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Rotary Firenze Est 

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Giugno 2006

Giovedì 29 Giugno: Passaggio di consegne Nel segno della continuità

L’inedito dialogo tra il presidente uscente Giovanni Fossi e il successore Rodolfo Cigliana ha rappresentato il segno più evidente della continuità nell’azione del Club, recentemente ribadita con l’adozione del primo piano direttivo pluriennale. Fossi non ha mancato di ricordare i fatti salienti dell’annata ma ha poi invitato Cigliana a presentare i suoi obiettivi, tra i quali si distaccano i prospettati interventi in Madagascar, seguendo l’impegno internazionale del Rotary per un uso responsabile e condiviso delle risorse idriche. Novità piacevole anche la presenza del governatore uscente I.G. Minguzzi che ha ricordato ancora una volta l’emozione del Columbus 2005 consegnato in Palazzo Vecchio e sottolineato il legame profondo tra il nostro club e la città di Firenze.

Tra i momenti più personali la lettura del messaggio dell’amico Augusto Cesati, che pure molto anziano, è sempre vicino al Club e la consegna del Premio assiduità intitolato al compianto PDG Massimo Galletti di Sant’Ippolito ed assegnato quest’anno a Giorgio Parmeggiani. Per la cronaca Giorgio ha “battuto” il secondo classificato (Massimo Griffo) per un solo punto e in generale la distanza tra i dieci più assidui (esclusi i componenti il consiglio) è assolutamente minima, a conferma di una vasta e consapevole partecipazione, pur nei grandi numeri del nostro Club (che ad alcuni anni si compone di circa 130 persone).

Instancabile come sempre la nostra segretaria Maria Christina, per la distribuzione del libro (v. di seguito) e di un piccolo presente alle signore. A lei e a tutti coloro che durante quest’anno hanno collaborato con il bollettino un vivo ringraziamento.

 Il libro dell’anno - Durante la serata è stato distribuito il libro dell’anno, contenente il diario dell’annata appena trascorsa, alcune delle principali relazioni e la riproduzione anastatica del libro “La Magia di Firenze”, una passeggiata per la città, scritta da Ubaldo Rogari. Il libro, dovuto al redattore del nostro bollettino e segretario del club Luigi Cobisi, porta i contributi di numerosi scritti e fotografici di soci ed amici del club. I soci assenti che desiderano la propria copia possono richiederla in segreteria. Avvertiamo gli amici lettori che nel testo del libro c’è un errore nella trascrizione del nome di una personalità non rotariana. Chi lo individuerà?

Una nota sulla sede della riunione - La Petraia è una delle più affascinanti ville medicee, per la felice collocazione nel paesaggio, per l'eccellenza delle decorazioni pittoriche, per la rigogliosa natura del parco, rifugio per i granduchi della famiglia Medici dalle fatiche della città. Un antico edificio fortificato, di cui resta ancora la grande torre, fu ingrandito verso la fine del Cinquecento per realizzare l'attuale villa e il terreno circostante fu sbancato per inquadrarla nel bellissimo giardino a terrazze. Il cortile della villa, coperto nell'Ottocento, è decorato con affreschi del Volterrano e di Cosimo Daddi.

 

Giovedì 22 Giugno: “Treni ad alta velocità in Europa: storia, attualità e prospettive”.

L’Amico Giuliattini  - impegnato da anni nei progetti dell’alta velocità italiana – ha illustrato alcuni aspetti storici, tecnici, economico-politici dell’alta velocità ferroviaria inserita nel più ampio contesto delle reti transeuropee che stanno vedendo la luce in questo primo decennio del XXI secolo. E tuttavia Firenze ha vissuto la prima grande stagione dell’alta velocità con la costruzione dell’ETR 200, il super-rapido, che nel 1939 percorreva la Firenze Bologna in 59 minuti e raggiungeva Milano in 1h 55’, tempi ancora oggi difficili da raggiungere e che saranno superati dal completamento della nuova tratta da alta velicità in costruzione. Se da un lato l’asse Torino Napoli rappresenta  la linea principale dell’alta velocità italiana (in buona parte già in esercizio) è soprattutto sulla vexata quaestio del tratto italiano del corridoio 5 che si innesta  il dibattito politico degli ultimi anni. Il corridoio 5, che nelle intenzioni dell’unione europea dovrà unire Lione a Kiev, ha come parte centrale la tratta italiana tra le Alpi occidentali e Trieste. L’attraversamento del tratto alpino avverrebbe infatti in galleria che sta provocando  le note proteste nella valle di Susa. Mentre spetterà agli organi politici della nazione assumere le decisioni confacenti, resta il dato tecnico di una vera e prorpia corsa europea all’alta velocità che interessa tutti i paesi in uno sforzo di interconnessione che dovrebbe consentire il superamento delle barriere geografiche del vecchio continente assicurando un’effettiva integrazione tra le economie e i popoli dell’UE.  Una ricca documentazione ha favorito numerose domande alle quali l’amico Giuliattini ha risposto con competenza e chiarezza delle quali tutti noi rotariani del Firenze e i  numerosi gli siamo grati, comprendendo la difficoltà di mantenere un alto livello tecnico in un tema che troppo stesso viene banalizzato per scarsa conoscenza.  Il Rotary Firenze Est completa così un ampio giro di orizzonte avviatosi nell’anno 2002-2003 con la visita al cantiere della Firenze Bologna.

Giovedì 15 Giugno: “Il romanzo, genere in via di estinzione?”

Vivace conversazione su un tema che il presidente Fossi da tempo desiderava trattare con l’aiuto di una socia scrittrice. Va detto che il nostro club vanta un certo numero di scrittori che si sono  cimentati con il romanzo: oltre a Giovanna, ricordiamo Massimo Griffo e Cristina Acidini, per soffermarci sugli esempi più recenti. E’ un segno di ricchezza intellettuale che non deve essere disperso.

Giovanna Querci Favini è nata e vive a Firenze, dove lavora con un gruppo di ricerca presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università. Collabora a diverse riviste filosofico-letterarie ed è autrice di alcuni radiodrammi (uno trasmesso dalla WDR di Colonia). Ha scritto un saggio, Pirandello: l’inconsistenza dell’oggettività (Laterza) e, con Marsilio, ha pubblicato tre romanzi: Lezioni di francese (1994, Premio Donna Città di Roma), La pazza (1996) e Viaggio per nessun luogo (1998, finalista al Premio Chianti) cui si è aggiunto nel 2005 “Prima che si faccia buio”, ancora pubblicato con Marsilio. Nel 1990 ha fondato il Premio letterario Palazzo al Bosco, di cui è presidente.

Al termine del caminetto si è svolta la tradizionale riunione dei consigli direttivi uscente ed entrante per il passaggio delle consegne a due settimane dal nuovo “capodanno” rotariano.

Giovedì 8 Giugno:  L’affido condiviso

Approvata nel gennaio 2006  la legge sull'affido condiviso dei figli i giudici sono chiamato ad affidare il minore a tutti e due i genitori anche in caso di separazione conflittuale.  Dopo due anni di scontri e confronti, le nuove norme che modificano il codice civile sono legge. Favorevoli maggioranza e Margherita; astenuti Ds (fatta eccezione per un senatore) e Verdi. La nuova legge stabilisce il principio della bigenitorialità, e cioè che madre e padre possono lasciarsi, separarsi o risposarsi, ma restano entrambi e per sempre genitori dei propri figli, con gli identici diritti e i medesimi doveri. Non più ore, giorni, settimane dell'anno precise nelle quali poter stare con il bambino; non più un solo genitore (quello affidatario) a decidere e assumersi la responsabilità delle scelte più importanti nella vita dei figli. Va da sé che poi il figlio vivrà prevalentemente presso uno dei due. Ma nel rispetto dei comuni accordi. E dove l'accordo non c'è, nei casi di grave conflitto interverrà il giudice. Fino ad oggi il genitore affidatario, in circa l'84% dei casi, è stata la madre. Non si tratta di costringere i genitori ad andare d'accordo, ma di attuare scelte responsabili e di porre in essere comportamenti civili al solo fine di salvaguardare i figli".

Il dott. De Simone, consigliere di Corte d’appello a Firenze, è un rotariano impegnato. In passato assistente del governatore del D2070.

Giovedì 1 Giugno: Assemblea per il Piano Direttivo di Club

Su invito del Rotary International anche il Firenze Est ha proceduto all’adozione del Piano Direttivo di Club. Dopo una riunione dei consigli 2005-2006 e 2006-2007 il Presidente incoming Cigliana e il suo successore Minucci hanno lavorato con il Presidente Fossi per portare alla riunione di oggi un documento che definisse i temi dell’azione del club nei prossimi anni, in un’ottica di continuità.

Da tempo il Rotary International ha avviato un programma di interventi normativi e strutturali per migliorare l’efficienza dell’organizzazione.  In questo quadro si innesta il Piano Direttivo Distrettuale dalla cui applicazione sono conseguiti vantaggi che ora vanno estesi ai Club con l’adozione del Piano Direttivo di Club. Per l’esperienza già fatta dai  Club che l’hanno adottato in via sperimentale, il Rotary Internazionale ritiene che il Piano Direttivo di Club, oltre all’opportunità di rivedere la propria struttura operativa, consenta :

- effetti positivi sulla conservazione dell’effettivo e sulla formazione di futuri dirigenti di club e distrettuali attraverso un maggiore coinvolgimento dei soci nella vita del club;

- una maggiore disponibilità per le attività di servizio a seguito della semplificazione dell’apparato operativo;

- la realizzazione di iniziative e programmi pluriennali utilizzando strutture operative impostate in modo da assicurare la loro continuità nel tempo,

- di stimolare l’ interesse e  la  partecipazione dei soci impegnati nell’azione di revisione organizzativa.

Il Piano Direttivo di Club, che sarà reso obbligatorio nell’annata 2007/2008 – passa anche attraverso opportune modifiche regolamentari e assemblee in cui tutti i soci siano coinvolti. Numerosi interventi hanno caratterizzato la riunione che si è conclusa alle 15.15 con approvazione unanime per acclamazione del piano proposto, il cui testo verrà inviato ai soci insieme al prossimo numero del bollettino.

Maggio 2006

24-28 maggio – Riunione quadrangolare in Alsazia con i club contatto di Paris La Défense, Wiesbaden Rheingau e Bruxelles Ouest  

La Quadrangolare di quest’anno, preparata con attenzione dal nostro Club, ha visto la massima partecipazione di sempre all’incontro con i club europei e favorito lo sviluppo di importanti azioni umanitarie (Thailandia, Madagscar) nel solco della tradizionale collaborazione che da trent’anni ha portato sollievo a numerosi progetti di sviluppo nel Terzo Mondo.

L’Alsazia ha accolto in tutto 89 partecipanti dei quattro paesi con un programma turistico e culturale di grande rilievo.

Annunciato il quadrangolare 2007 a Firenze: 17-20 maggio.

Giovedì 18 Maggio: Premio Testimonianza 2006

CARLO CASINI – ASSOCIAZIONE PALLIUM

per aver posto la dignità di chi soffre al centro della propria opera di quotidiana assistenza

e suscitando in altri la spinta all’impegno verso i malati e le loro famiglie.

La consegna del Premio Testimonianza è uno dei momenti più significativi dell’anno rotariano. Sebbene molti si pongano la domanda sull’utilità stessa dei premi, permettetemi di affermare con una certa sicurezza – dettata dall’esperienza, se non altro – che nel nostro ambito è ancora necessario utilizzare lo schema del Premio perché consente di far riconoscere ad un pubblico più vasto l’opera del premiato. Il Premio Testimonianza – avviato nei primissimi anni del nostro Club – perseguito da amici quali ad esempio di Bino Bini e più recentemente di Anton Giulio Sesti, del quale è ricorso domenica il IV anniversario della scomparsa – ha questo scopo: indicare chi – nel corso della sua vita – si è reso utile, secondo l’ideale rotariano del servire, al di là del proprio dovere. Tutti sappiamo quanto sia difficile già fare il proprio dovere. Quanto ad esso desideriamo talvolta sottrarci. Credo converremo dunque che fare più del proprio dovere sia un segno di eccezionalità.

La Commissione, presieduta dal segretario Cobisi e composta da Ristori, cui va il merito della proposta del premio quest’anno, Vannini e Filippini, ha individuato in Carlo Casini e l’Associazione Pallium l’esempio di quest’anno.

Carlo Casini, il nostro premiato, è oggi il coordinatore dei servizi alle famiglie dell’Associazione Pallium. Costituita formalmente il 2 Agosto 2001 l'Associazione deve le sue origini al gruppo di lavoro già attivo dal 1990, anno in cui inizia la sua attività di assistenza domiciliare gratuita nella città di Firenze.

L’assistenza domiciliare è l’impegno fondamentale dell’Associazione. E’ rivolto non solo ai malati di tumore ma anche ai malati cronici (cardiovascolari, neurologici, altro) che necessitano di assistenza a casa. Questo nell’ottica che la discriminante di un  intervento di aiuto non può essere il tipo di patologia ma la sofferenza. Viene svolto attraverso un’unità operativa  composta da medici e volontari. La richiesta di intervento può essere effettuata direttamente dal cittadino,  dal medico di Medicina Generale (MMG), dal Distretto Socio-Sanitario, altro. L’intervento, viene comunque concordato col MMG, insieme al quale il medico Pallium valuta, alla prima visita domiciliare, i bisogni e stabilisce il piano assistenziale, introducendo, a seconda delle necessità,  le diverse figure professionali e non.

I “ Servizi alle Famiglie”, nascono dall’evidenza, vissuta quotidianamente dall’équipe di assistenza e dai volontari, di quanto sia necessario integrare ogni intervento sanitario domiciliare con un intervento di sostegno sociale. Ogni famiglia che decide di assistere a casa un proprio congiunto malato gravemente, ha bisogno di questo aiuto. E’ necessario che si senta supportata in tutto ciò che appare collaterale all’assistenza, ma che in realtà ne fa parte integrante. Spesso i nuclei familiari sono ristretti a un coniuge anziano che non può occuparsi anche delle pratiche burocratiche; a volte sull’economia di una famiglia può pesare il costo di un trasferimento per effettuare esami diagnostici o trattamenti specifici. Quasi sempre sono necessari al malato e alla famiglia supporti tecnici adatti a migliorare la qualità dell’assistenza e quindi la qualità di vita del malato e dei suoi familiari.

Carlo Casini, toccato da una dolorosa vicenda familiare, scoprì una quindicina di anni fa le problematiche, le necessità e le difficoltà che un malato grave e la sua famiglia devono affrontare. Nel 1996 decide di dedicarsi completamente all’assistenza domiciliare alle persone sofferenti operando con il Camo. Nell’Agosto 2001 contribuisce a fondare l’associazione “Pallium Onlus” diventandone il coordinatore e punto insostituibile di riferimento. Carlo non conosce sosta; con la sua generosa ed altruistica disponibilità è sempre reperibile a qualsiasi ora in qualsiasi giorno dell’anno, da una parte all’altra della città per aiutare tutti: pazienti, familiari, medici, infermieri e volontari.

