ROTARY FIRENZE FIRENZE ROTARY INTERNATIONAL ROTARY FOUNDATION  MADAGASCAR FILATELIA FRANCOBOLLI ROTARY FIRENZE EST    ROTARY INTERNATIONAL SERVICE ABOVE SELF ROTARY SHARES RSS FEED   

 

Rotary Firenze Est 

Rotary Firenze Est c/o Hotel Mediterraneo  Lungarno del Tempio 44 - Riunioni il Giovedì - Visita la nostra pagine dei Francobolli Rotariani

In linea le foto della Scuola costruita in Madagascar dal Rotary Club FIrenze Est

Programma Notizie La Storia Il Consiglio links

Home

 

 

 

 

 

horizontal rule

News  

Giugno 2005

Giovedì 30 Giugno:  Passaggio delle Consegne  

Nello stile di Franco Cioni – che nel corso della sua annata ha più volte invitato a vivere i grandi monumenti di Firenze – la serata conclusiva dell’anno si è svolta a Palazzo Pitti. Complici temperature più miti, la cena nel grande cortile è stata favorita anche dal tempo. Franco – commosso- ha illustrato con l’aiuto di alcune fotografie le più belle serate della sua annata. In apertura ha consegnato tre PHF agli amici Cardini e Zerauschek  (per la loro assiduità e attiva partecipazione) e Maria Cristina Tronfi (per le benefiche attività svolte con il comitato consorti). E’ stato quindi distribuito un fiore alle signore presenti e a tutti i soci il Libro dell’Anno, realizzato dal Bollettino, come ormai tradizione.  Franco ha ricordato come molti argomenti siano rimasti nel cassetto ma che le sue proposte, condivise col consiglio, restano patrimonio comune del Club per il futuro. 

Franco ha infine sottolineato il ritorno della cerimonia congiunta di apertura-chiusura dell’anno: è un segno di coesione che marca la continuità tra i consigli e i presidenti. Tra i grazie quello a Federico Antich, che stasera ha portato le nuove aste portabandiera che hanno permesso – nell’anno centenario – di aggiungere la bandiera del Paese d’origine del Rotary a quelle già presenti.

Nel suo discorso di apertura Giovanni Fossi ha esposto alcuni punti della sua annata tra cui un più snello svolgimento delle meridiane e l’apertura a temi di attualità. Nello stesso tempo Giovanni ha sottolineato anche come il Rotary si differenzi da associazioni di beneficenza, né turistica, né filantropica. “Il nostro obiettivo principale – ha detto Giovanni - non è quello di raccogliere fondi prendendo più o meno alla sprovvista partecipanti ad eleganti convivi. Il nostro obiettivo è far crescere in noi stessi il senso di servizio per la comunità”. Escludendo anche un ruolo politico attivo, Giovanni ha ricordato che tuttavia il Rotary è un soggetto politico con una propria rappresentanza permanente all’ONU. Possiamo quindi “essere presenti come Istituzione, affinchè i singoli componenti dell’Istituzione stessa possano poi sviluppare al meglio i valori comuni nelle singole, quotidiane attività lavorative pubbliche e private di tutti noi”.

Con questi sentimenti la serata si è conclusa con forte coesione mentre la musica ha assicurato un distensivo accompagnamento.

 

Giovedì 23 Giugno:  Il Quadrangolare di Bruges (maggio 2005)

Nella sua conversazione, l’amico Luigi Cobisi, che ha partecipato a numerose riunioni quadrangolari ha passato in rassegna gli aspetti positivi dell’amicizia con i club contatto e ampliato l’interesse verso le prossime riunioni con gli amici europei previste nel 2006 (in Francia, 25 maggio) e nel 2007 a Firenze. Il dibattito ha messo in luce alcune proposte per un migliore affiatamento con i club stranieri (interventi di Rizzini, Mastrelli, Brandini, Fossi e altri).

Ricordiamo che è possibile inviare giovani di età 18-24 anni nei club contatto di Bruxelles, Parigi e Wiesbaden per brevi soggiorni in famiglie rotariane altrettanto disposte ad inviare loro figli o nipoti. I nomi possono essere lasciati in segreteria.

Giovedì 16 Giugno:  Presentazione del Regolamento

 

I soci sono ora invitati a esprimere eventuali correzioni, emendamenti, nuove proposte.

Il Firenze Est al Congresso Distrettuale

Un folto gruppo di soci del Firenze Est hanno partecipato al Congresso Distrettuale che si è tenuto a Massa nei giorni 10, 11 e 12 giugno. Oltre al Presidente Franco Cioni e al Presidente entrante Giovanni Fossi, accompagnati dalle Signore, anche il Presidente eletto Rodolfo Cigliana, il past President Riccardo Gionata Gheri  e i soci Mario Boccaletti, Ernesto Failla, Carlo Rizzo, Marcello Tredici, Giuliattini Burbui e Piero Petrocchi la cui fiammante “Topolino” ha suscitato l’ammirazione di tutti i presenti. Molto seguiti gli interventi, in particolare quello – particolarmente applaudito - di S.E. il Vescovo della Provincia di Massa Carrara Mons. Eugenio Binini che ha aperto i lavori di sabato 11. (G.P.Ristori, elaborazione MC)

 

Giovedì 9 Giugno:  “La violenza e la Legge. Impressioni di un Avvocato”  Relatore Prof. Avv. Lapo Puccini

L’Avv. Lapo Puccini non ha bisogno di presentazioni. Avvocato notissimo da circa sessant’anni, Professore ordinario di diritto civile presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università di Firenze, attivo e convinto rotariano da tempo immemorabile.

Con la sua straordinaria eloquenza ha trattato un tema purtroppo molto attuale nella società in cui viviamo, quello della violenza, cercando di analizzare come e se la Legge possa contrastarla efficacemente.

Il tema della violenza non è recente. Già prima dell’avvento dell’homo sapiens esisteva l’homo violens.

Quindi la violenza è sempre stata parte dell’animo umano, ma oggi è forse più sentita da tutti perché i media ci bombardano con notizie, informazioni, immagini che non fanno altro che richiamare elementi di violenza: terrorismo, violenze su bambini, popoli interi che vengono continuamente violentati, etc…

Il Prof. Puccini ha voluto però restringere il campo del proprio intervento ad un tipo di violenza più nascosta, subdola, ma che è spesso la più pericolosa: LA VIOLENZA DELLA PAROLA.

Platone, nel IV sec. A.C., nella Repubblica affermava: “la violenza è collegata direttamente alla giustizia e all’ordinamento politico”, ordinamento, cioè, fondato sulla polis, corpo politico e sociale più di ogni altro fondato sulla parola, sul discorso al quale tutta la cittadinanza era invitata a partecipare; un discorso non basato sulla violenza, ma sulla logica, sulla persuasione, sulla filosofia, sul buon senso. Per Platone la violenza che viene dalla parola era molto pericolosa.

Oggi, nel XXI secolo, da un punto di vista etico-culturale, siamo rimasti indietro rispetto ai discorsi di Platone….non esistono dialoghi, ma scontri verbali che denotano, quasi sempre, un profondo odio.

Il nostro ordinamento, all’art. 21 della Costituzione, pone una grande regola di libertà e civiltà: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”. Tale diritto, però, per essere tale, deve essere esercitato con misura ed equilibrio.

L’Avv. Puccini ha poi affrontato il problema della violenza nel campo legale-giursidizionale, in cui sia i magistrati che gli avvocati sono sottoposti a dei limiti di legge e di deontologia nell’esercizio delle proprie funzioni e nell’espressione dei propri pensieri.

“I giudici sono soggetti soltanto alla legge” recita l’art. 101 Cost. I giudici, cioè, quando emettono un giudizio, non possono discostarsi dalle leggi, ma devono limitarsi ad applicarle al caso concreto che viene loro sottoposto. Il giudice che spaventa è quello politicizzato, quello fuorviato da vari sentimenti che lo allontanano dalla Legge: sentimenti religiosi, di amicizia, di inimicizia, etc…

L’ingiustizia è forse la forma peggiore della violenza perché chi ha il potere di giudicare ha la possibilità, giudicando male, di fare violenza nei confronti di tutta la comunità.

Anche gli avvocati sono soggetti a regole. L’art. 88 del codice di procedura civile richiama gli avvocati ad un dovere di lealtà e di probità, mentre l’art. 89 cpc vieta agli avvocati l’utilizzo di espressioni sconvenienti ed offensive.

Nell’esercizio della professione forense ci vuole prudenza, senso di equilibrio, preparazione, senso dell’equità, umanità, oltre che tecnica del diritto.

L’avvocato spesso deve sostenere tesi che lo portano ad usare frasi che, di per sé, sono offensive, forti, sconvenienti, ma ciò è lecito esclusivamente quando sia necessario contrastare posizioni oggettivamente violente e sbagliate.

L’Avv. Puccini, dall’alto della sua esperienza e preparazione, ci ha dato una lezione, non di diritto, ma di umanità, di passione per la professione che ha esercitato per sessanta anni e comunque di un continuo desiderio di imparare che lo ha sempre spinto a sostenere le tesi in cui credeva e ad andare avanti anche nei momenti professionalmente più complessi.  (Giovanni Petrocchi, Rotaract Firenze Est)

Maggio 2005

Giovedì 26 Maggio:  Intervento del Gran Maestro del Grand’Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani Gustavo Raffi (IV incontro sul tema della Tolleranza)

Serata caldissima contro cui l’aria condizionata del Jolly nulla o quasi ha potuto.

La brevissima relazione dell’avv. Raffi si è concentrata sull’interpretazione che ciascuna persona può dare della tolleranza vivendola come proprio valore individuale. Tra le domande dei nostri soci, che hanno avuto vasto spazio al termine dell’intervento di Raffi, il prof. Chiti ha chiesto notizie circa l’apertura della Massoneria alle donne, al momento ancora mancante di una regola comune a livello internazionale.

Gustavo Raffi è Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia dal marzo 1999. Avvocato civilista a Ravenna, è stato Segretario provinciale del partito repubblicano dal 1989 al 1990 e consigliere nazionale nel biennio 1990-92. Iniziato nel 1968, è Maestro libero muratore dal 1970. Fondatore della Loggia La pigneta di Ravenna, della quale è stato più volte maestro venerabile.

Di recente l’Avv. Raffi ha avuto modo di sottolineare come il bicentenario del Grande Oriente rappresenti un’occasione “per far conoscere la vera storia ed il vero ruolo della massoneria, soprattutto nel suo intrecciarsi con la storia del progresso e delle conquiste democratiche, che hanno fatto crescere il Paese, ed alle quali la libera muratoria ha contribuito con la forza dei suoi valori”.

"I nostri duecento anni ­-ha detto il gran maestro Gustavo Raffi, presentando il convegno "Ragione e "comodo pubblico": Napoleone e la Massoneria" tenutosi a Milano pochi giorni prima del suo intervento al Firenze Est - sono stati spesi al servizio di nobilissimi ideali che hanno permesso di creare una società libera, moderna, democratica ed egalitaria, con religione e potere secolare separati e distinti. Oggi siamo presenti nella società come componente etica e culturale, non come potenza politica, tanto meno occulta. La massoneria è, infatti, una comunione di spiriti liberi e critici, non una società segreta. Noi lavoriamo per il nostro perfezionamento interiore, in una catena di sociabilità, che si arricchisce attraverso il confronto tra differenze ed alterità. Non siamo una religione né ci contrapponiamo alle fedi rivelate; anzi esse sono una fonte di arricchimento interiore.”

Dieci anni di amicizia con Kyoto

 

L’amico Paolo Del Bianco ha ricevuto il messaggio che il Rotary Club Kyoto Rakuhoku ha
trasmesso in occasione del 15 Giugno, ricorrenza del decimo anniversario dell’amicizia con il Firenze Est. Lo riportiamo nel testo originale inglese con un saluto cordiale agli amici giapponesi.


To All Our Friends - Rotary Club Firenze Est,


Dear Franco Cioni President of Rotary Club Firenze Est,

Dear Mr. Paolo Del Bianco,

Dear Rotarian members,


Thank you for your kind e-mail of celebrating our 10th Anniversary of our friendship. It is indeed just 10 years since we drafted a friendship treaty on 15th June 1995. And before that since 1989, we had promoted friendly relations between our two  clubs. We with all of you, are also proud of this friendship over long long distance and are really satisfied with the results of this relationship. All our visits to Florence and all your visits to Kyoto are strongly impressed to our minds.

We pay our respect to the great effort went into this relationship, and we always appreciate the kindness of Mr. Paolo del Bianco for his constant cooperation for us.

We are really looking forward to your next coming in 2006.

Please announce us when the schedule, even if it is rough, is decided.

We wish a long fruitful future for our relationship.


Kyoto-Rakuhoku Rotary Club

President: Yoshihiko Yamada

Director of International Service: Eiichiro Kawasaki

Chairman of International Friendship: Eiichi Yamada

 

Giovedì 19 Maggio:  Il Premio Testimonianza 2005

Nell’anno 2005 il Premio Testimonianza 2004-2005 unitamente al Premio –  storicamente detto della giuria – ed oggi legato al ricordo del compianto prof. Anton Giulio Sesti sono stati consegnati il 19 maggio – presente il Governatore del Distretto 2070 – all’Associazione Folco Portinari e al Prof. Francesco Marchi, primario di cardiologia dell’Ospedale di Santa Maria Nuova ed a padre Egidio Crestini, francescano.

La Commissione (presieduta da Luigi Cobisi e composta da Luigi Vannini, Giovanni Fossi e Claudio Durazzi) ha sviluppato col Testimonianza 2005 un progetto di prevenzione delle malattie cardiovascolari  che – con il contributo dell’Ente Cassa Risparmio di Firenze – libera risorse ben al di là del compito dei singoli medici e soprattutto del prof. Marchi, che - promuovendo l’associazione e il progetto di prevenzione – ha messo in pratica la massima – purtroppo spesso inascoltata – che prevenire è meglio che curare. Il progetto coinvolge in analisi innovative oltre un centinaio di pazienti con il contributo scientifico dell’ospedale fiorentino e della struttura CNR di Pisa.

Il premio nasce peraltro dall’esperienza diretta di molti rotariani e familiari che – per ragioni diverse, talvolta per loro imperizia – si sono “dovuti” occupare della materia incontrando – come migliaia di altri pazienti – l’aiuto disinteressato del Prof. Marchi e il conforto delle iniziative della Associazione.

Nello stesso tempo – con l’impegno anche concreto di alcuni rotariani – viene onorata la figura di p. Egidio Crestini, un sacerdote francescano che ha dedicato nell’umiltà e talvolta nel nascondimento tutta la vita agli ultimi essendo egli stesso – come ha ricordato Vannini nel ritirare il premio a suo nome – l’ultimo della famiglia francescana ad avere abitato il Convento dell’Incontro.

E’ questo il Premio Testimonianza della morale, svolto nel silenzio dell’agire laddove c’è necessità.

 

Comunicazioni ai Soci

Il nostro Socio Past President Sergio Orsi è stato insignito al Congresso di Berlino delle Federazioni Sportive Mondiali (GAISF) di un ricnoscimento speciale per la sua lunga attività sportiva. Fondatore dei Canottieri Comunali, Orsi è stato Presidente della Federazione Italiana Canoa e dal 1981 al 198 della Federazione Internazionale. All’Amico Sergio i più vivi complimenti da parte del Club e del bollettino.

 

Giovedì 12 Maggio: Fondi librari che ancora non sono della Biblioteca Nazionale

L’intervento della nostra socia A.I. Fontana è caduto il giorno dopo la diffusione di un’indagine sulla soddisfazione degli utenti della Biblioteca Nazionale Centrale. Un ottimo momento per valutare cosa potrà essere fatto per rendere questa istituzione sempre più significativa nella cultura italiana e per al città di Firenze.

La biblioteca è preferita con lieve maggioranza dalle donne (54%).  Ma è una proporzione che riproduce quella della popolazione italiana.  E’ interessante notare come la maggioranza sia costituita da frequentatori abituali (49,1 %) frequenta da oltre 3 anni, e la differenza fra chi frequenta regolarmente (44,6 %) e saltuariamente (50,4 %) è molto bassa. Quasi tutti hanno esperienza di altre biblioteche (90,1%), soprattutto universitarie, mentre è bassa la percentuale di chi frequenta anche biblioteche estere (24,5%).

