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News Giugno 2005Giovedì
30 Giugno:
Passaggio delle Consegne Nello
stile di Franco Cioni – che nel corso della sua annata ha più volte invitato
a vivere i grandi monumenti di Firenze – la serata conclusiva dell’anno si
è svolta a Palazzo Pitti. Complici temperature più miti, la cena nel grande
cortile è stata favorita anche dal tempo. Franco – commosso- ha illustrato
con l’aiuto di alcune fotografie le più belle serate della sua annata. In
apertura ha consegnato tre PHF agli amici Cardini e Zerauschek (per la
loro assiduità e attiva partecipazione) e Maria Cristina Tronfi (per le
benefiche attività svolte con il comitato consorti). E’ stato quindi
distribuito un fiore alle signore presenti e a tutti i soci il Libro
dell’Anno, realizzato dal Bollettino, come ormai tradizione. Franco ha
ricordato come molti argomenti siano rimasti nel cassetto ma che le sue
proposte, condivise col consiglio, restano patrimonio comune del Club per il
futuro. Franco
ha infine sottolineato il ritorno della cerimonia congiunta di apertura-chiusura
dell’anno: è un segno di coesione che marca la continuità tra i consigli e i
presidenti. Tra i grazie quello a Federico Antich, che stasera ha portato le
nuove aste portabandiera che hanno permesso – nell’anno centenario – di
aggiungere la bandiera del Paese d’origine del Rotary a quelle già presenti. Nel
suo discorso di apertura Giovanni Fossi ha esposto alcuni punti della sua annata
tra cui un più snello svolgimento delle meridiane e l’apertura a temi di
attualità. Nello stesso tempo Giovanni ha sottolineato anche come il Rotary si
differenzi da associazioni di beneficenza, né turistica, né filantropica.
“Il nostro obiettivo principale – ha detto Giovanni - non è quello di
raccogliere fondi prendendo più o meno alla sprovvista partecipanti ad eleganti
convivi. Il nostro obiettivo è far crescere in noi stessi il senso di servizio
per la comunità”. Escludendo anche un ruolo politico attivo, Giovanni ha
ricordato che tuttavia il Rotary è un Con
questi sentimenti la serata si è conclusa con forte coesione mentre la musica
ha assicurato un distensivo accompagnamento.
Giovedì
23 Giugno:
Il Quadrangolare di Bruges (maggio 2005) Nella sua conversazione, l’amico Luigi Cobisi, che ha partecipato a numerose riunioni quadrangolari ha passato in rassegna gli aspetti positivi dell’amicizia con i club contatto e ampliato l’interesse verso le prossime riunioni con gli amici europei previste nel 2006 (in Francia, 25 maggio) e nel 2007 a Firenze. Il dibattito ha messo in luce alcune proposte per un migliore affiatamento con i club stranieri (interventi di Rizzini, Mastrelli, Brandini, Fossi e altri). Ricordiamo che è possibile inviare giovani di età 18-24 anni nei club contatto di Bruxelles, Parigi e Wiesbaden per brevi soggiorni in famiglie rotariane altrettanto disposte ad inviare loro figli o nipoti. I nomi possono essere lasciati in segreteria. Giovedì
16 Giugno:
Presentazione
del Regolamento
I
soci sono ora invitati a esprimere eventuali correzioni, emendamenti, nuove
proposte. Il
Firenze Est al Congresso Distrettuale
Un
folto gruppo di soci del Firenze Est hanno partecipato al Congresso Distrettuale
che si è tenuto a Massa nei giorni 10, 11 e 12 giugno. Oltre al Presidente
Franco Cioni e al Presidente entrante Giovanni Fossi, accompagnati dalle
Signore, anche il Presidente eletto Rodolfo Cigliana, il past President Riccardo
Gionata Gheri e i soci Mario Boccaletti, Ernesto Failla, Carlo Rizzo,
Marcello Tredici, Giuliattini Burbui e Piero Petrocchi la cui fiammante
“Topolino” ha suscitato l’ammirazione di tutti i presenti. Molto seguiti
gli interventi, in particolare quello – particolarmente applaudito - di S.E.
il Vescovo della Provincia di Massa Carrara Mons. Eugenio Binini che ha aperto i
lavori di sabato 11. (G.P.Ristori, elaborazione MC)
Giovedì
9 Giugno:
“La
violenza e la Legge. Impressioni di un Avvocato” Relatore
Prof. Avv. Lapo Puccini L’Avv. Lapo Puccini non ha bisogno di presentazioni. Avvocato notissimo da circa sessant’anni, Professore ordinario di diritto civile presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Firenze, attivo e convinto rotariano da tempo immemorabile. Con la sua straordinaria eloquenza ha trattato un tema purtroppo molto attuale nella società in cui viviamo, quello della violenza, cercando di analizzare come e se la Legge possa contrastarla efficacemente. Il tema della violenza non è recente. Già prima dell’avvento dell’homo sapiens esisteva l’homo violens. Quindi la violenza è sempre stata parte dell’animo umano, ma oggi è forse più sentita da tutti perché i media ci bombardano con notizie, informazioni, immagini che non fanno altro che richiamare elementi di violenza: terrorismo, violenze su bambini, popoli interi che vengono continuamente violentati, etc… Il Prof. Puccini ha voluto però restringere il campo del proprio intervento ad un tipo di violenza più nascosta, subdola, ma che è spesso la più pericolosa: LA VIOLENZA DELLA PAROLA. Platone, nel IV sec. A.C., nella Repubblica affermava: “la violenza è collegata direttamente alla giustizia e all’ordinamento politico”, ordinamento, cioè, fondato sulla polis, corpo politico e sociale più di ogni altro fondato sulla parola, sul discorso al quale tutta la cittadinanza era invitata a partecipare; un discorso non basato sulla violenza, ma sulla logica, sulla persuasione, sulla filosofia, sul buon senso. Per Platone la violenza che viene dalla parola era molto pericolosa. Oggi, nel XXI secolo, da un punto di vista etico-culturale, siamo rimasti indietro rispetto ai discorsi di Platone….non esistono dialoghi, ma scontri verbali che denotano, quasi sempre, un profondo odio. Il nostro ordinamento, all’art. 21 della Costituzione, pone una grande regola di libertà e civiltà: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Tale diritto, però, per essere tale, deve essere esercitato con misura ed equilibrio. L’Avv. Puccini ha poi affrontato il problema della violenza nel campo legale-giursidizionale, in cui sia i magistrati che gli avvocati sono sottoposti a dei limiti di legge e di deontologia nell’esercizio delle proprie funzioni e nell’espressione dei propri pensieri. “I giudici sono soggetti soltanto alla legge” recita l’art. 101 Cost. I giudici, cioè, quando emettono un giudizio, non possono discostarsi dalle leggi, ma devono limitarsi ad applicarle al caso concreto che viene loro sottoposto. Il giudice che spaventa è quello politicizzato, quello fuorviato da vari sentimenti che lo allontanano dalla Legge: sentimenti religiosi, di amicizia, di inimicizia, etc… L’ingiustizia è forse la forma peggiore della violenza perché chi ha il potere di giudicare ha la possibilità, giudicando male, di fare violenza nei confronti di tutta la comunità. Anche gli avvocati sono soggetti a regole. L’art. 88 del codice di procedura civile richiama gli avvocati ad un dovere di lealtà e di probità, mentre l’art. 89 cpc vieta agli avvocati l’utilizzo di espressioni sconvenienti ed offensive. Nell’esercizio della professione forense ci vuole prudenza, senso di equilibrio, preparazione, senso dell’equità, umanità, oltre che tecnica del diritto. L’avvocato spesso deve sostenere tesi che lo portano ad usare frasi che, di per sé, sono offensive, forti, sconvenienti, ma ciò è lecito esclusivamente quando sia necessario contrastare posizioni oggettivamente violente e sbagliate. L’Avv.
Puccini, dall’alto della sua esperienza e preparazione, ci ha dato una
lezione, non di diritto, ma di umanità, di passione per la professione che ha
esercitato per sessanta anni e comunque di un continuo desiderio di imparare che
lo ha sempre spinto a sostenere le tesi in cui credeva e ad andare avanti anche
nei momenti professionalmente più complessi. (Giovanni Petrocchi,
Rotaract Firenze Est) Maggio 2005Giovedì
26 Maggio:
Intervento del Gran Maestro del Grand’Oriente d’Italia – Palazzo
Giustiniani Gustavo Raffi (IV incontro sul tema della Tolleranza) Serata caldissima contro cui l’aria condizionata del Jolly nulla o quasi ha potuto. La brevissima relazione dell’avv. Raffi si è concentrata sull’interpretazione che ciascuna persona può dare della tolleranza vivendola come proprio valore individuale. Tra le domande dei nostri soci, che hanno avuto vasto spazio al termine dell’intervento di Raffi, il prof. Chiti ha chiesto notizie circa l’apertura della Massoneria alle donne, al momento ancora mancante di una regola comune a livello internazionale. Gustavo
Raffi è Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal marzo 1999. Avvocato
civilista a Ravenna, è stato Segretario provinciale del partito repubblicano
dal 1989 al 1990 e consigliere nazionale nel biennio 1990-92. Iniziato nel 1968,
è Maestro libero muratore dal 1970. Fondatore della Loggia La pigneta di
Ravenna, della quale è stato più volte maestro venerabile. Di
recente l’Avv. Raffi ha avuto modo di sottolineare come il bicentenario del
Grande Oriente rappresenti un’occasione “per far conoscere la vera storia ed
il vero ruolo della massoneria, soprattutto nel suo intrecciarsi con la storia
del progresso e delle conquiste democratiche, che hanno fatto crescere il Paese,
ed alle quali la libera muratoria ha contribuito con la forza dei suoi
valori”. "I
nostri duecento anni -ha detto il gran maestro Gustavo Raffi, presentando il
convegno "Ragione e "comodo pubblico": Napoleone e la
Massoneria" tenutosi a Milano pochi giorni prima del suo intervento al
Firenze Est - sono stati spesi al servizio di nobilissimi ideali che hanno
permesso di creare una società libera, moderna, democratica ed egalitaria, con
religione e potere secolare separati e distinti. Oggi siamo presenti nella
società come componente etica e culturale, non come potenza politica, tanto
meno occulta. La massoneria è, infatti, una comunione di spiriti liberi e
critici, non una società segreta. Noi lavoriamo per il nostro perfezionamento
interiore, in una catena di sociabilità, che si arricchisce attraverso il
confronto tra differenze ed alterità. Non siamo una religione né ci
contrapponiamo alle fedi rivelate; anzi esse sono una fonte di arricchimento
interiore.”
Dieci
anni di amicizia con Kyoto L’amico
Paolo Del Bianco ha ricevuto il messaggio che il Rotary Club Kyoto Rakuhoku ha
Dear
Mr. Paolo Del Bianco, Dear
Rotarian members,
We
pay our respect to the great effort went into this relationship, and we always
appreciate the kindness of Mr. Paolo del Bianco for his constant cooperation for
us. We
are really looking forward to your next coming in 2006. Please
announce us when the schedule, even if it is rough, is decided. We
wish a long fruitful future for our relationship.
President:
Yoshihiko Yamada Director
of International Service: Eiichiro Kawasaki Chairman
of International Friendship: Eiichi Yamada
Giovedì
19 Maggio: Il
Premio Testimonianza 2005 Nell’anno
2005 il Premio Testimonianza 2004-2005 unitamente al Premio –
storicamente detto della giuria – ed oggi legato al ricordo del compianto
prof. Anton Giulio Sesti sono stati consegnati il 19 maggio – presente il
Governatore del Distretto 2070 – all’Associazione Folco Portinari e al Prof.