Sabato 13 maggio – Centro Tecnico Federale di Coverciano – ore 9,30

Si è svolta al Centro Tecnico di Coverciano la riunione, in interclub con i RR.CC. Firenze Ovest, Firenze Sud, Firenze Bisenzio e Valdisieve, “La Medicina Sportiva: fitness, confine tra salute ed abuso”, con il patrocinio del Comune di Firenze e del Comitato Provinciale di Firenze del CONI. Alla presenza del Governatore del Distretto 2070 Italo Giorgio Minguzzi si è discusso di medicina sportiva e di prevenzione. Presentato anche l’opuscolo “Fare sport” - realizzato con il contributo dei Rotary Club - per guidare gli oltre centomila fiorentini che praticano uno sport. Interventi del Dott. Fino Fini, del prof. Walter Castellani del Dipartimento di Fisiopatologia Respiratoria dell’Università di Firenze, della Dott.ssa Carla Dini dell’UO Dietetica dell’ospedale di Careggi e di altri medici a fianco di Giancarlo Antognoni e Franco Morabito, Presidente per la Toscana dell’Unione Stampa Sportiva Italiana insieme con Alfredo Martini, ex ct della Nazionale di Ciclismo e il presidente del C.O.N.I. Paolo Ignesti.

 

Giovedì 11 Maggio:Energia problema di tutti

L’ing. Barducci vanta una notevole esperienza nello studio del ciclo energetico dei rifiuti, un importante sviluppo della tecnica di riciclaggio che richiede anche un crescente impegno dei cittadini. Per questo l’informazione – che anche in questa occasione il Rotary ha assicurato – costituisce un fondamentale contributo ad una più attiva coscienza energetica.Quando il 28 settembre 2003 l’Italia ha sofferto il maggiore "black-out elettrico" della storia recente molti si sono domandati quali fossero le ragioni di fondo della nostra debolezza energetica. A distanza di tre anni, con l’aumento del prezzo del petrolio e la crisi del gas russo dello scorso inverno, si è compreso come il nostro Paese abbia perso molte occasioni per adottare una più ampia strategia di diversificazione negli approvvigionamento e nei consumi.
Lo scarso peso di altre fonti ha lasciato il nostro sistema energetico sostanzialmente dipendente dai combustibili fossili (petrolio, gas naturale e carbone) importando, a caro prezzo e in crescendo, l' 82% del fabbisogno energetico (non solo petrolio e metano ma anche energia elettronucleare da centrali che non controlliamo). Di fatto l' Italia consuma per produrre elettricità più petrolio di tutti gli altri paesi dell' Unione Europea messi insieme e il KW (chilowatt) elettrico italiano è più caro del 60% rispetto alla media europea. Ma è paradossale osservare che nel quadro del Protocollo di Kyoto, il nostro sistema energetico resta tra i più inquinanti del mondo. Per rispettare tale Protocollo nel 2016 l' Italia dovrebbe aver ridotto le proprie emissioni del 6,5% rispetto ai livelli del 1990. Se non si ricorre a fonti diverse dal petrolio e dal metano tale obiettivo  è ritenuto dagli esperti del tutto improbabile.

Visita dei partecipanti al GSE

 Un gruppo di brasiliani – ospiti del distretto nell’ambito dello scambio giovani – ha partecipato alla nostra riunione con un simpatico contributo sonoro, dapprima intonando “O Sole mio” e poi accennando in coro alla notissima canzone del Brasile, il cui inno era stato inoltre eseguito in apertura.

 

Giovedì 4 Maggio: Il Pacemaker

L’amico Zerauscheck, primario della divisione cardiologia dell’Ospedale Nuovo S: Giovanni di Dio a Torregalli, ha esposto con una ricca documentazione gli sviluppi della tecnica di impianto dei pace-maker nei pazienti cardiopatici.

Il pacemaker (stimolatore cardiaco artificiale) elimina diversi disturbi del sistema di conduzione elettrica del cuore emettendo, in caso di rallentamento del battito cardiaco o di suo arresto temporaneo, un impulso elettrico che stimola il miocardio a battere. Il pacemaker è costituito da un involucro di titanio contenente la batteria e il dispositivo elettronico e collegato al cuore mediante una sonda. L'intervento chirurgico è di piccola entità e si può effettuare senza problemi e senza particolari preparativi anche nelle persone anziane. L'impianto dura un'ora e richiede una degenza in ospedale di due giorni e avviene in anestesia locale praticando una piccola incisione della pelle, generalmente nella regione della clavicola, attraverso la quale si introduce la sonda in una vena e poi la si sospinge fino al cuore.
Sotto controllo radiologico l'estremità della sonda viene saldamente fissata alla punta del ventricolo destro. Se il pacemaker funziona con due sonde, la seconda viene fissata allo stesso modo all'atrio destro.

Le persone che portano un pacemaker possono svolgere attività professionali, sportive e di tempo libero come di consueto. Gli elettrodomestici non hanno alcun influsso sull'apparecchio; anche i telefoni senza fili per uso domestico e i telefonini nella maggior parte dei casi non comportano problemi. Una distanza di 10-15 cm dal pacemaker va pure rispettata nei riguardi di utensili elettrici, apparecchi per fisioterapia, antenne emittenti e saldatori.

Numerose domande hanno completato l’incontro che si è inserito nel quadro delle conversazioni di attualità affidate ai soci.

In apertura di sessione il Presidente ha scambiato il guidoncino del Club con la sig.ra Terry McDonald del RC Mission – St.Raphael (California)  in visita accompaganta dalla sua mamma.

Aprile 2006

Giovedì 27 Aprile:“I Lorena, i Borboni e le ferrovie

L’era ferroviaria nasce in Inghilterra il 25 settembre 1825 con il viaggio della prima “macchina a vapore” costruita da George Stephenson e dal figlio Robert. Il primo Stato italiano a dotarsi di una linea ferroviaria fu il Regno delle Due Sicilie. La tratta Napoli-Portici, costruita dall'imprenditore francese Armando Bayard, lunga poco più 7 chilometri, inaugurata il 3 ottobre 1839, segna l'ingresso dell'Italia nell'era ferroviaria. Seguì ben presto la costruzione della linea per Nocera e Castellammare, di quella per Caserta, inaugurata nel 1843 e prolungata l’anno successivo a Capua e della diramazione Cancello-Nola. La lunghezza totale delle ferrovie napoletane, il 3 giugno 1846, raggiungeva 94 chilometri. Più tardi, nel 1855, Il Regno delle Due Sicilie varò un piano di vaste proporzioni di cui riuscì a realizzare solamente le tratte Nola-Sarno e Nocera-Vietri, di 28 km. L’intraprendenza del Re di Napoli, attivo in numerosi settori industriali, portò in dote allo stato unitario una rete e soprattutto officine di alto livello.

Il Granducato di Toscana, non senza alcune resistenze a corte che segnano una notevole differenza con l’attivismo napoletano, inaugurò il 14 marzo 1844 la Livorno-Pisa, primo tronco della linea Leopolda per Empoli e Firenze Porta al Prato che verrà completata il 10 giugno 1848. Con le linee Pisa-Lucca, Firenze-Prato e Lucca-Pescia la rete toscana, a tutto il ’48, superò i 158 chilometri. Il Granducato terminò, nel 1851, la linea che congiungeva Firenze con Prato e Pistoia (denominata Maria Antonia). Il sistema ferroviario era completato dalle linee Empoli-Siena, aperta nel 1849, proseguita poi fino a Sinalunga in direzione di Chiusi (e Roma) e Pescia-Pistoia completata nel 1859. Lo sviluppo ferroviario toscano, perseguito da imprenditori privati, dotò la regione – all’ingresso nello stato unitario - di 330 chilometri di linee e l’importante collegamento con Roma di cui si servì anche il Papa per venire a Firenze nel 1857.

All’unità d’Italia, nel 1861, la rete ferroviaria nazionale si estendeva per 1.732 chilometri, spezzettati in numerose linee gestite da sette diverse società, senza un disegno organico nazionale che poté dirsi completato – con la creazione delle  Ferrovie dello Stato – solo con la legge n. 137 del 1905 che portò nell’unica amministrazione le tre grandi reti allora esistenti e la loro difficile situazione. Ma questa è un’altra storia, che prosegue fino ad oggi.

Giovedì 20 Aprile: Magnificenza dei Medici in vita e in morte – 

L’apprezzata conferenza della Direttrice del Museo delle Cappelle Medicee Dott.ssa Monica Bietti si è concentrata sul valore simbolico- e in una certa misura politico – della morte nell’epoca medicea. La magnificenza dei grandi personaggi della casata che ha retto le sorti di Firenze per quasi tre secoli è stata trasmessa ai posteri sia dalle opere  dei singoli personaggi che dalle loro sepolture. Purtroppo, in parte in conseguenza dell’alluvione, lo stato dei resti mortali dei Medici era andato deteriorandosi richiedendo un intervento che restituisse dignità alle salme. Nel 1791, per esigenze legate a problemi di spazio all’interno delle Sacrestie delle Cappelle Medicee, venne effettuata la rimozione delle casse contenenti le deposizioni funebri dei Medici, escluse quelle conservate nei sepolcri di marmo; poiché numerose di esse, negli anni successivi, furono violate e depredate, il granduca Leopoldo II decise successivamente di provvedere a dare loro una tumulazione adeguata, procedendo all’identificazione delle salme e alla loro sepoltura definitiva. La prima esumazione e ricognizione delle ceneri dei Medici ebbe quindi luogo nel 1857, ma i risultati videro la luce solo dopo 30 anni, in un articolo apparso nell’Archivio storico italiano, in cui si proponeva la pubblicazione del Processo Verbale della ricognizione, ricostruita sulla base degli scarni documenti disponibili, prevalentemente manoscritti. Nel secondo dopoguerra, inoltre, nel momento in cui le deposizioni venivano nuovamente sistemate, dopo che erano state sottoposte a lavori di tutela architettonica, per scongiurare i possibili danni della guerra, venne effettuata una seconda ricognizione, i cui risultati non vennero mai pubblicati integralmente. Durante queste ricognizioni, le deposizioni furono oggetto di uno studio estremamente parziale, sia per la mancanza di strumentazione adeguata, sia per una certa approssimazione procedurale, tanto da rendere probabilmente necessaria anche l’identificazione di alcune di esse. E’ con questo impegno che il Museo ha sostenuto il progetto di analisi e risistemazione delle sepolture condotto in stretto contatto con la Facoltà di Medicina. Il Prof. Natale Villari ha potuto svolgere importanti indagini con l’aiuto dei moderni strumenti della diagnostica per immagini che hanno rivelato aspetti assolutamente inediti della vita dei personaggi di casa Medici. Le indagini di laboratorio hanno riguardato: antropologia, paleonutrizione (mediante spettroscopia ad assorbimento atomico), spettroscopia infrarossa (per lo studio delle macromolecole organiche), anatomia patologica, istologia, istochimica, immunoistochimica, microscopia elettronica, biologia molecolare (studio del DNA antico residuo) ed identificazione e tipizzazione di agenti patogeni antichi.

Giovedì 13 Aprile: Spadolini e il Firenze Est

 

Giovanni Spadolini (1925-1994) fu per due volte ospite del nostro Club. Durante la presidenza Banchi e alcuni anni dopo su invito del presidente Rizzo. Carlo ha ricordato che l’allora presidente del Senato fu socio onorario del Firenze Est nel 1993-94. Impedito a partecipare ad una riunione, Spadolini delegò allora il prof. Ceccuti, il nostro relatore di stasera, che per trent’anni gli è stato vicino ed oggi ne continua l’opera attraverso la Fondazione che custodisce in particolare l’enorme patrimonio librario di Spadolini, a Pian de’Giullari.  Ma Spadolini riuscì poi a venire al Club pochi mesi prima della sua scomparsa. Rizzo ricorda che voleva parlare ma che si sciolse dopo aver ascoltato il ringraziamento alla sua scorta, tanto discreta e preparata. Il legame del Firenze Est con gli Spadolini è inoltre assicurato dall’arch. Pier Luigi che fu nostro socio per molti anni.

 

Spadolini e Firenze

 

Le migliaia di libri che la Fondazione Spadolini custodisce sono oggi la testimonianza di uno specialissimo legame del professore con la sua città. E’ infatti nella sua gioventù che si avvicina alla lettura con una passione che gli fu immediatamente riconosciuta (1946) da Giovanni Papini, lo scrittore già anziano che lo definì “lettore infaticabile anche di libri non pubblicati”. Alludeva al fatto che Papini gli sottoponesse i suoi testi prima di pubblicarli ma vi si intravede anche la capacità di Spadolini di interessarsi a qualunque argomento, una dote essenziale per la sua affermazione come giornalista che lo portò a dirigere “Il Resto del Carlino” (1955-1968) e “Il Corriere della Sera” (1968-1972). Lontano da Firenze pubblicò tuttavia libri fondamentali nella storia moderna della città: “Firenze Capitale” (1965) e “Firenze Mille Anni” (1977). Primo ministro dei Beni Culturali (1975) e direttore della “Nuova Antologia” manifestò verso la sua città – e in particolare per Pian de’ Giullari – un amore maturo: non si definiva “fiorentinista” ma fiorentino. Al vernacolo, insomma, preferiva l’italiano che qui aveva trovato le prime espressioni autenticamente compiute. Firenze aveva quindi nella sua visione un ruolo internazionale che non poteva ridursi alle sue beghe interne. Ecco il motivo interiore della Casa dei Libri che costituisce oggi un patrimonio ineguagliabile – specialmente per le ricerche di storia contemporanea – aperto ai giovani che il prof. Ceccuti, che ha riservato questa sola notazione personale, sempre attento com’è a non invadere i meriti di Spadolini, sulla sua gioia di vedere leggere e studiare le nuove generazioni nell’ambiente voluto dal suo indimenticabile professore.

 

Giovedì 6 Aprile: Un fatto un commento

Alfonso Parrini ha introdotto un vivace dibattito sugli effetti della liberalizzazione del commercio internazionale di prodotti tessili in seguito alla fine dell’accordo multifibre avvenuta il 31 dicembre 2004. L’aumento delle importazioni dalla Cina e da altri paesi asiatici è stato contrastato dall’introduzione di dazi e contingentamenti che tuttavia hanno escluso numerosi prodotti e non si dimostrano veramente capaci di riequilibrare i prezzi. Più opportuno – ha concluso Parrini – l’impegno per un marchio di qualità e tracciabilità dei prodotti italiani ed europei attraverso una semplice tecnologia (etichetta intelligente) che potrebbe aiutare anche contro le contraffazioni.

Marzo 2006

Giovedì 30 Marzo: Mani che vedono

“Mani che vedono” significa fornire percorsi tattili attraverso opere d’arte nei musei italiani, talvolta copie d’autore di capolavori del nostro patrimonio artistico. Lo scorso anno Firenze ospitò in particolare un’esposizione di circa 25 copie di opere d’arte ben riprodotte: dal David di Donatello alla Dama dal mazzolino del Verrocchio, dalla Chimera etrusca al Ratto di Proserpina del Giambologna. Le opere sono realizzate da esperti artigiani delle botteghe fiorentine.

Le mani abili degli artigiani fiorentini, che hanno ricreato queste opere conoscono bene l’importanza emotiva della conoscenza delle opere attraverso il tatto e citano il Ghiberti quando davanti ad una statua in stile classico affermò: “…[questa] ha moltissime dolcezze, le quali il viso (la vista) non le comprende, né con forte luce, né con temperata, solo la mano a toccarla le trova.” (L. Ghiberti, Commentari, III libro, 3° capitolo).