La valutazione complessiva della biblioteca è stata di 3,5 punti rispetto a una scala di valutazione da 1 a 5.

Integrare le mancanze del patrimonio bibliografico nazionale e aumentare gli acquisti del patrimonio bibliografico straniero sono tra gli obiettivi condivisi da parte dell’utenza e della biblioteca.

Gli interventi programmati e numerose domande dei soci hanno permesso di approfondire il tema con numerosi esempi

Quadrangolare a Bruges 3-8 Maggio

Si è svolto a Bruges (Belgio) il Quadrangolare con i club contatto di Bruxelles-Ouest, Paris-La Défense e Wiesbaden Rheingau. La delegazione del Firenze Est, guidata dal presidente Cioni, era composta dai soci Rodella, Gherdovich, Fossi, Minucci, de Fabritiis, Crocellà, Silvi, Cobisi con consorti  ed alcuni amici. Sono state scambiate numerose opinioni sulla attività rotariana e visitato una delle più belle città del Paese (Patrimonio dell’Umanità). Per conoscere meglio l’economia del Belgio, il programma ha incluso la visita agli impianti del porto metaniero di Zeebrugge. Nel corso di una riunione tra i dirigenti dei club sono state gettate le basi per un’iniziativa comune a sfondo umanitario mentre sono stati forniti particolari sul progetto concluso per gli ospedali di Kinshasa che – proposto da Parigi – ha coinvolto i club contatto e ha avuto il favorevole apporto della Fondazione Rotary.  Nello stesso tempo è stato affrontato il tema della ripresa dello scambio giovani in particolare diretto alla fascia d’età 18-25 anni.

Il prossimo quadrangolare si terrà a Parigi nel fine settimana del 25 maggio 2006.

Discorso di F. Cioni 

Grazie Presidente Marc Le Moine. per la straordinaria ed affettuosa accoglienza.

Grazie a Voi tutti per la Vostra presenza.

Grazie al Paese che qui oggi ci riceve: vivo, operoso, bello, famoso, fra l’altro nelle arti e negli studi, è simile per tanti versi alla nostra Toscana con la quale, fin dai tempi del Rinascimento ha avuto forti rapporti d’amicizia, scambi ed interessi comuni.

Oggi, qui, abbiamo amici da luoghi diversi, dalla Parigi, chiara e luminosa alla quale l’Europa e il mondo devono i grandi principi dell’89 che hanno dato inizio all’era contemporanea.

Dalla Germania, idealista e ricca di armonie eterne ed universali, gioia dell’intero mondo; e, tutti, tutti uniti dagli ideali rotariani e dall’amicizia rotariana che ora celebra il suo primo secolo di vittorie, ottenute al di sopra e al di là di tutti i confini, nel nome di quei valori umani e civili che rendono il nostro Rotary un modello unico di associazione di uomini animati da grandi ideali e tra loro amici, in ottemperanza non solo allo spirito europeistico ma addirittura agli ideali che accomunano tutti i rotariani del nostro pianeta nell’impegno di promuovere e sostenere ogni valida iniziativa per realizzare il bene, per difendere i patrimoni artistici, morali e culturali, indipendentemente da ogni differenza di razza, nazione e cultura.

In un intero secolo il Rotary si è affermato nel mondo come una valida novità necessaria in un momento di grandi lotte, cambiamenti e disagi.

E oggi, qui uniti, vogliamo celebrare  il secolo di amicizia sincera e laboriosa che ha destato l’interesse e l’approvazione del mondo coi suoi numerosi successi.

Un augurio per un bel futuro e davanti a voi qui riuniti, concludo di cuore con:

Evviva il Rotary centenario, evviva i rotariani di tutto il mondo!

Aprile 2005

Giovedì 28 Aprile: R.Y.L.A. 2005

Il giovane relatore di questa sera ha portato con la sua freschezza una ventata di gioventù positiva nel nostro Club aiutando a comprendere quanto sia importante l’azione giovanile del Rotary. La possibilità offerta a molti giovani del nostro distretto di partecipare al seminario di incontro dei giovani. Come spiega la sigla “Rotary Youth Leadership Awards”, il RYLA è un premio, un’opportunità diremmo meglio in italiano, offerto a giovani aspiranti alla leadership, a migliorarsi attraverso un confronto con esponenti delle professioni e del lavoro e l’incontro con altri giovani che condividono le stesse aspirazioni.

Il RYLA non è un evento rotaractiano ma organizzato e gestito dal Rotary, tradizionalmente all’Isola d’Elba, quest’anno dal 3 al 10 aprile. Tuttavia, questa settimana indimenticabile, si è sempre rivelata motivante per tantissimi ragazzi che in seguito ad essa sono entrati a far parte della Rotary Action (Rotaract). Non è raro inoltre che, anche alcuni rotaractiani, vengano inviati dai Rotary padrini al RYLA contribuendo amalgamare un gruppo di un centinaio di giovani provenienti da tutto il Distretto 2070 e che generalmente non si conoscono.
E’ esperienza condivisa che ne nascono amicizie  che proseguiranno a lungo.

Sul sito internet del Distretto 2070 è pubblicato un diario del RYLA di quest’anno: http://www.rotary2070.org/iniziative/Minguzzi-RYLA%20giornate(2).doc

Giovedì 21 Aprile:Lo tsunami della nostra mente

Propugnatore di un approccio realmente scientifico all’analisi della mente umana, il Prof. Ernesto Failla ha tracciato una sintesi degli improvvisi comportamenti violenti di persone  ritenute fino a quel momento perfettamente sane. Ciò che la superficialità di molti vuole ridurre a conseguenze di fattori sociali e comportamentali ha invece una ragione scientifica che occorre esplorare nel campo della neurochimica e della trasmissione del pensiero attraverso il cervello i cui meccanismi devono essere studiati  con ricorso a tutte le conoscenze di cui la scienza è stata capace specialmente negli ultimi 50 anni. D’altra parte il tentativo di prevedere le esplosioni irrefrenabili di violenza, veri e propri tsunai che rompono l’equilibrio neurologico, devono passare attraverso un controllo sociale che dalla famiglia alla scuola alla medicina al diritto, permettano di individuare il sorgere di sintomi anche minimi di pericolosità potenziale degli individui. Sottovalutare questa necessità con una psicologia buonista può condurre ad acuire i fenomeni di estrema gravità che la cronaca ogni giorno ci pone davanti.  La problematica impostazione del Prof. Failla ha dato origine ad un interessante ed intenso dibattito in una sala gremita come in poche altre occasioni.

In apertura di riunione il Presidente ha consegnato il distintivo a due nuovi Soci, Michele Reali, Agente Generale INA Assitalia di Firenze, e Francesco Donato, Dirigente della Polizia di Stato. I Soci Marco Martelli Calvelli e Giovanni Lucci hanno presentato i due nuovi Soci che sono stati accolti dal vivo applauso di tutti i presenti.

Il Presidente  ha annunciato la convocazione  dell’Assemblea Distrettuale a Montecatini Terme il 30 aprile p.v. Programma disponibile in segreteria.

 

Giovedì 14 Aprile: Bicentenario di H.C. Andersen

In apertura il Presidente ha ricordato la figura del compianto PDG Avv. Lamberto Ariani (1920-1999) socio fondatore e primo presidente del nostro Club, di cui ricorre oggi l’85° anniversario della nascita.

Il relatore, Console di Danimarca, ha sottolineato come oltre 500 eventi in Danimarca e nel mondo celebrino la nascita del grande scrittore danese, il 2 aprile 1805, di cui quest'anno ricorre il bicentenario. Mostre, convegni, concerti, spettacoli di teatro e danza, film, trasmissioni televisive e radiofoniche, nuove edizioni e riedizioni di libri storici… francobolli, monete, screensaver, cartoon e molto di più. Tutto il mondo della cultura e non solo coinvolto nei più diversi progetti. Pelè a farne da ambasciatore in Brasile, Isabel Allende in Cile, Suzanne Mubarak in Egitto, Roger Moore in Inghilterra, Susan Sarandon e Harry Belafonte negli Stati Uniti. E per l'Italia Vincenzo Cerami, Maurizio Costanzo, Giancarlo Fisichella e Paolo Maldini. Una miriade di inziative, dalle più colte alle più curiose, e un unico punto di riferimento nel cuore della Danimarca, la Hans Christian Andersen 2005 Foundation.

La figura di Andersen – ha sottolineato il relatore - è legata a Firenze perché il poeta, dopo aver visitato la città più volte (dal 1834) ha scritto una novella ispirandosi proprio alla città di Firenze ed ai suoi monumenti che tanto lo impressionarono. Ai presenti il relatore ha regalato il libretto “Il Porcellino”.

La celebrazione fiorentina è annunciata per il 19 aprile (ore 17) nel Salone de' Dugento in Palazzo Vecchio alla presenza dell'assessore alle relazioni internazionali Eugenio Giani, del console generale di Danimarca a Firenze Alessandro Berti, di Ole Meyer (lettore di danese all'Università di Firenze) e di Ivan Z. Sørensen (già lettore di danese all'Università di Firenze). Sarà anche presente l'ambasciatore di Danimarca Poul Skytte Christoffersen.
Per l'occasione verrà pubblicata (per i tipi di Polistampa) la novella che si intitola "Il Porcellino". La pubblicazione ripercorre, con immagini dell'epoca ed un commento di Ivan Z. Sørensen, i monumenti e le opere d'arte ricordati da Andersen nella novella, secondo il progetto di Sørensen. Si tratta di una vera e propria guida turistica di Firenze scritta dal famoso novelliere danese per la quale il pittore fiorentino Silvano Campeggi (Nano) ha ridisegnato l'immagine del porcellino.

Martedì 12 Aprile: La statua del centenario

L’inaugurazione della Statua del Maestro Folon donata dai Rotary Club dell’Area Medicea alla Città di Firenze in occasione del Centenario della Fondazione del Rotary International è avvenuta alla presenza del Presidente Internazionale del R.I. A.R. 2002-2003 Bhirichai Rattakul e del Governatore del nostro Distretto Alviero Rampioni. Alla conviviale interclub tra tutti i Rotary dell’Area Medicea nel complesso della “Basilica”, all’interno della Fortezza da Basso erano presenti oltre 400 persone.

La nuova statua di Jean-Michel Folon, "L'uomo con l'uccellino in mano che beve" donata al Comune di Firenze è stata collocata a lato della piazza Bambini e Bambine di Beslan (area pedonale sopra al sottopassaggio davanti alla Fortezza da Basso) alla presenza del vicesindaco Giuseppe Matulli, degli assessori Gianni Biagi, Silvano Gori, Daniela Lastri, Riccardo Nencini, Simone Siliani. Questa statua che riproduce un uomo col braccio teso, con un uccellino nel palmo della mano che beve, è la seconda opera di Folon collocata in strade e piazze cittadine. La prima, dal titolo "La pioggia", è stata sistemata nella rotonda su Lungarno Aldo Moro all’ingresso est della città.

Giovedì 7 Aprile: Testimoni e Collaboratori di Giustizia; il sistema della protezione in Italia

In apertura il Presidente ha invitato i presenti ad un minuto di silenzio in segno di cordoglio per la scomparsa del Santo Padre Giovanni Paolo II.

Sono circa 5000 le persone sottoposte a programmi di protezioni in qualità di collaboratori di giustizia o testimoni e i loro familiari ai quali lo Stato riconosce particolari misure di difesa dell’incolumità per periodi anche molto lunghi. Il fenomeno del pentitismo è visto spesso con diffidenza dalla collettività, tuttavia – come ha sottolineato il Dott. Capuano – questa legge difficile non rappresenta un compromesso con la delinquenza, bensì una speranza concreta offerta a persone spesso totalmente estranee a fatti delittuosi di poter ricostruire la propria vita in condizioni di sicurezza. Con orgoglio il relatore ha ricordato che nessuno in questi anni tra i sottoposti a protezione è stato ucciso e che della quasi metà di tutelati rappresentata da minori la stragrande maggioranza ha continuato gli studi ottenendo spesso risultati ragguardevoli e hanno rappresentato l’uscita definitiva dalla angoscia delle loro famiglie.  La fine del programma di tutela può essere per talune persone un momento di grave incertezza poiché dopo l’esperienza della tutela non si è più gli stessi. Per questo il nostro Paese avrà veramente raggiunto un grado superiore di civiltà quando non ci sarà più bisogno di tutelare i testimoni di gravi fatti di delinquenza.

Il Rotary si unisce al cordoglio per la scomparsa del Santo Padre

Mentre la cristianità e il mondo si raccolgono in preghiera ricordando Giovanni Paolo II, meditiamo sulle parole che il Santo Padre rivolse ai consoci in visita giubilare a Roma l’11 marzo 2000: “Sarebbe interessante domandarsi - disse Giovanni Paolo II - che cosa Paul Percy Harris, il vostro fondatore, farebbe oggi e come imposterebbe l’Associazione da lui avviata quasi cento anni or sono.” E in presenza del Presidente del R.I. aggiunse: “Mentre varchiamo la soglia del terzo millennio – ha aggiunto - la Chiesa ripropone a tutti il messaggio antico e sempre nuovo del Vangelo. Anche voi, Rotariani che volete essere di Cristo generosi araldi e intrepidi testimoni, impegnatevi a dare speranza all’uomo di oggi, a sconfiggere la solitudine, l’indifferenza, l’egoismo ed il male.”

 

Marzo 2005

Giovedì 31 Marzo: Le forme di tutela alternative al Giudice e il ruolo delle Camere di Commercio

Il nostro socio, segretario generale della Camera di Commercio di Firenze, ha esposto le attività della Camera di Commercio che, direttamente o indirettamente, riguardano la tutela dei consumatori e la regolazione del mercato si evidenziano i servizi extragiudiziali per la soluzione delle controversie (arbitrato e conciliazione), al controllo sulla vessatorietà delle clausole contrattuali, alla predisposizione di contratti tipo, alla promozione di sistemi di regolazione su base volontaria. Si tratta di attività di recente acquisizione per la Camera di Commercio che ne hanno delineato negli ultimi tempi con forza il ruolo di soggetto pubblico, terzo e imparziale rispetto agli altri attori, preposto a garantire un migliore funzionamento del mercato, in particolare di quello locale.

Servizi extragiudiziali per la soluzione delle controversie fra imprese e fra queste e i consumatori per  raggiungere velocemente e con poca spesa un accordo, assistiti da un conciliatore esperto ed affidabile:

·        Sportello di conciliazione specializzato per il settore assicurativo: in poco tempo e con una spesa contenuta un accordo che soddisfi il consumatore.

·         Camera Arbitrale: per ottenere in tempi brevi e a costi contenuti una decisione arbitrale che può avere l'efficacia di una sentenza del giudice!

In particolare l'arbitrato (rituale o irrituale) è un procedimento stragiudiziale di carattere contenzioso nel quale le controversie insorte tra le parti, con il loro consenso, vengono devolute ad arbitri (collegio o arbitrato unico) e vengono risolte con una decisione che, in caso di arbitrato rituale, è assimilabile ad una sentenza.
Nella conciliazione invece le parti, assistite da un conciliatore terzo e imparziale, raggiungono un accordo prima che venga attivato un procedimento contenzioso, ordinario o stragiudiziale che sia.  I vantaggi dell'arbitrato amministrato dalle Camere di Commercio rispetto ai procedimenti giudiziari ordinari sono evidenti: tempi brevi, costi non elevati e certi, procedure semplici, riservate e predefinite nel regolamento della Camera arbitrale. La predefinizione delle procedure e i minori costi rendono poi più vantaggioso l'arbitrato amministrato rispetto all'arbitrato "ad hoc", ossia all'arbitrato gestito direttamente da soggetti nominati dalle parti al di fuori di una qualsivoglia istituzione arbitrale. In seguito all'entrata in vigore del nuovo regolamento -giugno 2002- la Camera Arbitrale di Firenze è inoltre in grado di offrire procedure arbitrali ancora più semplificate, rapide ed economiche, per controversie dal valore contenuto: l'arbitrato rapido e quello documentale.

Possono rivolgersi alla Camera Arbitrale di Firenze le imprese ed i privati (non occorre essere iscritti alla Camera di Commercio), coinvolti in una lite e che non vogliono incorrere nei ritardi e nei costi che le procedure ordinarie generalmente comportano. Gli statuti delle società possono inoltre contenere specifiche clausole di utilizzo della Camera arbitrale.