Francesco Marchi, primario di cardiologia dell’Ospedale di Santa Maria Nuova
ed a padre Egidio Crestini, francescano. La
Commissione (presieduta da Luigi Cobisi e composta da Luigi Vannini, Giovanni
Fossi e Claudio Durazzi) ha sviluppato col Testimonianza 2005 un progetto di
prevenzione delle malattie cardiovascolari che – con il contributo
dell’Ente Cassa Risparmio di Firenze – libera risorse ben al di là del
compito dei singoli medici e soprattutto del prof. Marchi, che - promuovendo
l’associazione e il progetto di prevenzione – ha messo in pratica la massima
– purtroppo spesso inascoltata – che prevenire è meglio che curare. Il
progetto coinvolge in analisi innovative oltre un centinaio di pazienti con il
contributo scientifico dell’ospedale fiorentino e della struttura CNR di Pisa. Il
premio nasce peraltro dall’esperienza diretta di molti rotariani e familiari
che – per ragioni diverse, talvolta per loro imperizia – si sono
“dovuti” occupare della materia incontrando – come migliaia di altri
pazienti – l’aiuto disinteressato del Prof. Marchi e il conforto delle
iniziative della Associazione. Nello
stesso tempo – con l’impegno anche concreto di alcuni rotariani – viene
onorata la figura di p. Egidio Crestini, un sacerdote francescano che ha
dedicato nell’umiltà e talvolta nel nascondimento tutta la vita agli ultimi
essendo egli stesso – come ha ricordato Vannini nel ritirare il premio a suo
nome – l’ultimo della famiglia francescana ad avere abitato il Convento
dell’Incontro. E’
questo il Premio Testimonianza della morale, svolto nel silenzio dell’agire
laddove c’è necessità. Comunicazioni
ai Soci Il
nostro Socio Past President Sergio Orsi è stato insignito al Congresso di
Berlino delle Federazioni Sportive Mondiali (GAISF) di un ricnoscimento speciale
per la sua lunga attività sportiva. Fondatore dei Canottieri Comunali, Orsi è
stato Presidente della Federazione Italiana Canoa e dal 1981 al 198 della
Federazione Internazionale. All’Amico Sergio i più vivi complimenti da parte
del Club e del bollettino.
Giovedì
12 Maggio: Fondi
librari che ancora non sono della Biblioteca Nazionale L’intervento della nostra socia A.I. Fontana è caduto il giorno dopo la diffusione di un’indagine sulla soddisfazione degli utenti della Biblioteca Nazionale Centrale. Un ottimo momento per valutare cosa potrà essere fatto per rendere questa istituzione sempre più significativa nella cultura italiana e per al città di Firenze. La
biblioteca è preferita con lieve maggioranza dalle donne (54%). Ma è una
proporzione che riproduce quella della popolazione italiana. E’
interessante notare come la maggioranza sia costituita da frequentatori abituali
(49,1 %) frequenta da oltre 3 anni, e la differenza fra chi frequenta
regolarmente (44,6 %) e saltuariamente (50,4 %) è molto bassa. Quasi tutti
hanno esperienza di altre biblioteche (90,1%), soprattutto universitarie, mentre
è bassa la percentuale di chi frequenta anche biblioteche estere (24,5%). La valutazione complessiva della biblioteca è stata di 3,5 punti rispetto a una scala di valutazione da 1 a 5. Integrare le mancanze del patrimonio bibliografico nazionale e aumentare gli acquisti del patrimonio bibliografico straniero sono tra gli obiettivi condivisi da parte dell’utenza e della biblioteca. Gli interventi programmati e numerose domande dei soci hanno permesso di approfondire il tema con numerosi esempi Quadrangolare
a Bruges 3-8 Maggio Si
è svolto a Bruges (Belgio) il Quadrangolare con i club contatto di
Bruxelles-Ouest, Paris-La Défense e Wiesbaden Rheingau. La delegazione del
Firenze Est, guidata dal presidente Cioni, era composta dai soci Rodella,
Gherdovich, Fossi, Minucci, de Fabritiis, Crocellà, Silvi, Cobisi con consorti
ed alcuni amici. Sono state scambiate numerose opinioni sulla attività
rotariana e visitato una delle più belle città del Paese (Patrimonio
dell’Umanità). Per conoscere meglio l’economia del Belgio, il programma ha
incluso la visita agli impianti del porto metaniero di Zeebrugge. Nel corso di
una riunione tra i dirigenti dei club sono state gettate le basi per
un’iniziativa comune a sfondo umanitario mentre sono stati forniti particolari
sul progetto concluso per gli ospedali di Kinshasa che – proposto da Parigi
– ha coinvolto i club contatto e ha avuto il favorevole apporto della
Fondazione Rotary. Nello stesso tempo è stato affrontato il tema della
ripresa dello scambio giovani in particolare diretto alla fascia d’età 18-25
anni. Il
prossimo quadrangolare si terrà a Parigi nel fine settimana del 25 maggio 2006. Discorso di F. CioniGrazie
Presidente Marc Le Moine. per la straordinaria ed affettuosa accoglienza. Grazie
a Voi tutti per la Vostra presenza. Grazie
al Paese che qui oggi ci riceve: vivo, operoso, bello, famoso, fra l’altro
nelle arti e negli studi, è simile per tanti versi alla nostra Toscana con la
quale, fin dai tempi del Rinascimento ha avuto forti rapporti d’amicizia,
scambi ed interessi comuni. Oggi,
qui, abbiamo amici da luoghi diversi, dalla Parigi, chiara e luminosa alla quale
l’Europa e il mondo devono i grandi principi dell’89 che hanno dato inizio
all’era contemporanea. Dalla
Germania, idealista e ricca di armonie eterne ed universali, gioia dell’intero
mondo; e, tutti, tutti uniti dagli ideali rotariani e dall’amicizia rotariana
che ora celebra il suo primo secolo di vittorie, ottenute al di sopra e al di là
di tutti i confini, nel nome di quei valori umani e civili che rendono il nostro
Rotary un modello unico di associazione di uomini animati da grandi ideali e tra
loro amici, in ottemperanza non solo allo spirito europeistico ma addirittura
agli ideali che accomunano tutti i rotariani del nostro pianeta nell’impegno
di promuovere e sostenere ogni valida iniziativa per realizzare il bene, per
difendere i patrimoni artistici, morali e culturali, indipendentemente da ogni
differenza di razza, nazione e cultura. In
un intero secolo il Rotary si è affermato nel mondo come una valida novità
necessaria in un momento di grandi lotte, cambiamenti e disagi. E
oggi, qui uniti, vogliamo celebrare il secolo di amicizia sincera e
laboriosa che ha destato l’interesse e l’approvazione del mondo coi suoi
numerosi successi. Un
augurio per un bel futuro e davanti a voi qui riuniti, concludo di cuore con: Evviva
il Rotary centenario, evviva i rotariani di tutto il mondo! Aprile 2005Giovedì
28 Aprile: R.Y.L.A. 2005 Il
giovane relatore di questa sera ha portato con la sua freschezza una ventata di
gioventù positiva nel nostro Club aiutando a comprendere quanto sia importante
l’azione giovanile del Rotary. La possibilità offerta a molti giovani del
nostro distretto di partecipare al seminario di incontro dei giovani. Come
spiega la sigla “Rotary Youth Leadership Awards”, il RYLA è un premio,
un’opportunità diremmo meglio in italiano, offerto a giovani aspiranti alla
leadership, a migliorarsi attraverso un confronto con esponenti delle
professioni e del lavoro e l’incontro con altri giovani che condividono le
stesse aspirazioni. Il
RYLA non è un evento rotaractiano ma organizzato e gestito dal Rotary,
tradizionalmente all’Isola d’Elba, quest’anno dal 3 al 10 aprile.
Tuttavia, questa settimana indimenticabile, si è sempre rivelata motivante per
tantissimi ragazzi che in seguito ad essa sono entrati a far parte della Rotary
Action (Rotaract). Non è raro inoltre che, anche alcuni rotaractiani, vengano
inviati dai Rotary padrini al RYLA contribuendo amalgamare un gruppo di un
centinaio di giovani provenienti da tutto il Distretto 2070 e che generalmente
non si conoscono. Sul
sito internet del Distretto 2070 è pubblicato un diario del RYLA di
quest’anno: http://www.rotary2070.org/iniziative/Minguzzi-RYLA%20giornate(2).doc Giovedì
21 Aprile:Lo
tsunami della nostra mente Propugnatore di un approccio realmente scientifico all’analisi della mente umana, il Prof. Ernesto Failla ha tracciato una sintesi degli improvvisi comportamenti violenti di persone ritenute fino a quel momento perfettamente sane. Ciò che la superficialità di molti vuole ridurre a conseguenze di fattori sociali e comportamentali ha invece una ragione scientifica che occorre esplorare nel campo della neurochimica e della trasmissione del pensiero attraverso il cervello i cui meccanismi devono essere studiati con ricorso a tutte le conoscenze di cui la scienza è stata capace specialmente negli ultimi 50 anni. D’altra parte il tentativo di prevedere le esplosioni irrefrenabili di violenza, veri e propri tsunai che rompono l’equilibrio neurologico, devono passare attraverso un controllo sociale che dalla famiglia alla scuola alla medicina al diritto, permettano di individuare il sorgere di sintomi anche minimi di pericolosità potenziale degli individui. Sottovalutare questa necessità con una psicologia buonista può condurre ad acuire i fenomeni di estrema gravità che la cronaca ogni giorno ci pone davanti. La problematica impostazione del Prof. Failla ha dato origine ad un interessante ed intenso dibattito in una sala gremita come in poche altre occasioni. In
apertura di riunione il Presidente ha consegnato il distintivo a due nuovi Soci,
Michele Reali, Agente Generale INA Assitalia di Firenze, e Francesco Donato,
Dirigente della Polizia di Stato. I Soci Marco Martelli Calvelli e Giovanni
Lucci hanno presentato i due nuovi Soci che sono stati accolti dal vivo applauso
di tutti i presenti. Il
Presidente ha annunciato la convocazione dell’Assemblea
Distrettuale a Montecatini Terme il 30 aprile p.v. Programma disponibile in
segreteria.
Giovedì 14 Aprile: Bicentenario di H.C. Andersen In
apertura il Presidente ha ricordato la figura del compianto PDG Avv. Lamberto
Ariani (1920-1999) socio fondatore e primo presidente del nostro Club, di cui
ricorre oggi l’85° anniversario della nascita. Il relatore, Console di Danimarca, ha sottolineato come oltre 500 eventi in Danimarca e nel mondo celebrino la nascita del grande scrittore danese, il 2 aprile 1805, di cui quest'anno ricorre il bicentenario. Mostre, convegni, concerti, spettacoli di teatro e danza, film, trasmissioni televisive e radiofoniche, nuove edizioni e riedizioni di libri storici… francobolli, monete, screensaver, cartoon e molto di più. Tutto il mondo della cultura e non solo coinvolto nei più diversi progetti. Pelè a farne da ambasciatore in Brasile, Isabel Allende in Cile, Suzanne Mubarak in Egitto, Roger Moore in Inghilterra, Susan Sarandon e Harry Belafonte negli Stati Uniti. E per l'Italia Vincenzo Cerami, Maurizio Costanzo, Giancarlo Fisichella e Paolo Maldini. Una miriade di inziative, dalle più colte alle più curiose, e un unico punto di riferimento nel cuore della Danimarca, la Hans Christian Andersen 2005 Foundation. La figura di Andersen – ha sottolineato il relatore - è legata a Firenze perché il poeta, dopo aver visitato la città più volte (dal 1834) ha scritto una novella ispirandosi proprio alla città di Firenze ed ai suoi monumenti che tanto lo impressionarono. Ai presenti il relatore ha regalato il libretto “Il Porcellino”. La
celebrazione fiorentina è annunciata per il 19 aprile (ore 17) nel Salone de'
Dugento in Palazzo Vecchio alla presenza dell'assessore alle relazioni
internazionali Eugenio Giani, del console generale di Danimarca a Firenze
Alessandro Berti, di Ole Meyer (lettore di danese all'Università di Firenze) e
di Ivan Z. Sørensen (già lettore di danese all'Università di Firenze). Sarà
anche presente l'ambasciatore di Danimarca Poul Skytte Christoffersen. Martedì
12 Aprile: La statua del centenario L’inaugurazione della Statua del Maestro Folon donata dai Rotary Club dell’Area Medicea alla Città di Firenze in occasione del Centenario della Fondazione del Rotary International è avvenuta alla presenza del Presidente Internazionale del R.I. A.R. 2002-2003 Bhirichai Rattakul e del Governatore del nostro Distretto Alviero Rampioni. Alla conviviale interclub tra tutti i Rotary dell’Area Medicea nel complesso della “Basilica”, all’interno della Fortezza da Basso erano presenti oltre 400 persone. La nuova statua di Jean-Michel Folon, "L'uomo con l'uccellino in mano che beve" donata al Comune di Firenze è stata collocata a lato della piazza Bambini e Bambine di Beslan (area pedonale sopra al sottopassaggio davanti alla Fortezza da Basso) alla presenza del vicesindaco Giuseppe Matulli, degli assessori Gianni Biagi, Silvano Gori, Daniela Lastri, Riccardo Nencini, Simone Siliani. Questa statua che riproduce un uomo col braccio teso, con un uccellino nel palmo della mano che beve, è la seconda opera di Folon collocata in strade e piazze cittadine. La prima, dal titolo "La pioggia", è stata sistemata nella rotonda su Lungarno Aldo Moro all’ingresso est della città.Giovedì
7 Aprile: Testimoni e Collaboratori di
Giustizia; il sistema della protezione in Italia In apertura il
Presidente ha invitato i presenti ad un minuto di silenzio in segno di cordoglio
per la scomparsa del Santo Padre Giovanni Paolo II. Sono
circa 5000 le persone sottoposte a programmi di protezioni in qualità di
collaboratori di giustizia o testimoni e i loro familiari ai quali lo Stato
riconosce particolari misure di difesa dell’incolumità per periodi anche
molto lunghi. Il fenomeno del pentitismo è visto spesso con diffidenza dalla
collettività, tuttavia – come ha sottolineato il Dott. Capuano – questa
legge difficile non rappresenta un compromesso con la delinquenza, bensì una
speranza concreta offerta a persone spesso totalmente estranee a fatti
delittuosi di poter ricostruire la propria vita in condizioni di sicurezza. Con
orgoglio il relatore ha ricordato che nessuno in questi anni tra i sottoposti a
protezione è stato ucciso e che della quasi metà di tutelati rappresentata da
minori la stragrande maggioranza ha continuato gli studi ottenendo spesso
risultati ragguardevoli e hanno rappresentato l’uscita definitiva dalla
angoscia delle loro famiglie. La fine del programma di tutela può essere
per talune persone un momento di grave incertezza poiché dopo l’esperienza
della tutela non si è più gli stessi. Per questo il nostro Paese avrà
veramente raggiunto un grado superiore di civiltà quando non ci sarà più
bisogno di tutelare i testimoni di gravi fatti di delinquenza. Il
Rotary si unisce al cordoglio per la scomparsa del Santo Padre Mentre la cristianità e il mondo si
raccolgono in preghiera ricordando Giovanni Paolo II, meditiamo sulle parole che
il Santo Padre rivolse ai consoci in visita giubilare a Roma l’11 marzo 2000:
“Sarebbe interessante domandarsi - disse Giovanni Paolo II - che cosa Paul
Percy Harris, il vostro fondatore, farebbe oggi e come imposterebbe
l’Associazione da lui avviata quasi cento anni or sono.” E in presenza del
Presidente del R.I. aggiunse: “Mentre varchiamo la soglia del terzo millennio
– ha aggiunto - la Chiesa ripropone a tutti il messaggio antico e sempre nuovo
del Vangelo. Anche voi, Rotariani che volete essere di Cristo generosi araldi e
intrepidi testimoni, impegnatevi a dare speranza all’uomo di oggi, a
sconfiggere la solitudine, l’indifferenza, l’egoismo ed il male.”