I visitatori non vedenti, accompagnati e guidati singolarmente nella visita tattile da una guida specializzata, hanno avuto così l’opportunità di conoscere, toccandole per la prima volta, queste significative forme della scultura.

 

Giovedì 23 Marzo: Rotary Foundation

La missione della Fondazione Rotary è quella di supportare gli sforzi del Rotary International nel raggiungimento dei suoi obiettivi e di ottenere la comprensione e la pace nel mondo mediante programmi internazionali di natura umanitaria, educativa e culturali. Fu creata nel 1917 "per fare del bene nel mondo" dall'allora Presidente Internazionale Arch. C. Klumph, ed i contributi sono cresciuti dagli iniziali US$26.50 ai US$73mln nel 2000-01. Attraverso un filmato i nostri relatori hanno mostrato le più recenti attività della Fondazione e commentato alcune iniziative cui ha contribuito anche il nostro Club. Il nostro Club ha contribuito dalla fondazione con cospicue donazioni, molte delle quali trasformate in PHF. Al 6 febbraio 2006 risultavano assegnatari del PHF i seguenti Soci ed amici indicati dal R.C. Firenze Est per oltre 100.000 dollari. Ricordiamo i nomi dei primi nostri soci che lo ricevettero nel gennaio 1977: i compianti Lamberto Ariani e Giuseppe Martelli Calvelli. Nell’annata presieduta dal Prof. R.G. Gheri una donazione di circa $ 2000 è stata assegnata al Progetto “Mucca meccanica”  per la produzione di latte di soia in Argentina, di cui è sono state proiettate alcune sequenze filmate in occasione della sua pratica attuazione.  

 

Le contribuzioni alla Fondazione Rotary sono libere e volontarie. Chiarito questo importante concetto, si può proseguire dicendo che chiunque può fare donazioni alla Fondazione; quindi non solo i rotariani, i Club o i Distretti  Rotary possono contribuire alle attività della Fondazione, ma anche i privati o enti possono farlo. Anzi è utile sapere che le donazioni più cospicue arrivano proprio da soggetti, estranei al mondo del Rotary, che hanno valutato la Fondazione Rotary come una delle fondazioni più efficienti e più affidabili al mondo. All'interno della Fondazione Rotary vi sono diversi fondi cui poter contribuire ed ognuno di questi fondi ha un suo specifico obbiettivo:  Il Fondo Annuale Programmi, accantona le donazioni per un periodo di 3 anni durante i quali utilizza i proventi finanziari per coprire le spese di gestione  della Fondazione. Trascorsi i 3 anni utilizza tutte le somme ricevute per finanziare i programmi selezionati dalla Fondazione, secondo un criterio di ripartizione. Il Fondo Permanente accumula tutte le somme ricevute e non le spende mai. Spende però annualmente una larga parte dei profitti generati dalla gestione finanziaria del capitale accumulato, dopo avere accantonato una quota che salvaguarda il capitale dall'inflazione, garantendo così per tutti gli anni a venire un continuo supporto finanziario alle attività della Fondazione.  Il Fondo Polio Plus usa immediatamente tutte le somme ricevute per finanziare le spese del progetto che ha l'obbiettivo di eradicare la poliomielite dalla faccia della terra entro l'anno 2005, centenario della nascita del Rotary International, vaccinando tutti i bambini del mondo.
La Fondazione Rotary contraccambia i donatori con gesti simbolici, quali il conferimento del titolo di "Paul Harris Fellow" o di "Benefattore della Rotary Foundation". Una informazione completa, in lingua inglese, sui programmi della Rotary Foundation può essere scaricata dal sito del Rotary international al seguente indirizzo:
rotary.org/foundation/programs.html . Alla nostra riunione sono intervenuti anche gli Amici Arrigo Rispoli, Presidente del Rotary Club Fiesole e Francesca Avezzano Comes, (del Rotary Club Bisenzio Firenze), i quali hanno illustrato le iniziative della  realizzazione di una sala parto vicino a Malindi (Kenya) e riguardo ad un ambulatorio nel territorio di San Donnino. La riunione si è conclusa con il simpatico appello di Attilio Silvi a contribuire alle iniziative della Fondazione.

Giovedì 16 Marzo: Dove va il calcio?

Alcuni anni fa Fabrizio Failla, intervenuto su un tema analogo al nostro club, preannunciava la crisi del calcio, stigmatizzando gli eccessivi impegni economici delle società e l’involuzione da sport a spettacolo del movimento calcistico. Parole che furono in parte accolte con incredulità ma che pochi mesi dopo Firenze – più di altre città – avrebbe compreso nella crisi che portò la vecchia Fiorentina al fallimento ed allo scandalo. Rifondata la società, Firenze vive oggi un periodo di forti emozioni e speranze di recuperare un posto tra le grandi. Commentatore attento anche se un po’ tifoso, Fabrizio Failla, ne ha parlato con l’allenatore viola Cesare Prandelli, uno degli artefici del rilancio della Fiorentina. Grandissimo concorso di pubblico di soci ed ospiti attratti dalla popolarità dei relatori cui sono state dirette numerose domande. In apertura di serata, prima degli interventi degli ospiti, il Presidente proposto la lettura di una poesia di Umberto Saba, veramente in tema. E’ la vivace e nitida rappresentazione di quel momento culminante d’una partita che è il goal: le tre strofe si riferiscono successivamente ai personaggi del piccolo dramma, il portiere che ha subito il goal, il pubblico e i giocatori della squadra avversaria, il portiere di quest’ultima. Al dolore e all’amarezza del primo si contrappongono l’esultanza e la gioia dei secondi. Di seguito la poesia, letta dalla nostra Maria Christina, emozionatissima al suo esordio microfonico:

GOAL

di Umberto Saba

Il portiere caduto alla difesa

ultima vana, contro terra cela

la faccia, a non veder l’amara luce.

Il compagno in ginocchio che l’induce,

con parole e con mano, a sollevarsi,

scopre pieni di lacrime i suoi occhi.

La folla  - unita ebbrezza – par trabocchi

nel campo. Intorno al vincitore stanno,

al suo collo si gettano i fratelli.

Pochi momenti come questo belli,

a quanti l’odio consuma e l’amore

è dato, sotto il cielo, di vedere.

Presso la rete inviolata il portiere

- l’altro -  è rimasto. Ma non la sua anima,

con la persona vi è rimasta sola.

La sua gioia si fa una capriola,

si fa baci che manda di lontano.

Della festa – egli dice – anch’io son parte.

 

FLORENCE TO FIRENZE

(Florence a Firenze, di Judith, componente della delegazione  della scuola americana che hanno visitato Firenze grazie al nostro club, testo originale in lingua inglese, un vivo ringraziamento a Giovanni Fossi, Luca Bussani, Gualtiero Lombardini per la loro disponibilità e la presentazione del nostro club che – vedi nota 3 – batte “Apriti Sesamo” per avvicinare persone. )

Our Rotary trip to Florence, Italy, could not have had a better representative than Zane Bestoy, a very mellow 7 year old.  His mom, Amy, along with Florence Elementary teacher-of-the-year, Gina Provenzano, school aide Kim Darnell and his wife, Becky, Dennis, and I made up the troop.  We landed in Pisa and were met by Rotarian Gualtiero Lombardini who whisked us first to our hotel in Florence and later to the Firenze Est Rotary Club meeting.  Amy and Zane stayed with Luca Bussani (you remember Luca, Ella, and 9 year old Federico). We visited Federico’s school, Scuola Elementare Spartaco Lavagnini, on Friday, where we met with the principal Professoressa Di Filippi and Federico’s class. Gina and Zane presented the class with the U.S. Quarter map and States’ coins as well as an invitation to start pen pals across the sea. Saturday was a real treat.  We had a guided tour of the Uffizi, including the Corridaio Vasariano (a special section usually closed to public but open to us through the magic of Rotary) built by the Medici to connect work, the Uffizi, and home, the Piti Palace.  ‘Twas all arranged by the President Giovanni Fossi of Firenze Est Rotary, who then hosted us for lunch at his ancestral home, the Palazzo Fossi.  Believe me when I tell you that “impressed” does not describe it. [ed. note: Do all club presidents bring their dogs on club outings?]

Having concluded the “official” bits, our group fragmented a bit.  Some of us spent two days in Venice followed by a night at the country house of Rotarian Gualtiero and his wife, Elizabeta, in Reggello.  The home started as a medieval monastic way-station, which Gualtiero converted to an elegant B&B on his farm. 

Then on to Pisa-or should I write it Pisa

Overall impressions? (1) All Italian drivers think they’re Mario Andretti.  (2) Studying Italian for 6 months was worth it. (3) “Rotary” beats “Open Sesame” hands down.  And (4) we should keep this connection going

 

Giovedì 9 Marzo: Quadrangolare 2006

Dal 25 al 28 maggio si tiene a Strasburgo la tradizionale Quadrangolare rotariana con i Club di Paris La Défense, Bruxelles Ouest, Wiesbaden Rheingau. L’incontro è organizzato secondo una rotazione annuale che prevede in questi anni: 2006 Francia – 2007 Italia – 2008 Germania – 2009 Belgio.

La Quadrangolare rappresenta da quasi trent’anni un’occasione per condividere l’amicizia rotariana e un’azione sociale comune.  Tra le iniziative degli ultimi anni vanno segnalate:

-          Progetto a Kandi in Sri Lanka in collaborazione con il Distretto di Parigi (Francia 2005-2006)

-          Progetto per un centro per malattie digestive in Senegal; acquisto di  un gastroscopio e preparazione di medici locali (Belgio 2004-2005).

-          Supporto all’organizzazione “Kamala Children” in Tailandia, villaggio di pescatori distrutto il 26/12/2004 dallo Tsunami, per la ricostruzione delle tubazioni dell’acqua nel villaggio in collaborazione con il locale Rotary Club de Phuket-Patong (Germania azione anno 2003-2004  partita con ritardo)

-          Progetto per le iniziative didattiche di un Centro socio-sanitario-culturale in Bolivia presso una Missione tenuta dai Frati Minori di San Francesco di Monte alle Croci, Firenze. (Italia 2002-2003)

-          Azione a Kinshasa nell’ambito del progetto “Eau sans frontiéres” (Francia 2001-2002)

Tra le iniziative future sono all’attenzione dei club:

-          La prosecuzione delle azioni comuni annuali su proposta del club ospitante (il contributo è in genere di circa 1.500-2.000 € per club)

-          Scambio Giovani tra i soci dei 4 Club. Creazione di un anagrafe dei ragazzi interessati (proposta Belga). Ragazzi sopra i 18-26 anni potranno visitare uno dei paesi del quadrangolare ospitati da Rotariani per un periodo di 1-2 settimane.

In questo 2006, seguendo l’esempio degli amici di Bruxelles lo scorso anno che ci ospitarono a Bruges, la riunione non si svolge nella sede del club organizzatore. Ciò permetterà di conoscere una regione tra le più belle d’Europa e incontrare rotariani del luogo. Non va poi dimenticato che l’Alsazia rappresentò per secoli il campo di battaglia tra Francia e Germania mentre oggi è l’esempio della riconciliazione tra gli europei. Un valore che non è un dato di fatto ma una conquista da mantenere anche con l’azione internazionale di cui il Rotary è protagonista.

Saremo accolti il giovedì 25 maggio  (festa dell’Ascensione, festiva in Francia) a Strasburgo (Hôtel Monopole – Métropole, 16, rue Kuhn - www.bestwestern-monopole.com) dagli amici francesi, cena insieme con i partecipanti francesi, tedeschi e belgi. Il 26 maggio: escursione sulla Strada del Vino dell’Alsazia (La Route des Vins) – Degustazione nella storica sede della Confraternita di Santo Stefano nel borgo medievale di Kientzheim; pranzo a Ribeauvillé con gli amici del locale Rotary Club; visita di Colmar (Museo di Unterlinden) e rientro (cena libera) a Strasburgo. 27 maggio : mattinata libera, salvo per i componenti le delegazioni ufficiali impegnati nella riunione di lavoro. Pranzo in centro per susseguente visita alla Cattedrale e al Museo. In serata: cena di gala. 28 maggio: passeggiata per Strasburgo, pranzo, saluti, partenza. Il costo per persona è già stimato in poco meno di 500 euro a persona in camera doppia. Vi è tuttavia la possibilità di arrivare il venerdì con una congrua riduzione. Un certo numero di soci – coordinati da Franco Cioni – stanno esaminando la possibilità di recarsi in gruppo a Strasburgo. La riunione odierna ha permesso di precisare tutti gli aspetti ideali e pratici della Quadrangolare, alla quale parteciperanno oltre 20 soci e familiari del nostro Club. Per ogni informazione rivolgersi in segreteria. Le prenotazioni com’è noto scadevano oggi.

 

Giovedì 2 Marzo: La recente legge sulla legittima difesa, più luci che ombre

Con commozione il prof. Puccini ha aperto il suo intervento dicendo di sentirsi un po’ dinanzi ad u esame che ha tuttavia brillantemente superato ponendo la scienza giuridica dell’interpretazione della norma al servizio di una nobile passione civile. E’ per questo che il prof. Puccini ha definito la norma non rivoluzionaria ma soprattutto interpretativa, un aiuto cioè alla definizione del rapporto di proporzionalità della difesa. Un concetto già presente fin dal diritto romano. Ma vi sono anche motivazioni tratte dalla cronaca di questi ultimi anni. Quando lo scorso anno fu prosciolto un gioielliere romano accusato di omicidio per eccesso colposo di legittima difesa il Ministro Castelli commentava: “Dopo quattro anni di battaglie culturali, sembra che stia finalmente passando l’idea che occorre occuparsi anche di Abele, e non solo di Caino. Una cosa che ho sempre detto e che spero trovi presto spazio anche nel nostro ordinamento, attraverso l’approvazione della nuova legge sulla legittima difesa attualmente all’esame dell’aula del Senato”. Il passaggio alle Camere della norma (di cui riportiamo di seguito il testo) ha esaudito l’auspicio del ministro e anche alcune delle ragioni profonde della norma cui ha fatto riferimento il prof. Mantovani nel suo intervento che ha avuto una forte connotazione sociale. Ancora una volta si assiste – ha riassunto l’oratore-  ad una legislazione che alterna periodi di eccessiva clemenza ad inasprimenti delle pene. Da questa situazione sociale – in cui sono mancati in questi anni numerosi punti di riferimento e di controllo sociale. Ne conseguono numerosi interrogativi in un’opinione pubblica pronta a fare la voce grossa ma non a trarre dalle proprie parole i comportamenti che vorrebbe attuare. In questa ambiguità si è fatto un gran discutere dell’esigenza di porre un freno all’aggressione che inermi cittadini patiscono costantemente da parte della criminalità dotando la società civile di strumenti legislativi, i quali permettano all’aggredito di fronteggiare l’ingiusta offesa. Gli esperti giuristi intervenuti alla nostra riunione hanno eseguito un esame approfondito che costituisce un prezioso aggiornamento e un utile monito per ciascuno.