Giovedì 24 Marzo:  Novità fra arte e restauro

La nostra socia Cristina Acidini è nota e apprezzata storica dell’arte fiorentina. Dal 1980 è funzionario storico dell'arte del Ministero per i Beni Culturali. Dal 2000 è Soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure e Laboratorio di restauro della Fortezza di Firenze. Oltre ad aver scritto numerosi saggi di storia dell’arte, Cristina Acidini si è cimentata nella narrativa con il racconto, molto vicino al giallo, La scritta sul vetro (1992), da cui è stato liberamente tratto il film The Accidental Detective. Ha pubblicato di recente un nuovo romanzo storico “La lupa e il leone”, storia toscana al tempo della guerra di Siena. La dott.ssa Acidini è una delle più preparate studiose della sua materia che vive con autentica passione.  Con l’aiuto di una documentazione fotografica di prim’ordine, la relatrice ha illustrato alcune attività di restauro in corso all’Opificio quali ad esempio gli interventi sulle porte del Ghiberti, in cui sono state applicate tecniche di analisi d’avanguardia. “Al di là del caso delle due porte”, afferma Cristina Acidini “il modello di monitoraggio sperimentato sarà un riferimento importante per indirizzare al meglio gli interventi di manutenzione o di restauro, specialmente in una città come Firenze così ricca di monumenti”

Giovedì 17 Marzo: Le malattie cardio-vascolari: aspetti sanitari e socio-culturali

Prevenzione e cura sono i due aspetti principali dell’ampio rilievo medico e sociale delle malattie cardiovascolari.  L’intervento del prof. Zuppiroli ha affrontato le difficoltà che medici e pazienti incontrano, per ragioni diverse, invitando ad una attenzione quotidiana – senza allarmismi ma con giusto equilibrio – di una realtà che interessa migliaia di pazienti anche nella nostra regione, dove pure agiscono realtà ospedaliere e scientifiche di altissimo livello.

Numerose come sempre in questi casi le domande, spesso nate dall’esperienza quotidiana.

Giovedì 10 Marzo: Il Valore della Tolleranza – III incontro

Per il terzo incontro con le grandi religioni monoteiste è stato ospite del Firenze Est MOURAD ABDERREZAK,  algerino, 38 anni, sposato; ha due figli nati a Firenze,  presidente del Consiglio provinciale degli Stranieri. Nel 1997 ha fondato la Comunità Islamica Firenze – Toscana, di cui è stato Presidente per 4 anni e di cui, attualmente, è Presidente del Consiglio dei Saggi.

È’ membro del Consiglio delle Comunità e Organizzazioni Islamiche in Italia. Attualmente è coinvolto in prima persona nel lavoro presso la Comunità Islamica Toscana, una comunità moderata che persegue l’obiettivo di favorire il dialogo e la convivenza degli islamici a Firenze e la pace nel mondo.

Venuto per la prima volta in Italia nel 1987, a Firenze, come turista nella metà del 1992 è tornato a Firenze con l’obiettivo di imparare il mestiere del pellettiere; ha lavorato in varie. Dalla fine del 2000 è mediatore culturale presso la Cooperativa Mondo Unico di Firenze. Ha fondato ed è stato Presidente della associazione “Alleanza degli Algerini in Italia”, un’associazione culturale volta a favorire l’integrazione degli immigrati algerini.

Nel complesso scenario dei rapporti mediterranei, che traversano anche le diverse sensibilità umane e religiose delle singole persone, è apparsa particolarmente interessante l’esperienza del nostro ospite algerino mentre il suo Paese, che sta cercando di uscire con grande fatica dal bagno di sangue che lo ha investito nel passato decennio, rimane troppo spesso confuso in valutazioni superficiali che pretendono livellare le differenze culturali senza proporre un effettivo modello di integrazione e tolleranza effettiva.

A conclusione del ciclo, mentre ad ognuno è lasciata l’analisi del dibattito, anche questa sera intenso e animato, riprendiamo la speranza profetica dell’indimenticabile sindaco di Firenze Giorgio La Pira di una vera  pace tra gli uomini, tra le religioni della grande «famiglia di Abramo» (ebrei, cristiani, musulmani) che come nelle parole di Isaia immagina che gli uomini del futuro  «Trasformeranno le loro spade in aratri, le loro lance in falci, un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra».

Sabato 5 marzo: Visita all’Istituto Geografico  Militare

Il comandante gen. De Filippis e il col. Rongiano hanno guidato il gruppo nella parte storica dell’istituto ed in particolare nella importantissima biblioteca, che ospita 120.000 volumi scientifici e oltre 700 atlanti. Ma l’Istituto – responsabile della cartografia ufficiale italiana – è anche una significativa realtà produttiva per Firenze impiegando oltre settecento persone, in stragrande maggioranza civili, tecnici di altissima specializzazione. Tra gli obiettivi scientifici attuali la libera divulgazione dell’immenso materiale che passerà attraverso il sito www.igmi.org, già fonte di vasta informazione. Da ultimo un’incursione in un piccolo corridoio dove potrebbero essere stati scoperti affreschi eseguiti per prova da Leonardo durante la sua presenza nell’allora convento della SS.Annunziata.

Giovedì 3 Marzo: Grandi lavori a Firenze: utopia o realtà

“Vivere a Firenze implica una grande responsabilità” – lo diceva l’indimenticabile Fioretta Mazzei agli scolari della città premiati ogni anno in Palazzo Vecchio  per le migliori pagelle. Si diceva allora che qualunque cosa si faccia a Firenze occorre confrontarla – non senza timore – con la grandezza del passato. Un impegno pesante per i contemporanei. Che non diventi una scusa. Ed ecco quindi il Rotary dare la parola a chi vive giorno per giorno la realtà dei progetti in corso. Un’occasione importante per conoscere e quindi poter prendere posizione non per sentito dire.

Febbraio 2005

Mercoledì 23 febbraio: Celebrazione del Centenario del Rotary International

Poteva esserci una maggiore partecipazione (32 i nostri soci, con il Firenze Est il più numeroso della riunione) nel gelato Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Il Sindaco stesso ha invitato a tenere il cappotto. Ma è stato solo un momento: il cerimoniale rotariano ha infatti regalato subito  le sue emozioni che - come il puntuale suono della campana e il raccoglimento per l’onore alle bandiere  con la seguente esecuzione degli Inni di san Marino, Italia ed Europa da parte dell’Orchestra Filarmonica Leopolda – hanno fatto ricordare le tante serate, attività, amicizie che ognuno di noi ha avuto col Rotary.

La formazione musicale (presieduta da Vincenzo Rocco e che ha origine nei reparti FS di Firenze) ha quindi donato al governatore Alviero Rampioni una lanterna da ferroviere per illuminare il futuro del Rotary cui il Sindaco di Firenze L. Domenici ha espresso l’apprezzamento dell’amministrazione comunale annuendo poi alla richiesta certezza del presidente Rabaglietti circa la collocazione della statua di Folon, presentata in questa serata e cui i rotariani di Firenze hanno dedicato settantamila euro. Si troverà sulla piazza antistante la Fortezza e il Palazzo dei Congressi, nata dal nuovo sottovia di Viale Strozzi.

I valori perenni dell’umanità, richiamati dal Sindaco, hanno avuto spazio nell’intervento di  Roberto Pieri a favore del Banco Alimentare per la consegna le chiavi dell’automezzo donato dai Club dell’Area Medicea. Commovente il ricordo degli inizi del Banco Alimentare nel segno della fede di don Giussani, da pochissimo scomparso, e del cav. Fossati, patron della Star, che vedendo buttare le eccedenze dei propri prodotti volle fossero consegnati per una causa veramente benefica. Ecco il coraggio del fare, del servire. E lo ha sottolineato nella sua relazione “Il Rotary nei suoi primi 100 anni”  Giuseppe Fini, Governatore A.R. 1996/1997, che ha ricordato quando il Rotary preferì autosciogliersi piuttosto che sottostare alle leggi razziali (1938). Una testimonianza di non violenza che fa onore ai Club italiani e che ribadisce il rifiuto di ogni discriminazione come fondamento del Rotary. Pensando che proprio ieri la nostra città ha vissuto una tristissima manifestazione di antisemitismo si comprende ancor di più il valore della missione rotariana anche oggi.

Nel segno della speranza l’intervento “Il Rotary nel secondo centennio” di  Gennaro Maria Cardinale, Governatore A.R. 1988/1989 - Board Director 2002-2004 - Treasurer R.I. 2003-2004, che ha dato tra l’altro notizia degli sviluppi – ancora pochi anni fa incredibili – del Rotary verso un paese tanto difficile come la Libia.

Il saluto conclusivo è stato di Ermanno Spagnoli, Presidente del Rotary Club Firenze Valdisieve (anno di fondazione 1997, il club più giovane).

Un concerto dell’Orchestra Filarmonica Leopolda diretta dal M° Alessio Stabile ha concluso la serata poiché i Rotary Club dell’Area Medicea hanno deciso di rinunciare al previsto cocktail, devolvendone l’importo a favore delle popolazioni del Sud Est Asiatico. Un segno anche questo di condivisione e di speranza che ha saputo dare concretezza ad una serata inevitabilmente marcata dal protocollo. Il Rotary del II secolo riparte da qui. (L.C.)

Poste

Un francobollo da 65 centesimi è stato emesso il 23 febbraio dalle Poste Italiane. E’ valido per le cartoline per i paesi extraeuropei (posta ordinaria) e naturalmente per comporre qualunque affrancatura.

In tutto il mondo sono decine gli uffici postali che hanno ricordato il Rotary nel suo centenario. Trovate indicazioni sul “giro” di emissioni in tutto il mondo alla pagina  del sito del R.I.: http://www.rotary.org/centennial/lookback/feature/2003/210403.html

 

18 Febbraio: Problemi ambientali e sviluppo sostenibile


E’ un mestiere appassionante quello di ministro dell’ambiente che l’on. Altero Matteoli si è trovato a svolgere per la prima volta nel 1994 senza sapere quali fossero esattamente i propri compiti. Dieci anni dopo il ministro – ritornato allo stesso posto – ha mostrato la competenza di un esperto che conosce approfonditamente le opportunità e le difficoltà della questione ambientale in Italia, un paese dal complicato processo decisionale.

Il ministro ha quindi sottolineato l’importanza del raccordo con le diverse componenti sociali ed in particolare con gli imprenditori che possono essere i protagonisti dello sviluppo sostenibile nel senso di possibile non solo di desiderato. Il dibattito ha poi dimostrato l’interesse dei rotariani per la materia e l’attualità della riunione svoltasi a due giorni dall’entrata in vigore del Protocollo di Kyoto.

 

10 Febbraio -  “Tolleranza nell’attuale società multietnica”

La riunione di stasera è stata presieduta da Attilio Rodella, a causa di una leggera indisposizione del Presidente, a cui vanno i nostri più affettuosi auguri di pronta guarigione.

 Nel 2002 Rav Levi scriveva all’arcivescovo di Firenze Mons. Antonelli raccoglieva l’invito alla preghiera rivendicando ai fedeli ebrei, cristiani e mussulmani, che credono in un unico Dio sacro, che ama la Sua creazione e le Sue creature affinché possano “con una comune preghiera profonda e sincera, evocare nelle parti la volontà di piangere l'uno i morti dell'altro. Solo attraverso la comprensione del dolore e della sofferenza dell'uno e dell'altro potremo avvicinare le parti, inducendole a vedere l'una nell'altra la dimensione divina della vita”. Rav Levi si riferiva qui alla situazione in Medio Oriente ma in queste settimane, in cui ricorrono le giornate della memoria, finalmente condivisa, dell’Olocausto e delle Foibe, le parole del rabbino di Firenze suonano ancor più attuali.  Egli si domanda ancora : “Come si costruisce la pace? Come possiamo noi, uomini di fede, ebrei, mussulmani e cristiani costruire la pace? Solo attraverso la preghiera, attraverso la sensibilità al dolore e alla sofferenza dell'altro, gli uomini, le donne, i giovani, le classi dirigenti del Medio Oriente arriveranno ad accettarsi l'un l'altro. La pace si conquista concentrandosi su ciò che è buono, che è bello, che è divino nell'altro. Invitando l'altro a comprendere, a sua volta, ciò che è buono, bello e divino in noi”.

Ecco il momento centrale dell’incontro promosso questa sera dal Rotary, posto al centro degli interventi del vescovo ausiliario di Firenze e del mullah islamico, come voluto dal Consiglio presieduto da Franco Cioni, che ha sottolineato la volontà del Rotary di lavorare per l’intesa mondiale attraverso significative presenze, come quella di stasera. Una presenza che ci riporta a quando - più di trenta anni fa -  il rabbino Levi pregò per la pace sulla tomba di Abramo, con l'allora sindaco di Firenze, Giorgio La Pira, e l'allora sindaco mussulmano di Hebron, Muhamad Ga'abari.  Pregarono insieme, cristiani, ebrei e mussulmani anche se allora sembrava impensabile una qualsiasi speranza di pace

 

1 Febbraio -   Rotarolio 2005: Firenze Est ai primi tre posti

Giunta al quinto anno la rassegna concorso degli olii prodotti da rotariani ha visto anche quest’anno una nutrita e qualificata partecipazione del Firenze Est che ha condiviso con il RC Mugello l’organizzazione della serata. In assenza del presidente dott. Franco Cioni (bloccato da un piccolo incidente) il tesoriere ing.  Marco Minucci ha portato i saluti del club agli amici del Mugello e a tutti i presenti che hanno presentato 12 differenti produzioni.

Brandini si è collocato al 2° posto in tutte le graduatorie ma nel panel di esperti gli olii di Pratesi, Brandini e Cecchi hanno conquistato i tre primi posti, tutti dunque appannaggio del nostro club

 

Risultati del Concorso                                                

 

Miglior Etichetta

 

1^      GIULIVO                         voti    17

2^      MARIGNOLLE                  voti    15

3^      CARMIGNANELLO           voti    11

4^      BORGIOLIO                    voti      9

5^      POGGIO DI PIOLLA         voti      8

6^      MONTEBENI                    voti      5

6^      ANTICA CASETTA            voti      5

8^      POGGIO ALLE VILLE       voti      2

 

Miglior Olio – Assaggio Rotariani

 

1^      n. 5 Manini Benito                  voti    23

2^      n. 4 Brandini Giovanni            voti    14

3^      n. 6 Fronticelli Samuele          voti      7

4^      n. 10 Borgioli A.                      voti      6

5^      n. 3 Cardinale Letizia             voti      5

5^      n. 8 Baglioni A.                       voti      5

7^      n. 1 Pratesi Alessandro          voti      4

7^      n. 7 Edelmann                        voti      4

9^      n. 2 Cecchi Andrea                 voti      3

9^      n. 11 Billi                                voti      3

11^    n. 9 Lapucci I.                         voti      2

 

 

Miglior Olio – Assaggio Panel

 

1^ Classificato Olio n. 1 (A.Pratesi – R.C. Firenze Est)

che si presenta di profumo molto intenso all'olfatto, con intenso fruttato di olive ad uno stadio precoce di maturazione, giustamente amaro e piccante, molto armonico e con netti profumi di erba appena tagliata.

 

2^ Olio n. 4 (G. Brandini – R.C. Firenze Est)

di profumo intenso all'olfatto, giustamente fruttato, anche se presenta un amaro appena tannico, dovuto forse al fatto che è stato fatto troppo precoce­mente, con frangitura eccessivamente grossolana e troppa acqua nel separatore che ha asportato i polifenoli a basso peso molecolare, che danno le note dolci di mandorla.

 

3^ Olio n. 2 (A. Cecchi – R.C. Firenze Est)

di profumo medio all'olfatto, ma con fruttato medio di olive al giusto grado di maturazione, non molto piccante, leggero sentore di erba e abbastanza armonico in bocca.

 

4^ Olio n. 6 (Fronticelli Samuele – R.C. Mugello)

molto simile al n. 4, ma con tutte le caratteristiche più esasperate.

 

5^ Olio n. 12 (Az. Agricola Buonamici – R.C. Mugello)

poco intenso olfattivamente, così come per tutti gli attributi positivi, in­dice di temperature troppo elevate durante la lavorazione.


Rapporto Panel Test  (Dott Franco Pasquini)

 

La Commissione di assaggio come prima cosa ha provveduto ad eliminare dai 12 oli quelli che presentavano una seppur minima presenza di difetto. A tal proposito, non sono risul­tati perfetti i seguenti oli: n.3, n.5, n.7, n.8, n.9, n. 10 e n. 11.