Marzo 2005Giovedì
31 Marzo: Le
forme di tutela alternative al Giudice e il ruolo delle Camere di Commercio Il
nostro socio, segretario generale della Camera di Commercio di Firenze, ha
esposto le attività della Camera di Commercio che, direttamente o
indirettamente, riguardano la tutela dei consumatori e la regolazione del
mercato si evidenziano i servizi extragiudiziali per la soluzione delle
controversie (arbitrato e conciliazione), al controllo sulla vessatorietà delle
clausole contrattuali, alla predisposizione di contratti tipo, alla promozione
di sistemi di regolazione su base volontaria. Si tratta di attività di recente
acquisizione per la Camera di Commercio che ne hanno delineato negli ultimi
tempi con forza il ruolo di soggetto pubblico, terzo e imparziale rispetto agli
altri attori, preposto a garantire un migliore funzionamento del mercato, in
particolare di quello locale. Servizi
extragiudiziali per la soluzione delle controversie fra imprese e fra queste e i
consumatori per raggiungere velocemente e con poca spesa un accordo,
assistiti da un conciliatore esperto ed affidabile: · Sportello
di conciliazione specializzato per il settore assicurativo: in poco tempo e
con una spesa contenuta un accordo che soddisfi il consumatore. ·
Camera
Arbitrale: per ottenere in tempi brevi e a costi contenuti una decisione
arbitrale che può avere l'efficacia di una sentenza del giudice! In
particolare l'arbitrato (rituale o irrituale) è un procedimento stragiudiziale
di carattere contenzioso nel quale le controversie insorte tra le parti, con il
loro consenso, vengono devolute ad arbitri (collegio o arbitrato unico) e
vengono risolte con una decisione che, in caso di arbitrato rituale, è
assimilabile ad una sentenza. Possono
rivolgersi alla Camera Arbitrale di Firenze le imprese ed i privati (non occorre
essere iscritti alla Camera di Commercio), coinvolti in una lite e che non
vogliono incorrere nei ritardi e nei costi che le procedure ordinarie
generalmente comportano. Gli statuti delle società possono inoltre contenere
specifiche clausole di utilizzo della Camera arbitrale. Giovedì
24 Marzo: Novità
fra arte e restauro La nostra socia Cristina Acidini è nota e apprezzata storica dell’arte fiorentina. Dal 1980 è funzionario storico dell'arte del Ministero per i Beni Culturali. Dal 2000 è Soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure e Laboratorio di restauro della Fortezza di Firenze. Oltre ad aver scritto numerosi saggi di storia dell’arte, Cristina Acidini si è cimentata nella narrativa con il racconto, molto vicino al giallo, La scritta sul vetro (1992), da cui è stato liberamente tratto il film The Accidental Detective. Ha pubblicato di recente un nuovo romanzo storico “La lupa e il leone”, storia toscana al tempo della guerra di Siena. La dott.ssa Acidini è una delle più preparate studiose della sua materia che vive con autentica passione. Con l’aiuto di una documentazione fotografica di prim’ordine, la relatrice ha illustrato alcune attività di restauro in corso all’Opificio quali ad esempio gli interventi sulle porte del Ghiberti, in cui sono state applicate tecniche di analisi d’avanguardia. “Al di là del caso delle due porte”, afferma Cristina Acidini “il modello di monitoraggio sperimentato sarà un riferimento importante per indirizzare al meglio gli interventi di manutenzione o di restauro, specialmente in una città come Firenze così ricca di monumenti” Giovedì
17 Marzo: Le
malattie cardio-vascolari: aspetti sanitari e socio-culturali Prevenzione
e cura sono i due aspetti principali dell’ampio rilievo medico e sociale delle
malattie cardiovascolari. L’intervento del prof. Zuppiroli ha affrontato
le difficoltà che medici e pazienti incontrano, per ragioni diverse, invitando
ad una attenzione quotidiana – senza allarmismi ma con giusto equilibrio –
di una realtà che interessa migliaia di pazienti anche nella nostra regione,
dove pure agiscono realtà ospedaliere e scientifiche di altissimo livello. Numerose come sempre in questi casi le domande, spesso nate dall’esperienza quotidiana. Giovedì
10 Marzo: Il Valore della Tolleranza – III incontro Per
il terzo incontro con le grandi religioni monoteiste è stato ospite del Firenze
Est MOURAD ABDERREZAK, algerino, 38 anni, sposato; ha due figli nati a
Firenze, presidente del Consiglio provinciale degli Stranieri. Nel 1997 ha
fondato la Comunità Islamica Firenze – Toscana, di cui è stato Presidente
per 4 anni e di cui, attualmente, è Presidente del Consiglio dei Saggi. È’
membro del Consiglio delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia.
Attualmente è coinvolto in prima persona nel lavoro presso la Comunità
Islamica Toscana, una comunità moderata che persegue l’obiettivo di favorire
il dialogo e la convivenza degli islamici a Firenze e la pace nel mondo. Venuto
per la prima volta in Italia nel 1987, a Firenze, come turista nella metà del
1992 è tornato a Firenze con l’obiettivo di imparare il mestiere del
pellettiere; ha lavorato in varie. Dalla fine del 2000 è mediatore culturale
presso la Cooperativa Mondo Unico di Firenze. Ha fondato ed è stato Presidente
della associazione “Alleanza degli Algerini in Italia”, un’associazione
culturale volta a favorire l’integrazione degli immigrati algerini. Nel
complesso scenario dei rapporti mediterranei, che traversano anche le diverse
sensibilità umane e religiose delle singole persone, è apparsa particolarmente
interessante l’esperienza del nostro ospite algerino mentre il suo Paese, che
sta cercando di uscire con grande fatica dal bagno di sangue che lo ha investito
nel passato decennio, rimane troppo spesso confuso in valutazioni superficiali
che pretendono livellare le differenze culturali senza proporre un effettivo
modello di integrazione e tolleranza effettiva. A conclusione del ciclo, mentre ad ognuno è lasciata l’analisi del dibattito, anche questa sera intenso e animato, riprendiamo la speranza profetica dell’indimenticabile sindaco di Firenze Giorgio La Pira di una vera pace tra gli uomini, tra le religioni della grande «famiglia di Abramo» (ebrei, cristiani, musulmani) che come nelle parole di Isaia immagina che gli uomini del futuro «Trasformeranno le loro spade in aratri, le loro lance in falci, un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra». Sabato 5 marzo: Visita all’Istituto Geografico Militare Il
comandante gen. De Filippis e il col. Rongiano hanno guidato il gruppo nella
parte storica dell’istituto ed in particolare nella importantissima
biblioteca, che ospita 120.000 volumi scientifici e oltre 700 atlanti. Ma
l’Istituto – responsabile della cartografia ufficiale italiana – è anche
una significativa realtà produttiva per Firenze impiegando oltre settecento
persone, in stragrande maggioranza civili, tecnici di altissima
specializzazione. Tra gli obiettivi scientifici attuali la libera divulgazione
dell’immenso materiale che passerà attraverso il sito www.igmi.org,
già fonte di vasta informazione. Da ultimo un’incursione in un piccolo
corridoio dove potrebbero essere stati scoperti affreschi eseguiti per prova da
Leonardo durante la sua presenza nell’allora convento della SS.Annunziata. Giovedì
3 Marzo: Grandi
lavori a Firenze: utopia o realtà “Vivere a Firenze implica una grande responsabilità” – lo diceva l’indimenticabile Fioretta Mazzei agli scolari della città premiati ogni anno in Palazzo Vecchio per le migliori pagelle. Si diceva allora che qualunque cosa si faccia a Firenze occorre confrontarla – non senza timore – con la grandezza del passato. Un impegno pesante per i contemporanei. Che non diventi una scusa. Ed ecco quindi il Rotary dare la parola a chi vive giorno per giorno la realtà dei progetti in corso. Un’occasione importante per conoscere e quindi poter prendere posizione non per sentito dire. Febbraio 2005Mercoledì
23 febbraio: Celebrazione
del Centenario del Rotary International Poteva
esserci una maggiore partecipazione (32 i nostri soci, con il Firenze Est il più
numeroso della riunione) nel gelato Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.
Il Sindaco stesso ha invitato a tenere il cappotto. Ma è stato solo un momento:
il cerimoniale rotariano ha infatti regalato subito le sue emozioni che -
come il puntuale suono della campana e il raccoglimento per l’onore alle
bandiere con la seguente esecuzione degli Inni di san Marino, Italia ed
Europa da parte dell’Orchestra Filarmonica Leopolda – hanno fatto ricordare
le tante serate, attività, amicizie che ognuno di noi ha avuto col Rotary. La
formazione musicale (presieduta da Vincenzo Rocco e che ha origine nei reparti
FS di Firenze) ha quindi donato al governatore Alviero Rampioni una lanterna da
ferroviere per illuminare il futuro del Rotary cui il Sindaco di Firenze L.
Domenici ha espresso l’apprezzamento dell’amministrazione comunale annuendo
poi alla richiesta certezza del presidente Rabaglietti circa la collocazione
della statua di Folon, presentata in questa serata e cui i rotariani di Firenze
hanno dedicato settantamila euro. Si troverà sulla piazza antistante la
Fortezza e il Palazzo dei Congressi, nata dal nuovo sottovia di Viale Strozzi. I
valori perenni dell’umanità, richiamati dal Sindaco, hanno avuto spazio
nell’intervento di Roberto Pieri a favore del Banco Alimentare per la
consegna le chiavi dell’automezzo donato dai Club dell’Area Medicea.
Commovente il ricordo degli inizi del Banco Alimentare nel segno della fede di
don Giussani, da pochissimo scomparso, e del cav. Fossati, patron della Star,
che vedendo buttare le eccedenze dei propri prodotti volle fossero consegnati
per una causa veramente benefica. Ecco il coraggio del fare, del servire. E lo
ha sottolineato nella sua relazione “Il Rotary nei suoi primi 100 anni”
Giuseppe Fini, Governatore A.R. 1996/1997, che ha ricordato quando il Rotary
preferì autosciogliersi piuttosto che sottostare alle leggi razziali (1938).