Il testo della nuova legge
Ddl Senato 1899 - Modifica all'articolo 52 del codice penale

in materia di diritto all'autotutela in un privato domicilio


Art. 1. (Diritto all’autotutela in un privato domicilio) - 1. All’articolo 52 del codice penale sono aggiunti i seguenti commi:
"Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma, sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

a) la propria o altrui incolumità;

b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione. La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale".

 

 

Febbraio 2006

Sabato 25: ETICA DEL COMPORTAMENTO E PROFESSIONALITA’ - FORUM A FIRENZE

Nella sala assemblee dell'Associazione Industriali di Firenze si è tenuto, sabato 25 febbraio il Forum del Distretto 2070 su "Etica del comportamento e Professionalità". Presenti per il nostro Club: Antich, Bertocchini, Brunelli, Cardini, Ceccuzzi (anche quale padrone di casa), Cigliana, Failla, Fossi, Ghezzi, Kraft, Lombardini, Pratesi, Rizzo, Vannini.

Il Forum ha avuto un ottimo risultato anche grazie alla Sede, particolarmente qualificata per i contenuti della riunione e per cui si ringrazia vivamente il nostro Socio Sergio Ceccuzzi per la disponibilità data da subito alla nostra richiesta.

L'organizzazione la si deve in particolare ai due Assistenti del Governatore, Carlo Rizzo e Andrea Ruggeri, il cui impegno è stato sostenuto anche da altri Rotariani fra cui Fulvio Janovitz e Piero Bechini. Va anche ricordato l'impegno della Commissione Distrettuale "Etica e Rotary" presieduta da Giuseppe Castagnoli.

Dopo un saluto iniziale di Sergio Ceccuzzi che ha sottolineato l'importanza dell'argomento del Forum nella Sede appunto dell'Associazione Industriali, dell'Associazione di quegli Imprenditori che svolgono una insostituibile funzione sociale e per svolgerla sempre al meglio non possono prescindere dai comportamenti etici, ha preso la parola il nostro Governatore, Italo Giorgio Minguzzi, che ha introdotto l'argomento dal punto di vista metodologico ricordando cioè che la morale è oggettiva e che l'etica è soggettiva nel senso che ciascuno applica nel proprio comportamento i principi della morale e tanto più il Rotariano che non deve mai accontentarsi del minimo risultato, nei comportamenti e quindi nell'etica.  

La relazione di Ernesto Failla ha coinvolto e convinto la sala. Un lungo, caldo e affettuoso applauso ne è stato testimonianza. Failla ha toccato tutti gli aspetti della nostra vita, i problemi sociali, le situazioni di crisi e gli infatuamenti, ha spiegato perchè dobbiamo sempre fare del nostro meglio senza abbandonarci al relativismo e ha indicato nel coraggio l'atteggiamento giusto per affrontare problemi e gioie, fortune e disfatte, senza perdere di vista i fini della nostra esistenza.

La tavola rotonda che ne è seguita ha tratto dalla relazione di Failla molti argomenti. Coordinati dal Dr. Nicola Cariglia, Direttore della Sede di Firenze della RAI, hanno parlato, nell'ordine, il Dr. Antonio Lovascio, Vice Direttore della Nazione, il Dr. Pier Luigi Vigna, Magistrato, S.E. Mons. Claudio Maniago, Vescovo Ausiliare di Firenze, l'Arch. Miranda Ferrara, Presidente del CUP Toscano, il Prof. Giancarlo Berni, Primario Medico, il Prof. Giovanni Padroni della Facoltà di Economia e Commercio dell'Università di Pisa e l'Avv. Franco Lucchesi, Presidente dell'ACI. Ognuno ha portato il proprio contributo con approfondimenti sul settore di propria competenza. E' difficile dare conto di tutti in poche parole. Direi tuttavia che l'elemento che principalmente è emerso è la via che la società, in tutti i settori, sta percorrendo per guidare i comportamenti dei singoli affinché ne risulti favorito il formarsi di circoli virtuosi tali da tradurre i principi della morale nei comportamenti quotidiani, facendo sì che quei principi stessi trovino alimento e possano essere condivisi dalla più larga parte della società. Dopo alcuni interventi del pubblico in sala e il saluto finale di Minguzzi, la riunione è terminata alle 13,30. (Giovanni Fossi)

 

Giovedì 23: Colloqui sulla tolleranza e il dialogo interreligioso – V incontro Intervento del Pastore Gianna Sciclone della Chiesa Valdese di Firenze

Metodisti e Valdesi sono cristiani che appartengono alla famiglia delle chiese evangeliche o protestanti. I valdesi sono  presenti in Italia sin dal Medioevo; repressi dai poteri civili e religiosi fino alla metà del XIX secolo, solo da quel momento hanno potuto esprimere la loro fede espandendosi in tutta l'Italia, partendo dalle valli piemontesi originarie. Gli appartenenti alle Chiese valdesi in Italia e in America sono oggi in numero di circa 45.000. Dal 1979 valdesi e metodisti hanno raggiunto in Italia un Patto di Integrazione. E’ significativa la presenza del pastore Sciclone nel mese di febbraio.  Il 17 febbraio, infatti, i valdesi ricordano Lettere Patenti con cui Carlo Alberto, nel 1848, poneva fine a secoli di discriminazione riconoscendo ai suoi sudditi valdesi i diritti civili e politici. Un editto di tolleranza che concedeva libertà molto limitata, per quanto concerne infatti quella religiosa "nulla era innovato" e restavano perciò in vigore tutte le restrizioni dell'età controriformista.

Nonostante il peso di una storia controversa, le relazioni ecumeniche con il cattolicesimo si sono intensificate dopo il Concilio Vaticano II, giungendo ad una comune traduzione della Bibbia in lingua corrente, promossa dalla Società Biblica in Italia. A questa particolare edizione della Bibbia hanno collaborato numerosi studiosi valdesi e metodisti.
Uno dei più rilevanti documenti del dialogo ufficiale con la Conferenza Episcopale Italiana è il "Testo comune per un indirizzo pastorale dei matrimoni tra cattolici e valdesi o metodisti", approvato nel 1997, a cui ha fatto seguito, nel 2000, il Testo applicativo.

Il Pastore Sciclone si occupa della comunità valdese di Firenze ed è intervenuta nel quadro dei Colloqui sulla tolleranza e il dialogo interreligioso iniziati dal Presidente Cioni lo scorso anno.

Immagine: simbolo di fede nell’Aula Sinodale di Torre Pellice (Torino) 

Giovedì 16: "L'Arma dei Carabinieri in Toscana"

In apertura: lo stemma della Regione Carabinieri Toscana con la bandiera nazionale e quella europea.

Ritornato a Firenze il 1° settembre 2004, il gen. Roberto Rosi ha assunto il comando della Regione Carabinieri della Toscana. La ‘Legione dei Carabinieri Toscana’ fu formalmente costituita a Firenze il 24
luglio 1859, grazie all’opera del Maggiore Filippo Ollandini, integrandosi nelle forze del nuovo Regno costituzionale di Vittorio Emanuele. A distanza di poco più di cinque anni dalla proclamazione del Regno d'Italia, con Regio Decreto dei 6 giugno 1866 l'allora Comitato (oggi Comando Generale) dell'Arma dei Carabinieri, in conseguenza del trasferimento della capitale italiana da Torino a Firenze, si stabilì anch'esso nel capoluogo toscano, occupando un'ala del Monastero di S. Maria dei Candeli, che era anche sede della Legione. In tal modo alla Legione di Firenze spettò, per il sopraggiungere dei nuovi fattori della politica e dell'ordinamento, il ruolo primario sino allora tenuto dalla Legione di Torino. Tra i fatti che coinvolsero i Carabinieri al tempo di Firenze capitale anche il movimentato arresto di Garibaldi a Figline nel novembre 1867, paese raggiunto dai militi in treno fermando un convoglio che, l’indomani di Mentana, portava il generale e le sue camicie rosse e convincendo poi – nell’eremo della Palmaria – l’Eroe a ritirarsi a Caprera. Protagonista dell’arresto fu il Ten.Col. Deodato Camosso, allora al Comando di Firenze capitale. Per comprendere la delicatezza del momento e il rispetto portatogli valga la lettera che Camosso ricevette il 2 dicembre 1867  dal presidente del Consiglio Menabrea: "Il Ministro dell'Interno avendo informato il Consiglio dei ministri del modo lodevole con cui Ella aveva disimpegnato la difficile e delicata missione di condurre e custodire al Varignano il generale Garibaldi, mi rendo interprete dei miei colleghi coi porgere a V.S. i più sinceri complimenti per aver Ella saputo alla precisa osservanza della legge unire la fermezza coi riguardi dovuti alla personalità del Generale". E’ l'ultima volta che i carabinieri ricevono l'incarico ingrato di arrestare Garibaldi.  Da allora il monastero presso Santa Maria Novella ha continuato ad ospitare senza soluzione di continuità comandi dell'Arma; attualmente è sede della Scuola Marescialli e Brigadieri.  Firenze è inoltre sede del Comando di Regione, retto dal nostro relatore, cui risale la responsabilità della gestione del personale e competono le funzioni di direzione, di coordinamento e di controllo delle attività dei comandi provinciali che hanno sede in ciascuno capoluogo di provincia della regione amministrativa.

Era presente una delegazione di una scuola americana intitolata alla nostra città che attraverso il Rotary ha potuto incontrare in questi giorni nostre istituzioni fra cui l’istituto agrario di Firenze, accompagnati dal nostro Socio Gualtiero Lombardini e Luca Bussani che insieme col Presidente hanno predisposto un programma speciale per la visita che si concluderà con  la storica passeggiata nel corridoio Vasariano sabato 18 febbraio p.v.

Martedì 7: Rotarolio 2006

Giunto alla sesta edizione il concorso si è confermato di altissima qualità, sia per la coincidenza del primo premio (all’amico Fronticelli del RC Mugello) tra giuria popolare e professionale, sia per l’esclusione dalla valutazione conclusiva di quest’ultima di alcuni oli, ritenuti insufficienti principalmente a causa dell’annata colpita dalla mosca e di problematiche di lavorazione. Valutazioni, effettuate dal laboratorio delle CCIAA di Firenze e Pistoia, che fanno di Rotarolio un appuntamento consolidato con la nostra migliore produzione. Quattro i produttori del Firenze Est: Antonella Reali, Cecchi, Lombardini e Giovanni Brandini, con quest’ultimo ottimo secondo nel concorso della migliore etichetta.  Una lotteria di beneficenza ha assicurato simpatici premi a diversi soci mentre il ricavato è stato destinato al Borgo Elisa, una iniziativa che già negli anni passati è stata aiutata dai partecipanti al Rotarolio. L’associazione Pianeta Elisa Onlus opera nel campo della riabilitazione, formazione ed inserimento sociale dei giovani disabili, la recente creazione del centro “Il Borgo di Elisa” aperto a tutti, disabili e non, in modo da creare l’occasione per una reale integrazione, completa l’iniziativa anche pensando a quando le famiglie non potranno più occuparsi dei propri figli disabili.

Giovedì 2: Cinquant’anni del più grande raduno motociclistico d’Europa

L’amico Verità, motociclista appassionato e componente della relativa fellowship rotariana, ha raccontato le sue esperienze di viaggio che già negli anni settanta lo hanno portato a Teheran. Ma Gherardo ha conosciuto anche la grande passione dei motociclisti stranieri tra cui gli americani delle 400.000 moto riunite in Sud Dakota e ha di recente partecipato, proprio a febbraio, all’Elephantentreffen, un incontro motociclistico in condizioni invernali che si svolge da cinquant’anni a Loh/Thurmansbang-Solla, a una sessantina di chilometri a nord-ovest di Passau, sul confine tra Austria e Germania. Migliaia di motociclisti vi arrivano da tutta Europa, sfidano il freddo. Anche Gherardo si è lasciato coinvolgere da  quello che è definito il più grande tributo europeo di affetto nei confronti della moto.  Con il 50° - in corso questo fine settimana - anche l’occasione per una ricognizione sullo sport dei motori in Italia che non è solo quello di Valentino Rossi ma pure dei tanti “Signor Rossi” che fanno della moto una promotrice del turismo, della vita all’area aperta e di un sano divertimento senza frontiere.

 

Gennaio 2006

Giovedì 26: Italiani in Slovenia e Croazia, problemi e speranze

Lara Drcic appartiene alla terza generazione dei rimasti, cioè di quegli italiani che, alla fine della II guerra mondiale, restarono nella loro terra al momento del passaggio di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia. Il suo intervento ha sostituito quello del direttore Antonio Rocco, trattenuto da un grave problema familiare. Rocco ha rivolto un messaggio di ringraziamento al Rotary Firenze Est scusandosi per l’assenza impostagli dalla situazione ed espresso il più vivo compiacimento per l’interesse verso il tema della minoranza manifestato dal Club.

L’intervento di Lara Drcic non è tuttavia stato di minore rilievo, potendo esporre la realtà di una giovane giornalista che negli anni decisivi della sua formazione ha vissuto il passaggio agli stati nazionali attuali (Slovenia e Croazia) all’interno dei quali vivono oltre 30.000 italiani. Nonostante le difficoltà le Comunità Italiane stanno vivendo una nuova consapevolezza e riacquistano il peso, soprattutto culturale, che la storia loro assegna. La riapertura recente di una Comunità (con istituzioni scolastiche di base) a Zara, il bilinguismo nei comuni (attualmente sloveni) di Capodistria, Pirano, Isola; l’analoga formula (a livello locale) in gran parte dell’Istria, formano – insieme con la radiotelevisione di Capodistria, il quotidiano “La Voce” di Fiume e tante altre iniziative di cui sono esempio soprattutto le scuole di ogni ordine e grado – un quadro di speranza di permanenza e sviluppo della nazionalità italiana e – in un clima finalmente europeista – il superamento di tante diffidenze.

Completando idealmente della settimana passata dell’amico Aldo Crocellà, Lara Drcic si trovava a Firenze nell’ambito della settimana di studio sulla radiofonia internazionale di lingua italiana promossa dal nostro Luigi Cobisi (segretario generale del Comitato Italradio) e dalla Fondazione Del Bianco (il cui presidente è il nostro Paolo Del Bianco) che porta in Toscana una trentina di giornalisti che usano la nostra lingua nel loro lavoro in nove paesi europei. Affiancandosi all’iniziativa, come già l’anno scorso, il Rotary Firenze Est ha accettato che in questa riunione avvenisse la consegna a Radio Capodistria del Premio “L’Italiano alla Radio”, la cui medaglia – raffigurante Pietro Bembo – è stata realizzata dal nostro Paolo Penco che l’ha consegnata all’inviata di Radio Capodistria all’inizio della riunione. L’interesse verso la radio e Radio Capodistria in particolare è stato testimoniato da numerosi interventi (Isler. Verità, Parmeggiani, tra gli altri) mentre in conclusione – anche in rappresentanza dei giornalisti stranieri presenti – Istvan Cobino, di Radio Budapest, ha esposto i motivi delle trasmissioni internazionali in italiano.

Invitiamo i nostri soci interessati ad approfondire il tema e reperire notizie e frequenze aggiornate a visitare il portale http://portale.italradio.org .

Giovedì 19: Riflessioni sulla nostra storia contemporanea (1943-45): italiani smemorati o disinformati?