 

Olio n. 3 (Cardinale Letizia) : leggerissimo difetto di riscaldo, forse dovuto ad una cattiva conservazione delle olive o per troppo tempo, prima di portarle al frantoio.

 

Olio n. 5 (Manini Benito): leggerissima sensazione di fermentazione, dovuta forse ad una cattiva lavora­zione delle olive (eccesso di gramolazione, temperature troppo alte durante la gramolazione) insieme ad un sentore di acque di vegetazione (dovuta ad una non perfetta separazio­ne dell'olio).

 

Olio n. 7 : : leggero sentore di riscaldo dovuto ad una cattiva conservazione delle olive o per troppo tempo prima di portarle al frantoio.

 

Olio n. 8 (Baglioni A.): non perfetto all'olfatto, in quanto presenta un leggero sentore di acque di vegetazione, fino quasi a morchia, indice di eccessiva permanenza sui propri depositi; po­chissimo profumato, indice di utilizzo di temperature troppo elevate durante la lavorazione, cioè di shock termico.

 

Olio n. 9 (Lapucci I.): leggerissima sensazione di fermentato, che ricorda l'erba tagliata appena passita, indice di olive non perfettamente conservate.

 

Olio n. 10 (Borgioli A.): impossibile analizzarlo all'olfatto, in quanto l'odore di succo d'arancia copre qualunque profumo dell'olio. All'assaggio risulta un chiaro sentore di rancido, indice di cat­tiva conservazione dell'olio. Scritta KUBUS sul tappo della bottiglietta.

 

Olio n. 11 (Billi): leggero sentore di riscaldo dovuto ad una cattiva conservazione delle olive o per troppo tempo prima di portarle al frantoio.

 

I rimanenti 5 oli sono stati nuovamente assaggiati per compilare la scheda dei loro attributi positivi e per giungere alla graduatoria definitiva che e’ la seguente

 

1. Olio n. 1 (A. Pratesi), che si presenta di profumo molto intenso all'olfatto, con intenso fruttato di olive ad uno stadio precoce di maturazione, giustamente amaro e piccante, molto armonico e con netti profumi di erba appena tagliata.

 

2. Olio n. 4 (G. Brandini), di profumo intenso all'olfatto, giustamente fruttato, anche se presenta un amaro appena tannico, dovuto forse al fatto che è stato fatto troppo precoce­mente, con frangitura eccessivamente grossolana e troppa acqua nel separatore che ha asportato i polifenoli a basso peso molecolare, che danno le note dolci di mandorla.

 

3. Olio n. 2 (A. Cecchi) , di profumo medio all'olfatto, ma con fruttato medio di olive al giusto grado di maturazione, non molto piccante, leggero sentore di erba e abbastanza armonico in bocca.

 

4. Olio n. 6 (S. Fronticelli) , molto simile al n. 4, ma con tutte le caratteristiche più esasperate.

 

5. Olio n. 12 (Az. Agr. Buonamici), poco intenso olfattivamente, così come per tutti gli attributi positivi, indice di temperature troppo elevate durante la lavorazione.

 

 

Gennaio 2005

27 Gennaio: Ritorno alla Casa di Dante

La creduta Casa di Dante Alighieri – dopo aver assunto l’aspetto attuale nell’ottocento – ha subito gravi danni  da un incendio. Situata  in Via S. Margherita, 1
Firenze, nel cuore del centro storico di Firenze, la Casa di Dante è un singolare punto di riferimento nella topografia cittadina legata al poeta. Nel Museo si trovavano documenti e fotografie su Firenze al tempo del poeta e varie edizioni della Divina Commedia.

La Fondazione Romualdo Del Bianco si è fatta promotrice di un appello per sensibilizzare tutti coloro che hanno a cuore un luogo di particolare importanza per la storia e la cultura non solo italiana, affinché questo possa tornare quanto prima visitabile e quindi perpetuare la testimonianza di un’epoca, di un’opera e di una figura universalmente riconosciuta quale patrimonio mondiale.

Con tale progetto la somma verrà finanziata incentivando la vendita dei biglietti d'ingresso, ancor prima della riapertura del Museo, a persone che intendono sostenerlo ed entrare a far parte del gruppo degli Amici del Museo Casa di Dante.

In questo anno 2005 è prevista la riapertura.

 

20 gennaio – Il valore della tolleranza in una società multietnica

Mons. Maniago, per la seconda volta quest’anno ospite del nostro club, ha sottolineato l’impegno della Chiesa perché il dialogo sia fruttuoso e lo ha fatto nella settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (che ha avuto per tema Tema della settimana: "Unico fondamento della Chiesa è Gesù Cristo")  e a pochi giorni dalla giornata annuale di dialogo con gli Ebrei. La tolleranza non è relativismo, non è abbandono dei propri principi poiché il dialogo non può instaurarsi se manca la consapevolezza della propria identità umana, culturale e religiosa. Il dialogo vero può avvenire solo  fra testimoni che possono rendere il proprio valore trasparente, leggibile e disponibile. In quest’ottica – per il cristiano - la testimonianza è un dono, non una imposizione. Il dialogo esige rispetto, attenzione, stupore per l'altro e voglia di conoscerlo e capirlo. Ecco perché la chiesa esècra, come contraria alla volontà di Cristo, qualsiasi discriminazione tra gli uomini o persecuzione perpetrata per motivi di razza e di colore, di condizione sociale o di religione.

La Chiesa apporta alla riflessione anche segni personali. Non sfuggirà che Mons. Maniago è stato consacrato Vescovo col titolo dell'antica Chiesa di Satafi in Algeria e da quel Paese – in cui la cultura latina, araba e berbera formano un unicum – vorremmo trarre un auspicio di pace che è il risultato più vero della tolleranza.

Al termine un vasto e composto dibattito ha permesso al Vescovo di ampliare i temi trattati.

L’incontro era il primo di una serie che porterà – nelle prossime settimane – a sentire sullo stesso tema la posizione ebraica e musulmana.

Il discorso di Mons. Maniago è stato registrato per consentire una futura diffusione dello scritto.

13 gennaio – L’analisi della  scena del crimine

L’attività della Polizia Scientifica – che si concentra sia sull’attività investigativa che su quella di prevenzione del crimine – è nata in Italia all’inizio del XX secolo e si è affermata come un insostituibile servizio – talvolta risolutivo – per la valutazione dei fatti criminosi. La relatrice ha esposto – con l’aiuto dei colleghi – l’attività svolta su una ipotetica scena di delitto illustrando gli interventi immediati e quelli successivi, che rappresentano peraltro una fase di studio di altissimo livello qualitativo in cui i reperti e ogni piccolo dettaglio possono essere analizzati a fondo. La sensibilità delle macchine non fa comunque venir meno l’apporto umano cui l’esperienza quotidiana aggiunge capacità che rendono appunto decisivo l’apporto della Scientifica.

Un apporto che può essere particolarmente utile anche nelle calamità naturali. In queste settimane è partito dall’Italia un gruppo di esperti della Scientifica della Polizia di Stato diretto in Thailandia per partecipare alla difficile opera d’identificazione dei corpi recuperati dopo il maremoto.

Un gruppo medico-scientifico che servirà da supporto alla già avviata attività dal Centro internazionale per l’identificazione allestito a Phuket e per rispondere alle esigenze tecniche della Farnesina. La squadra, inviata dal Viminale, affiancherà infatti il personale specializzato del RIS dei Carabinieri già presente sul posto. Un’operazione di raccolta e catalogazione che non ha precedenti per la sua vastità e complessità. Sarà compito degli medici-legali della Polizia partecipare con l’equipe internazionale all’unificazione dei protocolli per rendere interscambiabili i dati tra tutti paesi coinvolti.

Parallelamente, in Italia, tutti i laboratori di polizia scientifica, presenti sul territorio, si occuperanno di contattare, secondo l’elenco fornito dal ministero degli Esteri, i familiari delle persone scomparse. Su di loro sarà effettuato lo stesso prelievo di Dna in modo da permettere poi le comparazioni con quelle recuperate sul posto della tragedia.

“Sarà un esame semplice e assolutamente non invasivo” sottolineano gli esperti della scientifica. “Si tratta di una spatolina monouso da passare sulla guancia interna per prelevare un campione di saliva”. Si può fare anche da soli e sarà la stessa Polizia a mettersi in contatto telefonico con i familiari, ad individuare i più idonei al test e a recarsi, se necessario, a casa loro. Saranno successivamente analizzati, secondo lo standard definito, almeno 15 punti del Dna che permetteranno di risalire all’impronta genetica delle vittime attraverso un codice alfanumerico messo a disposizione su una banca dati.

Questo procedimento di identificazione, che è lo stesso per tutti gli altri paesi coinvolti, permetterà se non altro di restituire le salme non thailandesi alle loro famiglie.

Per quanti sono interessati all’attività di Polizia Scientifica è possibile fare riferimento al sito:

http://www.poliziadistato.it/pds/chisiamo/territorio/reparti/scientifica/scientifica.htm

 

7 gennaio – Giornata del Tricolore

Giunta alla III edizione, la festa fiorentina del tricolore, ha celebrato il CCVIII anniversario della bandiera nazionale nell'Aula Magna dell'Università di Firenze. Importante sforzo organizzativo per i club partecipanti e per l’organizzatore, l’instancabile Sandro Addario, del RC Firenze Nord.

Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nacque nel 1797 a Reggio Emilia proprio il 7 gennaio, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta "che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti". Per l'occasione il presidente della Repubblica C.A. Ciampi ha inviato un messaggio di saluto in cui, fra l'altro, ricorda come la festa del tricolore rappresenti 'un'occasione per vivere la patria come ideale concreto e aperto verso la prospettiva europea'. Conoscere la storia e il nostro passato – ha concluso C.A. Ciampi nel suo messaggio - le radici che ci uniscono come italiani e come europei è il solo modo per vivere consapevolmente il presente e per comprendere quanto importanti siano le conquiste ottenute per l'affermazione dei principi di libertà, rispetto della dignità umana, giustizia e democrazia". Per il governo è intervenuto il sottosegretario alla Difesa Bosi. Tema dell'incontro è stato : 'Il tricolore, ambasciatore dell'italianità nel mondo'. Come tradizione, relatori di altissimo rilievo: il prefetto di Firenze Gian Valerio Lombardi ("Le istituzioni e il Tricolore"), il vice prefetto Amitrano, il tenente generale Fabio Mini, comandante dell'Ispettorato per il Reclutamento dell'Esercito ("L'impegno italiano nelle missioni di peace-keeping all'estero"), il capitano di Vascello Mario Billardello, comandante della Nave scuola "Vespucci" della Marina Militare ("Il Tricolore e la Vespucci nei mari del mondo").

Elementi della 46a Aerobrigata di Pisa appena rientrati dalla prima missione in Thailandia e la Banda dei Carabinieri completano la presenza militare di altissimo profilo.

 

 

FESTA DEL TRICOLORE

 

Indirizzo di saluto del Presidente R.C. Firenze Est

Poche settimane or sono, in altro contesto socio culturale, un rotariano del nostro Club, il Prof. Ernesto Failla, ha analizzato l’eroismo ed ha esaltato la figura dell’eroe.

Noi oggi celebriamo la Bandiera, che dell’eroe rappresenta la motivazione ideale ed insieme il simbolo concreto, e per i cittadini esprime il concetto di unità nazionale e da risalto e significato alla parola PATRIA,  vista nel suo significato autentico di spiritualità  e di tradizione.

Se mi è consentito un semplice ricordo storico, dirò che la Bandiera, pur esistendo da tempi antichissimi (e ne sono già tracce nell’epoca dei Faraoni) è divenuta un simbolo nazionale solo con la rivoluzione francese, quando le armate napoleoniche la diffusero in tutta EUROPA, suscitando nelle popolazioni un anelito di libertà contro tutte le tirannie, anelito che dilagò poi a macchia d’olio in tutto il continente europeo.

E’ di quel periodo il primo tricolore italiano: fu a Reggio Emilia, in data 7 gennaio 1797, nella capitale della Repubblica Cispadana, che fu varato il primo tricolore, ma era a strisce orizzontali. Solo sedici mesi dopo (l’11 maggio 1798) la bandiera fu corretta ed i suoi tre colori – verde, bianco e rosso, furono disposti a strisce verticali. Quel tricolore di allora, dopo le vicende storiche svoltesi nel corso di oltre due secoli, è ancora l’emblema della nostra Repubblica.

E’ questo tricolore che ci accomuna, che ci unisce, che ci affratella, nella autenticità di un popolo che, pur nella diversità di usi e costumi locali, vive una realtà nazionale di radici genetiche, di memorie indelebili, di comuni patrimoni artistici e culturali, di fede popolare, di spirito intraprendente e di profonda esistenzialità.

Ed anche se un materialismo deteriore sembra prendere a volte il sopravvento sulla conduzione della nostra vita, il tricolore può e deve rappresentare per tutti un elemento di concordia, di unità, di solidarietà, nella visione ideale di una PATRIA senza partigianerie e senza faziosità, una casa comune in cui il dovere di ognuno porti il bene di tutti.

Onoriamolo, quindi, il tricolore, per il quale, dal Risorgimento in poi, tanti italiani hanno sacrificato giovinezza ed esistenza: onoriamolo sempre, non solo nelle competizioni sportive  ma nelle strade e nelle case, nelle Istituzioni e nelle scuole, e nelle aule parlamentari e di giustizia, ovunque onoriamolo, ma soprattutto nelle nostre coscienze, con la stessa fede e commozione di quei soldati che, nei momenti più drammatici della battaglia seppellivano o nascondevano – per un futuro migliore – la bandiera del proprio reggimento, bagnata dal sangue dei commilitoni, perché non cadesse in mano al nemico.

Teniamolo alto, il tricolore d’ITALIA, palpitiamo con lo sventolio della bandiera ma ricordiamoci sempre di vivere il nostro fervore patriottico con onestà d’intenti e generosità di sentimenti, sempre, in ogni circostanza.

Allora sì che potremo esternare al mondo l’orgoglio di essere ITALIANI.

8 gennaio – Visita al Museo della Scienza

La visita al Museo della Scienza – voluta dal presidente F. Cioni e partecipata da una trentina di soci e amici – si inserisce nel programma culturale del sabato che rappresenta una delle migliori realizzazioni dell’annata. Ottimamente guidati dal giovane astronomo Lorenzo (i cognomi ormai non li dice più nessuno) abbiamo potuto toccare strumenti prestigiosi e in particolare gli eccezionali cimeli galileiani e strumenti astronomici vecchi di mille anni.

L'Istituto e Museo di Storia della Scienza è l'erede di una prestigiosa tradizione di collezionismo scientifico che vanta quasi cinque secoli di storia e che si sviluppa intorno alla centrale importanza conferita dai Medici e dai Lorena ai protagonisti e agli strumenti della scienza. L'organizzazione attuale dell'Ente presenta, oltre al museo, un centro di ricerca - che promuove pubblicazioni, riviste specializzate, mostre e convegni - una biblioteca specializzata, ricca di testi antichi, edizioni moderne e acquisizioni digitali, un laboratorio multimediale per la valorizzazione del patrimonio strumentario, un laboratorio fotografico e un laboratorio di restauro.

Nel 1775 gli strumenti raccolti a Palazzo Pitti furono trasferiti nel Regio Museo di Fisica e Storia Naturale nel Palazzo Torrigiani di via Romana (attuale Museo della Specola). Il Granduca Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena (1747-1792) ne affidò la direzione all'abate Felice Fontana che provvide a far edificare un osservatorio e a dotare la collezione di nuovi strumenti di matematica, fisica, meteorologia ed elettricità, molti dei quali appositamente costruiti nelle officine del Museo. Dopo l'Unità d'Italia le collezioni furono smembrate e distribuite tra diversi istituti universitari. Lo stato di degrado fu denunciato nel 1922 dai promotori del “Gruppo per la tutela del patrimonio scientifico nazionale”. Grazie al loro impegno, nel 1927 fu fondato l'Istituto di Storia delle Scienze con il compito di “raccogliere, catalogare, restaurare” le testimonianze materiali della scienza.  Per iniziativa del nuovo Istituto fu organizzata nel 1929 la Prima Esposizione Nazionale di Storia della Scienza alla quale aderirono numerose istituzioni italiane. La manifestazione mise in luce l'entità del patrimonio, la sua diffusione sul territorio nazionale e il precario stato di conservazione. In seguito a questa mostra, nel 1930, l'Università di Firenze decise di inaugurare nella sede di Palazzo Castellani l'Istituto di Storia della Scienza con annesso Museo, al quale affidò la collezione degli strumenti mediceo-lorenesi. Dopo i danni provocati dai bombardamenti che distrussero i ponti del Lungarno alla fine della seconda guerra mondiale (1944-45), un duro colpo alla collezione fu inferto dall'alluvione del 1966. Gli strumenti che allora si trovavano nel sottosuolo e al piano terreno del Museo furono gravemente danneggiati. Grazie alla solidarietà internazionale e all'energia di Maria Luisa Righini Bonelli, allora direttrice del Museo, fu possibile completare rapidamente il recupero degli strumenti, riaprire al pubblico le sale espositive e ridare impulso alle raccolte librarie e all'attività di ricerca.