Una testimonianza di non violenza che fa onore ai Club italiani e che ribadisce
il rifiuto di ogni discriminazione come fondamento del Rotary. Pensando che
proprio ieri la nostra città ha vissuto una tristissima manifestazione di
antisemitismo si comprende ancor di più il valore della missione rotariana
anche oggi. Nel
segno della speranza l’intervento “Il Rotary nel secondo centennio” di
Gennaro Maria Cardinale, Governatore A.R. 1988/1989 - Board Director 2002-2004 -
Treasurer R.I. 2003-2004, che ha dato tra l’altro notizia degli sviluppi –
ancora pochi anni fa incredibili – del Rotary verso un paese tanto difficile
come la Libia. Il
saluto conclusivo è stato di Ermanno Spagnoli, Presidente del Rotary Club
Firenze Valdisieve (anno di fondazione 1997, il club più giovane). Un
concerto dell’Orchestra Filarmonica Leopolda diretta dal M° Alessio Stabile
ha concluso la serata poiché i Rotary Club dell’Area Medicea hanno deciso di
rinunciare al previsto cocktail, devolvendone l’importo a favore delle
popolazioni del Sud Est Asiatico. Un segno anche questo di condivisione e di
speranza che ha saputo dare concretezza ad una serata inevitabilmente marcata
dal protocollo. Il Rotary del II secolo riparte da qui. (L.C.) Poste Un
francobollo da 65 centesimi è stato emesso il 23 febbraio dalle Poste Italiane.
E’ valido per le cartoline per i paesi extraeuropei (posta ordinaria) e
naturalmente per comporre qualunque affrancatura. In
tutto il mondo sono decine gli uffici postali che hanno ricordato il Rotary nel
suo centenario. Trovate indicazioni sul “giro” di emissioni in tutto il
mondo alla pagina del sito del R.I.: http://www.rotary.org/centennial/lookback/feature/2003/210403.html
18
Febbraio: Problemi
ambientali e sviluppo sostenibile
Il
ministro ha quindi sottolineato l’importanza del raccordo con le diverse
componenti sociali ed in particolare con gli imprenditori che possono essere i
protagonisti dello sviluppo sostenibile nel senso di possibile non solo di
desiderato. Il dibattito ha poi dimostrato l’interesse dei rotariani per la
materia e l’attualità della riunione svoltasi a due giorni dall’entrata in
vigore del Protocollo di Kyoto.
10
Febbraio - “Tolleranza
nell’attuale società multietnica” La
riunione di stasera è stata presieduta da Attilio Rodella, a causa di una
leggera indisposizione del Presidente, a cui vanno i nostri più affettuosi
auguri di pronta guarigione. Nel
2002 Rav Levi scriveva all’arcivescovo di Firenze Mons. Antonelli raccoglieva
l’invito alla preghiera rivendicando ai fedeli ebrei, cristiani e mussulmani,
che credono in un unico Dio sacro, che ama la Sua creazione e le Sue creature
affinché possano “con una comune preghiera profonda e sincera, evocare nelle
parti la volontà di piangere l'uno i morti dell'altro. Solo attraverso la
comprensione del dolore e della sofferenza dell'uno e dell'altro potremo
avvicinare le parti, inducendole a vedere l'una nell'altra la dimensione divina
della vita”. Rav Levi si riferiva qui alla situazione in Medio Oriente ma in
queste settimane, in cui ricorrono le giornate della memoria, finalmente
condivisa, dell’Olocausto e delle Foibe, le parole del rabbino di Firenze
suonano ancor più attuali.
Egli si domanda ancora : “Come si costruisce la pace? Come possiamo
noi, uomini di fede, ebrei, mussulmani e cristiani costruire la pace? Solo
attraverso la preghiera, attraverso la sensibilità al dolore e alla sofferenza
dell'altro, gli uomini, le donne, i giovani, le classi dirigenti del Medio
Oriente arriveranno ad accettarsi l'un l'altro. La pace si conquista
concentrandosi su ciò che è buono, che è bello, che è divino nell'altro.
Invitando l'altro a comprendere, a sua volta, ciò che è buono, bello e divino
in noi”. Ecco il momento centrale dell’incontro promosso questa sera dal Rotary, posto al centro degli interventi del vescovo ausiliario di Firenze e del mullah islamico, come voluto dal Consiglio presieduto da Franco Cioni, che ha sottolineato la volontà del Rotary di lavorare per l’intesa mondiale attraverso significative presenze, come quella di stasera. Una presenza che ci riporta a quando - più di trenta anni fa - il rabbino Levi pregò per la pace sulla tomba di Abramo, con l'allora sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, e l'allora sindaco mussulmano di Hebron, Muhamad Ga'abari. Pregarono insieme, cristiani, ebrei e mussulmani anche se allora sembrava impensabile una qualsiasi speranza di pace
1
Febbraio -
Rotarolio
2005: Firenze Est ai primi tre posti Giunta al quinto anno la rassegna concorso degli olii prodotti da rotariani ha visto anche quest’anno una nutrita e qualificata partecipazione del Firenze Est che ha condiviso con il RC Mugello l’organizzazione della serata. In assenza del presidente dott. Franco Cioni (bloccato da un piccolo incidente) il tesoriere ing. Marco Minucci ha portato i saluti del club agli amici del Mugello e a tutti i presenti che hanno presentato 12 differenti produzioni. Brandini si è collocato al 2° posto in tutte le graduatorie ma nel panel di esperti gli olii di Pratesi, Brandini e Cecchi hanno conquistato i tre primi posti, tutti dunque appannaggio del nostro club
Risultati del Concorso Miglior
Etichetta 1^
GIULIVO
voti
17 2^
MARIGNOLLE
voti
15 3^
CARMIGNANELLO
voti
11 4^
BORGIOLIO
voti
9 5^
POGGIO DI PIOLLA
voti
8 6^
MONTEBENI
voti
5 6^
ANTICA CASETTA
voti
5 8^
POGGIO ALLE VILLE
voti
2 Miglior
Olio – Assaggio Rotariani 1^
n. 5 Manini Benito
voti
23 2^
n. 4 Brandini Giovanni
voti
14 3^
n. 6 Fronticelli Samuele
voti
7 4^
n. 10 Borgioli A.
voti
6 5^
n. 3 Cardinale Letizia
voti
5 5^
n. 8 Baglioni A.
voti
5 7^
n. 1 Pratesi Alessandro
voti
4 7^
n. 7 Edelmann
voti
4 9^
n. 2 Cecchi Andrea
voti
3 9^
n. 11 Billi
voti
3 11^
n. 9 Lapucci I.
voti
2 Miglior
Olio – Assaggio Panel 1^
Classificato Olio n.
1 (A.Pratesi – R.C. Firenze Est) che
si presenta di profumo molto intenso all'olfatto, con intenso fruttato di olive
ad uno stadio precoce di maturazione, giustamente amaro e piccante, molto
armonico e con netti profumi di erba appena tagliata. 2^
Olio n. 4 (G. Brandini –
R.C. Firenze Est) di
profumo intenso all'olfatto, giustamente fruttato, anche se presenta un amaro
appena tannico, dovuto forse al fatto che è stato fatto troppo precocemente,
con frangitura eccessivamente grossolana e troppa acqua nel separatore che ha
asportato i polifenoli a basso peso molecolare, che danno le note dolci di
mandorla. 3^
Olio n. 2 (A. Cecchi – R.C. Firenze Est) di
profumo medio all'olfatto, ma con fruttato medio di olive al giusto grado di
maturazione, non molto piccante, leggero sentore di erba e abbastanza armonico
in bocca. 4^
Olio n. 6 (Fronticelli Samuele – R.C. Mugello) molto
simile al n. 4, ma con tutte le caratteristiche più esasperate. 5^
Olio n. 12 (Az. Agricola Buonamici – R.C. Mugello) poco
intenso olfattivamente, così come per tutti gli attributi positivi, indice di
temperature troppo elevate durante la lavorazione.
Rapporto
Panel Test (Dott Franco Pasquini) La
Commissione di assaggio come prima cosa ha provveduto ad eliminare dai 12 oli
quelli che presentavano una seppur minima presenza di difetto. A tal proposito,
non sono risultati perfetti i seguenti oli: n.3, n.5, n.7, n.8, n.9, n. 10 e
n. 11. Olio
n. 3 (Cardinale
Letizia) : leggerissimo difetto di riscaldo, forse dovuto ad una cattiva
conservazione delle olive o per troppo tempo, prima di portarle al frantoio. Olio
n. 5 (Manini Benito): leggerissima sensazione di fermentazione, dovuta forse ad
una cattiva lavorazione delle olive (eccesso di gramolazione, temperature
troppo alte durante la gramolazione) insieme ad un sentore di acque di
vegetazione (dovuta ad una non perfetta separazione dell'olio). Olio
n. 7 : : leggero
sentore di riscaldo dovuto ad una cattiva conservazione delle olive o per troppo
tempo prima di portarle al frantoio. Olio
n. 8 (Baglioni A.): non perfetto all'olfatto, in quanto presenta un leggero
sentore di acque di vegetazione, fino quasi a morchia, indice di eccessiva
permanenza sui propri depositi; pochissimo profumato, indice di utilizzo di
temperature troppo elevate durante la lavorazione, cioè di shock termico. Olio
n. 9 (Lapucci I.):
leggerissima sensazione di fermentato, che ricorda l'erba tagliata appena
passita, indice di olive non perfettamente conservate. Olio
n. 10 (Borgioli A.): impossibile analizzarlo all'olfatto, in quanto l'odore di
succo d'arancia copre qualunque profumo dell'olio. All'assaggio risulta un
chiaro sentore di rancido, indice di cattiva conservazione dell'olio. Scritta
KUBUS sul tappo della bottiglietta. Olio
n. 11 (Billi):
leggero sentore di riscaldo dovuto ad una cattiva conservazione delle olive o
per troppo tempo prima di portarle al frantoio. I
rimanenti 5 oli sono stati nuovamente assaggiati per compilare la scheda dei
loro attributi positivi e per giungere alla graduatoria definitiva che e’ la
seguente 1.
Olio n. 1 (A. Pratesi), che
si presenta di profumo molto intenso all'olfatto, con intenso fruttato di olive
ad uno stadio precoce di maturazione, giustamente amaro e piccante, molto
armonico e con netti profumi di erba appena tagliata. 2.
Olio n. 4 (G. Brandini), di profumo intenso all'olfatto, giustamente fruttato,
anche se presenta un amaro appena tannico, dovuto forse al fatto che è stato
fatto troppo precocemente, con frangitura eccessivamente grossolana e troppa
acqua nel separatore che ha asportato i polifenoli a basso peso molecolare, che
danno le note dolci di mandorla. 3.
Olio n. 2 (A. Cecchi) , di
profumo medio all'olfatto, ma con fruttato medio di olive al giusto grado di
maturazione, non molto piccante, leggero sentore di erba e abbastanza armonico
in bocca. 4.
Olio n. 6 (S. Fronticelli) , molto simile al n. 4, ma con tutte le
caratteristiche più esasperate. 5.
Olio n. 12 (Az. Agr. Buonamici), poco intenso olfattivamente, così come per
tutti gli attributi positivi, indice di temperature troppo elevate durante la
lavorazione.
Gennaio 200527
Gennaio: Ritorno
alla Casa di Dante La
creduta Casa di Dante Alighieri – dopo aver assunto l’aspetto attuale
nell’ottocento – ha subito gravi danni da un incendio. Situata
in Via S. Margherita, 1 Con tale progetto
la somma verrà finanziata incentivando la vendita dei biglietti d'ingresso,
ancor prima della riapertura del Museo, a persone che intendono sostenerlo ed
entrare a far parte del gruppo degli Amici del Museo Casa di Dante. In questo anno
2005 è prevista la riapertura.
20
gennaio
– Il
valore della tolleranza in una società multietnica Mons.
Maniago, per la seconda volta quest’anno ospite del nostro club, ha
sottolineato l’impegno della Chiesa perché il dialogo sia fruttuoso e lo ha
fatto nella settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (che ha avuto
per tema Tema della settimana: "Unico fondamento della Chiesa è Gesù
Cristo") e
a pochi giorni dalla giornata annuale di dialogo con gli Ebrei. La tolleranza
non è relativismo, non è abbandono dei propri principi poiché il dialogo non
può instaurarsi se manca la consapevolezza della propria identità umana,
culturale e religiosa. Il dialogo vero può avvenire solo fra
testimoni che possono rendere il proprio valore trasparente, leggibile e
disponibile. In quest’ottica – per il cristiano - la testimonianza è un
dono, non una imposizione. Il dialogo esige rispetto, attenzione, stupore per
l'altro e voglia di conoscerlo e capirlo. Ecco perché la chiesa esècra, come
contraria alla volontà di Cristo, qualsiasi discriminazione tra gli uomini o
persecuzione perpetrata per motivi di razza e di colore, di condizione sociale o
di religione. La
Chiesa apporta alla riflessione anche segni personali. Non sfuggirà che Mons.