La scarsa memoria degli italiani sui fatti della II Guerra Mondiale ed in particolare del biennio di divisione del Paese nel quale forze straniere si combatterono parallelamente ad una guerriglia politico-militare tra italiani è un argomento scabroso e che da tempo richiede lo sforzo di pervenire ad una condivisione. Non si può tuttavia raggiungere tale comprensione unanime dei fatti senza avere chiara la testimonianza dei fatti. “Da Galli della Loggia a Sergio Romano, da Indro Montanelli a Paolo Mieli hanno denunciato questo silenzio colpevole come una delle ragioni dell’estraniazione dell’italiano medio dalla sua memoria storica. Benedetto Croce, nel discorso all’Assemblea Costituente del 1° marzo 1947, durante il dibattito sul Trattato di pace che ci veniva imposto dagli Stati vincitori della seconda guerra mondiale (e che la stessa assemblea chiamò un diktat, cioè un trattato subìto, non negoziato), era stato un buon profeta quando aveva avvertito che per l’ingiustizia patita “le future generazioni potranno sentire in se stesse la durevole diminuzione che l’avvilimento, da noi consentito, ha prodotto nella tempra italiana, fiaccandola”. Forse di questo stato la generazione attuale non se ne accorge nemmeno. Ed è questo appunto il segno più tangibile del raggiunto effetto di degrado paventato dal filosofo liberale”[1].

Aldo Crocellà ha ripercorso il succedersi degli eventi per giungere ad alcune considerazioni sull’insegnamento della storia contemporanea nelle scuole. Dopo un intervento di Antonietta Fontana sui giornali satirici dell’epoca con l’invito ad accedere alle fonti, anche a quelle meno note, della storia recente che le biblioteche custodiscono, ha risposto a Crocellà l’amico Rodolfo Cigliana che ha tratto importanti considerazioni dalla sua esperienza di insegnante, confermate anche da interventi successivi (una giovane del Rotaract, Azzaroli, Cobisi) mentre il prof. Failla ha aggiunto un ricordo personale del periodo 43-45 a Firenze che ha profondamente colpito i presenti.

L’intervento di Crocellà si trova – per una singolare coincidenza di programma – a precedere quello di Antonio Rocco, direttore di Radio Capodistria, voce della odierna minoranza italiana in Slovenia e Croazia. Antonio Rocco interviene nell’ambito della settimana di studio sulla radiofonia internazionale di lingua italiana promossa da Italradio e dalla Fondazione Del Bianco che porta a Firenze una trentina di giornalisti che usano la nostra lingua nel loro lavoro in nove paesi europei.  

[1] L. Toth, Le Ragioni del Silenzio – in “Storia del mondo” n. 3, 10 febbraio 2003 “Primo Piano”

Giovedì 12: Un fatto, un commento – con Michele Reali

L’esperienza di una grande agenzia assicurativa nella ricerca di personale ha portato ad un’analisi approfondita degli orientamenti professionali dei giovani dell’area fiorentina, un universo di oltre ottantamila persone tra i 19 e i 33 anni. Affiancando nuove tecniche di reclutamento alla ricerca delle diverse capacità, opportunità dei ragazzi, Michele Reali ha potuto conoscere di prima mano la realtà di questa importantissima fascia di età che ora si presenta sul mercato del lavoro. Uno spunto validissimo e di attualità per il nostro dibattito, animato dai soci presenti con diversi interventi.

Sabato 7: Festa del Tricolore

Veduta del Torrino dal Cortile d'OnoreDal bicentenario (1997) la giornata della bandiera è entrata nella tradizione nazionale.  D’altra parte è la stessa costituzione ad inserire la bandiera tra i principi fondamentali della nazione affermando che  "La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni". Solo nel 2003, tuttavia, sono stati definiti ufficialmente i colori della bandiera sulla scala Pantone per il tessile (TX): il verde prato brillante (18-5642TC), il bianco latte (11-4201TC) e il rosso pomodoro (18-1660TC).

Nonostante la partita e il ponte festivo oltre trecentocinquanta presenze hanno allietato la serata dedicata alla nostra bandiera, da alcuni anni promossa dai club fiorentini ed organizzata dall’instancabile Sandro Addario (RC Firenze Nord) con l’aiuto della nostra segretaria M.Christina. Alla presenza del governatore Minguzzi e del sottosegretario alla difesa Bosi, di numerose autorità civili e militari, la serata ha concluso le manifestazioni che per la prima volta da molti anni ha visto, al mattino, i rotariani deporre in Piazza dell’Unità d’Italia una corona d’alloro alla memoria dei caduti di tutte le guerre. Nella breve e silenziosa cerimonia il governatore I.G. Minguzzi, accompagnato da una piccola delegazione (nella quale il Firenze Est era rappresentato dal presidente Fossi con i soci Cobisi, Garofalo e Ristori e dall’assistente del governatore Rizzo) ha onorato i caduti, il cui monumento era presidiato da agenti della Polizia di Stato guidati dal Capo della Squadra Mobile F. Ferri.  Nella riunione multitudinaria della sera, importante relazione tenuta in serata l’ambasciatore Sequi, che rappresenta l’Italia in Afganistan. Prima di tre collegamenti audio-video con Kabul e con il reparto PS di Pristina (Kossovo) l’ambasciatore (che è stato rotariano a Tirana) ha esposto alcune importanti considerazioni sulla presenza del nostro paese in quella nazione in via di lenta stabilizzazione. A fianco dell’apparato di sicurezza nell’ambito di ISAF, i militari della brigata multinazionale, ora affidata al comando italiano, sono impegnati a creare un rapporto di fiducia con la popolazione. In sinergia con l’ambasciata,  i militari italiani stanno sviluppando alcuni progetti nei settori dell’educazione e istruzione. Oltre alla ristrutturazione di un asilo e di una scuola media del Distretto 5 di Kabul il progetto Torino-Kabul 2005 ha pensato anche all’università, grazie ai circa ottomila euro messi a disposizione dal Rotary club Polaris di Torino. L’ambasciata d’Italia a Kabul ha reso disponibili 20 borse di studio per gli studenti del corso di italiano, la cui insegnante è Chiara Ciminello, affinché possano approfondire lo studio della lingua direttamente in Italia dal 1° febbraio al 31 marzo 2006. L’ambasciatore Francesco Sequi ha dichiarato agli studenti al momento della consegna delle borse di studio che è loro compito “fare da ponte alle due culture”.  L’ultimo intervento è stato riservato al nostro presidente. Giovanni Fossi ha richiamato la necessità di valori condivisi di cui la bandiera è un esempio. Egli ha poi ringraziato a nome di tutti l’organizzatore Addario e la nostra M.Christina, la cui passione nel lavoro è un fattore di sicuro successo per le nostre manifestazioni.

Simpatico intervento della Banda della Polizia. Viva amicizia ed impeccabile organizzazione garantita dalla Polizia di Stato alla quale non è mancata la solidarietà dei rotariani per il grave incidente che è costato la vita ad un agente nella vicinissima Via Baracca la mattina del 6 gennaio, al quale è stato dedicato un minuto di raccoglimento e il “Silenzio” eseguito dalla Banda.

 

Dicembre 2005

Giovedì 29: Caminetto Auguri

Tradizionale caminetto di fine anno, al termine di una giornata straordinaria con Firenze sotto la neve. Come sempre, anche quest’anno, il presidente  ha rivolto un caloroso  brindisi a nuovo anno con alcune citazioni letterarie, concluse con un pensiero tratto dall’opera di Massimo Griffo “Il fiume”. Al termine breve riunione di consiglio per i prossimi programmi ed è già dell’anno nuovo che si parla. Buon 2006, cari amici, a tutti.

Conclusa l’azione comune con Bruxelles Ouest 

Pieno successo dell’installazione dell’Endoscopio in Senegal

Il Presidente del Rotary Club Bruxelles Ouest Marc Le Moine ha inviato – con un messaggio di gratitudine per la nostra partecipazione – il rapporto finale sull’azione comune che ha coinvolto i club contatto insieme con altri club di Belgio e Senegal oltre  la Fondazione Rotary che ha garantito una sovvenzione integrativa (matching grant).

Obiettivo dell’azione è stata la creazione di un centro di endoscopia terapeutica dell’apparato digerente presso l’ospedale Aristide Le Dantec di Dakar.

Promosso dalla Université Libre de Bruxelles il progetto ha comportato un programma di formazione pratica con l’istituzione di un diploma di studi in gastronterologia a Dakar e la costituzione dell’Osservatorio nazionale senegalese delle patologie dell’apparato digerente.

Il RC de Bruxelles Ouest  si è assunto l’onere della fornitura di apparecchiature videogastroscopiche e colonoscopiche presso l’ospedale Le Dantec, dove dal giugno 2005 è utilizzato nel quadro della formazione dei medici locali.

All’ospedale Le Dantec numerosi dei 750 pazienti ricoverati e dei circa 150 in visita ambulatoriale hanno adesso a disposizione questo strumento. I medici locali si stanno addestrando al loro uso sotto la supervisione di colleghi belgi che attualmente sono i primi utilizzatori delle apparecchiature. Nel corso del 2006 i medici senegalesi saranno autonomi ma verrà loro garantita una linea internet di contatto con Bruxelles per le consultazioni più significative.

Il progetto viene seguito anche da alcuni rotariani brussellesi che programmano viaggi di verifica nei prossimi tre anni.

Sul sito http://82.66.8.146/lemoine/ può essere verificato il proseguimento dell’azione.

I fondi della sovvenzione integrativa della RF sono stati di Euro 24.967,36 EUR utilizzati per il saldo del materiale presso la  Pentax. L’impegno complessivo è stato di Euro 36.181,18 per cui la differenza di Euro 11.213,82 è stata versata dai club Bruxelles Ouest (5.963,82 EUR) Firenze Est, Paris La Défense e Wiesbaden Rheingau ciascuno con 1.750 Euro.

 

Giovedì 22: Caminetto Auguri

Tradizionale caminetto prenatalizio allietato dalla atmosfera rilassata che a questo tipo di riunioni ha voluto attribuire il nostro presidente che ha rivolto un caloroso (e di questi tempi è  davvero necessario!) brindisi alla festa che unirà domenica tutti gli uomini di buona volontà. Per sottolineare il coinvolgimento, anche nelle piccole cose, di tutti coloro , che a diverso titolo, possono contribuire al successo di qualunque impresa, il Presidente ha raccontato la gustosa fiaba della rapa, che verrà coltivata, raccolta e mangiata solamente con l’apporto di intelligenza, forza, organizzazione di tutti i personaggi, dai più piccoli ai più grandi.

Giovedì 15: Festa degli Auguri

Dopo due assemblee (24 novembre e 1° dicembre) il Club si è giustamente preso una pausa di riflessione in occasione, lo scorso giovedì 8 dicembre, della festività nazionale dell’Immacolata Concezione, prima di giungere in questo giovedì alla riunione più coinvolgente dell’anno, la festa degli auguri. Il luogo, Villa Montalto, già teatro di altre importanti riunioni in passato, che ha accolto i nostri soci ed ospiti è una splendida villa quattrocentesca che il principe tedesco Hochberg decise, nel 1885, di scegliere come residenza  e ristrutturandone gli interni secondo lo stile eclettico dell’epoca. Una identica volontà di accogliere il "raro" e il "diverso" è restituita dai caratteri del giardino all'italiana e del parco, segnato dalla presenza di un raro Laurus Camphorae e di enormi tassi, palme, cedri argentei , che si confondono con i più tipici cipressi e lecci, disposti a rendere l'ambiente appartato e apparentemente lontano dalla città, che si offre comunque dalle scenografiche terrazze ugualmente orientate per accogliere suggestive vedute della collina di Poggio Gherardo. Secondo la regìa di Piero Montauti ognuno è stato condotto in un percorso che dal gioco iniziale (vittima il consiglio in carica) al canto, al ballo ha inteso coinvolgere nell’atmosfera festiva dell’evento insieme con il pranzo raffinato e la scelta di alcuni regali, selezionati con l’aiuto generoso dei soci. Come ogni anno ci fa piacere organizzare la Festa degli Auguri del nostro Club. Si tratta di un appuntamento molto sentito che ci permette di ritrovarci, per scambiarci gli auguri di Natale e del Nuovo Anno riannodando i fili dell’amicizia. A tutti i più cari auguri di serenità e pace.

Giovedì 1: Assemblea

Una forte partecipazione è stata come tradizione registrata all’assemblea, presieduta dal Presidente Giovanni Fossi. Ha redatto il verbale l’avv. Fabio Azzaroli, in assenza del segretario in carica, dott. Luigi Cobisi, in Grecia al XLIII Congresso dell’Associazione Giornalisti Europei. Hanno svolto l’incarico di scrutatori i soci  Giampaolo Ristori (Presidente), Massimo Garofalo e Francesco Donato scrutatori, soci votanti presenti personalmente o per delega 57:

Elezione del Presidente a.r. 2007-2008

I soci hanno innanzitutto votato a fortissima maggioranza l’amico Marco Minucci presidente per l’anno 2007-2008.

Entrato nel club nell’anno 1996 svolge la professione di ingegnere elettronico.  Tra i numerosi incarichi ricoperti nel Club è stato più volte tesoriere, prefetto e consigliere per l’Azione internazionale, come nell’attuale Consiglio, sempre distinguendosi per discrezione e serietà. Nato a Firenze nel 1959, al momento di assumere l’incarico, nell’anno che marcherà il XL del Club, avrà la stessa età che il compianto PDG Avv. Lamberto Ariani aveva nell’anno di fondazione del Club, la più giovane, tra l’altro, tra tutti i presidenti del nostro Club. Marco è sposato e ha una figlia. Al presidente eletto i più vivi complimenti ed auguri per l’anno 2007-2008.

Elezione del Consiglio Direttivo a.r. 2006-2007

Su indicazione del Presidente eletto prof. Rodolfo Cigliana sono stati eletti nel CD 2006-2007 gli amici:

VICEPRESIDENTE: NATALE  VILLARI

SEGRETARIO: FABIO AZZAROLI

TESORIERE: MAURO BIANCHINI

CONSIGLIERE PER L’ AZIONE INTERNA:  PIERO PETROCCHI

CONSIGLIERE PER L’ AZIONE INTERNAZIONALE:  PAOLO DEL BIANCO

CONSIGLIERE PER L’ AZIONE DI INTERESSE PUBBLICO: TIZIANA MISSIGOI

CONSIGLIERE PER L’ AZIONE PROFESSIONALE: ANTONIO GHERDOVICH

CONSIGLIERE PER L’ AZIONE A FAVORE DEI GIOVANI: FEDERICO ANTICH

L’assemblea ha votato come da regolamento i consiglieri senza il proprio incarico tuttavia – con sensibilità verso il Club – il presidente Cigliana ha comunicato in precedenza le intenzioni di attribuzione degli incarichi che saranno confermate nel Consiglio che a breve eleggerà i prefetti.