 

Dicembre 2004

Giovedì 30 Dicembre 2004 : Gli auguri del Presidente per il 2005 – La consapevolezza delle difficoltà del momento, la speranza per il futuro

Con un breve discorso – che riproduciamo integralmente – il Presidente Franco Cioni ha proposto il brindisi al 2005 al quale tutti ci uniamo.

“Sono già ventitre anni che ogni fine dicembre ho ascoltato il presidente in carica che formulava gli auguri per un nuovo anno felice e sereno.

Gli anni trascorsi sono stati alcuni sereni e alcuni meno sereni, comunque sono passati molto velocemente. Oggi alla mia età il tempo ha messo il piede sull’acceleratore ed io mi trovo qui come presidente di turno per riformulare gli auguri di rito.

Tanti anni fa, quando ero giovane e pensavo al duemila, amante dei libri di Asimov, immaginavo un duemila fatto di robot che lavoravano per gli uomini e questi serenamente occupati nei loro hobby. Tutto questo non è avvenuto, oggi come cinquant’anni fa, come cento anni fa, come mille anni fa, il mondo conosce guerre, fame ed ingiustizia e niente lascia prevedere che l’anno che sta per iniziare possa radicalmente cambiare qualcosa.

L’anno si chiude con un apocalisse immane nel Sud Est Asiatico ed io auguro ai protagonisti di questa tragedia, colpiti negli affetti più cari, che possano trovare nella fede delle loro religioni, quella pace e serenità che li spinga nuovamente a vivere e sopportare il dolore subito.

Da parte mia, con l’inizio del nuovo anno, sento il desiderio di abbracciarvi con forza, con gli auguri più sinceri ed affettuosi a tutti voi e alle vostre famiglie.”

 

 

bulletNel corso di una breve e simpatica cerimonia svoltasi il giorno 17 dicembre presso l'Istituto Tecnico Calamandrei di Sesto Fiorentino il p.p. R. Gheri ha consegnato 5 borse di studio a 5 bravi studenti che hanno preparato interessanti elaborati sul tema: Una sana alimentazione. L'importo delle borse di studio è stato di 100 Euro cadauna, e corrisponde al compenso che doveva essere corrisposto al p.p. dott. R.G. Gheri per le conferenze educative da lui tenute nel corso del precedente anno scolastico. Come ogni anno, ormai da 4 anni, la rinuncia a tale compenso, ha permesso di costituire un piccolo fondo per i giovani intitolato al nostro in segno di apertura ai giovani e al mondo della Scuola."

 

Giovedì 23 Dicembre 2004 : Auguri

In un’atmosfera informale i Soci presenti hanno scambiato – con gli auguri – impressioni di attualità in attesa dei maggiori impegni che il programma ci presenta per gennaio. Anche il 30 dicembre una riunione saluterà il prossimo arrivo del 2005.

24 dicembre – In ricordo di Franca Bianzino

 Con dolore e profonda partecipazione numerosi rotariani del Firenze Est hanno preso parte alle esequie della Signora Franca Morini Bianzino, moglie del nostro Socio Giampaolo. Alla vigilia di Natale, ha sottolineato con commozione il figlio, una vita terrena si è spenta a poche ore dall’evento sconvolgente dell’incarnazione di Gesù. Nel segno della fede di cui la signora Franca è stata esempio ci uniamo nell’odierno dolore e nella speranza eterna del Natale. 

 

 

Giovedì 16 Dicembre 2004 : Festa degli Auguri

Con la tradizionale festa degli auguri, i suoi giochi, la sua atmosfera gioiosa, il grande afflusso di soci e familiari, il Firenze Est si avvia alla conclusione del I semestre di attività nel segno dello stare insieme, premessa di ogni futura attività.  Presenti numerosi ospiti e le graditissime consorti dei soci non più tra noi, a rappresentare la continuità della storia del nostro sodalizio.  

Ringraziamo sentitamente i Soci che hanno contribuito alla ottima riuscita della festa:

Angiolucci – Belardinelli – Brandini Giovanni – Brunelli – Cecchi  Cesati F – Cioni – Fani – Fantini – Filippini – Moscatelli – Giannozzi – Griffo – Lombardini – Maria Christina – Migone – Montauti – Pagnini Gianna – Paolillo – Penco – Piccini – Pratesi A  - Silvi – Tredici – Urbinati nonché a G. Zonin  (Premio Columbus 2004) al  Distretto 2070 dell’a.r. 2003/2004 e al Jolly Hotel

Giovedì 9 Dicembre 2004 : La Costituzione Europea: sfida o realtà ?

Enrico Ferri (La Spezia, 1942) non è solo il ministro dei 110 all’ora. Politico attivissimo sul piano locale e internazionale, è anche rotariano (Carrara-Massa) e – permetteteci una nota personale – un carissimo amico del nostro presidente. E’ infatti a Firenze che si è laureato in Giurisprudenza nel 1966 discutendo una tesi premiata dal Ministero del Bilancio e della Programmazione Economica. E' stato ricercatore scientifico presso l'Istituto del Vocabolario Giuridico Italiano (C.N.R.) a Firenze e magistrato, fino al 1981 componente del Consiglio Superiore della Magistratura. E' Sindaco del comune di Pontremoli dal 1990 comune dove risiede con la moglie Lucia ed i figli Filippo,Jacopo, Cosimo e Camilla. E’ nella sua città che accolse il nostro Club in una gita del 1996 ricambiando la visita più volte al Firenze Est.

Nel 1988, con la formazione del Governo De Mita viene nominato Ministro del Lavori Pubblici. Sarà conosciuto di lì a poco come il "ministro dei 110" per il provvedimento sulla velocità automobilistica che ha posto appunto il limite di velocità massima a 110 chilometri orari. Nel 1989 è Parlamentare Europeo per il PSDI restandovi fino al 2004 e vivendo dunque la stagione più intensa della formazione della costituzione europea. La sua vivace testimonianza, aperta ai contributi, davvero numerosi stasera dei soci, ha permesso di toccare un tema di cui molti parlano ma pochi – in verità – sono esperti, sia perché il linguaggio delle istituzioni europee non è dei più semplici, sia per la superficialità dell’informazione.

 

Giovedì 2 Dicembre 2004: Elezioni

Il giorno 2 dicembre 2004 si è riunita l’assemblea dei Soci convocati per l’elezione del Consiglio Direttivo dell’A.R.  2005/2006 e del Presidente  dell’A.R. 2006/2007. Viene nominata la Commissione elettorale: Presidente Giampaolo Ristori, Scrutatori David Giacchetti e Letizia Cardinale. Constatato che sono presenti e per delega n. 61 votanti (quorum 38) si procede alla votazione con i seguenti risultati:

Presidente A.R. 2006/2007: RODOLFO CIGLIANA (voti 54) ELETTO

Hanno ottenuto voti: GIANCARLO SFOGLI (voti 3) - TIZIANA MISSIGOI   (voti 1)

Consiglio Direttivo A.R. 2005/2006 (Presidente: Giovanni Fossi)

Eletti: FABIO AZZAROLI   (voti  59) - CRISTINA ACIDINI  (voti 58) - MAURO BIANCHINI  (voti 58)

PIERO MONTAUTI  (voti 57) - ALESSANDRO PRATESI  (voti 57) - MARCO MINUCCI  (voti 56)

ERNESTO FAILLA  (voti 55) - LUIGI COBISI  (voti 50) 

Hanno ottenuto voti: Mauro Guerra (1 voto), Carmine Topa (1 voto), Giancarlo Sfogli (1 voto) , de Fabritiis (1 voto)

Schede bianche: 2.

Alle ore 14.45 termina l’assemblea

Il Presidente della Commissione Elettorale

Giampaolo Ristori

 

Novembre 2004

Giovedì 25 novembre 2004: La Visita del Governatore

Nell’incontro pomeridiano con il consiglio ed i presidenti di commissione, svoltosi all’Hotel Michelangelo per l’indisponibilità dei locali del Jolly Hotel, il Governatore – che ha successivamente incontrato alcuni neo-soci e i membri del Rotaract – ha ribadito l’importanza dell’amicizia tra i soci al di là dei regolamenti che, se non sono supportati dall’azione quotidiana individuale, rischiano di restare lettera morta. Egli ritiene che le qualità morali e professionali dei soci debbano essere oggetto della più attenta valutazione all’atto delle ammissioni. Il governatore ha anche sottolineato come non vi debbano essere raggruppamenti dei soci per età od altre condizioni e spronato il club a scommettere su ex-rotaractiani per coinvolgerli nel Club. Il governatore ha quindi promesso di essere presente al prossimo Premio Testimonianza.

Durante il suo intervento al Club il dott. Rampioni ha sviluppato i temi a lui cari. Contiamo, non appena lo riceveremo, di pubblicare il testo del discorso del governatore, che ancora una volta ha marcato con la sua presenza uno dei momenti più importanti dell’anno rotariano.

Giovedì 18 novembre 2004: INIZIATIVA 100 MANAGER

Lo sviluppo del programma 100  Manager, che da anni fornisce ai giovani delle ultime classi delle superiori un orientamento di base per il futuro universitario e del lavoro, ha coinvolto decine di rotariani e i club di tutta Firenze, una delle poche iniziative dove i club sono uniti con regolarità.  Il funzionamento del programma è semplice, poiché affidato all’incontro tra volontari rotariani disposti a spiegare ai giovani la propria attività su loro richiesta.

Delle difficoltà ed opportunità del progetto, cui da tempo si affianca una banca dati non ancora in verità completa, i nostri soci hanno parlato con l’esperienza che li accomuna, rispondendo poi a numerose domande dei presenti.

Giovedì 11 novembre 2004:Conversazione del Prof. Remigio Ratti, il ruolo della RTSI nella italicità

“Ci vuole un certo coraggio – ha esordito il Prof. Ratti – per proporre una nuova italiana, proprio qui a Firenze “. Ma questa parola , l’italicità, è già all’attenzione dell’Accademia della Crusca, che ne sta studiando il concetto per introdurlo nel vocabolario della lingua italiana. Di italicità si è cominciato a parlare quando è emerso nel mondo un  vasto gruppo di persone che amano la nostra lingua e la nostra cultura, la nostra cucina e le nostre usanze, senza per questo essere italinai o avere una conoscenza apporfondita dell’italiano. L’italicità raccoglie dunque una comunità più vasta rispetto a quella nazionale e permette all’italiano, laddove è minoranza come accade in Svizzera, di assumere un ruolo culturale più importante. L’esempio della Radio televisione svizzerzitaliana, il cui ascolto si estende ben al di là dei confini del Canton Ticino, è particolarmente significativo, in quanto esporta la  propria produzione (con due canali televisivi e tre radio) sia verso l’Italia che verso i Cantoni e i Paesi di lingua tedesca e francese. La RTSI stabilisce quindi un efficace ruolo di cerniera lungo quell’elemento naturale, un tempo di confine, oggi di contatto, che sono le Alpi. Molti dei nostri Soci ricordavano quando la  TV svizzera era facilmente ricevuta anche in Toscana e su questo tema vi sono state diverse domande. Il Prof. Ratti ha confermato le difficoltà  per l’estensione del segnale all’Italia dovute al costo dei diritti di diffusione, ma ha auspicato una stretta collaborazione con le piattaforme del digitale terrestre che potrebbero assicurare una gran parte dei contenuti della RTSI a televisioni italiane. Peraltro l’ascolto della radio svizzera è possibile via satellite e attraverso internet (www.rtsi.ch). Il dibattito si è poi esteso ad alcuni aspetti della realtà ticinese e ai suoi rapporti con l’Italia. Al termine il prof. Ratti ha ricevuto dalle mani del Dott. Ottavio Matteini (Rotary Club Firenze Sud) la medaglia di Pietro Bembo (Premio Italradio 2003) realizzata dal nostro Paolo Penco enfatizzando così lo stretto legame tra l’attività del Prof. Ratti e la questione della lingua italiana, proposta in termini moderni. Alla serata hanno assistito alcuni giornalisti delle stazioni radio di Capodistria, Fiume, Budapest, Tirana, Odessa impegnati a Firenze in una settimana di studio voluta dalla Fondazione Romualdo Del Bianco, di cui è Presidente il nostro Socio Paolo Del Bianco.

In apertura di serata il past President avv. C. Rizzo ha presentato la Signora L. Cardinale, nuova socia del Club, figlia del past Governatore G.M. Cardinale, export manager della società Albatros, che ha ricevuto il distintivo dal nostro presidente, prima ammissione dell’anno 2004/2005.

Giovedì 4 novembre 2004:Assemblea dei Soci per l’approvazione del bilancio consuntivo annata rotariana 2003/2004

Dopo l’illustrazione del bilancio dell’annata trascorsa – presentato dal p.p. R.G. Gheri e dal tesoriere G. Fossi – i soci ne hanno approvato il contenuto. Significativo intervento del prof. Orsi sulla opportunità di una preventiva diffusione del bilancio presentato all’assemblea. Passando ai dati del rendiconto si distacca l’apporto per il Centenario, a favore del quale le annate presiedute da Pratesi, Gheri e Cioni hanno stanziato appositi fondi. Tra le iniziative del Centenario la statua di Folon che il Comune di Firenze ha annunciato proprio questa settimana voler installare nella nuova piazza Bambini e Bambine di Beslan sovrapposta al sottopassaggio di Viale Filippo Strozzi, dinanzi l’ingresso della Fortezza e del Palazzo dei Congressi. E’ in quest’ultimo che il nostro Club ha tenuto alcune delle sue prime riunioni nel 1968, sotto la presidenza dell’avv. Lamberto Ariani, allora segretario generale del centro congressi e del quale ricorre in questi giorni il quinto anniversario della scomparsa. Sul bilancio della sua annata di presidenza R.G. Gheri ha tracciato questo breve commento:

“ Un ricordo ai nostri caduti di tutte le guerre e un saluto a tutti i nostri militari in Italia e all’Estero, nel giorno che tutti li ricorda.

Commento personale al bilancio del Past President  R.G. Gheri

Mi sento in dovere di ringraziare la nostra Segretaria Maria Christina che tanto si è dedicata la suo lavoro durante tutto l’anno e naturalmente il tesoriere Giovanni Fossi, i membri della Commissione di revisione dei Conti, e tutto il CD per gli ottimi risultati economici relativi alla annata 2003-2004.

Abbiamo avuto una gestione oculata che ha permesso di lasciare anche una importante cifra (come evidenziato dal bilancio illustrato) al Club per gli impegni dell’anno del Centenario e di portare a conclusione tutte le iniziative previste dal programma presidenziale.

In particolare:

COMITATO CONSORTI

ü       raccolti 5400 € per acquisto di letti per assistenza di persone non autosufficienti

ü       offerta di 500 € a Pedra Bianca (padre Radici, San Paolo)

ü       adozione a distanza di un bambino (Matheus) a San Paolo del Brasile

CLUB

ü       1500 € per il matching grant dell’ospedale di Kinshasa (quadrangolare)

ü       assegno personale + club a Villa Lorenzi

ü       assegno personale + club a Vanni Notarnicola

ü       raggiunta quota 4300 € per Gift of Life (+2500$ dal Rotary Club Verazzano, NY, USA) + prevista la somma di 75.000 $ (dal Rotary Club Verazzano , NY, USA)+ matching grant x importo complessivo di 150.000 $

ü       acquisto di “mucca meccanica” (1350 €) per l’Argentina, Azione distrettuale 2070.