Maniago è stato consacrato Vescovo col titolo dell'antica Chiesa di Satafi in
Algeria e da quel Paese – in cui la cultura latina, araba e berbera formano un
unicum – vorremmo trarre un auspicio di pace che è il risultato più vero
della tolleranza. Al
termine un vasto e composto dibattito ha permesso al Vescovo di ampliare i temi
trattati. L’incontro
era il primo di una serie che porterà – nelle prossime settimane – a
sentire sullo stesso tema la posizione ebraica e musulmana. Il
discorso di Mons. Maniago è stato registrato per consentire una futura
diffusione dello scritto. 13
gennaio
– L’analisi della
scena del crimine L’attività della Polizia Scientifica – che si concentra sia sull’attività investigativa che su quella di prevenzione del crimine – è nata in Italia all’inizio del XX secolo e si è affermata come un insostituibile servizio – talvolta risolutivo – per la valutazione dei fatti criminosi. La relatrice ha esposto – con l’aiuto dei colleghi – l’attività svolta su una ipotetica scena di delitto illustrando gli interventi immediati e quelli successivi, che rappresentano peraltro una fase di studio di altissimo livello qualitativo in cui i reperti e ogni piccolo dettaglio possono essere analizzati a fondo. La sensibilità delle macchine non fa comunque venir meno l’apporto umano cui l’esperienza quotidiana aggiunge capacità che rendono appunto decisivo l’apporto della Scientifica. Un
apporto che può essere particolarmente utile anche nelle calamità naturali. In
queste settimane è partito dall’Italia un gruppo di esperti della Scientifica
della Polizia di Stato diretto in Thailandia per partecipare alla difficile
opera d’identificazione dei corpi recuperati dopo il maremoto. Un
gruppo medico-scientifico che servirà da supporto alla già avviata attività
dal Centro internazionale per l’identificazione allestito a Phuket e per
rispondere alle esigenze tecniche della Farnesina. La squadra, inviata dal
Viminale, affiancherà infatti il personale specializzato del RIS dei
Carabinieri già presente sul posto. Un’operazione di raccolta e catalogazione
che non ha precedenti per la sua vastità e complessità. Sarà compito degli
medici-legali della Polizia partecipare con l’equipe internazionale
all’unificazione dei protocolli per rendere interscambiabili i dati tra tutti
paesi coinvolti. Parallelamente,
in Italia, tutti i laboratori di polizia scientifica, presenti sul territorio,
si occuperanno di contattare, secondo l’elenco fornito dal ministero degli
Esteri, i familiari delle persone scomparse. Su di loro sarà effettuato lo
stesso prelievo di Dna in modo da permettere poi le comparazioni con quelle
recuperate sul posto della tragedia. “Sarà
un esame semplice e assolutamente non invasivo” sottolineano gli esperti della
scientifica. “Si tratta di una spatolina monouso da passare sulla guancia
interna per prelevare un campione di saliva”. Si può fare anche da soli e sarà
la stessa Polizia a mettersi in contatto telefonico con i familiari, ad
individuare i più idonei al test e a recarsi, se necessario, a casa loro.
Saranno successivamente analizzati, secondo lo standard definito, almeno 15
punti del Dna che permetteranno di risalire all’impronta genetica delle
vittime attraverso un codice alfanumerico messo a disposizione su una banca
dati. Questo
procedimento di identificazione, che è lo stesso per tutti gli altri paesi
coinvolti, permetterà se non altro di restituire le salme non thailandesi alle
loro famiglie. Per
quanti sono interessati all’attività di Polizia Scientifica è possibile fare
riferimento al sito: http://www.poliziadistato.it/pds/chisiamo/territorio/reparti/scientifica/scientifica.htm
7
gennaio – Giornata del Tricolore Giunta
alla III edizione, la festa fiorentina del tricolore, ha celebrato il CCVIII
anniversario della bandiera nazionale nell'Aula Magna dell'Università di
Firenze. Importante sforzo organizzativo per i club partecipanti e per
l’organizzatore, l’instancabile Sandro Addario, del RC Firenze Nord. Il
tricolore italiano quale bandiera nazionale nacque nel 1797 a Reggio Emilia
proprio il 7 gennaio, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su
proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta "che si renda universale
lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che
questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba
portarsi da tutti". Per l'occasione il presidente della Repubblica C.A.
Ciampi ha inviato un messaggio di saluto in cui, fra l'altro, ricorda come la
festa del tricolore rappresenti 'un'occasione per vivere la patria come ideale
concreto e aperto verso la prospettiva europea'. Conoscere la storia e il nostro
passato – ha concluso C.A. Ciampi nel suo messaggio - le radici che ci
uniscono come italiani e come europei è il solo modo per vivere consapevolmente
il presente e per comprendere quanto importanti siano le conquiste ottenute per
l'affermazione dei principi di libertà, rispetto della dignità umana,
giustizia e democrazia". Per il governo è intervenuto il sottosegretario
alla Difesa Bosi. Tema dell'incontro è stato : 'Il tricolore, ambasciatore
dell'italianità nel mondo'. Come tradizione, relatori di altissimo rilievo: il
prefetto di Firenze Gian Valerio Lombardi ("Le istituzioni e il
Tricolore"), il vice prefetto Amitrano, il tenente generale Fabio Mini,
comandante dell'Ispettorato per il Reclutamento dell'Esercito ("L'impegno
italiano nelle missioni di peace-keeping all'estero"), il capitano di
Vascello Mario Billardello, comandante della Nave scuola "Vespucci"
della Marina Militare ("Il Tricolore e la Vespucci nei mari del
mondo"). Elementi
della 46a Aerobrigata di Pisa appena rientrati dalla prima missione in
Thailandia e la Banda dei Carabinieri
FESTA
DEL TRICOLORE
Indirizzo di saluto del Presidente R.C. Firenze Est Poche settimane or sono, in altro contesto socio culturale, un rotariano del nostro Club, il Prof. Ernesto Failla, ha analizzato l’eroismo ed ha esaltato la figura dell’eroe. Noi oggi celebriamo la Bandiera, che dell’eroe rappresenta la motivazione ideale ed insieme il simbolo concreto, e per i cittadini esprime il concetto di unità nazionale e da risalto e significato alla parola PATRIA, vista nel suo significato autentico di spiritualità e di tradizione. Se mi è consentito un semplice ricordo storico, dirò che la Bandiera, pur esistendo da tempi antichissimi (e ne sono già tracce nell’epoca dei Faraoni) è divenuta un simbolo nazionale solo con la rivoluzione francese, quando le armate napoleoniche la diffusero in tutta EUROPA, suscitando nelle popolazioni un anelito di libertà contro tutte le tirannie, anelito che dilagò poi a macchia d’olio in tutto il continente europeo. E’ di quel periodo il primo tricolore italiano: fu a Reggio Emilia, in data 7 gennaio 1797, nella capitale della Repubblica Cispadana, che fu varato il primo tricolore, ma era a strisce orizzontali. Solo sedici mesi dopo (l’11 maggio 1798) la bandiera fu corretta ed i suoi tre colori – verde, bianco e rosso, furono disposti a strisce verticali. Quel tricolore di allora, dopo le vicende storiche svoltesi nel corso di oltre due secoli, è ancora l’emblema della nostra Repubblica. E’ questo tricolore che ci accomuna, che ci unisce, che ci affratella, nella autenticità di un popolo che, pur nella diversità di usi e costumi locali, vive una realtà nazionale di radici genetiche, di memorie indelebili, di comuni patrimoni artistici e culturali, di fede popolare, di spirito intraprendente e di profonda esistenzialità. Ed anche se un materialismo deteriore sembra prendere a volte il sopravvento sulla conduzione della nostra vita, il tricolore può e deve rappresentare per tutti un elemento di concordia, di unità, di solidarietà, nella visione ideale di una PATRIA senza partigianerie e senza faziosità, una casa comune in cui il dovere di ognuno porti il bene di tutti. Onoriamolo, quindi, il tricolore, per il quale, dal Risorgimento in poi, tanti italiani hanno sacrificato giovinezza ed esistenza: onoriamolo sempre, non solo nelle competizioni sportive ma nelle strade e nelle case, nelle Istituzioni e nelle scuole, e nelle aule parlamentari e di giustizia, ovunque onoriamolo, ma soprattutto nelle nostre coscienze, con la stessa fede e commozione di quei soldati che, nei momenti più drammatici della battaglia seppellivano o nascondevano – per un futuro migliore – la bandiera del proprio reggimento, bagnata dal sangue dei commilitoni, perché non cadesse in mano al nemico. Teniamolo alto, il tricolore d’ITALIA, palpitiamo con lo sventolio della bandiera ma ricordiamoci sempre di vivere il nostro fervore patriottico con onestà d’intenti e generosità di sentimenti, sempre, in ogni circostanza. Allora sì che potremo esternare al mondo l’orgoglio di essere ITALIANI. 8
gennaio – Visita al Museo della Scienza La
visita al Museo della Scienza – voluta dal presidente F. Cioni e partecipata
da una trentina di soci e amici – si inserisce nel programma culturale del
sabato che rappresenta una delle migliori realizzazioni dell’annata.
Ottimamente guidati dal giovane astronomo Lorenzo (i cognomi ormai non li dice
più nessuno) abbiamo potuto toccare strumenti prestigiosi e in particolare gli
eccezionali cimeli galileiani e strumenti astronomici vecchi di mille anni. L'Istituto
e Museo di Storia della Scienza è l'erede di una prestigiosa tradizione di
collezionismo scientifico che vanta quasi cinque secoli di storia e che si
sviluppa intorno alla centrale importanza conferita dai Medici e dai Lorena ai
protagonisti e agli strumenti della scienza. L'organizzazione attuale dell'Ente
presenta, oltre al museo, un centro di ricerca - che promuove pubblicazioni,
riviste specializzate, mostre e convegni - una biblioteca specializzata, ricca
di testi antichi, edizioni moderne e acquisizioni digitali, un laboratorio
multimediale per la valorizzazione del patrimonio strumentario, un laboratorio
fotografico e un laboratorio di restauro. Nel
1775 gli strumenti raccolti a Palazzo Pitti furono trasferiti nel Regio Museo di
Fisica e Storia Naturale nel Palazzo Torrigiani di via Romana (attuale Museo
della Specola). Il Granduca Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena (1747-1792) ne
affidò la direzione all'abate Felice Fontana che provvide a far edificare un
osservatorio e a dotare la collezione di nuovi strumenti di matematica, fisica,
meteorologia ed elettricità, molti dei quali appositamente costruiti nelle
officine del Museo. Dopo l'Unità d'Italia le collezioni furono smembrate e
distribuite tra diversi istituti universitari. Lo stato di degrado fu denunciato
nel 1922 dai promotori del “Gruppo per la tutela del patrimonio scientifico
nazionale”. Grazie al loro impegno, nel 1927 fu fondato l'Istituto di Storia
delle Scienze con il compito di “raccogliere, catalogare, restaurare” le
testimonianze materiali della scienza. Per iniziativa del nuovo Istituto
fu organizzata nel 1929 la Prima Esposizione Nazionale di Storia della Scienza
alla quale aderirono numerose istituzioni italiane. La manifestazione mise in
luce l'entità del patrimonio, la sua diffusione sul territorio nazionale e il
precario stato di conservazione. In seguito a questa mostra, nel 1930,
l'Università di Firenze decise di inaugurare nella sede di Palazzo Castellani
l'Istituto di Storia della Scienza con annesso Museo, al quale affidò la
collezione degli strumenti mediceo-lorenesi. Dopo i danni provocati dai
bombardamenti che distrussero i ponti del Lungarno alla fine della seconda
guerra mondiale (1944-45), un duro colpo alla collezione fu inferto
dall'alluvione del 1966. Gli strumenti che allora si trovavano nel sottosuolo e
al piano terreno del Museo furono gravemente danneggiati. Grazie alla solidarietà
internazionale e all'energia di Maria Luisa Righini Bonelli, allora direttrice
del Museo, fu possibile completare rapidamente il recupero degli strumenti,
riaprire al pubblico le sale espositive e ridare impulso alle raccolte librarie
e all'attività di ricerca.
