso verso gli adolescenti e cioè, al di là dei temi tanto cari all'establishment americano,

svolgere in modo massivo e globale un compito educativo e formativo nei confronti dell'età evolutiva, andando

nelle Scuole, nelle Università, nei Centri Sociali, nelle periferie delle grandi città, non limitandosi ad esercitare il

proprio ruolo nelle proprie organizzazioni giovanili (élite privilegiata) ma uscendo all'esterno, dove

maggiormente allignano disagio, malessere e tendenze anarcoidi. Investire così le nostre energie in un'opera di

missione a favore della gioventù che ha bisogno anche della nostra voce, una voce limpida, autentica, libera

chiarificatrice e ricca di esperienza

Se voghiamo far nascere negli adolescenti fermenti creativi, chiarezza di obiettivi, aneliti di speranza, sicurezza

del proprio IO e fede e rispetto nei valori, abbiamo il dovere di combattere le forze del male coltivando la pianta

di un'educazione moderna, solida, razionale ed ideale; combattere il male anche a costo di rischiare, combattere

in silenzio e con umiltà, senza supponenza o5auilli di tromba o cerimoniali narcisistici, combattere ai di là dei

dogmatismi e delle ideologie con il fine vitale di salvare la nostra civiltà e di creare per le future generazioni le

premesse di un mondo migliore.

Una esortazione finale: rendiamoci conto che nei confronti dell'età evolutiva siamo all'ultima spiaggia.

Abbiamo tutti il dovere di metterci al servizio degli adolescenti, senza alterigia ma con intelligenza e saggezza,

prima che sia troppo tardi, prima che un'intera generazione si perda nelle spire di una inconcludenza anarcoide e

l'oscurità di un danno irreversibile sovrasti la luce e la bellezza della parola vita.

ERNESTO FAILLA

 

 

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