 Se abbiamo raggiunto questi straordinari risultati questo lo si è potuto fare grazie all’impegno di tutto il club. Per questo dico grazie a tutti voi.

Riccardo G. Gheri

Past President, a.r. 2003-2004”

Martedi 2 novembre – ore 17.30 - Chiesa del Sacro Cuore – S. Messa per la commemorazione dei Defunti

Come tradizione il nostro Club ha celebrato il ricordo dei propri soci scomparsi unendosi ai familiari in una Messa celebrata nella Chiesa del Sacro Cuore da don Stefano, al quale dobbiamo una parte davvero toccante della commemorazione. Durante la lettura dei nomi degli amici scomparsi sono stati accese altrettante luci votive dedicate a ciascuno. Il fuoco proveniva dal cero pasquale, simbolo della luce divina. Al termine chi ha voluto ha potuto portare a casa la luce del proprio caro in segno di perenne ricordo. Sono stati ricordati i Soci defunti : Ettore Alajmo, Aldo Aranguren, Lamberto Ariani , Pasquale Balestrieri, Giorgio Banchi, Biondo Biondi, Franco Bonaiuti, Giorgio Buti, Francesco Cagnani, Girolamo Cavalli, Francesco Chiostri, Giuseppe Contri, Filippo de Martino Norante, Gabriele Gardenghi, Giorgio Guandalini, Erberto Hauda, Roberto Montauti, Silvano Pagnini, Carlo Paoletti, Giorgio Pratesi, Gilberto Puccetti, Giuseppe Raiser, Carlo Enrico Rivolta, Anton Giulio Sesti, Pier Luigi Spadolini, Brunetto Tarquini, Michele Troya, Giovanni Treves.

 

Ottobre 2004

 

Giovedì 28 Ottobre 2004: I PHI a William McIlhenny e Antonio Gherdovich

Nel corso della serata sono stati insigniti del Paul Harris Fellow i Signori William McIlhenny, Console degli Stati Uniti d'America, per la particolare amicizia e disponibilità nei confronti del Club manifestata soprattutto in occasione della scorsa edizione del GSE. I legami del Console McIlhenny con il Club sono stati ancora più evidenti in occasione dell'ultima edizione del Premio Columbus: il Console McIlhenny era infatti presente alla cerimonia in Palazzo Vecchio. Il Console ha ricevuto il PHF dalle mani del Past President Riccardo Gionata Gheri. L'altro Paul Harris è stato invece consegnato dal Presidente Franco Cioni ad un sorpreso Antonio Gherdovich, con la seguente motivazione:  per essersi  contraddistinto, nella sua per ora breve esperienza nel Club, per la innata disponibilità verso gli altri e per la significativa collaborazione prestata nella realizzazione di importanti eventi rotariani.

 

Giovedì 28 Ottobre 2004: Opere Rare o dell’Oblio in musica.

Intervento al Club di Denia Mazzola Gavazzeni

 

Oblio: opposto assoluto a Memoria.

Che posto ha, nella vita quotidiana di oggi, la Memoria?

Sarebbe interessante domandare ai nostri giovani cosa conoscono delle generazioni passate, non così passate da essere remote ma quelle passate prossime, le generazioni del Novecento.

Cosa oltre ai grandi Avvenimenti ricordano del Gusto, del Costume, dei Nomi che hanno fatto la Storia, quella che ci precede immediatamente e della quale siamo Figli e ultime propaggini.

Cosa in Memoria è rimasto della Musica del nostro storico novecento.

Nel 1980, quando a premio d’un concorso di canto mi venne proposta l’incisione del mio primo disco (ancora registravamo in vinile, e pare già preistoria, figuriamoci!) fui, per destino, coinvolta nella straordinaria avventura che avrebbe connotato significativamente  quella mia attività artistica

che pare voglia ostinarsi a continuare.

Si trattava di Ariette da camera per voce e chitarra, d’un Donizetti raro e poetico, inedite sia sotto il profilo editoriale che discografico.

Sembrò allora innescarsi,  per me, un processo immediato quanto irreversibile. Sposando le sorti disgraziate dello sfortunatissimo e, ancor oggi, ingiustamente sottovalutato Gaetano Donizetti, forse spinta anche da quelle “ragioni native” che mi davano della sua musica un senso di più aderente appartenenza (fra bergamaschi non ci si poteva non intendere!) mi sembrò obbligatorio, per una giovane cantante, quale io ero,  riflettere sull’opportunità di spendere qualche giorno della mia vita a studiare dove e come ripescare e a quali Biblioteche indirizzarmi per ritrovarne altri Inediti cui render giustizia.

Perché, se esser scelti per interpretare, in epoca moderna, musiche mai eseguite è privilegio raro – almeno per me – che ci gratifica e ci distingue – è altrettanto vero che il senso di gratitudine e di giustizia che un tale evento provoca ci impone contestualmente un impegno preciso.

 

Lo Studio

 

Studiare e ricercare e studiare tutto il possibile di ciò che ancora non sia stato riportato alla luce, per riascoltarne le sepolte melodie e magari, indagare del Compositore, altri frammenti di Vita, forse quella più intima, come si potrebbe trovare nell’abbozzo di un’aria da camera o nello  studio per una Sinfonia o per una sonata al pianoforte, o nella  prima stesura d’un aria d’opera. E potermi imbatterci (come nel caso di Ponchielli, con la sua Marion Delorme) in sofferenze tanto grandi da portare il Compositore, ingiustamente mortificato, alla malattia e subitanea morte.

Dal suo embrione, alla stesura musicale,  sino alla sua prima rappresentazione e  alla sua diffusione, l’Opera o teatro in musica, subisce fortune altalenanti che hanno, senza dubbio, relazione con la temperie socio- politica, col gusto, col costume, le mode e le Fantasie degli addetti ai lavori.

Ma cosa veramente farà di un Titolo la cosiddetta Opera rara? E in che modo esso entrerà in una codificazione che lo connoterà come appartenente a un “repertorio” (vale a dire abitualmente riconosciuto e dunque rappresentato) ?

Cosa invece escluderà lo stesso titolo dalla larga diffusione e imponendogli dunque un  NON riconoscimento?

Dipenderà dalla   vicenda raccontata - storica,  romantica , buffa, o drammatica - che , consegnata dal Librettista-Poeta al Compositore, incontrerà le simpatie o antipatie del pubblico, oppure il placet o il veto dei regnanti e governanti o la facile eseguibilità da parte degli interpreti o – ancora -  la semplice o ostica comprensione del soggetto?

Ne saranno cause l’attenzione o la distrazione dell’editore, le sue buone o cattive relazioni coi teatri, la sua capacità di “perforare  il mercato” – per dirla in termini moderni - sarà l’intelligenza dell’Impresario (allora), del Direttore o Governante di teatro (oggi), equipaggiato o privo di fantasia?

Saranno  forse gli estri dei direttori d’orchestra, dei  registi, sarà la dose di talento con la quale gli Interpreti condiranno il codice musicale col suo testo poetico ad avvincerci, tutti noi , seduti nel buio, e convincerci che quell’opera, proprio quella, non potrà mancarci più, vorremo sempre vederla rappresentata, ci chiamerà numerosi a teatro o – al contrario – lasciandoci indifferenti, ci farà disertare il teatro?

Oppure la “dimenticanza” discenderà direttamente da nuove e moderne forme di spettacolo (primi fra tutto televisione e cinema). Saranno quelle a costituire minaccia per il numero del pubblico frequentatore del teatro d’opera? Così che – se per Traviata o Bohème ancora trovassimo teatri discretamente gremiti, per un Roberto Devereux (Donizetti) – opera non certo considerata rara – o per Parisina (Mascagni-D’Annunzio) o per Risurrezione (Alfano da Tolstoj) o per Cassandra (di Gnecchi – Illica) potremmo attenderci sale semivuote. E se mettessimo in scena Mirra – sul 4° e 5° atto dell’omonima tragedia di Vittorio Alfieri, allora sì potremmo scommettere il deserto in teatro.

Salvo poi imbatterci in eccezioni così “assetate” di memoria che sorprendentemente Opere tanto sepolte registrerebbero il tutto esaurito.

In che maniera la mancanza di fantasia degli operatori teatrali, l’allineamento pigro e statico alle correnti “sicure” sono dunque le responsabili dell’appiattimento e dell’oblio culturale  in musica, così come citava Sergio Sablich(direttore dell’Orchestra Regionale Toscana) nell’ultimo numero del Giornale della Musica?

In che modo la diseducazione alla musica spegne anche il gene più volonteroso nelle menti dei giovani studenti, fruitori musicali del futuro?

In quale forma, al contrario, una scelta artistica responsabile e col vivo senso storico, pur trovandosi ad operare con limitati mezzi economici (come nel caso delle realtà teatrali più piccole , ad es. i teatri di Tradizione) fanno proprio della Storia Musicale la propria Bandiera, riproponendo titoli lasciati morire dall’indifferenza progettuale, ci mettono nella condizione critica della rivalutazione dell’opera sepolta. Decretandone, la più parte delle volte, un’autentica Rinascita. Perché Memoria e suo esercizio, producono spesso Rinascita.

Mi sono domandata molte volte quale sia il diritto a chiudere dentro scatole di ostracismo, sigillate con  indifferenza, timbrate di superficiale disinformata opinione, un lavoro che il Compositore, nel suo silenzio, abbia cercato di lasciarci come dono prezioso del proprio pensiero creativo il quale, attraverso Melos e Drama ci rimandino di un epoca feeling e pensiero dell’uomo del suo tempo.

Non ho trovato risposte significativamente valide a render ragione di tale perenne distrazione.

Perciò all’Oblio in Musica, ho risposto con 26 anni di servizio costante al recupero di quelle opere lasciate negli archivi ,molto spesso capolavori, dei quali i nostri giovani non possono certo avere Memoria, né aver una idea della loro “Stimmung” perché nessuno(o quasi) l’ha trasmessa loro.

 

Il valore della Memoria

 

E dire che nei nostri computer tutti noi salviamo in gran fretta ogni lavoro, affinché un qualsiasi guasto alla rete non ci cancelli ciò che, con tanta fatica, abbiamo costruito:

Ma la Memoria è ben di più del “salvare” a computer o su dischetto. Molto di più anche del conservare, PUR SE FONDAMENTALI.

Memoria necessita di “conservazione”  del patrimonio culturale e, nello specifico, musicale ma ancor più Memoria è  vivere nella ostinata volontà di diffondere, divulgare ciò che salviamo, magari andando contro le leggi del mero guadagno , ma senz’altro ottemperando a ciò di cui, io credo, abbiamo tutti bisogno.

Rispondendo all’obbligo civico di lasciare alle generazioni che ci faran da staffetta, la nostra fiaccola, che consiste nella conoscenza della Storia attraverso tutte le sue componenti. MUSICA SCONOSCIUTA COMPRESA.

In questa ottica ho raccolto del mio breve ma faticosissimo percorso controccorrente tutto ciò che pensavo potesse invogliare i giovani a nuova conoscenza. Registrazioni, prove, dossier di stampa, foto, dischi. Tanto che ad un certo punto mi son detta: a chi dunque tutto ciò?  senza figli, senza discendenti?

Già! ma fuori di casa mia stanno tanti giovani studenti, a loro e a tutti i curiosi, musicofili o musicologi  o critici musicali, poteva destinarsi la mia Memoria. Ne è nato un volume di 512 pagine ,di circa 900 fotografie, che racconta iconograficamente e drammaturgicamente 21 Opere – buffe, drammatiche, classiche, moderne; RARE PERO’ !

OPERE RARE, come già detto, per scomodità di esecuzione o per mancanza di volontà politica e artistica o ancor peggio per COLPEVOLE  mancanza di fantasia, sono – fra le molte da me interpretate, – arrivate a me e ad esse ho detto il mio SI’ Artistico. Totale, senza riserve.

Un aneddoto per tutti: Ricordo, cosa accadde nel 1995 a Bergamo, a casa, con mio marito Gianandrea Gavazzeni.  Curiosa come sempre degli archivi ”impolverati”, frequentavo assiduamente la  sterminata Biblioteca del Maestro. Negli scaffali più lontani, in basso, nel piano più polveroso per antonomasia, cercavo e trovavo quotidianamente spartiti del nostro straordinario Primo Novecento. Ne cavavo il volume e salivo – con l’entusiasmo d’una ragazzina - alla sala del piano dove il Maestro leggeva o studiava o suonava al pianoforte (perché oltre che straordinario direttore d’orchestra Gianandrea fu anche un meraviglioso pianista). E subito: “Gianandrea, ho trovato Parisina! Mio Dio, è di Mascagni e del mio adorato D’Annunzio (perché io sempre un po’ decadente sono stata!). Fammi sentire come suona”

E il Maestro apriva Parisina di Mascagni -D’Annunzio nel punto del suo 4° atto, quello stesso che Mascagni volle soppresso per l’incredibile lunghezza dell’opera che sterminava tutti gli interpreti _ (non a caso in  Galleria a Milano, si diceva “Parisina Parisina la cumincia alla sira la feness a la matina”).

Quello stesso 4 atto che – diceva Gavazzeni – “era il più straordinario, l’autentica contemplazione quasi wagneriana della morte”, durante il quale Ugo d’Este e Parisina Malatesta attendono l’alba per esser decapitati dal padre e marito Nicolò d’Este.

Posto lo spartito sul vecchio Bechstein di casa, il 4° atto  suonò, per mano di mio marito, le sue straordinarie armonie. E il verso D’Annunziano prendeva, con la musica di Mascagni  - raffinatissima, quasi straussiana – ben diversa da quella nota a tutti  di Cavalleria rusticana -  il colore verdognolo e fresco che prende l’alba , e la Morte vi era come “acqua fresca che zampilla dalla gola”, e Parisina chiedeva che Ugo la prendesse “come fascio d’erba sulle sue spalle”, non odendo “più la stilla del tempo”.

In questa immota, rarefatta e pur sensuale attesa della morte, la musica di Mascagni mi folgorava, attraverso il pianismo sapiente di Gianandrea, e subito ne diventavo strenue paladina.

Così che si arrivò ad eseguirne – nella sorpresa, pensate: sorpresa! di tutti – ad eseguirla proprio qui al Comunale, coi complessi del Maggio, in un concerto diretto da mio marito in occasione del Cinquantenario della scomparsa di Mascagni. Ed io, religiosamente, mi sentivo tanto profondamente Parisina che morire in quella musica pareva estasi pura, proprio come il Maestro mi disse quel giorno in cui gli capitai di fronte  con la partitura in mano.

Parisina segnò tanto il mio cuore d’artista che,(a posteriori posso quasi esser certa che Gianandrea, dagli “scranni celesti” come dice il Professor Cagli nella prefazione al mio libro, abbia tirato i fili di questo burattino - io) che ottenni – con caparbietà – la sua esecuzione in Francia per il Festival di Radio France e Montpellier nella stagione 1999 , consegnandola in un bellissimo CD (molto pregevole anche iconograficamente – la copertina è infatti  una bellissima Phedre di Cabanel) , Cd che venne poi premiato dall’Accademie international du disque  Lyrique di Parigi  col Platino per la miglior interpretazione e per il recupero artistico del capolavoro mascagnano.

Un aneddoto a significare che in questa avventura di OPERE RARE, ho avuto il destino di trovarmi ben accompagnata, perché la mia curiosità e i miei entusiasmi incontrarono medesima partecipazione nel Maestro e bastò alla sua autorità a tradurre in pratica ciò che per la miopia   di chi doveva darci Memoria si trascurava diligentemente.

Fu questo il caso di Zazà di Leoncavallo, di Caterina Cornaro di Donizetti, dell’Aviatore Drò di Balilla Pratella, della reginetta delle rose di Leoncavallo, di Loreley di Catalani, di Esclarmonde di Massenet ecc., cui dovetti seguir SOLA con la mia SOLITARIA VOCE     quando Lui decise di Partire per sempre…

In RITRATTI, la mia prima fatica editoriale, consegno 21 + 3 opere dimenticate.