Dicembre 2004Giovedì 30 Dicembre 2004 : Gli auguri del Presidente per il 2005 – La consapevolezza delle difficoltà del momento, la speranza per il futuro Con
un breve discorso – che riproduciamo integralmente – il Presidente Franco
Cioni ha proposto il brindisi al 2005 al quale tutti ci uniamo. “Sono
già ventitre anni che ogni fine dicembre ho ascoltato il presidente in carica
che formulava gli auguri per un nuovo anno felice e sereno. Gli
anni trascorsi sono stati alcuni sereni e alcuni meno sereni, comunque sono
passati molto velocemente. Oggi alla mia età il tempo ha messo il piede
sull’acceleratore ed io mi trovo qui come presidente di turno per riformulare
gli auguri di rito. Tanti
anni fa, quando ero giovane e pensavo al duemila, amante dei libri di Asimov,
immaginavo un duemila fatto di robot che lavoravano per gli uomini e questi
serenamente occupati nei loro hobby. Tutto questo non è avvenuto, oggi come
cinquant’anni fa, come cento anni fa, come mille anni fa, il mondo conosce
guerre, fame ed ingiustizia e niente lascia prevedere che l’anno che sta per
iniziare possa radicalmente cambiare qualcosa. L’anno
si chiude con un apocalisse immane nel Sud Est Asiatico ed io auguro ai
protagonisti di questa tragedia, colpiti negli affetti più cari, che possano
trovare nella fede delle loro religioni, quella pace e serenità che li spinga
nuovamente a vivere e sopportare il dolore subito. Da
parte mia, con l’inizio del nuovo anno, sento il desiderio di abbracciarvi con
forza, con gli auguri più sinceri ed affettuosi a tutti voi e alle vostre
famiglie.”
Giovedì
23
Dicembre 2004 : Auguri In un’atmosfera informale i Soci presenti hanno scambiato – con gli auguri – impressioni di attualità in attesa dei maggiori impegni che il programma ci presenta per gennaio. Anche il 30 dicembre una riunione saluterà il prossimo arrivo del 2005. 24
dicembre – In ricordo di Franca Bianzino Con dolore e profonda partecipazione numerosi rotariani del Firenze Est hanno preso parte alle esequie della Signora Franca Morini Bianzino, moglie del nostro Socio Giampaolo. Alla vigilia di Natale, ha sottolineato con commozione il figlio, una vita terrena si è spenta a poche ore dall’evento sconvolgente dell’incarnazione di Gesù. Nel segno della fede di cui la signora Franca è stata esempio ci uniamo nell’odierno dolore e nella speranza eterna del Natale.
Giovedì
16
Dicembre 2004 : Festa
degli Auguri Con la tradizionale festa degli auguri, i suoi giochi, la sua atmosfera gioiosa, il grande afflusso di soci e familiari, il Firenze Est si avvia alla conclusione del I semestre di attività nel segno dello stare insieme, premessa di ogni futura attività. Presenti numerosi ospiti e le graditissime consorti dei soci non più tra noi, a rappresentare la continuità della storia del nostro sodalizio. Ringraziamo
sentitamente i Soci che hanno contribuito alla ottima riuscita della festa: Angiolucci
– Belardinelli – Brandini Giovanni – Brunelli – Cecchi Cesati F
– Cioni – Fani – Fantini – Filippini – Moscatelli – Giannozzi –
Griffo – Lombardini – Maria Christina – Migone – Montauti – Pagnini
Gianna – Paolillo – Penco – Piccini – Pratesi A - Silvi –
Tredici – Urbinati nonché a G. Zonin (Premio Columbus 2004) al
Distretto 2070 dell’a.r. 2003/2004 e al Jolly Hotel Giovedì
9 Dicembre 2004 : La
Costituzione Europea: sfida o realtà ? Enrico
Ferri (La Spezia, 1942) non è solo il ministro dei 110 all’ora. Politico
attivissimo sul piano locale e internazionale, è anche rotariano (Carrara-Massa)
e – permetteteci una nota personale – un carissimo amico del nostro
presidente. E’ infatti a Firenze che si è laureato in Giurisprudenza nel 1966
discutendo una tesi premiata dal Ministero del Bilancio e della Programmazione
Economica. E' stato ricercatore scientifico presso l'Istituto del Vocabolario
Giuridico Italiano (C.N.R.) a Firenze e magistrato, fino al 1981 componente del
Consiglio Superiore della Magistratura. E' Sindaco del comune di Pontremoli dal
1990 comune dove risiede con la moglie Lucia ed i figli Filippo,Jacopo, Cosimo e
Camilla. E’ nella sua città che accolse il nostro Club in una gita del 1996
ricambiando la visita più volte al Firenze Est. Nel 1988, con la formazione del Governo De Mita viene nominato Ministro del Lavori Pubblici. Sarà conosciuto di lì a poco come il "ministro dei 110" per il provvedimento sulla velocità automobilistica che ha posto appunto il limite di velocità massima a 110 chilometri orari. Nel 1989 è Parlamentare Europeo per il PSDI restandovi fino al 2004 e vivendo dunque la stagione più intensa della formazione della costituzione europea. La sua vivace testimonianza, aperta ai contributi, davvero numerosi stasera dei soci, ha permesso di toccare un tema di cui molti parlano ma pochi – in verità – sono esperti, sia perché il linguaggio delle istituzioni europee non è dei più semplici, sia per la superficialità dell’informazione.
Giovedì 2 Dicembre 2004: Elezioni Il
giorno 2 dicembre 2004 si è riunita l’assemblea dei Soci convocati per
l’elezione del Consiglio Direttivo dell’A.R.
2005/2006 e del Presidente
dell’A.R. 2006/2007. Viene nominata la Commissione elettorale:
Presidente Giampaolo Ristori, Scrutatori David Giacchetti e Letizia Cardinale.
Constatato che sono presenti e per delega n. 61 votanti (quorum 38) si procede
alla votazione con i seguenti risultati: Presidente
A.R. 2006/2007: RODOLFO CIGLIANA (voti 54) ELETTO Hanno
ottenuto voti: GIANCARLO SFOGLI (voti 3) - TIZIANA MISSIGOI
(voti 1) Consiglio
Direttivo A.R. 2005/2006 (Presidente: Giovanni Fossi) Eletti:
FABIO AZZAROLI
(voti 59) - CRISTINA ACIDINI (voti 58) - MAURO BIANCHINI (voti
58) PIERO
MONTAUTI (voti
57) - ALESSANDRO PRATESI
(voti 57) - MARCO MINUCCI
(voti 56) ERNESTO
FAILLA (voti
55) - LUIGI COBISI
(voti 50)
Hanno
ottenuto voti: Mauro Guerra (1 voto), Carmine Topa (1 voto), Giancarlo Sfogli (1
voto) , de Fabritiis (1 voto) Schede
bianche: 2. Alle
ore 14.45 termina l’assemblea Il
Presidente della Commissione Elettorale Giampaolo
Ristori Novembre 2004Giovedì
25
novembre 2004: La
Visita del Governatore Nell’incontro pomeridiano con il consiglio ed i
presidenti di commissione, svoltosi all’Hotel Michelangelo per
l’indisponibilità dei locali del Jolly Hotel, il Governatore – che ha
successivamente incontrato alcuni neo-soci e i membri del Rotaract – ha
ribadito l’importanza dell’amicizia tra i soci al di là dei regolamenti
che, se non sono supportati dall’azione quotidiana individuale, rischiano di
restare lettera morta. Egli ritiene che le qualità morali e professionali dei
soci debbano essere oggetto della più attenta valutazione all’atto delle
ammissioni. Il governatore ha anche sottolineato come non vi debbano essere
raggruppamenti dei soci per età od altre condizioni e spronato il club a
scommettere su ex-rotaractiani per coinvolgerli nel Club. Il governatore ha
quindi promesso di essere presente al prossimo Premio Testimonianza. Durante il suo intervento al Club il dott. Rampioni ha sviluppato i temi a lui cari. Contiamo, non appena lo riceveremo, di pubblicare il testo del discorso del governatore, che ancora una volta ha marcato con la sua presenza uno dei momenti più importanti dell’anno rotariano. Giovedì
18 novembre 2004: INIZIATIVA 100 MANAGER Lo
sviluppo del programma 100
Manager, che da anni fornisce ai giovani delle ultime classi delle
superiori un orientamento di base per il futuro universitario e del lavoro, ha
coinvolto decine di rotariani e i club di tutta Firenze, una delle poche
iniziative dove i club sono uniti con regolarità.
Il funzionamento del programma è semplice, poiché affidato
all’incontro tra volontari rotariani disposti a spiegare ai giovani la propria
attività su loro richiesta. Delle
difficoltà ed opportunità del progetto, cui da tempo si affianca una banca
dati non ancora in verità completa, i nostri soci hanno parlato con
l’esperienza che li accomuna, rispondendo poi a numerose domande dei presenti. Giovedì
11 novembre 2004:Conversazione
del Prof. Remigio Ratti, il ruolo della RTSI nella italicità “Ci
vuole un certo coraggio – ha esordito il Prof. Ratti – per proporre una
nuova italiana, proprio qui a Firenze “. Ma questa parola , l’italicità, è
già all’attenzione dell’Accademia della Crusca, che ne sta studiando il
concetto per introdurlo nel vocabolario della lingua italiana. Di italicità si
è cominciato a parlare quando è emerso nel mondo un vasto gruppo di
persone che amano la nostra lingua e la nostra cultura, la nostra cucina e le
nostre usanze, senza per questo essere italinai o avere una conoscenza
apporfondita dell’italiano. L’italicità raccoglie dunque una comunità più
vasta rispetto a quella nazionale e permette all’italiano, laddove è
minoranza come accade in Svizzera, di assumere un ruolo culturale più
importante. L’esempio della Radio televisione svizzerzitaliana, il cui ascolto
si estende ben al di là dei confini del Canton Ticino, è particolarmente
significativo, in quanto esporta la propria produzione (con due canali
televisivi e tre radio) sia verso l’Italia che verso i Cantoni e i Paesi di
lingua tedesca e francese. La RTSI stabilisce quindi un efficace ruolo di
cerniera lungo quell’elemento naturale, un tempo di confine, oggi di contatto,
che sono le Alpi. Molti dei nostri Soci ricordavano quando la TV svizzera
era facilmente ricevuta anche in Toscana e su questo tema vi sono state diverse
domande. Il Prof. Ratti ha confermato le difficoltà per l’estensione
del segnale all’Italia dovute al costo dei diritti di diffusione, ma ha
auspicato una stretta collaborazione con le piattaforme del digitale terrestre
che potrebbero assicurare una gran parte dei contenuti della RTSI a televisioni
italiane. Peraltro l’ascolto della radio svizzera è possibile via satellite e
attraverso internet (www.rtsi.ch). Il
dibattito si è poi esteso ad alcuni aspetti della realtà ticinese e ai suoi
rapporti con l’Italia. Al termine il prof. Ratti ha ricevuto dalle mani del
Dott. Ottavio Matteini (Rotary Club Firenze Sud) la medaglia di Pietro Bembo
(Premio Italradio 2003) realizzata dal nostro Paolo Penco enfatizzando così lo
stretto legame tra l’attività del Prof. Ratti e la questione della lingua
italiana, proposta in termini moderni. Alla serata hanno assistito alcuni
giornalisti delle stazioni radio di Capodistria, Fiume, Budapest, Tirana, Odessa
impegnati a Firenze in una settimana di studio voluta dalla Fondazione Romualdo
Del Bianco, di cui è Presidente il nostro Socio Paolo Del Bianco. In
apertura di serata il past President avv. C. Rizzo ha presentato la Signora L.
Cardinale, nuova socia del Club, figlia del past Governatore G.M. Cardinale,
export manager della società Albatros, che ha ricevuto il distintivo dal nostro
presidente, prima ammissione dell’anno 2004/2005. Giovedì
4 novembre 2004:Assemblea
dei Soci per l’approvazione del bilancio consuntivo annata rotariana 2003/2004 Dopo
l’illustrazione del bilancio dell’annata trascorsa – presentato dal p.p.
R.G. Gheri e dal tesoriere G. Fossi – i soci ne hanno approvato il contenuto.
Significativo intervento del prof. Orsi sulla opportunità di una preventiva
diffusione del bilancio presentato all’assemblea. Passando ai dati del
rendiconto si distacca l’apporto per il Centenario, a favore del quale le
annate presiedute da Pratesi, Gheri e Cioni hanno stanziato appositi fondi. Tra
le iniziative del Centenario la statua di Folon che il Comune di Firenze ha
annunciato proprio questa settimana voler installare nella nuova piazza Bambini
e Bambine di Beslan sovrapposta al sottopassaggio di Viale Filippo Strozzi,
dinanzi l’ingresso della Fortezza e del Palazzo dei Congressi. E’ in
quest’ultimo che il nostro Club ha tenuto alcune delle sue prime riunioni nel
1968, sotto la presidenza dell’avv. Lamberto Ariani, allora segretario
generale del centro congressi e del quale ricorre in questi giorni il quinto
anniversario della scomparsa. Sul bilancio della sua annata di presidenza R.G.