Il Consiglio vede alcune conferme (Bianchini è di nuovo tesoriere) e alcune novità (Gherdovich è per la prima volta in consiglio). Geograficamente appare forte la componente giuliano-dalmata: Tiziana Missigoi è triestina, Antonio Gherdovich e Federico Antich entrambi di famiglia dalmata. Paolo Del Bianco torna all’azione internazionale di cui è stato tra i più attivi promotori, Piero Petrocchi all’azione interna porta tra l’altro l’esperienza di diversi anni nelle commissioni ammissioni e classifiche. Il prof. N. Villari è vicepresidente: più volte in precedenti consigli, si affianca al presidente anch’egli più volte impegnato in passato in diversi incarichi consiliari. Fabio Azzaroli, invece, si cimenta per la prima volta nel ruolo di segretario.  Il prof. Cigliana convocherà presto il Consiglio per la nomina dei prefetti. A tutti gli eletti i più vivi complimenti.

 

Indicazione del candidato alla carica di Governatore D.2070 R.I. per l’a.r. 2007-2008

Con un voto altrettanto sentito i soci hanno infine indicato l’amico Avv. C. Rizzo quale candidato governatore per l’a.r. 2007-2008. L’avv. Rizzo, già presidente del ns. club (1993-1994) ha ricoperto più volte incarichi consiliari ed è da due anni rappresentante del governatore per il gruppo Mediceo. L’avv. Rizzo fu a suo tempo rappresentante distrettuale del Rotaract con cui ha sempre mantenuto un ottimo rapporto.  Il Firenze Est ha finora espresso un solo governatore, il compianto avv. Lamberto Ariani.

Novembre 2005

Giovedì 24 Novembre: Approvato il nuovo Regolamento

Al termine di un lungo processo di revisione, per il quale la Commissione presieduta dal past-presidente prof.avv. M.P. Chiti ha lavorato per oltre due anni e cui hanno contribuito una ventina di altri soci con emendamenti e proposte, è stato presentato il testo da sottoporre ai Soci. Preliminarmente è stato respinto un ordine del giorno tendente al rinvio dell’assemblea per attendere le decisioni del Consiglio centrale del R.I. in merito a nuovi contenuti dei regolamenti-tipo.  I numerosi emendamenti sono stati sottoposti ad attento dibattito e l’assemblea ha  proceduto alla votazione di tutte le proposte. I punti di maggior contrasto hanno riguardato la proposta di riduzione della quota ai soci più anziani (già respinta nel maggio 2001) e l’istituzionalizzazione della commissione dei past-presidenti circa la scelta del presidente (artt. 1 e 3). Entrambe le proposte sono state respinte. L’assemblea ha accolto un ordine del giorno volto a rafforzare la solidarietà verso i soci in difficoltà, confermando quanto già votato nel 2000-2001. Il regolamento del club – strumento di attuazione dello statuto – è elaborato sulla base dello schema approvato dal R.I. ma può contenere numerosi adattamenti alla situazione locale. Da qui la necessità di periodiche revisioni, avvenute nel 1992 e nel 1996 (solo per quanto concerne il raccordo con le innovazioni introdotte dal R.I. nei propri schemi) e in parte nel 2002-2003, quando in assemblea non fu tuttavia possibile votare un testo condiviso. Il testo del nuovo regolamento, con le modifiche introdotte in assemblea, sarà pubblicato a cura della commissione. L’assemblea (presidente Fossi, segretario Cobisi, scrutatori Lucci, Garofalo, Lombardini, Giuliattini, rappresentanti della commissione regolamento Sistini e Azzaroli)  durata dalle 19.15 alle 23.30, ha impegnato 48 soci (quorum 39, maggioranza richiesta per le votazioni sul regolamento 32) presenti di persona o per delega e si è svolta con ordine e vivo spirito di partecipazione (oltre 70 gli interventi).

Giovedì 17 novembre : Prostata e funzione sessuale nella terza età

La funzione sessuale nella terza età può liberarsi da esigenze biologiche pressanti e può acquisire il ruolo di un vero e proprio lusso funzionale che l'individuo potrà permettersi a seconda della sua disposizione psicologica. La persona infatti può svalorizzare il proprio corpo, considerandolo non meritevole di un interessamento affettivo, oppure può viverlo come qualcosa che ha trasformato ed adattato durante gli anni per farne veramente una parte di sé. Da un punto di vista affettivo gli anziani manifestano un maggior bisogno di contatto e tenerezza. Nel rapporto di coppia, a meno che non vi siano antiche conflittualità, sono più disponibili e tolleranti. L'identità sessuale, si fa più flessibile e consente alle componenti di mascolinità e femminilità che la strutturano un'espressione non condizionata dalla rigidità imposta dai ruoli sociali. Le naturali variazioni nella fisiologia sessuale, non rappresentano un declino, ma forniscono la possibilità di rapporti più pacati e prolungati che associandosi alle caratteristiche cognitivo-affettive, si traducono in una intimità dove all'efficienza si sostituisce la dolcezza. Tutte queste caratteristiche consentono di non rassegnarsi passivamente all'età che avanza, ma affrontarla ed elaborarla, per utilizzare al meglio le capacità disponibili e le ricchezze esperenziali accumulate negli anni, scegliendo l'impegno di un vivere ancora attivo o il disimpegno di un vivere contemplativo. Quindi i risultati attualmente raggiunti dalla ricerca scientifica sono incoraggianti e in futuro sarà possibile migliorare la qualità della vita degli anziani operando a livello psicologico, medico e sociale sia nella prevenzione che nell'intervento riabilitativo.[1]

La disciplina urologica in Toscana fu inizialmente insegnata, per incarico, nelle tre Università, da Professori di Chirurgia Generale fin dagli anni '50. La prima cattedra ufficiale con relativa Scuola di Specializzazione fu istituita a Firenze nel 1956 e ricoperta dal Prof. Ulrico Bracci, figura che ha rappresentato nell'Urologia moderna un ruolo fondamentale quale innovatore e valorizzatore della specialità che ha dato alla figura del Chirurgo Urologo l'importanza che le è dovuta. Dopo il trasferimento a Roma del Prof. Bracci, nel 1963, subentrò il Prof. Alfiero Costantini che l'ha diretta con grande prestigio fino alla fine del 1989, dando con la sua scuola un ulteriore impulso alla chirurgia urologica su temi di viva attualità quali la ricostruzione della vescica, l'uso dell'omento, la chirurgia plastica e ricostruttiva dell'uretra, la chirurgia conservativa del rene, la prostatectomia radicale, la terapia della calcolosi dell'apparato urinario. Dalla Scuola sono usciti numerosi Professori di prima e seconda fascia. Fra questi  Michelangelo Rizzo, che subentrò al Maestro nella direzione della Clinica, e il nostro relatore Marco Carini. Nel corso degli anni la Scuola di Firenze ha continuato a sviluppare non solo la chirurgia tradizionale ed oncologica, ma anche temi di scuola quali la chirurgia dell'uretra.

[1] Introduzione allo studio Sessualità maschile e terza età, di R. Rossi, E. Dalia - Università degli Studi "La Sapienza" di Roma - Istituto di Sessuologia Clinica di Roma, in: http://www.geragogia.net/editoriali/sessualita_maschile.html

Giovedì 10 novembre : La Fondazione Del Bianco e la Giornata della Libertà

In apertura l’amico Luigi Cobisi ha ricordato che il Parlamento Italiano, votando la Legge 15 aprile 2005, n. 61 ha istituito il «Giorno della libertà» in data 9 novembre in ricordo dell'abbattimento del muro di Berlino". Per una volta una legge breve (un solo articolo) che leggiamo:

1. La Repubblica italiana dichiara il 9 novembre «Giorno della libertà», quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.

2. In occasione del «Giorno della libertà», di cui al comma 1, vengono annualmente organizzati cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti.

Durante la riunione abbiamo ascoltato quali forze ha liberato quella storica giornata e come di esse la Fondazione Romualdo Del Bianco è stata fin dall’inizio stimolatrice e testimone. Ma è altrettanto singolare che il Muro di Berlino cadesse proprio in quel giorno, il 9 di novembre, una giornata fino ad allora coperta  di sangue. Per la storia tedesca perché in un altro 9 novembre, nel 1938 i nazisti distrussero, nella famigerata "Notte dei cristalli" i negozi e le proprietà ebraiche. Ma il 9 novembre è stato un giorno triste anche per la storia italiana: in quella data, 1926, la maggioranza fascista alla Camera dichiarò infatti decaduti dal mandato parlamentare 120 deputati dell'opposizione che non hanno partecipato ai lavori parlamentari ritirandosi sull'Aventino ponendo fine a ciò che restava della democrazia parlamentare. Ricordare la giornata di ieri, farlo oggi, idealmente primo giorno di una nuova era di libertà, è anche ricordare quanto sia costato essere liberi ai popoli europei e quanto cammino vi sia ancora da fare in molti paesi. Un ultimo ricordo, legato all’Italia. Se volete la caduta del muro fu annunciata dal portavoce della DDR Gunther Schabowski proprio rispondendo ad una domanda di un giornalista italiano. Domandando se le restrizioni sugli spostamenti per i tedeschi dell'est venivano tolte da tutte le frontiere da parte del nuovo governo della DDR (presieduto da Egon Krenz), l’impacciato Schabowski, tirando fuori alcuni appunti presi disordinatamente alla riunione di governo, annunciò in conferenza stampa che tutte le limitazioni erano state tolte. Decine di migliaia di persone si riversarono sul muro, dove le guardie di confine aprirono i punti di accesso e permisero loro di passare.

La Fondazione Del Bianco

La Fondazione Romualdo Del Bianco viene costituita la sera del 3 Novembre 1998 a Firenze, presso la sala Martino V dell’antico ospedale di S. Maria Nuova. Con quella occasione viene portato a realizzazione il desiderio della Famiglia Del Bianco di ricordare, nel tempo, la persona, l’attività ed il carattere particolarmente proteso ai contatti interpersonali del Cavaliere del Lavoro Romualdo Del Bianco. Un desiderio che adesso si concretizza nello sviluppo di iniziative rivolte alla promozione e alla diffusione dei Valori che hanno sempre accompagnato tutte le tappe della sua vita.
Questi Valori si possono sintetizzare nell’Ottimismo, l’Entusiasmo, la Spontaneità, la capacità - in tutte le circostanze - di essere semplicemente se stesso, la Lealtà, la Capacità, l’Intuito, lo Spirito di Sacrificio, l’Impegno, la Concretezza, la Famiglia, il Lavoro, accompagnati da una Forza che trovava rare eguaglianze. Ma soprattutto l’immensa Semplicità con cui riusciva a trasmettere agli altri questi valori, cosa che gli ha sempre valso il rispetto, la stima e la simpatia di tutti coloro che lo hanno conosciuto. Spesso, infatti, amava ricordare "Ho sempre imparato da tutti; in cantiere anche le mie maestranze hanno avuto qualcosa da insegnarmi". Questi stessi valori informano adesso l’azione della Fondazione Romualdo Del Bianco, tenacemente impegnata nello sviluppo di relazioni di Amicizia e di Pace utilizzando la cultura come strumento di aggregazione fra i popoli. La cultura è infatti un potente, nobile strumento per provocare occasioni di incontro e di confronto, soprattutto fra i Giovani che rappresentano il nostro domani. Ecco quindi il significato del Motto:
“Per la PACE nel MONDO, fra i GIOVANI di PAESI DIVERSI, con la CULTURA Incontrarsi, Conoscersi, Comprendersi, per sviluppare l’Amicizia tra i Popoli”

La Toscana ed in particolare Firenze con i musei, con gli angoli di storia e di tradizioni culturali, con le ricchezze artistiche, rappresentano senz’altro gemme tra le più splendenti. Ma Firenze ha un’altra spiccata potenzialità, che talvolta non riceve il dovuto riguardo: la cultura internazionale in generale ed in particolare i giovani - sempre ambiziosi di conoscere e di apprendere non possono non riconoscere che "Firenze è un Motore di Sviluppo d’Incontri Internazionali", che promuove la conoscenza interpersonale, quindi favorisce la comprensione, da cui nasce l’amicizia fra i Popoli di diverse culture etnie e religioni. Firenze dunque è per sua vocazione, una Città che favorisce incontri, comprensione ed amicizia, Firenze dunque è una città che favorisce lo sviluppo di pace.
La Fondazione Romualdo Del Bianco si prefigge di dare il proprio contributo all’affermazione della vocazione di Firenze quale città d’incontri e di pace, attraverso il proprio impegno nel campo della promozione e valorizzazione del suo patrimonio artistico e culturale, motore d’incontro, di conoscenza, di comprensione, quindi motore di pace.
In altre parole, l’arte e la cultura in genere e quella fiorentina in particolare assurgono a "veicolo universale" per la realizzazione di un mondo migliore, ove regni la pace, l’amicizia e la tolleranza; il tutto facendo leva sull’interesse e l’amore che Firenze ed il suo immenso patrimonio di storia e tradizioni, sanno suscitare nell’animo di persone estremamente sensibili al fascino dell’arte e della cultura e, in generale, a tutto ciò che è bellezza, eleganza e raffinatezza. E’ quindi verso questo inestimabile patrimonio - di tutta l’umanità - che dobbiamo indirizzare ogni nostra risorsa disponibile, per proteggerlo dalle insidie dell’incuria e del tempo, dall’ignoranza e dall’inciviltà, affinché ne possano beneficiare i milioni di persone che ogni anno visitano Firenze e la Toscana e, in futuro, le generazioni a venire: un investimento per la pace nel mondo. Questo è il devoto tributo di riconoscenza che ci sentiamo in dovere di rendere alla nostra Città ed alla nostra Regione.  Una particolare attenzione sarà rivolta allo sviluppo di incontri culturali con esponenti delle aree dell’Europa Orientale, Eurasia, Asia, Estremo Oriente, allo scopo di contribuire a rendere più celere possibile l'integrazione, la reciproca conoscenza e la condivisione dei valori.
Il Piano Programmatico, in sintesi:  Contribuire alla continua affermazione dell’immagine di Firenze quale Città di incontri e di Pace Contribuire alla tutela e alla valorizzazione del Patrimonio Culturale Fiorentino e Toscano, motore d’incontri interpersonali, quindi di conoscenza, quindi di comprensione, quindi di amicizia, dunque motore di Pace!

Con l’entusiasmo che lo contraddistingue Paolo Del Bianco ha esposto i contatti con tutto il mondo da quel primo viaggio in Georgia, ex repubblica sovietica, in cui ebbe per compagno il nostro past-president Franco Cioni, sottolineando quanti legami la sua attività abbia con il Rotary ed il suo spirito.

 

Giovedì 3 novembre  Un fatto, un commento; introdotti dalla nostra socia Monique Kraft

Proseguendo la serie inaugurata lo scorso luglio, è stata oggi la volta di Monique Kraft, chiamata ad introdurre la libera conversazione di attualità. Il tema scelto trae origine dalla diretta esperienza di un’imprenditrice alberghiera che ogni giorno condivide le esperienze, positive e negative, dei prorpi clienti. Tra diversi aneddoti, animati anche dai ricordi di alcuni soci, Monique ha sottolineato l’importanza degli accordi sugli usi alberghieri e turistici (IHRA UFTAA Code of Practice) assunti a Parigi nel 1999 e ancora scarsamente conosciuti anche dai viaggiatori più esperti.

Mercoledì 2 novembre  - Chiesa del Sacro Cuore Santa Messa in ricordo dei Soci defunti

Un folto di gruppo di una cinquantina di soci e familiari ha partecipato unitamente ad alcuni parrocchiani della Chiesa del Sacro Cuore alla Messa celebrata da don Stefano Ulivi in ricordo dei soci defunti. Don Stefano ha ricordato lo speciale legame tra vivi e morti e la sua sacralità universale, tanto lontana dalla volgarizzazione delle “zucche vuote” cui si vuole ridurre le giornate di Ognissanti e della Commemorazione dei defunti.