Le corredo delle fotografie che possiedo, ne ordino la sequenza drammaturgica, compilo il verso poetico del libretto cantato in quel preciso atteggiamento scenico, ricostruisco la locandina- ossia gli interpreti e tutta la distribuzione che partecipo’ alla produzione che illustro nel volume e faccio precedere ad ogni capitolo-opera una scheda musicologica, la quale racconti dell’opera rara eseguita genesi , fortune o sfortune, primi interpreti, cenni critici, e un breve sunto della vicenda drammaturgica. Un CD contenente 18 brani estrapolati dalle stesse 21 opere , dà dei 21 personaggi un’eco anche “acustica”, perché ogni volto che dica il verso poetico abbia la “sua  voce”.

Infine: il mio RITRATTI  è testimone UNICEF, perché di questa fatica , siano destinatari ultimi i bambini di tutto il mondo che soffrono ogni genere di ingiustizia..

Infatti il ricavato dalla vendita è – per mio ferma decisione – tutto destinato al PROGETTO BAMBINI per l’Unicef.

Perché – se vogliamo – è come a dire che,  PER ME la MEMORIA  contrapposta all’OBLIO nel SERVIZIO ALLA MUSICA non poteva dimenticare l’OBLIO PRINCIPE che è insito nell’indifferenza a chi soffre.

Grazie, a nome di tutti loro.

 

Giovedì 21 Ottobre 2004: L’ISTAT E IL VALORE DELLA STATISTICA

E’ un invito a non fermarsi davanti ai numeri più noti, come il famoso indice dei prezzi mensile, quello formulato dal prof. Biggieri che, pur non affrontando i punti più scabrosi delle quotidiane polemiche sui dati ISTAT, ha ricordato i pericoli insiti nelle sintesi statistiche, specialmente quando le loro componenti sono affidate a complesse norme di legge. L’ISTAT, anche attraverso il suo sito internet www.istat.it, mette a disposizione una messe di informazioni di vasta portata che non chiedono altro che di essere valutate ed interpretate, non già dagli statistici ma da tutti i cittadini cui il servizio è rivolto.  Nel dibattito sono emerse alcune difficoltà sia interpretative che di complessiva valutazione dei dati e in particolar modo dei riferimenti presi a base degli indici dell’inflazione che unanimemente appare più alta di quella misurata dal famoso “paniere”.

Martedì 12 Ottobre 2004: PREMIO COLUMBUS 2004

Accolti dalle chiarine del comune di Firenze, presente il gonfalone e l’assessore Giani, in rappresentanza dell’amministrazione municipale, numerosi cittadini e rotariani hanno affollato il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per la tradizionale consegna dei premi Columbus, quest’anno idealmente uniti alle celebrazioni colombiane volute dal governo nazionale per ricordare il genio italiano. Un genio che il prof. Zanfarino, nel suo intervento, ha voluto legare alla tematica della pace, come obiettivo di ogni dialogo sincero tra gli uomini. Quanta distanza dalla strumentalizzazione voluta in questo stesso giorno dal regime del presidente venezuelano Chavez, che ha fatto abbattere la statua del navigatore genovese, attribuendogli la responsabilità dei massacri degli indios! Firenze , invece, sceglie il dialogo e l’amicizia, come rappresentato dalla presenza di una delegazione dell’amico club giapponese Kyoto-Rakuhoku, che opera nella città gemella di Firenze. E il dialogo tra le sponde dell’Atlantico è stato bene esposto dai premiati. Il simpaticissimo Mike Bongiorno, la cui notorietà ha assicurato al Columbus una eco di stampa come non accadeva da anni, ha raccontato i suoi esordi americani e come ha adattato gli schemi dei programmi d’oltreoceano all’Italia. Mons. Ravasi ha sottolineato il ruolo della ricerca instancabile in ogni cammino culturale mentre Gianni Zonin ha dedicato il premio ai viticoltori italiani con cui condivide il successo in tutto il mondo.

Nel corso della serata, sviluppatasi poi al Palagio di Parte Guelfa, la delegazione giapponese ha risposto ai saluti e distribuito un piccolo presente. Il presidente Cioni ha quindi presentato ai Soci il Prof. Francesco Tonelli, proveniente dal Rotary Club Fiesole, ora graditissimo membro del Firenze Est, accogliendo poi il Dott. Eugenio Giani, assessore del Comune di Firenze, quale Socio Onorario per l’anno 2004-2005. Franco ha poi consegnato le distinzioni PHF al Past President dott. R.G. Gheri e alla Dott.ssa Carla Guiducci Bonanni , alla quale ha riservato la seguente motivazione: "per aver a tutelato e valorizzato i beni culturali e in particolare il patrimonio bibliografico a tutti i livelli, da quello nazionale a quello locale, profondendovi la passione del politico e la dedizione e il sapere dello studioso, conservando sempre l'amore per Firenze nel pensiero e nel cuore."                   

Nel pomeriggio ha funzionato un ufficio postale distaccato presso il quale sono state timbrate – con un annullo speciale inciso dall’amico Paolo Penco – buste commemorative, il cui ricavato è stato devoluto alla Fondazione Rotary. Un graditissimo ricordo per una buona causa che ha anche attirato i collezionisti.                                                       

Giovedì 7 Ottobre: Open Forum

Presieduto da Cesare Piccini, in veste di consigliere anziano, il meeting di oggi si e´sviluppato intorno alle vicende distrettuali che in alcuni interventi sono apparse meglio chiarificate. Parmeggiani ha esposto le origini dell'uscita del 2070 dal ICR e la conseguente pubblicazione di un annuario distrettuale. Minucci ha riferito sulla posizione del governatore e sui costi, confrontati con i precedenti presso l´ICR. La situazione dell'istituto non è di vicina soluzione nonostante l´impegno.

Piccini, con l´aiuto di M.Christina, ha spiegato lo svolgersi dei lavori che al Jolly porteranno allo spostamento della segreteria in altra sala. Per diversi mesi i disagi non mancheranno e il consiglio sta adoperandosi per ridurli al minimo.

Infine ha dato notizia dell'imminente ritorno della delegazione del club da Cracovia per un incontro con il club locale RC Cracovia Wawel. Il presidente Cioni e altri soci hanno riferito telefonicamente della grande soddisfazione per l´incontro. Per l´assenza del p.p. Gheri impegnato anch'egli a Cracovia l´assemblea dei soci per il bilancio 2003-2004 è rinviata a novembre.

Settembre 2004

 

Giovedì 30 Settembre :La Collezione Giapponese del Museo Stibbert  

Pochi musei al mondo sono amati dai ragazzi come il Museo Stibbert. Le sue collezioni uniscono il desiderio di scoperta dei giovani alla cultura di un grande collezionista che ha legato a  Firenze il suo eccezionale patrimonio. La collezione giapponese – cui sovrintende il dott. Civita – è un esempio interessantissimo di quell’amore (contraccambiato) per il Giappone che pervase l’Europa alla fine dell’Ottocento.

E’ infatti intorno al 1880 che Federico Stibbert iniziò ad interessarsi agli armamenti dell'Estremo Oriente, in concomitanza con la riapertura del Giappone ai mercati esterni. Il materiale delle tre sale giapponesi fu acquistato attraverso commercianti londinesi e rappresenta un nucleo di armi e armature che si colloca tra i più cospicui al di fuori del Giappone stesso, comprendendo circa 90 armature, 200 elmi, 300 sciabole, 600 tsuba (i guardamano delle sciabole) oltre ad armi in asta e accessori tutti di grande qualità e fattura, risalenti ai periodi Momoyama e Edo (dal 1568 al 1868).

La gita a Ravenna (25/9)

 Il Presidente Franco Cioni  ha inaugurato nel migliore dei modi il  programma di gite 2004-2005, sabato 25 settembre. L’organizzatore Giampaolo Ristori ci scrive:

Come da programma Sabato 25 un buon numero di Soci si è recato a    Ravenna. Facevano parte del gruppo anche diversi amici ormai abituali partecipanti alle nostre gite ed anche stavolta la scelta è stata giusta.

Nonostante il ritardo accumulato sulla tristemente nota Autostrada del Sole grazie alla professionalità della guida il programma è stato praticamente rispettato del tutto. Da segnalare, ancora a quasi tutti sconosciuta, la Domus dei Tappeti di Pietra , da pochissimi anni resa visibile a tutti. Particolarmente apprezzata anche la visita a Pomposa e la conseguente vista di Comacchio e delle valli del Po. Notevole anche il trattamento riservato dalla Tenuta Augusta , agriturismo che ha servito il pranzo.

 

Giovedì 23 Settembre : Il Vangelo, punto di riferimento in una società che cambia

L' 8 settembre 2003, festa della Natività di Maria e giorno in cui la Cattedrale ha celebrato il 707° anniversario della posa della sua prima pietra, proprio in Duomo, Mons. Claudio Maniago, Vicario generale, è stato consacrato Vescovo, col titolo dell'antica Chiesa di Satafi, in Algeria, e con l'impegno di collaborare, in qualità di Ausiliare, con l'Arcivescovo di Firenze. L'ordinazione di Mons.Maniago è stata per la Diocesi fiorentina un evento importante e significativo. Nato nel 1959 è il più giovane vescovo d’Italia. Proveniente dalla parrocchia della Regina della Pace, in Firenze è entrato nel Seminario maggiore fiorentino dopo il conseguimento della maturità classica conseguendo poi a Roma la licenza in liturgia presso il Pontificio Ateneo di S.Anselmo. Ordinato sacerdote il 19 aprile 1984 a Firenze, ha ricoperto l’incarico di rettore del Seminario Minore dal 1987 al 1994 e, nello stesso periodo, anche direttore del Centro diocesano per le vocazioni. E' stato stretto collaboratore del Cardinale Silvano Piovanelli e poi dell'attuale Arcivescovo Antonelli. Nel 1988 gli erano stati affidati gli incarichi di cerimoniere arcivescovile e docente di liturgia presso la Facoltà Teologica dell'italia Centrale; dal 1991 è direttore dell'ufficio liturgico diocesano; nominato Pro-Vicario generale nel 1994 dal Cardinale Piovanelli, dal 2001 è Vicario generale della Diocesi.

Nelle intenzioni del mese di ottobre l’Apostolato della preghiera, organizzazione cattolica che suggerisce temi di riflessione attuale per la preghiera individuale, chiede di rivolgersi a Dio perché la nostra vita testimoni anche ai lontani e agli indifferenti la perenne novità del Vangelo.

Mons. Maniago ha interpretato questo tema di grande attualità in un Paese dove i lontani dalla Chiesa, come anche gli indifferenti, sono ormai numerosissimi. Per stabilire un dialogo aperto con tutti l’intervento del Vescovo ha rappresentato un momento importante per riscoprire l’attualità del Vangelo, storia di un uomo che a distanza di duemila anni non cessa di essere in mezzo a noi, soffrendo, gioiendo, lavorando e anche mangiando insieme. Il Vangelo ci ricorda le nostre origini, la lunga storia della fede in questo Paese e in tutta l’Europa, punto fondante dell’identità comune. Solo riscoprendo quest’identità potremo porci veramente in dialogo con gli altri e non aver paura – come anche molti interventi del dibattito hanno dimostrato – delle difficoltà che i tempi ci pongono.

 

Giovedì 16 Settembre :  Rinascita dell’energia nucleare? Una prospettiva dagli Stati Uniti

Il dott. Bonaca – da molti anni negli Stati Uniti – ricopre il prestigioso incarico di presidente del Comitato consultivo per l’energia nucleare presso l’autorità del nucleare USA, un osservatorio privilegiato sia per valutare lo sviluppo industriale e tecnologico del settore, sia per l’esame dell’opinione pubblica, in passato molto scossa dal pericolo di incidenti come quello di Chernobyl sulla cui scia  - con un referendum – gli italiani rinunciarono all’apporto del nucleare in campo energetico.

A distanza di molti anni la sicurezza raggiunta dagli oltre trecento impianti moderni esistenti al mondo (di cui oltre cento negli Stati Uniti) e la crescente ristrutturazione di quelli lasciati nell’Est Europa dalla fine della guerra fredda fanno intravedere una nuova stagione per il nucleare. Negli USA l’energia nucleare offre il 22% del fabbisogno energetico e tre nuove centrali potrebbero sorgere presto, oggi che le tecnologie sono divenute anche sul piano economico più competitive. In Europa l’interesse per il settore si è risvegliato con la recente acquisizione da parte delal Finlandia di una centrale francese mentre l’attivismo delle compagnie elettriche verso analoghe aziende dotate di centrali nucleari rappresenta un altro aspetto interessante. In particolare l’ENEL sta partecipando alla acquisizione della Elettrica Slovacca con un investimento di oltre 800 milioni di euro. Si constata qui il paradosso italiano. Il nostro paese – privo del tutto di centrali e con capacità analitiche ridottissime – è infatti produttore (Ansaldo e Breda) di importanti componenti utilizzati anche negli USA mentre si rende acquirente di forti capacità nucleari dai paesi vicini.

Il dott. Bonaca ha infine risposto a numerose domande sulla sicurezza e le differenze tra le centrali Chernobyl e quelle di tipo occidentale nonché sull’utilizzo del combustibile e lo stoccaggio delle scorie.

 

Giovedì 9 Settembre :  Il “miracolo” cinese

Con la concretezza di chi ha la quotidiana esperienza del contatto con l’economia cinese, Luca Bussani ha esposto le sue osservazioni corredando gli impressionanti dati della crescita del paese asiatico (costante sviluppo a due cifre percentuali del PIL annuale) con valutazioni non facilmente reperibili nella pur copiosa pubblicistica sulla Cina.

In primo luogo l’enorme problema infrastrutturale che il paese è costretto ad affrontare per dotarsi di centrali elettriche, ferrovie, strade efficienti. Se da un lato si costruiscono impressionanti dighe e si stupisce il mondo con il treno a guida magnetica, tutte le fabbriche cinesi sono costrette da mesi a sospendere il lavoro per due giorni la settimana a causa di black-out programmati e dovuti all’insufficienza di energia. D’altra parte i contrasti tra la fascia della popolazione più ricca, concentrata sulla fascia costiera, e le vaste masse dell’interno dicono quanto sia lunga la strada della modernizzazione. Nello stesso tempo le vicende politiche, acuite dalle tensioni sul fronte di Taiwan e di Hong Kong, fanno comprendere come la Cina sia forse solo all’inizio del suo cammino di nazione sviluppata. E tuttavia quand’anche solo il 10% della popolazione può godere di un benessere pari al nostro, ciò rappresenta oltre 150 milioni di persone, un mercato quasi triplo rispetto all’Italia!

Ciò rappresenta la grande opportunità per chi ha delocalizzato attività produttive in Cina, potendo non solo produrre per l’esportazione ma per un mercato interno in tumultuoso sviluppo  e dai numeri assolutamente grandi. Proprio i grandi numeri richiedono un approccio particolarmente organizzato ed un’analisi precisa dei gruppi e segmenti di mercato per potersi impegnare in Cina in una sfida che spesso rappresenta per le aziende italiane un salto dimemsionale cui potrebbero non essere preparate.

Come ha dimostrato il dibattito, il tema è di grande attualità. Tra l’altro nel fine settimana appena trascorso si sono svolte le elezioni legislative a Hong Kong, limitatissime ma assolutamente liberali rispetto a quanto concesso al resto della Cina. Un vivo ringraziamento all’amico Luca Bussani per la sua informativa.

Giovedì 2 Settembre : CAR SHARING

Il Car Sharing ( in italiano: l’auto condivisa) offre un approccio inedito alle quattro ruote.  Si compra l'uso effettivo del mezzo anziché il mezzo stesso. Il Car Sharing è la soluzione ideale per spostamenti brevi e frequenti. Un'alternativa per chi percorre pochi chilometri o per chi non intende rinunciare all'auto di proprietà, ma deve fare i conti con esigenze di mobilità che oggi sono risolte con l'acquisto di una seconda o terza macchina. Il Car Sharing è, in Italia, uno dei nuovi strumenti della mobilità sostenibile, inserito in un progetto del Ministero dell’Ambiente finanziato con 10 milioni di euro sin dal 1998 e solo in parte attuato. In alcune città (Milano ad esempio) il servizio è stato sviluppato da associazioni (al di fuori del progetto ministeriale) e con un certo successo. In pratica sette parcheggi e una centrale telefonica – gestita da Lega Ambiente – permettono l’uso di auto a prezzi concordati (benzina compresa) ritirando la macchina prenotata con rapidità e senza tutti i problemi connessi con la gestione di un mezzo proprio.