Gheri ha tracciato questo breve commento: “ Un ricordo ai nostri caduti di tutte le guerre e un saluto a tutti i nostri militari in Italia e all’Estero, nel giorno che tutti li ricorda. Commento
personale al bilancio del Past President R.G. Gheri Mi
sento in dovere di ringraziare la nostra Segretaria Maria Christina che tanto si
è dedicata la suo lavoro durante tutto l’anno e naturalmente il tesoriere
Giovanni Fossi, i membri della Commissione di revisione dei Conti, e tutto il CD
per gli ottimi risultati economici relativi alla annata 2003-2004. Abbiamo
avuto una gestione oculata che ha permesso di lasciare anche una importante
cifra (come evidenziato dal bilancio illustrato) al Club per gli impegni
dell’anno del Centenario e di portare a conclusione tutte le iniziative
previste dal programma presidenziale. In
particolare: COMITATO
CONSORTI ü
raccolti
5400 € per acquisto di letti per assistenza di persone non autosufficienti ü
offerta di
500 € a Pedra Bianca (padre Radici, San Paolo) ü
adozione a
distanza di un bambino (Matheus) a San Paolo del Brasile CLUB ü
1500 € per
il matching grant dell’ospedale di Kinshasa (quadrangolare) ü
assegno
personale + club a Villa Lorenzi ü
assegno
personale + club a Vanni Notarnicola ü
raggiunta
quota 4300 € per Gift of Life (+2500$ dal Rotary Club Verazzano, NY, USA) +
prevista la somma di 75.000 $ (dal Rotary Club Verazzano , NY, USA)+ matching
grant x importo complessivo di 150.000 $ ü
acquisto di
“mucca meccanica” (1350 €) per l’Argentina, Azione distrettuale 2070. Se
abbiamo raggiunto questi straordinari risultati questo lo si è potuto fare
grazie all’impegno di tutto il club. Per questo dico grazie a tutti voi. Riccardo
G. Gheri Past
President, a.r. 2003-2004” Martedi
2 novembre – ore 17.30 - Chiesa del Sacro Cuore – S. Messa per la
commemorazione dei Defunti
Come tradizione il nostro Club ha celebrato il ricordo dei propri soci scomparsi unendosi ai familiari in una Messa celebrata nella Chiesa del Sacro Cuore da don Stefano, al quale dobbiamo una parte davvero toccante della commemorazione. Durante la lettura dei nomi degli amici scomparsi sono stati accese altrettante luci votive dedicate a ciascuno. Il fuoco proveniva dal cero pasquale, simbolo della luce divina. Al termine chi ha voluto ha potuto portare a casa la luce del proprio caro in segno di perenne ricordo. Sono stati ricordati i Soci defunti : Ettore Alajmo, Aldo Aranguren, Lamberto Ariani , Pasquale Balestrieri, Giorgio Banchi, Biondo Biondi, Franco Bonaiuti, Giorgio Buti, Francesco Cagnani, Girolamo Cavalli, Francesco Chiostri, Giuseppe Contri, Filippo de Martino Norante, Gabriele Gardenghi, Giorgio Guandalini, Erberto Hauda, Roberto Montauti, Silvano Pagnini, Carlo Paoletti, Giorgio Pratesi, Gilberto Puccetti, Giuseppe Raiser, Carlo Enrico Rivolta, Anton Giulio Sesti, Pier Luigi Spadolini, Brunetto Tarquini, Michele Troya, Giovanni Treves. Ottobre 2004
Giovedì
28 Ottobre 2004: I
PHI a William McIlhenny e Antonio Gherdovich
Nel
corso della serata sono stati insigniti del Paul Harris Fellow i Signori William
McIlhenny, Console degli Stati Uniti d'America, per la particolare amicizia e
disponibilità nei confronti del Club manifestata soprattutto in occasione della
scorsa edizione del GSE. I legami del Console McIlhenny con il Club sono stati
ancora più evidenti in occasione dell'ultima edizione del Premio Columbus: il
Console McIlhenny era infatti presente alla cerimonia in Palazzo Vecchio. Il
Console ha ricevuto il PHF dalle mani del Past President Riccardo Gionata Gheri.
L'altro Paul Harris è stato invece consegnato dal Presidente Franco Cioni ad un
sorpreso Antonio Gherdovich, con la seguente motivazione:
per essersi contraddistinto, nella sua per ora breve esperienza nel Club,
per la innata disponibilità verso gli altri e per la significativa
collaborazione prestata nella realizzazione di importanti eventi rotariani.
Giovedì
28 Ottobre 2004: Opere
Rare o dell’Oblio in musica.
Intervento al Club di Denia Mazzola Gavazzeni
Oblio: opposto assoluto a Memoria. Che posto ha, nella vita quotidiana di oggi, la Memoria? Sarebbe interessante domandare ai nostri giovani cosa conoscono delle generazioni passate, non così passate da essere remote ma quelle passate prossime, le generazioni del Novecento. Cosa oltre ai grandi Avvenimenti ricordano del Gusto, del Costume, dei Nomi che hanno fatto la Storia, quella che ci precede immediatamente e della quale siamo Figli e ultime propaggini. Cosa in Memoria è rimasto della Musica del nostro storico novecento. Nel 1980, quando a premio d’un concorso di canto mi venne proposta l’incisione del mio primo disco (ancora registravamo in vinile, e pare già preistoria, figuriamoci!) fui, per destino, coinvolta nella straordinaria avventura che avrebbe connotato significativamente quella mia attività artistica che pare voglia ostinarsi a continuare. Si trattava di Ariette da camera per voce e chitarra, d’un Donizetti raro e poetico, inedite sia sotto il profilo editoriale che discografico. Sembrò allora innescarsi, per me, un processo immediato quanto irreversibile. Sposando le sorti disgraziate dello sfortunatissimo e, ancor oggi, ingiustamente sottovalutato Gaetano Donizetti, forse spinta anche da quelle “ragioni native” che mi davano della sua musica un senso di più aderente appartenenza (fra bergamaschi non ci si poteva non intendere!) mi sembrò obbligatorio, per una giovane cantante, quale io ero, riflettere sull’opportunità di spendere qualche giorno della mia vita a studiare dove e come ripescare e a quali Biblioteche indirizzarmi per ritrovarne altri Inediti cui render giustizia. Perché, se esser scelti per interpretare, in epoca moderna, musiche mai eseguite è privilegio raro – almeno per me – che ci gratifica e ci distingue – è altrettanto vero che il senso di gratitudine e di giustizia che un tale evento provoca ci impone contestualmente un impegno preciso. Lo
Studio Studiare e ricercare e studiare tutto il possibile di ciò che ancora non sia stato riportato alla luce, per riascoltarne le sepolte melodie e magari, indagare del Compositore, altri frammenti di Vita, forse quella più intima, come si potrebbe trovare nell’abbozzo di un’aria da camera o nello studio per una Sinfonia o per una sonata al pianoforte, o nella prima stesura d’un aria d’opera. E potermi imbatterci (come nel caso di Ponchielli, con la sua Marion Delorme) in sofferenze tanto grandi da portare il Compositore, ingiustamente mortificato, alla malattia e subitanea morte. Dal suo embrione, alla stesura musicale, sino alla sua prima rappresentazione e alla sua diffusione, l’Opera o teatro in musica, subisce fortune altalenanti che hanno, senza dubbio, relazione con la temperie socio- politica, col gusto, col costume, le mode e le Fantasie degli addetti ai lavori. Ma cosa veramente farà di un Titolo la cosiddetta Opera rara? E in che modo esso entrerà in una codificazione che lo connoterà come appartenente a un “repertorio” (vale a dire abitualmente riconosciuto e dunque rappresentato) ? Cosa invece escluderà lo stesso titolo dalla larga diffusione e imponendogli dunque un NON riconoscimento? Dipenderà dalla vicenda raccontata - storica, romantica , buffa, o drammatica - che , consegnata dal Librettista-Poeta al Compositore, incontrerà le simpatie o antipatie del pubblico, oppure il placet o il veto dei regnanti e governanti o la facile eseguibilità da parte degli interpreti o – ancora - la semplice o ostica comprensione del soggetto? Ne saranno cause l’attenzione o la distrazione dell’editore, le sue buone o cattive relazioni coi teatri, la sua capacità di “perforare il mercato” – per dirla in termini moderni - sarà l’intelligenza dell’Impresario (allora), del Direttore o Governante di teatro (oggi), equipaggiato o privo di fantasia? Saranno forse gli estri dei direttori d’orchestra, dei registi, sarà la dose di talento con la quale gli Interpreti condiranno il codice musicale col suo testo poetico ad avvincerci, tutti noi , seduti nel buio, e convincerci che quell’opera, proprio quella, non potrà mancarci più, vorremo sempre vederla rappresentata, ci chiamerà numerosi a teatro o – al contrario – lasciandoci indifferenti, ci farà disertare il teatro? Oppure la “dimenticanza” discenderà direttamente da nuove e moderne forme di spettacolo (primi fra tutto televisione e cinema). Saranno quelle a costituire minaccia per il numero del pubblico frequentatore del teatro d’opera? Così che – se per Traviata o Bohème ancora trovassimo teatri discretamente gremiti, per un Roberto Devereux (Donizetti) – opera non certo considerata rara – o per Parisina (Mascagni-D’Annunzio) o per Risurrezione (Alfano da Tolstoj) o per Cassandra (di Gnecchi – Illica) potremmo attenderci sale semivuote. E se mettessimo in scena Mirra – sul 4° e 5° atto dell’omonima tragedia di Vittorio Alfieri, allora sì potremmo scommettere il deserto in teatro. Salvo poi imbatterci in eccezioni così “assetate” di memoria che sorprendentemente Opere tanto sepolte registrerebbero il tutto esaurito. In che maniera la mancanza di fantasia degli operatori teatrali, l’allineamento pigro e statico alle correnti “sicure” sono dunque le responsabili dell’appiattimento e dell’oblio culturale in musica, così come citava Sergio Sablich(direttore dell’Orchestra Regionale Toscana) nell’ultimo numero del Giornale della Musica? In che modo la diseducazione alla musica spegne anche il gene più volonteroso nelle menti dei giovani studenti, fruitori musicali del futuro? In
quale forma, al contrario, una scelta artistica responsabile e col vivo senso
storico, pur trovandosi ad operare con limitati mezzi economici (come nel caso
delle realtà teatrali più piccole , ad es. i teatri di Tradizione) fanno
proprio della Storia Musicale la propria Bandiera, riproponendo titoli lasciati
morire dall’indifferenza progettuale, ci mettono nella condizione critica
della rivalutazione dell’opera sepolta. Decretandone, la più parte delle
volte, un’autentica Rinascita. Perché Memoria
e suo esercizio, producono spesso Rinascita. Mi sono domandata molte volte quale sia il diritto a chiudere dentro scatole di ostracismo, sigillate con indifferenza, timbrate di superficiale disinformata opinione, un lavoro che il Compositore, nel suo silenzio, abbia cercato di lasciarci come dono prezioso del proprio pensiero creativo il quale, attraverso Melos e Drama ci rimandino di un epoca feeling e pensiero dell’uomo del suo tempo. Non
ho trovato risposte significativamente valide a render ragione di tale perenne
distrazione. Perciò all’Oblio in Musica, ho risposto con 26 anni di servizio costante al recupero di quelle opere lasciate negli archivi ,molto spesso capolavori, dei quali i nostri giovani non possono certo avere Memoria, né aver una idea della loro “Stimmung” perché nessuno(o quasi) l’ha trasmessa loro. Il
valore della Memoria E dire che nei nostri computer tutti noi salviamo in gran fretta ogni lavoro, affinché un qualsiasi guasto alla rete non ci cancelli ciò che, con tanta fatica, abbiamo costruito: Ma la Memoria è ben di più del “salvare” a computer o su dischetto. Molto di più anche del conservare, PUR SE FONDAMENTALI. Memoria necessita di “conservazione” del patrimonio culturale e, nello specifico, musicale ma ancor più Memoria è vivere nella ostinata volontà di diffondere, divulgare ciò che salviamo, magari andando contro le leggi del mero guadagno , ma senz’altro ottemperando a ciò di cui, io credo, abbiamo tutti bisogno. Rispondendo
all’obbligo civico di lasciare alle generazioni che ci faran da staffetta, la
nostra fiaccola, che consiste nella conoscenza della Storia attraverso tutte le
sue componenti. MUSICA