Significativa partecipazione di alcuni familiari di nostri soci defunti tra i quali abbiamo rivisto con piacere le signore Contri e Sesti.

Al termine il Presidente G. Fossi ha letto insieme ai presenti la Preghiera del Rotariano che riportiamo di seguito:

“Dio di tutti i popoli della terra,

Dio che ci hai voluti fratelli, senza distinzione di sorta, sotto l'ala della tua misericordia,
Dio che ci hai donato la capacità del pensiero e dell'azione per farne uso, secondo le nostre attitudini personali, a favore dell'umanità,

Dio che illumini la nostra notte terrena con il raggio della speranza, rendici strumento di salvezza e di conforto per tutti coloro che hanno sete del Tuo amore e della Tua giustizia, colmaci della Tua luce e della Tua forza affinché ciascuno di noi, impegnato nel Rotary al servizio dell'uomo, possa trovare in ogni momento della sua giornata l'occasione di soccorrere chi invoca amore, carità e comprensione, fa che ogni sera cali su di noi, con la Tua benedizione, quella di coloro cui abbiamo offerto un sorriso, suscitato una fede, arrecato un aiuto,
allontana da noi le tristi ombre dell'indifferenza, del cinismo, dell'egoismo, della ripulsa, della falsità,
dona pace ai nostri cuori, coraggio alle nostre anime, pazienza alle nostre azioni, tolleranza alla nostra forza,
rendici partecipi della Tua grazia unitamente a tutte le persone a noi care, ai poveri, ai tribolati, agli sbandati, agli oppressi. Così sia”.

Ottobre 2005

27 ottobre Visita del Governatore

Un processo di consolidamento del Rotary è stato richiesto dal Governatore Minguzzi già nell’incontro pomeridiano con i dirigenti e presidenti di commissioni del Club. Consolidamento significa soprattutto privilegiare la qualità nelle ammissioni e dare impulso alla partecipazione alla vita del Club cui i soci, ha ricordato Minguzzi, hanno aderito volontariamente, pronti a dare il proprio contributo al sodalizio. Il governatore ha mostrato ancora una volta grande interesse per il Premio Columbus e per il suo prestigio anche nei confronti della città di Firenze. Nel suo intervento il Governatore ha ribadito la necessità di un sempre maggiore coordinamento tra i club cittadini.

Durante la riunione sono stati altresì consegnate le onorificenze PHF agli amici Franco Cioni (con tre pietre blu) e Letizia Cardinale.

Prima della conviviale abbiamo avuto il piacere di rivedere l’amico Carlo Vallecchi, ritornato alla frequenza dopo un intervento chirurgico. A Carlo un grazie sentito per aver riservato al Rotary una delle sue prime uscite.

20 ottobre: La via della droga

I recenti casi di alcuni personaggi famosi coinvolti nel vortice della droga hanno riportato sulle prime pagine i drammi dei tossicodipendenti e delle loro famiglie. Le loro tragedie non sono tuttavia che lo sbocco finale della lunga strada che gli stupefacenti compiono dai paesi di produzione a quelli in cui è più forte il consumo. Una strada che il Prefetto Pietro Soggiu – negli anni passati Commissario straordinario del Governo per il Coordinamento delle Politiche Antidroga – ha percorso con l’intento di aggiornare le norme e le azioni di contrasto. Con il trasferimento del dipartimento antidroga alla Presidenza del Consiglio il gen. Soggiu ne ha lasciato la direzione assunta  dallo psichiatra dott. Carlesi, ex parlamentare di Alleanza Nazionale, che vi resta tuttavia per poco tempo. Intanto la proposta di legge antidroga (Atto Senato n.2953) resta in discussione alle commissioni  parlamentari, dove ha subito numerosi rinvii, fino all’ultima seduta lo scorso 25 maggio, conclusasi con un nuovo differimento. In tale situazione l’esperienza di Soggiu si rivela preziosa per comprendere come l’argomento – per la sua complessità – resti così difficile da essere affrontato fino in fondo.

Pietro Soggiu, generale di divisione della Guardia di Finanza, ne ha comandato i reparti in numerose città italiane. In particolare, ha diretto, per oltre dodici anni, il Servizio di Intelligence contro il traffico di droga e il contrabbando di merci diverse. Dal 1987 al gennaio del 1991 ha diretto il Servizio Centrale Antidroga. Nominato Prefetto della Repubblica, ha costituito, organizzato, strutturato e diretto, fino al 1995, la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga italiana, organismo formato da rappresentanti delle tre forze di polizia nazionali, incaricato di coordinare e dirigere l´attività di contrasto al fenomeno droga e di predisporre le strategie di lotta sul piano nazionale ed internazionale. Ma è una strada molto più lunga quella che ha portato il Generale Soggiu al nostro Club. Basta guardare a pag. 60 del libro di Massimo Griffo “Il balilla col cappotto”. Si scoprirà il giovane Soggiu insieme con il nostro Massimo che ha aperto la seduta descrivendo con le parole del vecchio amico la carriera del nostro relatore, che ha attraversato anche quella di tutti i quasi sessant’anni della Repubblica Italiana.

La morte di Folon

È morto oggi a Montecarlo l'artista belga Michel Folon. Aveva 71 anni. Autore di noti manifesti pubblicitari e di film di animazione fortemente contrassegnati dall’uso magistrale dell'acquarello, si era anche cimentato con la scultura. Quest’anno una sua opera era stata collocata dai Rotary fiorentini davanti la Fortezza da Basso, in occasione del centenario del R.I.  Il Firenze Est si unisce al cordoglio dei familiari e del mondo artistico

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Il Premio Columbus viene assegnato in Palazzo Vecchio nell'anniversario della scoperta dell'America (12 ottobre). Il premio Columbus, voluto nel 1982 da Enzo Ferroni, allora presidente del Rotary club Firenze Est, Magnifico Rettore e ordinario di Chimica fisica nell’Università di Firenze, per dare nuova vita a un’analoga manifestazione cittadina nata nel 1948 sulle macerie ancora visibili della seconda Guerra mondiale - e cessata nel 1976 -, ricorda quest’anno per la 23esima volta il giorno, 12 ottobre 1492, in cui il grande navigatore genovese sbarcò sul suolo americano segnando una data fatidica nella storia del mondo ed estendendo a un nuovo continente i confini di una civiltà dell’ingegno, della cultura e dell’arte a cui l’Italia, e in particolare  Firenze, avevano dato il massimo contributo. Una data che gli Stati Uniti d’America festeggiano ogni anno in ricordo della loro mai dimenticata filiazione da una composita patria europea. Anche in Spagna viene celebrata la giornata odierna come “Dia de la Hispanidad” e dunque in questa occasione autenticamente internazionale il Rotary Club Firenze Est, in una manifestazione pubblica che è anche l’unica patrocinata dal Comune per il 12 Ottobre, assegna, su designazione di un’apposita giuria composta da cittadini illustri, un riconoscimento simbolico a esponenti della cultura, dell’arte, dell’industria e dello sport che si siano particolarmente segnalati nelle rispettive discipline.

L’edizione 2005 ha visto premiati in Palazzo Vecchio, dinanzi alcune centinaia di persone convenute al Salone dei 500, il M.se Piero Antinori, alla guida della Casa Vinicola conosciuta in tutto il mondo, il Prof. Paolo Galluzzi, direttore dell’Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze, il Prof. Franco Scaramuzzi, Presidente dell’Accademia dei Georgofili. I premiati hanno ringraziato i  numerosi presenti poco dopo aver ricevuto il “Columbus” dalle mani del presidente Fossi. In precedenza avevano parlato l’assessore Giani, in rappresentanza del Sindaco, il presidente del Premio, il nostro past-president Franco Cioni e – con un entusiasmo che ha contagiato tutti – il governatore Minguzzi. La lezione colombiana è stata tenuta da Prof.ssa Luisa Secchi Tarugi, presidente dell'Istituto di studi umanistici "Francesco Petrarca" di Milano ma innamorata di Firenze e della sua storia, come ha dimostrato la sua relazione sulla “Laudatio” di Firenze del Bruni.

Parallelamente pieno successo anche dello speciale annullo postale disponibile nell’Ufficio postale straordinario aperto per la ricorrenza al Palagio di Parte Guelfa, dove si è poi svolta la conviviale.

 

 

6 ottobre: Assemblea dei Soci

L’approvazione del bilancio costituisce uno dei momenti più importanti per testare la salute – anche economica – del nostro Club. Ne esce un quadro incoraggiante, nonostante i gravosi impegni dell’anno del centenario, sostenuti peraltro con contributi aggiuntivi. Il tesoriere Marco Minucci ha letto la propria relazione informando sui diversi capitoli di spesa e di ricavo. Per il collegio dei revisori ha letto la relazione Claudio Durazzi. Nel dibattito alcune osservazioni, citiamo, sulla mancata effettuazione del Premio Hauda (Savio, Rodella, Cardini) sull’apporto alla R.F. (Cioni, Gheri)  e sul contributo del Distretto 2070 (Parmeggiani).

La votazione – all’unanimità favorevole – ha concluso l’assemblea.-

In ricordo di G. Troya - In apertura della seduta il Presidente ha ricordato l’amico Giuseppe Troya, scomparso il giorno precedente. I soci hanno sottolineato al loro partecipazione con un minuto di silenzio. Giuseppe Troya ha collaborato per molti anni con il compianto Francesco Chiostri alla pubblicazione del bollettino e di altri libri del Club che restano a memoria del suo impegno.

Settembre 2005

29 Settembre: “La condizione giovanile oggi: problemi e prospettive”

In stretto rapporto con il Rotaract, il vice-presidente Ernesto Failla ha impostato la serata sulla base di un aperto dialogo tra rotariani e giovani, per uno scambio, libero, di opinioni e considerazioni. Il tema, vastissimo, non è stato limitato e solo il tempo della serata ha costituito la “frontiera” oltre la quale non è stato possibile andare. Per il resto un dialogo serrato ha mostrato come la costruzione del futuro passi sempre tramite la conoscenza dei problemi.

Nella rinnovata sala Michelangelo dell’Hotel Jolly, dove è stata allestita una pratica cena a buffet, il presidente – dopo aver aperto la riunione – ha dato la parola a Ernesto Failla per un quadro della odierna condizione giovanile. Successivamente hanno svolto alcune considerazioni i Soci Rotaract Miniati, Fantini,  Beni ed altri. Il Presidente, nella veste di moderatore, tenuto conto delle considerazioni via via svolte ha dato la parola a nostri Soci, tra i quali Andreani, Cardinale, Cigliana, Puccini, Isler , Petrocchi e Lombardini sono intervenuti con risposte e considerazioni problematiche.

Citando il V Rapporto IARD[1] sulla condizione giovanile in Italia, Lombardini, ha ricordato  la dominante sensazione di solitudine che colpisce molti giovani. Sentirsi soli significa l'idea di "muoversi senza protezioni in una realtà che restituisce uno sguardo poco benevolo, dove manca qualcosa, o meglio, qualcuno su cui contare". Non mancano i genitori, manca il mondo degli adulti, l'immagine rassicurante delle figure-guida. Incertezza sulle strategie di vita che comporta il rinvio dell'uscita dalla famiglia e dell'assunzione di responsabilità come la convivenza o la procreazione.  Non solo. Di fronte ad un mondo in mutamento questi "lupi solitari", individualisti dispersi che rifiutano la partecipazione pubblica, cercano nicchie di protezione: fisiche e spaziali, in famiglia ed in casa; nicchie ideologiche con l'adesione a modelli politici forti (come rileva l'ampio consenso per An e Rifondazione Comunista), ma anche nicchie mitologiche, il giovane del 2000 si dichiara cattolico (80 per cento) e rifiuta suggestioni della new age e delle religioni orientali. Sulla violenza e sulla legalità economica i giovani, seppur con sfumature a seconda la loro collocazione politica, manifestano un consenso alle idee tradizionali. Netta la spaccatura sui temi 'aperti' (aborto, droghe leggere, eutanasia, omosessualità).

Al termine Failla ha svolto una breve sintesi di quanto detto nel corso della serata cercando di individuare un filo conduttore e un'indicazione per ulteriori sviluppi. La finalità dell'incontro, ha sottolineato Failla, è quella di favorire il dialogo tra le generazioni nella struttura del Rotary, un obiettivo che il club intende raggiungere con questa ed altre iniziative di dialogo. D’altra parte è lo stesso R.I. che invita ciascun Rotariano ad impegnarsi personalmente per preparare la nuove generazioni - cioè tutti giovani fino all'eta di 30 anni - a migliorare le proprie capacita personali, affinché riescano ad assicurarsi un domani migliore, e cioè tenendo conto delle necessità di ogni singolo individuo. Tutti i club e tutti i distretti sono esortati ad intraprendere dei progetti in grado di affrontare i problemi fondamentali delle nuove generazioni: la salute, i valori umani, l'istruzione e lo sviluppo personale.

[1] Il testo del rapporto, diffuso ogni quattro anni, è su: http://www.istitutoiard.it/root/ricerca/rapportoiard.asp

22 Settembre: Il C.N.R. a Firenze: dalla ricerca alle applicazioni

C’è anche un tema di attualità, nella conferenza di stasera. Infatti solo lo scorso 16 giugno, con la consegna dell'ultimo edificio e della nuova portineria, è stato completato l'insediamento CNR nel Polo Scientifico di Sesto Fiorentino. L'Area di Ricerca di Firenze è composta da  cinque edifici, portineria e locali tecnici ed è operativa dal mese di maggio 2003. Nell'Area sono presenti dieci tra istituti e sezioni territoriali e sono inoltre ospitati il Laboratorio di Meteorologia e Modellistica Ambientale (LAMMA); il Centro di Microscopie Elettroniche (CeME); il Consorzio Geophysica-GEIE.  L'Area ha una superficie coperta complessiva di oltre 23.000 m2 ed è dotata di un Centro Congressi con tre aule e servizi (mensa, bar e sale-riunioni), situati nell'edificio F. Alcuni numeri, tratti dal sito internet dell’Area danno un’idea della sua rilevanza. 350 dipendenti di ruolo; 200 borsisti, dottorandi, visitatori; una mensa con la possibilità di offrire oltre 500 pasti giornalieri  ed un centro congressi con vaste aule e 3 sale riunioni. La presenza dell’istituto “Nello Carrara” di cui il nostro relatore è direttore, risale all’attività che lo stesso fondatore svolse nel campo della fisica delle microonde fin dal 1946. Nel 1968 il Centro assumeva il nome di Istituto di Ricerca sulle Onde Elettromagnetiche (IROE) cui si aggiungeva, nel 1994, il nome del suo fondatore. Nel 1970 veniva fondato il "Laboratorio di Elettronica Quantistica" che diventava Istituto di Elettronica Quantistica (IEQ) nel 1981, sempre a Firenze. Dal 1o marzo 2002, nell'ambito della riorganizzazione della rete scientifica del CNR, l'IROE e l'IEQ si sono accorpati dando origine al nuovo Istituto di Fisica Applicata "Nello Carrara". 