Il Decreto del Ministero dell’Ambiente 27 marzo 1998, relativo alla mobilità sostenibile nelle aree urbane, attribuisce ai Comuni il compito di incentivare associazioni o imprese ad organizzare servizi di car sharing, quale servizio pubblico di uso condiviso delle autovetture destinate ad essere utilizzate dietro il pagamento di una quota proporzionale al tempo d’uso ed ai chilometri percorsi, ed ha messo a disposizione le risorse, sotto forma di finanziamenti finalizzati, per le forme di gestione che saranno decise in ambito locale.  Il Comune di Firenze (delibera 15 maggio 2000 n. 408/75) ha aderito alla ICS - Iniziativa Car Sharing  incaricando la SaS - Società Servizi alla Strada SpA a maggioranza pubblica, affidataria dei servizi alla mobilità del Comune, di predisporre il progetto di organizzazione e realizzazione del servizio Car Sharing, anche in collaborazione con altri partner privati e/o pubblici.

Nella scorsa primavera 2004 quindi la SaS ha lanciato un bando per la individuazione di un partner cui affidare con apposita convenzione, la organizzazione, realizzazione e gestione operativa del servizio di Car Sharing nel Comune di Firenze.

Una commissione valuterà le proposte ed il progetto prescelto sarà soggetto alla approvazione della Amministrazione Comunale. Solo allora, salvo iniziative private come accaduto al nord, anche Firenze potrà disporre di questo innovativo servizio.

Numero 300

Rubiamo per una volta l’apertura al rapporto della giornata per segnalare con gioia il traguardo del trecentesimo numero del Bollettino. E’ con singolare coincidenza che oggi 2 settembre ricorra l’anniversario della nascita dell’indimenticabile prof. Anton Giulio Sesti, che tanto ha contribuito con originali testi al bollettino del Club durante molti anni. Ma questa pubblicazione – nata con il club stesso – ha vissuto del volontariato attivo di tantissimi di noi: dal fondatore della pubblicazione Avv. Lamberto Ariani e poi attraverso Fulvio Apollonio fino a Francesco Chiostri, che lo ha redatto fino alla morte lasciando al sottoscritto e al carissimo Roberto Montauti il bollettino nel 1994, quando cominciammo il cammino del suo adattamento ai tempi fino alla attuale forma elettronica, che si avvale del settimanale apporto della nostra Maria Christina ormai espertissima con il menabò che ogni settimana prepara velocizzando moltissimo il lavoro del vostro redattore e sorprendendo con uscite lampo, talvolta la sera stessa, i soci che ci leggono via posta elettronica già tornado a casa dopo la riunione.

Continua così il filo settimanale del diario della vita del club che crea anche quel background di informazione tanto necessaria specie a coloro che non possono intervenire a tutte le riunioni e che proprio attraverso il bollettino si mantengono aggiornati.

Un particolare ringraziamento infine ai collaboratori più assidui di questi ultimi anni che hanno arricchito il bollettino e la pubblicazione di un libro annuale con le loro idee e propri scritti. Per tutti citiamo i past president Giovanni Brandini, Ernesto Failla e Massimo Griffo.

E naturalmente l’invito a collaborare resta, per ognuno di noi.  (LC)

 

Luglio 2004

Giovedì 29 Luglio Saluti

Il tradizionale caminetto di fine luglio ha permesso ai presenti di scambiarsi gli auguri di buone vacanze e di accogliere un amico canadese in visita. Il presidente ha ricordato gli appuntamenti dell’agosto con la serata versiliese del 19 in primo piano, alla quale conta con la presenza dei tanti che saranno sulla costa toscana nelle prossime settimane.

Giovedì 22 Luglio La nostra serata al Golf dell’Ugolino

La tradizionale riunione al Golf dell’Ugolino ha permesso ancora una volta di avvicinarsi a uno sport che ha legato a Firenze uno dei suoi più affascinanti terreni di gioco, ambita meta di un turismo sportivo sempre più intenso. La relatrice, la presidente del Comitato Regionale della Federgolf Cinzia Giudici, ha ripercorso – con l’aiuto di una moderna presentazione al computer – gli aspetti storici e le regole di base del golf, sottolineando il valore di “gara contro sé stesso” che ogni golfista sperimenta più della gara contro le difficoltà del campo o la forza degli avversari. Il Comitato toscano è inoltre impegnato in attività promozionali quali campi itineranti e manifestazioni come il Golf al Ponte Vecchio, che hanno permesso al vasto pubblico di avvicinarsi anche in Italia ad una pratica che nel nostro paese, anche per motivi logistici, resta di élite.

In precedenza un gruppo di soci e familiari aveva potuto recarsi sul campo con le simpatiche macchinine elettriche del club e  ritrovare un paesaggio unico al mondo di prato all’inglese in una terra di oliveti e cipressi tipicamente toscana.

Il presidente – esprimendo la gratitudine del club per il suo impegno sociale non disgiunto da quello rotariano dell’amico Giuliano – ha consegnato infine alla emozionata signora Oria Sistini il PHF con pietra blu. 

Giovedì 15/07/04  L’Industria a Firenze

Firenze è una città industriale? Nonostante tutto sì. Sebbene costretta nello spazio ristretto della città e delle sue tante confliggenti esigenze, Firenze occupa nella storia dell’industria un ruolo fondamentale che richiederebbe una maggiore attenzione. D’altra parte  mentre dei Medici si ricorda il mecenatismo artistico, non va dimenticato che Giovanni De Medici, capostipite, solo nell'industria dei panni impiegava circa 300 laboratori con 10.000 operai. Ma anche in tempi più recenti (1964) fu la Nuovo Pignone di Firenze ad installare il primo computer  (IBM Sistema/360) che faceva uso di una nuova tecnologia, il chip integrato, che fu salutata come la nascita della terza generazione dei calcolatori elettronici.

L’amico Bartolini, dati alla mano, ha esposto con sintesi e precisione la situazione attuale e inaugurato la serie dei caminetti 2004-2005 con un tema di sicura attualità dando infine numerose risposte agli amici intervenuti.

Giovedì 08/07/04  

In sostituzione della prevista relazione sul futuro della scuola italiana, che il Prof. Angotti non ha potuto a causa di un improvviso impegno romano, ha preso la parola – su invito del Presidente – l’Amico Prof. Antonio Andreani, il quale nonostante il brevissimo preavviso, ha brilantemente svolto alcune considerazioni sul parallelo tema della situazione universitaria nel nostro paese. Con chiarezza di vedute e traendo numerosi esempi dalla sua esperienza professionale e umana, il Porf. Andreani ha offerto un quadro realistico delle molte difficoltà in cui si trovano le università italiane.  La familiarità con il Socio e le tematiche trattate hanno favorito un importante dibattito, prova della validità della decisione del Presidente Cioni di favorire il più possibile lo scambio di idee fra i Soci.

Museo del Bargello – Venerdì 02/07/04

DISCORSO APERTURA – Presidente FRANCO CIONI

A.R. 2004/2005

Stasera ha inizio il mio anno di presidenza del nostro Rotary Club: esattamente il 36°,  siamo infatti nati nel 1968

Sono consapevole che l’incarico che mi è stato affidato non è facile e richiede un impegno continuo e costante, tanto più quindi desidero ringraziare coloro che mi hanno espresso la loro fiducia scegliendomi come presidente per l’annata 2004-2005.

2004-2005,  anno che coincide con  il compimento dei cento anni del Rotary Club International, poiché ci saranno delle celebrazioni, chiedo fin d’ora il vostro aiuto concreto, con consigli e suggerimenti, che saranno tutti ben graditi da me e dal Consiglio, in quanto, siamo convinti, che solo con l’impegno di tutti i soci si possono realizzare i migliori risultati.

 Per questo vostro aiuto vi ringrazio in anticipo, come ringrazio il Past President Riccardo Gionata Gheri, qui seduto accanto a me e tutti i Presidenti che mi hanno preceduto, per l’amichevole incoraggiamento e per avermi consegnato un club numeroso, affiatato, e sempre più preparato a svolgere quell’opera d’impegno sociale, che è tra i primi obiettivi della nostra militanza nel Rotary.

E’ ora mio compito presentarvi il Consiglio che mi affiancherà nello svolgimento del programma e illustrarvi il programma stesso. 

Ma prima di farlo, consentitemi di rivolgere un affettuoso ricordo alla memoria di Carlo Enrico Rivolta, che è stata la prima persona che ho conosciuto entrando in questo Club nel 1983.

Carlo Enrico Rivolta era allora Presidente ed è stato lui che mi ha appuntato il distintivo sulla giacca.

Da allora, un reciproco sentimento di amicizia e di stima ci ha legati per vent’anni.

Oggi che mi avvio a svolgere la carica di Presidente sento profondamente la sua mancanza in quanto, sono certo, mi sarebbe stato prodigo di consigli e di aiuti.

Presentazione del Consiglio :

Vice Presidente                   Prof. Avv. Mario Pilade Chiti

Segretario                             Dr. Giuliano Sistini

Tesoriere                               Ing. Marco Minucci

 Consigliere Azione Interna       Rag. Cesare Piccini

Consigliere Azione internazionale     Dr. Attilio Rodella

Consigliere Interesse Pubblico       Prof. Natale Villari

Consigliere Azione Professionale     Dr. Massimo Griffo

Consigliere Azione Giovani      Dr. Adalberto Tronfi

Prefetti                                   Avv. Federico Antich Avv. Fabio Azzaroli

Delegati del Presidente per i Premi :

Columbus                             sig. Augusto Cesati

Hauda                                    Prof. Ivano Bertini

Testimonianza                      Dr. Luigi Cobisi

Responsabile del Bollettino:                    Dr. Luigi Cobisi

A questi amici rivolgiamo un caldo applauso per il lavoro, non indifferente, che gli aspetta.

Programma

Vi illustro ora sinteticamente le linee di orientamento del mio programma.

Premetto, che pur senza rinunciare a occasioni di particolare prestigio, da svolgere eventualmente con altri club dell’area fiorentina, è mia intenzione utilizzare al massimo le risorse del club per i temi che verranno trattati nelle nostre riunioni, chiamando i nostri stessi soci a svolgere relazioni. 

Questo per due buone ragioni:

Innanzi tutto perché ciò facilita la reciproca conoscenza e quindi l’affiatamento.

in secondo luogo perché fra gli stessi componenti del nostro club non manca certamente chi può illuminarci sui più svariati campi della conoscenza umana.

Inoltre è mia intenzione di dedicare la  mattina del primo sabato di ogni mese, a visite guidate per la città in luoghi, ambienti e musei, anche meno conosciuti ma non per questo meno importanti.

In questo quadro di turismo culturale è mia premura e mia intenzione organizzare,  due escursioni di un giorno in Toscana o in regioni limitrofe senza peraltro escludere l’eventualità di organizzare, se ciò appare possibile e gradito ai soci, viaggi anche di maggior durata.

Obiettivi del Club

Il primo obiettivo che mi propongo consiste nel favorire il più possibile uno spirito di unione fra tutti i soci, sviluppando sempre di più il desiderio e il piacere di stare insieme e di svolgere insieme i nostri programmi e le nostre azioni.

Per questo ho bisogno di tutti voi, del vostro impegno, della vostra volontà,   della vostra collaborazione,  della vostra disposizione ad aiutarmi,  

Sempre che condividiate con me la convinzione che questo è sicuramente un grande obiettivo, forse l’obiettivo principale del Rotary.

Cosa vuol dire stare assieme ? Vuol dire mettere insieme le idee, quelle nostre e quelle degli altri, ricavandone il meglio, nello spirito rotariano che ci deve contraddistinguere sempre.

Nello sviluppo di questo proposito non possiamo ignorare l’apporto che danno a ogni club i soci anziani,  i soci giovani e le nostre stesse famiglie.

Cosa possono dare e portare gli “anziani” come me ?

Quali valori ? Innanzi tutto lo spirito della tradizione, delle cose vissute, dell’esperienza: ma all’insegna dello sviluppo, dell’andare avanti, di scoprire il nuovo che ci riguarda tutti.

Ed ecco allora il ruolo dei “giovani” . Sono loro che ci permettono di capire meglio la realtà che cambia, di approfondire le tematiche dei mutamenti sociali, i desideri della società che ci sostituirà.

 Ma compito primario di noi rotariani è quello di capire e di tracciare, prima di altri, nuovi percorsi.

Nello svolgimento di questo compito, ritengo importante non solo servirci  dell’apporto fertile d’idee dei nuovi soci, ma anche di curare al massimo i rapporti con il Rotaract;

Sono consapevole che  i giovani del Rotaract daranno, in ogni caso, un ottimo contributo al miglioramento della società in cui viviamo, sia che diventino, in futuro, soci del nostro o di altri Rotary  club, sia che sviluppino in modo autonomo quei principi di collaborazione, di amicizia, di generosità d’animo e di civiltà che avranno appreso o sviluppato nelle file del Rotaract.

Grande importanza ha, a mio parere, il ruolo delle nostre famiglie, come è anche auspicato da coloro che curano lo sviluppo del Rotary a livello internazionale.

Ma non parlo soltanto del Comitato consorti, che tante benemerenze si è guadagnato, affiancandoci o addirittura promuovendo azioni e iniziative autonome di grande valore sociale ed associativo, ma anche dei nostri figli, che possono trovare nel Rotary, direttamente nello scambio giovani,  un punto di riferimento importante di civiltà, di amicizia fra i popoli e di progresso, e conseguentemente una partecipazione indiretta alle nostre iniziative culturali o sociali.

Questi sono i nostri scopi, gli scopi di una piccola parte della società, dotata però di capacità associativa indipendente dagli interessi personali e professionali e perciò, passatemi il termine un po’ ampolloso “illuminata”.

Come ottenere che i nostri scopi si trasformino in risultati ? A mio parere c’è un solo modo : operare assieme !

Paul Harris ebbe a dire che “ L’amicizia è la pietra d’angolo che regge l’edificio del Rotary e la tolleranza è la sua calce”:

E’ bene ricordare che l’amicizia si crea con il buonumore e, la capacità di mettersi umoristicamente e costantemente in discussione, è uno dei pilastri del vivere civile.

Come possiamo diventare amici ? la conoscenza deriva dal tempo che ci frequentiamo! Essere assidui alle nostre riunioni settimanali.

E’ proprio perché sono convinto che l’amicizia si sviluppa frequentandosi e coltivando interessi simili, ho previsto d’inserire visite culturali nella nostra città la mattina del sabato, come vi ho già detto, e gite di un giorno o più giorni fuori Firenze, ma devo anche ricordarVi che l’assiduità nel frequentare le nostre riunioni settimanali è il modo migliore per aumentare la reciproca conoscenza.

L’amicizia è mediata dal legame di appartenenza a un impegno sociale comune, che tutti devono sentire e ugualmente rispettare,  altrimenti l’amicizia fra rotariani finirebbe per trasformarsi in un rapporto unicamente interpersonale.

Definire tale rapporto col termine di amicizia sarebbe esagerato.

Il Rotary è,  e deve essere un’associazione di persone “uguali”, convinte della necessità di operare insieme a favore dell’umanità, in un impegno civile volontario e moralmente gratificante, che non attende né pretende alcun vantaggio. 

 Commemorazione del “Centenario”

Come vi ho gia’ detto ricorre quest’anno il centenario del Rotary Intenational che nacque da un’idea di Paul Harris il 23 febbraio del 1905 a Chicago.

Per questa ricorrenza il Distretto ha previsto diverse manifestazioni e anche alcuni “service” come :

Manifestazioni locali di celebrazione con la consegna, alla città di Firenze, della statua del maestro Jean Michel Folon.

Celebrazione della Fondazione Rotary, insieme al Console Generale Americano a Firenze, il 23 febbraio 2005

Incontro con il Presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, il 15 marzo 2005.

Udienza particolare del Sommo Pontefice, Giovanni Paolo II, il 16 marzo 2005.

Congresso Distrettuale del Centenario il 10/12 giugno 2005

Partecipazione alle manifestazioni internazionali di celebrazione del Centenario presso la sede mondiale del Rotary a Chicago il 18/20 giugno 2005.

Qualora fossero previste altre manifestazioni sarà mia premura tenervi informati nelle prossime riunioni.

Vi  riconfermo il mio impegno e vi ringrazio ancora una volta per la fiducia che mi avete accordata. e per la pazienza dimostrata nell’avermi ascoltato.

horizontal rule

 

 

 

Inviare a rot.fiest@tiscalinet.it un messaggio di posta elettronica contenente domande o commenti su questo sito Web.