SCONOSCIUTA COMPRESA. In questa ottica ho raccolto del mio breve ma faticosissimo percorso controccorrente tutto ciò che pensavo potesse invogliare i giovani a nuova conoscenza. Registrazioni, prove, dossier di stampa, foto, dischi. Tanto che ad un certo punto mi son detta: a chi dunque tutto ciò? senza figli, senza discendenti? Già! ma fuori di casa mia stanno tanti giovani studenti, a loro e a tutti i curiosi, musicofili o musicologi o critici musicali, poteva destinarsi la mia Memoria. Ne è nato un volume di 512 pagine ,di circa 900 fotografie, che racconta iconograficamente e drammaturgicamente 21 Opere – buffe, drammatiche, classiche, moderne; RARE PERO’ ! OPERE RARE, come già detto, per scomodità di esecuzione o per mancanza di volontà politica e artistica o ancor peggio per COLPEVOLE mancanza di fantasia, sono – fra le molte da me interpretate, – arrivate a me e ad esse ho detto il mio SI’ Artistico. Totale, senza riserve. Un aneddoto per tutti: Ricordo, cosa accadde nel 1995 a Bergamo, a casa, con mio marito Gianandrea Gavazzeni. Curiosa come sempre degli archivi ”impolverati”, frequentavo assiduamente la sterminata Biblioteca del Maestro. Negli scaffali più lontani, in basso, nel piano più polveroso per antonomasia, cercavo e trovavo quotidianamente spartiti del nostro straordinario Primo Novecento. Ne cavavo il volume e salivo – con l’entusiasmo d’una ragazzina - alla sala del piano dove il Maestro leggeva o studiava o suonava al pianoforte (perché oltre che straordinario direttore d’orchestra Gianandrea fu anche un meraviglioso pianista). E subito: “Gianandrea, ho trovato Parisina! Mio Dio, è di Mascagni e del mio adorato D’Annunzio (perché io sempre un po’ decadente sono stata!). Fammi sentire come suona” E il Maestro apriva Parisina di Mascagni -D’Annunzio nel punto del suo 4° atto, quello stesso che Mascagni volle soppresso per l’incredibile lunghezza dell’opera che sterminava tutti gli interpreti _ (non a caso in Galleria a Milano, si diceva “Parisina Parisina la cumincia alla sira la feness a la matina”). Quello stesso 4 atto che – diceva Gavazzeni – “era il più straordinario, l’autentica contemplazione quasi wagneriana della morte”, durante il quale Ugo d’Este e Parisina Malatesta attendono l’alba per esser decapitati dal padre e marito Nicolò d’Este. Posto lo spartito sul vecchio Bechstein di casa, il 4° atto suonò, per mano di mio marito, le sue straordinarie armonie. E il verso D’Annunziano prendeva, con la musica di Mascagni - raffinatissima, quasi straussiana – ben diversa da quella nota a tutti di Cavalleria rusticana - il colore verdognolo e fresco che prende l’alba , e la Morte vi era come “acqua fresca che zampilla dalla gola”, e Parisina chiedeva che Ugo la prendesse “come fascio d’erba sulle sue spalle”, non odendo “più la stilla del tempo”. In questa immota, rarefatta e pur sensuale attesa della morte, la musica di Mascagni mi folgorava, attraverso il pianismo sapiente di Gianandrea, e subito ne diventavo strenue paladina. Così che si arrivò ad eseguirne – nella sorpresa, pensate: sorpresa! di tutti – ad eseguirla proprio qui al Comunale, coi complessi del Maggio, in un concerto diretto da mio marito in occasione del Cinquantenario della scomparsa di Mascagni. Ed io, religiosamente, mi sentivo tanto profondamente Parisina che morire in quella musica pareva estasi pura, proprio come il Maestro mi disse quel giorno in cui gli capitai di fronte con la partitura in mano. Parisina
segnò tanto il mio cuore d’artista che,(a posteriori posso quasi esser certa
che Gianandrea, dagli “scranni celesti” come dice il Professor Cagli nella
prefazione al mio libro, abbia tirato i fili di questo burattino - io) che
ottenni – con caparbietà – la sua esecuzione in Francia per il Festival di
Radio France e Montpellier nella stagione 1999 , consegnandola in un bellissimo
CD (molto pregevole anche iconograficamente – la copertina è infatti
una bellissima Phedre di Cabanel) , Cd che venne poi premiato dall’Accademie
international du disque Lyrique di Parigi col Platino per la miglior
interpretazione e per il recupero
artistico del capolavoro mascagnano. Un aneddoto a significare che in questa avventura di OPERE RARE, ho avuto il destino di trovarmi ben accompagnata, perché la mia curiosità e i miei entusiasmi incontrarono medesima partecipazione nel Maestro e bastò alla sua autorità a tradurre in pratica ciò che per la miopia di chi doveva darci Memoria si trascurava diligentemente. Fu questo il caso di Zazà di Leoncavallo, di Caterina Cornaro di Donizetti, dell’Aviatore Drò di Balilla Pratella, della reginetta delle rose di Leoncavallo, di Loreley di Catalani, di Esclarmonde di Massenet ecc., cui dovetti seguir SOLA con la mia SOLITARIA VOCE quando Lui decise di Partire per sempre… In RITRATTI, la mia prima fatica editoriale, consegno 21 + 3 opere dimenticate. Le corredo delle fotografie che possiedo, ne ordino la sequenza drammaturgica, compilo il verso poetico del libretto cantato in quel preciso atteggiamento scenico, ricostruisco la locandina- ossia gli interpreti e tutta la distribuzione che partecipo’ alla produzione che illustro nel volume e faccio precedere ad ogni capitolo-opera una scheda musicologica, la quale racconti dell’opera rara eseguita genesi , fortune o sfortune, primi interpreti, cenni critici, e un breve sunto della vicenda drammaturgica. Un CD contenente 18 brani estrapolati dalle stesse 21 opere , dà dei 21 personaggi un’eco anche “acustica”, perché ogni volto che dica il verso poetico abbia la “sua voce”. Infine: il mio RITRATTI è testimone UNICEF, perché di questa fatica , siano destinatari ultimi i bambini di tutto il mondo che soffrono ogni genere di ingiustizia.. Infatti il ricavato dalla vendita è – per mio ferma decisione – tutto destinato al PROGETTO BAMBINI per l’Unicef. Perché – se vogliamo – è come a dire che, PER ME la MEMORIA contrapposta all’OBLIO nel SERVIZIO ALLA MUSICA non poteva dimenticare l’OBLIO PRINCIPE che è insito nell’indifferenza a chi soffre. Grazie, a nome di tutti loro.
Giovedì
21 Ottobre 2004: L’ISTAT
E IL VALORE DELLA STATISTICA
E’
un invito a non fermarsi davanti ai numeri più noti, come il famoso indice dei
prezzi mensile, quello formulato dal prof. Biggieri che, pur non affrontando i
punti più scabrosi delle quotidiane polemiche sui dati ISTAT, ha ricordato i
pericoli insiti nelle sintesi statistiche, specialmente quando le loro
componenti sono affidate a complesse norme di legge. L’ISTAT, anche attraverso
il suo sito internet www.istat.it, mette a
disposizione una messe di informazioni di vasta portata che non chiedono altro
che di essere valutate ed interpretate, non già dagli statistici ma da tutti i
cittadini cui il servizio è rivolto. Nel
dibattito sono emerse alcune difficoltà sia interpretative che di complessiva
valutazione dei dati e in particolar modo dei riferimenti presi a base degli
indici dell’inflazione che unanimemente appare più alta di quella misurata
dal famoso “paniere”. Martedì
12 Ottobre 2004: PREMIO
COLUMBUS 2004
Accolti
dalle chiarine del comune di Firenze, presente il gonfalone e l’assessore
Giani, in rappresentanza dell’amministrazione municipale, numerosi cittadini e
rotariani hanno affollato il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per la
tradizionale consegna dei premi Columbus, quest’anno idealmente uniti alle
celebrazioni colombiane volute dal governo nazionale per ricordare il genio
italiano. Un genio che il prof. Zanfarino, nel suo intervento, ha voluto legare
alla tematica della pace, come obiettivo di ogni dialogo sincero tra gli uomini.
Quanta distanza dalla strumentalizzazione voluta in questo stesso giorno dal
regime del presidente venezuelano Chavez, che ha fatto abbattere la statua del
navigatore genovese, attribuendogli la responsabilità dei massacri degli indios!
Firenze , invece, sceglie il dialogo e l’amicizia, come rappresentato dalla
presenza di una delegazione dell’amico club giapponese Kyoto-Rakuhoku, che
opera nella città gemella di Firenze. E il dialogo tra le sponde
dell’Atlantico è stato bene esposto dai premiati. Il simpaticissimo Mike
Bongiorno, la cui notorietà ha assicurato al Columbus una eco di stampa come
non accadeva da anni, ha raccontato i suoi esordi americani e come ha adattato
gli schemi dei programmi d’oltreoceano all’Italia. Mons. Ravasi ha
sottolineato il ruolo della ricerca instancabile in ogni cammino culturale
mentre Gianni Zonin ha dedicato il premio ai viticoltori italiani con cui
condivide il successo in tutto il mondo. Nel
corso della serata, sviluppatasi poi al Palagio di Parte Guelfa, la delegazione
giapponese ha risposto ai saluti e distribuito un piccolo presente. Il
presidente Cioni ha quindi presentato ai Soci il Prof. Francesco Tonelli,
proveniente dal Rotary Club Fiesole, ora graditissimo membro del Firenze Est,
accogliendo poi il Dott. Eugenio Giani, assessore del Comune di Firenze, quale
Socio Onorario per l’anno 2004-2005. Franco ha poi consegnato le distinzioni
PHF al Past President dott. R.G. Gheri e alla Dott.ssa Carla Guiducci Bonanni ,
alla quale ha riservato la seguente motivazione: "per aver a tutelato e
valorizzato i beni culturali e in particolare il patrimonio bibliografico a
tutti i livelli, da quello nazionale a quello locale, profondendovi la passione
del politico e la dedizione e il sapere dello studioso, conservando sempre
l'amore per Firenze nel pensiero e nel cuore."
Nel
pomeriggio ha funzionato un ufficio postale distaccato presso il quale sono
state timbrate – con un annullo speciale inciso dall’amico Paolo Penco –
buste commemorative, il cui ricavato è stato devoluto alla Fondazione Rotary.
Un graditissimo ricordo per una buona causa che ha anche attirato i
collezionisti.
Giovedì
7 Ottobre: Open Forum
Presieduto
da Cesare Piccini, in veste di consigliere anziano, il meeting di oggi si e´sviluppato
intorno alle vicende distrettuali che in alcuni interventi sono apparse meglio
chiarificate. Parmeggiani ha esposto le origini dell'uscita del 2070 dal ICR e
la conseguente pubblicazione di un annuario distrettuale. Minucci ha riferito
sulla posizione del governatore e sui costi, confrontati con i precedenti presso
l´ICR. La situazione dell'istituto non è di vicina soluzione nonostante l´impegno. Piccini,
con l´aiuto di M.Christina, ha spiegato lo svolgersi dei lavori che al Jolly
porteranno allo spostamento della segreteria in altra sala. Per diversi mesi i
disagi non mancheranno e il consiglio sta adoperandosi per ridurli al minimo. Infine
ha dato notizia dell'imminente ritorno della delegazione del club da Cracovia
per un incontro con il club locale RC Cracovia Wawel. Il presidente Cioni e
altri soci hanno riferito telefonicamente della grande soddisfazione per l´incontro.
Per l´assenza del p.p. Gheri impegnato anch'egli a Cracovia l´assemblea dei
soci per il bilancio 2003-2004 è rinviata a novembre. Settembre 2004
Giovedì
30
Settembre :La
Collezione Giapponese del Museo Stibbert
Pochi
musei al mondo sono amati dai ragazzi come il Museo Stibbert. Le sue collezioni
uniscono il desiderio di scoperta dei giovani alla cultura di un grande
collezionista che ha legato a Firenze il suo eccezionale patrimonio. La
collezione giapponese – cui sovrintende il dott. Civita – è un esempio
interessantissimo di quell’amore (contraccambiato) per il Giappone che pervase
l’Europa alla fine dell’Ottocento. E’ infatti intorno al 1880 che Federico Stibbert iniziò ad interessarsi agli armamenti dell'Estremo Oriente, in concomitanza con la riapertura del Giappone ai mercati esterni. Il materiale delle tre sale giapponesi fu acquistato attraverso commercianti londinesi e rappresenta un nucleo di armi e armature che si colloca tra i più cospicui al di fuori del Giappone stesso, comprendendo circa 90 armature, 200 elmi, 300 sciabole, 600 tsuba (i guardamano delle sciabole) oltre ad armi in asta e accessori tutti di grande qualità e fattura, risalenti ai periodi Momoyama e Edo (dal 1568 al 1868). La
gita a Ravenna
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