15 Settembre: “La crisi europea: scelte radicali”

Dopo la riunione della scorsa settimana, in cui sono stati posti in luce i molti problemi dell’Unione Europea, un nuovo incontro sulle decisioni che l’Europa si trova a dover prendere, radicalmente, come ha sottolineato, fin dal titolo il relatore dott. Ricceri.

Esperto di politiche sociali e del lavoro, laureato in Storia Contemporanea con il Sen. Prof. Giovanni Spadolini, docente di "Storia della Integrazione Europea" presso la Link Campus University of Malta, Marco Ricceri, pubblicista, autore di libri e saggi sulla politica sociale europea, la cultura sindacale, la democrazia industriale, è segretario generale dell’Eurispes, istituto di studi senza fini di lucro che opera dal 1982 nel campo della ricerca politica, economica e sociale.

E’ ad enti come l’Eurispes che spesso si guarda per intravedere gli sviluppi della politica e dell’economia, ma la tematica dell’unificazione d’Europa è stata da sempre dibattuta – ha sottolineato il Dott. Ricceri – tracciando una retrospettiva che vede la prima citazione di uno Stato Europeo in una lettera con cui, 2500 anni fa, si invitava Filippo il Macedone a riunire un esercito europeo contro i Persiani. I Greci e successivamente filosofi e studiosi di ogni epoca, fino ai magnifici progetti particolareggiati di una federazione europea immaginata dagli illuministi, gareggiarono per proporre la soluzione migliore per l’unificazione europea.  Nessuno di questi progetti ha avuto esito, finché, cinquanta anni fa, l’Europa uscita dalla guerra provò a ripartire dall’economia. Una scelta opportuna e che ha dato ottimi  risultati, ma che ha lasciato aperta la questione di uno stato europeo riportando di attualità il dibattito secolare con la bozza di costituzione europea che oggi pare, radicalmente anche lei, essere stata bloccata dal voto francese e olandese. Di questa Europa politica hanno cercato di comprendere i futuri sviluppi  i nostri Soci attraverso numerose domande. Le risposte, tuttavia,  sono sempre problematiche e non definitive poiché le specificità di ogni nazione si ostinano a offuscare la visione di un unico popolo europeo, per il quale  l’ora dell’effettiva unificazione tarderà ancora a manifestarsi.

8 Settembre: EUROPA: DALLA TEORIA ALLA DURA REALTA’

Sebbene il nostro relatore abbia precisato che “quanto contenuto nel seguente paragrafo sono esclusivamente valutazioni di carattere personale derivate da contatti con operatori economici di aree diverse e constatazioni dirette “ on site “ in occasione di viaggi di lavoro” Gualtiero Lombardini ha dato il via all’odierna edizione della riunione di attualità dedicata all’Europa esprimendo i numerosi dubbi sulla unificazione del continente sorti in questi ultimi anni. Questo la schema che ha fatto da base alla relazione e che Gualtiero ha esposto in prima persona.

 

“A mio avviso molti ed articolati sono gli elementi che decretano ed in futuro accentueranno il fallimento del modello Europa. Senza procedere alla stesura di un vero e proprio trattato in merito, tali elementi possono essere raggruppati in 3 categorie distinte: strutturali, oggettivi del sistema, soggettivi del sistema Italia.

STRUTTURALI:

- L’incapacità dilagante nelle classi politiche e dirigenti, troppo legate ai compromessi di natura politica ed economica ( falso idealismo utopico). Questo rende impossibile reagire in tempi brevi a situazioni che richiederebbero drastiche ed istantanee misure;

- mancato superamento delle identità nazionali, che comporta il mantenimento di un federalismo esasperato ed accentua in modo disastroso il punto precedente;

- fraintendimento sulla tipologia di confronto verso i sistemi economici rivali dell’area asiatica. Infatti, questi sistemi ( sfuggiti da ogni possibile controllo) sono stati creati per poter aggirare le politiche sociali imposte dai compromessi politici a livello nazionale ed ottenere prodotti a bassissimo costo, onde mantenere gli utili del sistema economico a livelli soddisfacenti;

- scelta suicida di aver di fatto creato una spaccatura nell’interpretazione e gestione del sistema “ occidente “. Dopo l’11 settembre 2001, la politica di divergenza fra il sistema competitivo statunitense ed il sistema assistenzialistico europeo ha istituzionalizzato tale spaccatura. Tale evento è storicamente paragonabile, a mio avviso alla divisione dell’impero romano in occidentale ed orientale.   Questo renderà impossibile l’indispensabile necessità di modifica delle regole macro-economiche globali.

- impossibilità di programmare uno sviluppo economico illimitato, a causa dell’adesione  ( per ora virtuale) a politiche ambientali basate sul contenimento dell’utilizzazione dei combustibili fossili. Infatti il protocollo di Kyoto prevede il contenimento e riduzione dell’immissione in atmosfera di gas serra, vincolante per l’area europea, ma non per i paesi “sottosviluppati”;

- eccessiva dipendenza dai combustibili fossili soprattutto provenienti dall’area mediorientale.

OGGETTIVI:

- elevatissimi deficit di bilancio affliggono tutti i singoli stati e quote sempre maggiori di PIL vengono destinati al walfare. Questo fenomeno di fatto crea il reddito all’interno del nostro sistema economico, senza però che tale reddito scaturisca dalla produzione effettiva di ricchezza;

- fiscalità opprimente in quasi tutti gli stati dell’unione.

- Relativa flessibilità nel mondo del lavoro.

SOGGETTIVI:

- errori di valutazione circa la rimodulazione delle gerarchie sociali e sottovalutazione dell’impatto che l’immigrazione ha sul modello autoctono.

- Assoluta mancanza di flessibilità nel mondo del lavoro.

RISCHI

Il collasso del sistema che passa attraverso i seguenti passi:

-                     disoccupazione;

-                     insostenibilità del debito pubblico;

-                     instabilità politica;

-                     istanze separatistiche;

-                     ulteriori “fattori di concomitanza” esterni al sistema.

POSSIBILI SOLUZIONI

A mio avviso non ci sono soluzioni, in quanto la democrazia basata sull’ “acquisto del consenso” da parte della classe politica, non consente la presa di decisioni che possano totalmente cambiare lo stile di vita dei “clienti” elettori.

Pertanto il collasso del sistema rimane, allo stato attuale, l’unica strada politica ( e quindi) realmente percorribile.

MA E’ PROPRIO TUTTO SBAGLIATO ?

L’unica cosa positiva è stata l’adozione della moneta unica ed il mantenimento artificioso di un basso livello dei tassi d’interesse.

1 Settembre: Les dossiers de la rentrée

I francesi sono soliti tuffarsi – dopo le ferie – sui dossiers de la rentrée – sui quali i giornali scherzano durante l’estate gareggiando nell’immaginare il mese di settembre e l’autunno che si profila.

Anche in Italia, fino a qualche anno fa, era in voga il favoleggiare di un settembre più o meno catastrofico durante le passeggiate in montagna o lungo le spiagge. Da un po’ di tempo, invece, settembre è il tempo del rinvio, non di quello scolastico che ormai non c’è più, ma dei molti dossier che restano aperti prima della pausa. “Ne parliamo a settembre” – abbiamo detto di chissà quanti argomenti: eccolo, settembre. Vediamo che succede.

Un po’ questi gli argomenti a margine della nostra riunione, allietata dalla gioia di rivedersi, anche con gli Amici del Rotary Club Fiesole che sono venuti ad incontrarci per riprendere i contatti nella nuova stagione rotariana.Il Presidente Giovanni Fossi ha inoltre rivolto i più fervidi auguri all’Amico Carlo Vallecchi, ricoverato in ospedale.

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Lo scorso 4 agosto è scomparso dopo lunga malattia il prof. Benedetto Aschero, consorte della ns. Socia dott.ssa Antonia Ida Fontana. Nell’unirci al cordoglio di tutti i familiari, ricordiamo il prof. Aschero tra i più attivi bibliotecari e studiosi di biblioteconomia, al quale si devono importanti pubblicazioni di settore, direttore fino al 2004 del repertorio bibliografico L.I.A.B. (Letteratura Italiana. Aggiornamento Bibliografico).

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Il presidente del RC Bruxelles Ouest, Marc Le Moine ci informa sugli sviluppi del progetto umanitario in Senegal cui il Firenze Est ha contribuito nel quadro della Quadrangolare. L'endoscopio necessario ai corsi per medici locali è arrivato a fine giugno all’Ospedale Le Dantec e il mese seguente ha preso avvio la formazione di gastroenterologi senegalesi.

Come richiesto dal "Matching Grant" gli amici di Bruxelles stanno tenendo altresì al corrente la Fondazione Rotary, anch’essa parte del progetto, con i prescritti rapporti semestrali.

Luglio 2005

Una delegazione del Club – con la segretaria M. Christina e gli amici Cioni, Petrocchi e Piccini – ha partecipato al funerale del prof. Giovanni Semerano , già socio del club e importante animatore del Premio Columbus, scomparso lo scorso 21 luglio all’età di 94 anni, dopo una vita spesa per la ricerca nel campo linguistico in cui fu autore di opere fondamentali per la comprensione dell’origine delle lingue. Anche i giornali anno dato ampio risalto alla scomparsa del prof. Semerano. Il quotidiano torinese "La Stampa" (22 luglio) ha tra l'altro sottolineato - in una corrispondenza culturale da Firenze - l'importanza e originalità degli studi del professore

28 Luglio: Buone Vacanze

E’ soprattutto in questo momento di grandi difficoltà mondiali che l’augurio di buone vacanze diventa una rivendicazione di quello sviluppo ordinato a cui tutti aspirano e di cui il turismo è parte. Il fenomeno turistico – scriveva già nel 1990 l’indimenticabile PDG Avv.Lamberto Ariani –  si presenta come “prezioso veicolo di diffusione culturale, di comunicazione, di conoscenza contribuendo all’affermarsi delle idee e del pensiero”. Egli vedeva il turismo quale componente naturale delle relazioni internazionali. Mai come ora c’è bisogno di ricordarlo.

21 Luglio: La Cina: un'economia in rapida crescita in un mercato globale

Non si poteva trovare giornata più opportuna per parlare della Cina, che solo qualche ora prima aveva deciso di rivalutare la propria moneta (yuan)  sganciandolo dal dollaro. Con la rivalutazione il nuovo cambio con la valuta Usa passa a 8,11 yuan per dollaro (contro 8,28 in precedenza). La banca centrale cinese ha anche annunciato il nuovo legame dello yuan a un paniere di valute. La banca centrale ha spiegato che la rivalutazione e il legame ad un paniere di valute renderà il cambio più  flessibile, ridurrà gli squilibri commerciali e permetterà di stimolare la domanda. Bussani, da anni impegnato nei rapporti commerciali con la Cina, ha esposto alcune impressioni di prima mano sulla situazione industriale cinese. Numerose le domande – che hanno toccato anche aspetti della politica nella speranza di una effettiva democratizzazione. Altri hanno invece privilegiato i temi economici e l’invasione commerciale cinese in Europa. A tutti l’amico Bussani ha riservato risposte precise e con esempi concreti.

14 Luglio: Golf dell'Ugolino

In apertura il presidente ha ricordato il sacrificio dei caduti negli attentati di Londra ed espresso a nome di tutti il più profondo cordoglio e la solidarietà nei confronti del popolo britannico con cui Firenze, anche attraverso il golf, ha un particolare legame storico.

Si a Fossi che il presidente del circolo del Golf dott. Vieri Fiori, hanno ricordato come il club, fondato nel 1933 sulla via Chiantigiana, sia nato su progetto degli architetti inglesi Blandford e Gannon. Oggi è un campo impegnativo per i dislivelli e gli ostacoli rappresentati da alberi e da green piccoli.  L’attuale percorso –  disegnato dall'ing. Piero Mancinelli negli anni 60 – presenta un par 72. La Club-House e la piscina dovute all'architetto Gherardo Bosio, rappresentano uno degli esempi più belli d'architettura razionalista, tanto da essere stata posta sotto la tutela delle Belle Arti.

Con l’aiuto di Massimo Griffo, Narciso Parigi ha intrattenuto i presenti con alcuni episodi della sua lunga carriera. Voce storica della radio di Firenze, Parigi (1927) pur cimentandosi con tutto il repertorio della grande canzone italiana, è divenuto il cantore più tipico della sua città  In RAI  fino al 1959 ha proseguito la sua lunga e fortunata carriera di interprete melodico senza interruzioni, mantenendo, con Nilla Pizzi e pochi altri, una popolarità eccezionale. In particolare negli Stati Uniti e in Canada ha rappresentato un legame speciale tra le locali comunità italiane e la madrepatria, in una parte fortunatissima della sua carriera che non ha mancato di soddisfazioni economiche. Ma Parigi e la moglie Fiorella preferirono sempre i doni dell’amicizia all’affarismo e – piuttosto che ingannare il fisco italiano per via di un certo terreno in Canada – preferirono vendere la proprietà realizzando un minimo profitto. Oggi in quel terreno c’è uno dei più grandi alberghi di Toronto e certo il valore sarebbe stato più alto… peccato ma l’Italia, giusto o sbagliato, è il nostro Paese.

Sollecitato da alcuni Narciso Parigi ha infine intonato l’inno della Fiorentina, da lui regalato alla squadra viola. Vivi applausi e nessun forza Juve. Non era il caso.

Dalla redazione

Con questo numero il Bollettino entra nel suo 38° anno di vita, esponendo il logo del R.I. per l’anno 2005-2006.  La commissione invita tutti i soci a collaborare e prega i relatori di voler cortesemente inoltrare alla segreteria i testi (in formato elettronico) dei propri interventi, sia per la pubblicazione settimanale che per il Libro dell’Anno. Un vivo ringraziamento.

Solidarietà per Londra

Unendosi al cordoglio per le vittime, il Rotary Club Firenze Est, anche attraverso il bollettino, esprime il più profondo rifiuto della violenza terrorista che stamane ha insanguinato Londra e ribadisce l’impegno rotariano dell’intesa mondiale che il sodalizio persegue nell’azione internazionale: propagare la comprensione, la buona volontà e la pace fra le nazioni, mediante il diffondersi nel mondo di relazioni amichevoli fra gli esponenti delle varie attività economiche e professionali, uniti nel comune proposito e nella volontà di servire

7 Luglio: Un fatto, un commento

L’esperienza di giornalista e scrittore hanno permesso a Massimo di condurre la discussione su un fatto che ha fatto molto discutere in queste settimane, suscitando i commenti e le osservazioni dei soci sulla base di alcune constatazioni e note da lui proposte. Presentata brevemente l’iniziativa di alcune riunioni dedicate all’attualità che caratterizzeranno l’anno 2005-2006, Griffo ha ricordato l’opportunità di esporre semplicemente le proprie opinioni in un sereno confronto  a  tutto vantaggio dell’affiatamento tra i soci.

L’argomento di oggi: i diritti degli omosessuali dopo la nuova legge spagnola che Massimo ha presentato con chiarezza non nascondendo che – per lui – si è trattato di una sconfitta della famiglia che potrebbe avere i giorni contati.

Numerosi interventi che con diverse sfumature hanno ribadito il concetto e il disorientamento di molti, laici e cattolici.

 

 

 

 

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